Prof, ma Ceres è una marca di birra (Torbellae disputationes, aa ss 2015-2018)

 

Il latino è e non è l’italiano; il suo fascino è ironico, stremante, esasperante. È un modello di possibilità linguistiche, e insieme di impossibilità.
Giorgio Manganelli

Valentina, declina ancilla.
ancilla ancillae ancillae ancillam ancilla ancilla.
E la traduzione?
la serva (soggetto) della serva alla serva la serva (complemento oggetto) osserva conserva. Continua a leggere “Prof, ma Ceres è una marca di birra (Torbellae disputationes, aa ss 2015-2018)”

Orazio

Secondo Massimiliano: repetita iuvant… scripta manent!

Ipotesi per alta nive: lunga barba. No perché cioè se il resto dice: Lo vedi come sta Socrate bianco…

La terza strofa dell’ode di Orazio è diventata il terzo comma. E quindi permitte divis cetera non è un imperativo morale, ma un decreto.

Secondo un altro Orazio è diventato un poeta greco… ti sei reso conto di avere fatto una traduzione dal latino? (su questa cosa possedevo una foto)

La solitudine del satiro, 17 febbraio 2013

VALERIO PEZZOLI Storia di F… storia di C

[Quando suona la campanella, 29 gennaio 2018]

…è una storia di scuola, è una storia di sanità, è una storia di donne, ma soprattutto è una storia di potere e di sudditanza

Siamo al rientro dalle vacanze di Natale e ci accoglie lo sciopero delle maestre (e maestri) dell’8 gennaio 2018 contro l’espulsione di un certo numero di loro dal posto di insegnamento e di graduatoria imposto dal governo tramite un pronunciamento del Consiglio di Stato, spesso troppo succube dei desiderata governativi. Continua a leggere “VALERIO PEZZOLI Storia di F… storia di C”

Martina studia, ma potrebbe fare di più

Oggi al Grande Colloquio Generale ho capito che i genitori «potrebbe fare di più» se lo dicono da soli. Poi vanno a casa e dicono «il prof ha detto che potresti fare di più».

Per esempio tu consigli a una mamma di far esercitare Martina con il vocabolario. Anche un’ora va bene. Senza interferenze. E poi controllare se ha fatto giusto. Una banalità come questa. E la mamma ti guarda con quell’aria tra distratta e complice e dice: «ho capito dirò a Martina che potrebbe fare di più»

Il mio primo giorno di scuola

[Quando suona la campanella, 15 ottobre 2017]

Arrivo con un’ora di ritardo. I candidati stanno svolgendo il compito. La presidente di commissione, d’ora in poi Angela Boncristiano, dice: siccome siamo colleghi ci smezziamo i compiti di italiano così si fa prima. Al termine della prova si formano due sottocommissioni. Io sto con una collega di meteorologia e uno di elettronica. Dico: la presidente, siccome è una collega… Dicono: che collega, insegna inglese. Continua a leggere “Il mio primo giorno di scuola”

FEDERICA CAPPUCCIO La scuola improbabile

La vita quotidiana nella buona scuola

Il primo collegio (1 settembre)

Il preside Affabile è affabile finché tutti intorno gli sorridono, stendono tappetini, fanno inchini. Quando una collega si alza durante il collegio e chiede chiarimenti su come sono state spalmate le ore di potenziamento Affabile perde quella sua aria paterna. Inizia ad alzare la voce: voi (fa un gesto come per abbracciare tutto il collegio) voi… voi da quest’anno siete tutti potenziatori. Anzi, per me siete tutti potenziatori. Poi, il tono torna affabile: per favore non usate più quell’espressione, spalmare. Siamo in una scuola, non dietro al banco di Mac Donald’s. Continua a leggere “FEDERICA CAPPUCCIO La scuola improbabile”