ELIAS CANETTI Quel continuo fluttuare fra individui e figure tipiche è una delle cose che più stanno a cuore ai poeti

Da «La lingua salvata»

La diversità degli insegnanti era sorprendente, è la prima forma di molteplicità di cui si prende coscienza nella vita. Il fatto che essi ci stiano davanti così a lungo, esposti in tutte le loro reazioni, osservati ininterrottamente per ore e ore, oggetto dell’unico vero interesse della classe, impossibilitati a muoversi e dunque presenti in essa sempre per lo stesso tempo, esattamente delimitato; la loro superiorità di cui non si vuole prendere atto una volta per tutte e che rende acuto, critico e maligno lo sguardo di chi li osserva; la necessità di accostarsi a loro senza rendersi le cose troppo difficili, dato che non ci si è ancora votati al lavoro in maniera esclusiva Continua a leggere “ELIAS CANETTI Quel continuo fluttuare fra individui e figure tipiche è una delle cose che più stanno a cuore ai poeti”

AGOTA KRISTOF I professori

«La vendetta»

Durante gli studi provavo un immenso affetto per i miei professori. Mi ispiravano un’ammirazione e un rispetto tali che mi sentivo obbligato a difenderli dalla brutalità dei miei compagni.
L’inutile tortura dei professori mi rivoltava. Anche quando davano cattivi voti. I cattivi voti non hanno alcuna importanza, allora perché fare del male a creature deboli e indifese?
Ricordo uno dei miei compagni che, molto abile, scivolava in silenzio alle spalle del professore di biologia e gli sfilava i nervi dalla colonna vertebrale per poi distribuirli tra noi. Continua a leggere “AGOTA KRISTOF I professori”

LOUIS-FERDINAND CÉLINE La sessione dei cretini

Da «Morte a credito»

La mattina degli esami di licenza mia madre chiuse bottega per potermi incoraggiar meglio. Dovetti sostenerli alle Comunali vicino a Saint-Germain-l’Auxerrois, proprio nel ricreatorio. Per la strada lei mi raccomandava d’aver fiducia in me stesso. Il momento era solenne, lei pensava a Caroline, e quel pensiero la faceva di nuovo piagnucolare…
Tutt’intorno al Palais-Royal mi fece recitar le mie Fiabe e l’elenco dei Dipartimenti… Alle otto precise, davanti al cancello, noi eravamo lì, per essere iscritti. Continua a leggere “LOUIS-FERDINAND CÉLINE La sessione dei cretini”

Quattro miliardi di pagine

Assegno per mercoledì una pagina di grammatica: studiare pag. 31.
Una pagina sola in una settimana, protesta Rebecca.
Una pagina per la prima settimana, due per la seconda, quattro per la terza, otto per la quarta… le settimane di scuola sono 33…
Sono più di quattro miliardi di pagine protesta Claudio
Se dimostrerete di avere voglia di studiare vi risparmio un miliardo di pagine, li rassicuro.

I libri che [non] ho fatto leggere

In seconda verde ho chiesto di raccontarmi qualcosa dei libri letti durante l’estate, tra cui alcuni consigliati da me. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è un giallo, cioè una specie, però strano eh, io ho letto i racconti di Edgar Allan Poe. Quali? Tutti. Quale racconto ti ha colpito di più della boutique del mistero di Buzzati? L’ultimo. I dieci piccoli indiani ti ha fatto venire voglia di leggere altri romanzi di Agatha Christie? No, mi ha fatto venire voglia di vedere il film. Ha anche visto l’oscar. Mostra la costola del libro, dove effettivamente c’è un oscar disegnato. Alla domanda se durante la lettura qualcuno spegne il cellulare è scoppiata una risata fragorosa. Erika ha concesso: io quando leggo lascio il telefonino in un’altra stanza.

ROBERTO IGNAZIO IPPOLITO La fatica dell’insegnare

Oggi è uno degli ultimi giorni di scuola, di una certa scuola, di un certo anno.
Un certo insegnante fa svolgere una verifica scritta in classe, vuole avere un riscontro, il più possibile attendibile, del livello delle conoscenze acquisite dai ragazzi.
Allora mette in chiaro le regole: non si può copiare, i banchi devono essere distanziati l’uno dall’altro, su di essi niente zaini, astucci e materiale vario, solo il foglio di carta, la penna, la calcolatrice, il righello, nient’altro. Continua a leggere “ROBERTO IGNAZIO IPPOLITO La fatica dell’insegnare”

GIORGIA LOI Vita d’aula. Interrogazione su Leopardi

Dopo fluente discorso sulla teoria del piacere e le fasi del pessimismo (pessimismo o realismo?) passiamo ai testi e Martina (nome di fantasia) inizia: «Nel Sabato del villaggio la visione della vita è meno catastrofica rispetto alla Sera del di’ di festa».

Io: «perché? Il Sabato appartiene già ad una fase più avanzata del pessimismo, mentre la Sera s’inserisce nella stessa atmosfera dell’Infinito con l’idea che le illusioni danno respiro al dolore dell’individuo».

Continua a leggere “GIORGIA LOI Vita d’aula. Interrogazione su Leopardi”

Complicità (rapina alla posta)

Gli studenti hanno capito bene il concetto di complicità: risultano coinvolti nella rapina alla posta (di via Cambellotti, non credo che ci metterò piede dopo questo compito), nell’ordine: la donna incinta, un impiegato (che doveva dare l’allarme e non l’ha dato), persino un inquilino del terzo piano che fornisce una descrizione fumosa di ciò che ha visto dalla finestra e quando i banditi se ne sono andati scappa in Canada: «Non so come sia andata agli altri della banda ma io sono molto felice». Un palo non ha la stessa fortuna: all’appuntamento con i banditi la sua parte gli viene pagata con un sacco di botte (ed è per questo che diventerà commissario di polizia, perché, consiglia nella conclusione, «imparate a fare del bene»). I banditi hanno tutti il passamontagna Continua a leggere “Complicità (rapina alla posta)”