Smoke

L’attesa dell’ordinanza concernente gli esami di Stato nel secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2019/2020 è essa stessa l’ordinanza?

7 maggio
Vorrei dire a chi si lamenta perché il ministero ha comunicato le modalità del megacolloquio a un mese dall’esame di Stato: poteva andare peggio, poteva comunicarlo il giorno della prova. Ma, a proposito, è uscita l’ordinanza?

9 maggio
L’ordinanza sull’esame di Stato non è stata ancora pubblicata. Ci scusiamo per il disagio e vi invitiamo a riprovare più tardi.

11 maggio
Ho fatto due conti. La bozza di ordinanza sull’esame di Stato è del 7 maggio. Il 9 maggio il Miur ha inoltrato la bozza al Cspi (Consiglio superiore della Pubblica Istruzione) per il parere, che peraltro non è vincolante, ma deve essere inserito nell’ordinanza. In mezzo c’è la domenica. L’esame inizia il 17 giugno. Hai voglia.

12 maggio
Ultimora. Lina Azzo, su parere del Cspi, ha modificato l’ordinanza per l’esame di Stato (sarà approvata oggi. Ah no? Ok). In sintesi: il presidente, esterno, sarà collegato in videoconferenza. Tecnici al lavoro per progettare un presidente unico per tutte le commissioni. Va bene anche un cartonato.

13 maggio
Dove eravamo rimasti? Sì, dunque, il testo dell’ordinanza sull’esame di Stato è stato chiuso il 7 maggio. Il 9 maggio (cosa è successo in quei due giorni?) è stata inoltrata una bozza al Cspi per il parere (che, come ho già scritto, non è nemmeno vincolante, ma deve essere inserito nell’ordinanza, dove si dice ritenuto di accogliere/non accogliere le richieste formulate dal Cspi). Il 9 maggio era sabato. La domenica i consiglieri, che sono parecchio anziani, hanno riposato. Lunedì hanno iniziato a leggere i visto e considerato (sono tre pagine). Probabile siano andati a rivedersi tutte le leggi citate dall’ordinanza. Hai visto mai, un consigliere superiore ha una bella responsabilità, ti fa uscire un’ordinanza con un megavizio di forma. Calcola che i consiglieri si vedono in videoconferenza, con la connessione che salta ogni minuto: ehi, consiglieri, mi sentite? ho problemi con l’audio, non riesco a sentirvi, eccomi, mi si blocca l’immagine, cosa succede il 17 giugno? E in più mettici che i consiglieri stanno studiando contemporaneamente anche l’ordinanza sulla valutazione finale, che è tanta roba (8 pagine). Per prima cosa bisogna fare la collazione di tutti i visto e considerato, ci si divide in sottocommissioni? Martedì è scoppiata la storia del nozionismo. I consiglieri si sono guardati e hanno detto: dobbiamo suggerire di eliminare il nozionismo dall’esame? Un consigliere, saggiamente, ha osservato che la task force si riferisce alle linee guida per il prossimo anno, che gli studenti di quinta, poverini, hanno studiato la didattica frontale fino a marzo, poi sono rimasti chiusi in casa tre mesi, cosa gli vai a chiedere le esperienze nel territorio. Un altro consigliere ha detto si è fatta una certa. E la seduta è stata aggiornata. Oggi buttate un occhio ogni tanto verso Roma Nord, può darsi che vedete una fumata.

Le citazioni sui problemi di connettività dei consiglieri sono copiate dalla chat della seconda rossa (nome di fantasia), tranne la domanda «cosa succede il 17 giugno?».

14 maggio
Il ministero dell’Istruzione non si è mai filato de pezza i pareri del Cspi, mo’ sembra che l’ordinanza sia appesa al filo del parere del Cspi. C’entra qualcosa Ponzio Pilato? (a parte il fatto che, si spera, i consiglieri superiori e/o il ministro/il viceministro/lo staff del ministro/del viceministro se ne lavino le mani con l’amuchina).

Aggiornamento delle 16.30
Ultimora. Il Cspi ha espresso il parere dopo una riunione fiume iniziata ieri mattina alle 10. In buona sostanza: «raccomandano fortemente esami della Maturità – con un protocollo di sicurezza nazionale stringente, dettagliato e prescrittivo a garanzia della salute di tutto il personale coinvolto – altrimenti meglio affidarsi, come già fanno con l’esame di Terza media, a un colloquio in remoto». E dopo hanno fatto un bagno nell’amuchina.

15 maggio
Secondo il parere del Cspi, tolta la questione dell’esame in presenza/esame on line nel quale i consiglieri immaginavano di essere il comitato scientifico, il megacolloquio deve essere semplificato. Siccome le prove scritte sono state eliminate, i consiglieri temono che possano rientrare dalla finestra. No alla divisione in capitoli, unica discussione. Occasione persa: chiedere di eliminare la relazione sulle esperienze svolte nell’ambito del PCTO. In terzo luogo i consiglieri sono contrari all’imposizione di una griglia standardizzata per valutare il megacolloquio. Fanno notare che questo nuoce all’autonomia delle commissioni,  che «essendo interamente composte da docenti della classe, potrebbero orientare in maniera più efficace una griglia di valutazione che tenga conto delle ripercussioni sulla classe della situazione straordinaria determinatasi a causa dell’emergenza Covid19». In quarto luogo osservano che manca una tabella per determinare i crediti e ne allegano una. Ora capite perché hanno impiegato una settimana a rispondere.

16 maggio
Questa nuova puntata della telenovela si potrebbe intitolare «Il ritorno dell’ordinanza dal Cspi al Ministero della Pubblica». Il parere, covato per una settimana, è stato deposto il 14 maggio dopo una seduta fiume in modalità telematica. A questo punto si potrebbe ipotizzare che al Nostro Ministero occorrano dieci (10) giorni per leggere le dieci (10) paginette recanti l’«Espressione di parere sullo schema di Ordinanza concernente le Modalità di espletamento dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2019/2020». Dieci giorni nei quali il Nostro deve fare una selezione attenta e scrupolosa di quello che va sotto la voce «ritenuto di accogliere» e di quello che ricade nell’insieme «ritenuto di non accogliere». Attenzione: se risulta che questo insieme si appesantisce di troppi elementi, bisogna modificare profondamente il testo dell’ordinanza. Altri dieci (10) giorni. A un certo punto della storia interviene la Croce Rossa.

ore 11.30
[Smentendo le previsioni riguardo ai tempi previsti per produrre l’ordinanza dopo il parere del Cspi]
Habemus papam.

L’esame sarà in presenza e consisterà di un megacolloquio della durata di un’ora, scandito in 5 parti che si possono paragonare a 5 gironi dell’inferno o a 5 cornici del Purgatorio (secondo i punti di vista), tutte adeguatamente grigliate, e potrà comprendere anche una domanda sull’esperienza della pandemia. Questo però nell’ordinanza non c’è scritto. È un invito di Lina Azzo. Secondo la prassi, non è stata accolta nessuna richiesta del Cspi.

Protocollo di sicurezza: due metri di distanza tra il candidato e i professori. E tra i professori? E tra i professori e il presidente? E tra il candidato e il presidente? Qualcuno mi fa un disegnino?

19 maggio
Gli esami vengono fatti in presenza. Per un mese si alza un polverone sui rischi di contagio, in cui (quasi dal nulla) compare un esercito di abolizionisti dell’Esame di Stato (inutile buffonata) della prima ora, che serve a distogliere l’opinione pubblica (esiste un’opinione pubblica?) da altri argomenti: gli organici, le classi pollaio, le scuole fatiscenti, fate voi. Durante l’esame esce fuori un problema, anche piccolo (meglio se piccolo): si chiude tutto. DaD tutta la vita.

20 maggio
Ditemi se ho capito bene: boicottiamo gli esami in presenza (inutile buffonata), a settembre rientriamo a scuola e facciamo lezione in classe, con tutta la classe. E se ci propongono ancora la DaD MONTIAMO SULLE BARRICATE.

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