Io, Robot

È venuta meno la centralità della figura dell’insegnante, ridotto a un disciplinato burocrate, a cui è tolto il tempo persino di studiare e di preparare le lezioni. Mentre sino a poco tempo fa la scuola era contraddistinta da un tempo improduttivo, era un intervallo sottratto alla produzione, ora non solo il linguaggio della sua gestione è diventato quasi esclusivamente economico, ma in parte anche la pratica dell’insegnamento.
Romano Luperini

11 marzo
Prof: nel modulo sul teatro non c’è solo la teoria
Classe: eh, non ci vorrà far recitare
Prof: certo che sì, devo recitare solo io qua dentro?

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LUCA MALGIOGLIO Mi dispiace ragazzi, devo passare un attimo in segreteria

[Post su Facebook, 4 dicembre 2021]

«Prof, se Paolo e Francesca erano innamorati, perché Dio li punisce? Prof, se Lucifero è tanto grande, come fa a sbranare Giuda, Bruto e Cassio con tre bocche così? Sono anche loro più grandi di una persona normale? Prof, come è possibile che per Dante è peggio tradire la patria che i parenti?».
Mi dispiace ragazzi, devo passare un attimo in segreteria.

«Prof, ma Gesù è esistito davvero?».
Come stiamo messi con le ore dei PCTO?

«Prof, le mie amiche dicono che devo essere fluida».
Avete portato i moduli delle iscrizioni?

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Di ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere

[La solitudine del satiro, 15 febbraio 2014]

Oggi, sabato 8 febbraio 2014, alle ore 10, avrei dovuto scrivere un verbale, ma, rinuncio, perché, mi vengono, troppe, virgole.

Oggi anche se ho «superato» la «virgolite» non posso «mettere mano» al verbale perché mi è presa la «virgolettite».

Vorrei tanto
cominciare
a scrivere
il verbale
ma siccome
il mio dito
schiaccia
continuamente
il tasto
a capo
preferisco
cominciare
un’altra volta
per paura
di sprecare
troppa
carta.

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Buscopan

«La solitudine del satiro», 25 gennaio 2014

La preside vuole che scriviamo gli argomenti del colloquio con i genitori. E allora dopo aver colloquiato con quel bravo padre del fatto che il figlio è distratto da una fanciulla nuova che è arrivata quest’anno e non segue la lezione né studia a casa che ci scrivo nello spazio apposito «Innamoramento e amore»?

E comunque nell’apposito spazio dovrei scrivere anche «buscopan» dato che una mamma è stata tutto il tempo a lamentarsi dei propri dolori de panza.

«Non è uccidendo una persona che la si fa riflettere»

Da La solitudine del satiro, 23 ottobre 2013

Tutti i temi sulla frase di Gino Strada cominciano dicendo che uccidere un uomo è sempre sbagliato, alla fine della prima colonna cominciano i distinguo, nella seconda si sentono i primi spari.

Alessio sostiene che «Tutti nella nostra vita abbiamo odiato talmente tanto qualcuno da volerlo uccidere».

Benedetta è l’unica che non ha ritrattato. Scrive: «Non è uccidendo una persona che la si fa riflettere».

La casistica secondo Valeria è limitata: si uccide in guerra o per follia. E «senza la guerra e la follia sarebbe un mondo monotono». Propone però di uccidere «con giusto criterio».

Lost in Translation

[Diario, 7 aprile-3 agosto 2021]

Diffidiamo de’ casamenti di grande superficie, dove molti uomini si rinchiudono o vengono rinchiusi. Prigioni, Chiese, Ospedali, Parlamenti, Caserme, Manicomi, Scuole, Ministeri, Conventi. Codeste pubbliche architetture son di malaugurio: segni irrecusabili di malattie generali.
Giovanni Papini, Chiudiamo le scuole

7 aprile
Oggi inizia il nono capitolo del diario DaDa, il titolo è «Lost in Translation». Il senso della realtà è mancato fin dall’inizio o si è perso per strada? E se si è perso per strada, precisamente, quando?

Nota: il colore arancione dipende dal leggero retrogusto di salmone avariato che si mastica nella scuola in questo periodo.


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FLAVIO MARACCHIA Tachipirina 1000

[Gli opliti di Aristotele, 16 marzo 2021]

Oggi mi è venuta la febbre. È il minimo che possa capitare in momenti come questo. All’ora stabilita non riesci a connetterti per vedere a distanza i bambini della tua classe. Provi con tutti i router possibili, ma è inutile. Fino a ieri tutto andava liscio, ma alla legge di Murphy non si può sfuggire. Oggi che ti serviva perfettamente funzionante la rotellina gira all’infinito, stolida davanti alle tue imprecazioni.

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Profondo rosso

[Diario DaDa, 14-31 marzo 2021]

Mia nonna voleva che io ricevessi un’educazione; per questo mi tenne lontana dalla scuola.
Margaret Mead

14 marzo
Oggi inizia l’ottavo capitolo del diario DaDa. Si intitola «Profondo rosso». Sottotitolo: le scuole non hanno mai chiuso, quindi nemmeno adesso. Si preannuncia breve e intenso. E alla fine si scopre che l’assassino è il maggiordomo.


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DANIEL PENNAC L’importanza dell’appello

Da «Diario di scuola», pp. 109-10

Un gesto affettuoso che si può fare anche a distanza, l’appello. Rispetto al racconto di Pennac la voce degli studenti e del prof, quando dicono «presente», potrebbe risultare leggermente metallica

lo e miei studenti facevamo un giochetto. lo dicevo il loro nome, loro rispondevano. E io ripetevo il loro «presente» a mezza voce, ma con lo stesso tono, come un’eco lontana:
«Manuel?».
«Presente».
«“Presente”. Laetitia?».
«Presente!».
«“Presente”. Victor?».
«Presente!».
«“Presente”. Carole?».
«Presente!».
«“Presente”. Rémi?». Continua a leggere “DANIEL PENNAC L’importanza dell’appello”