La presidente ha ucciso una zanzara con un compito

Inizia un diario dell’esame di Stato che si intitola «La presidente ha ucciso una zanzara con un compito». In realtà è un diario in differita. I personaggi sono veri, tranne i nomi di fantasia, ma i fatti si sono svolti 8 anni fa. Mi piace ricordare che quell’esame si è svolto in gran parte all’aperto, senza lavagna interattiva, con un pc collegato alla rete attraverso un filo di 50 metri, nel cortile della scuola da cui ero partito tre anni prima e dove sarei tornato tre anni dopo. Le date sono state adattate.

15 giugno
Nell’armadio della commissione oltre alla cancelleria e alle scartoffie ci sono due bocce: una di gel per igienizzare (spesso) le mani, una di disinfettante per superfici offerto da Nonna Papera. Servirebbe anche una boccia di Autan. C’è mezza risma di carta. Dice che ce ne danno un’altra quando l’abbiamo finita e anche il toner è scarso. Continua a leggere “La presidente ha ucciso una zanzara con un compito”

FLAVIO MARACCHIA Lo scrutinio degli orrori

[Gli opliti di Aristotele, 8 giugno 2020]

Siamo in cinque. I quattro docenti della seconda effe e il Dirigente, che presiede lo scrutinio perché gli tocca la scocciatura di dover superare in qualche modo l’anomalia del maestro che rifiuta di mettere i voti ai bambini. Il che non sarebbe un accidente neanche tanto rilevante se non fosse che rischia di portarsi dietro la conseguenza di produrre un documento pubblico che si fa burla della normativa vigente.

Strano a dirsi, ma la normativa dal prossimo anno scolastico prevede proprio l’abbandono dei voti nella scuola primaria. Ottusamente chiede però ancora per qualche mese l’atto di fede di credere che i numeri possano raccontare i bambini, nonostante la clausura forzata ci abbia costretto a vivere con quei bambini un’esperienza che con la nostra scuola non ha nulla a che fare. Si decreta la fine di un sistema, ma anche quando poter iniziare a riderci sopra. Si assicura d’ufficio la promozione a tutti gli studenti italiani, ma si continua lo stesso a volerli valutare. Anche se hanno sette anni. Continua a leggere “FLAVIO MARACCHIA Lo scrutinio degli orrori”

Breakdown (Crollo nervoso)

[Diario DaDa, 7 maggio-9 giugno 2020]

7 maggio
Il primo capitolo del diario della DaDa era possibilista. Nessun entusiasmo (non ci poteva essere), ci è capitato di dover fare lezione da una finestrella, cerchiamo almeno di mantenere il contatto. Anche questo aspetto si è rivelato illusorio. Il secondo capitolo si apre con la constatazione che la DaDa è infernale. In sottofondo suona, ossessiva, De Do Do Do, De Da Da Da dei Police: Da Da De Do Do Do, De Da Da Da Da Da De Do Do Do, De Da Da Da eccetera. Il terzo capitolo vira sull’horror. Come il film di Cronenberg a cui si ispira («Videodrome»), affronta il tema della mutazione indotta da una tecnologia invadente. Il quarto capitolo è noir. Si intitola «Breakdown» («Crollo nervoso», episodio del 1955 di «Alfred Hitchcock presenta»). Continua a leggere “Breakdown (Crollo nervoso)”

MARIO FILLIOLEY Andare a piedi

[post su facebook, 6 maggio 2020]

Un problema che secondo me si sta facendo piuttosto serio con la didattica a distanza (che funziona benino, la verità) è che tante scuola stanno cercando in questi giorni di fornire a chi non ce li ha un ulteriore stock di dispositivi elettronici adeguati. Io, per esempio, sto facendo diversi giri di telefonate coi genitori della classe che m’è toccata quest’anno (una prima) e devo dire che per norma le famiglie mi rispondono: no, ma tutto sommato noi siamo a posto, non ci possiamo lamentare, magari questo dispositivo lo lasciamo a qualcuno che è proprio a piedi (essere a piedi, nel siracusano, significa tante cose, ma in generale sta per «essere privi di una cosa fondamentale», come ad esempio la macchina o il motorino o una bicicletta per gli spostamenti). Continua a leggere “MARIO FILLIOLEY Andare a piedi”

DANIELA PIA Lettera ai miei studenti/esse

[La Bottega del Barbieri, 12 maggio 2020]

Carissimi ragazzi e ragazze
Questi due mesi e mezzo di didattica d’emergenza hanno cambiato il nostro modo di vivere la quotidianità: la scuola, luogo di incontro, scontro e confronto ha dovuto fare i conti con l’assenza.
Ci è stato sottratto il luogo in cui il dialogo educativo si svolgeva in presenza di voi, studenti/esse dei docenti e di tutto il personale scolastico; una sottrazione necessaria a tutela della salute di tutti ma tremenda per le implicazioni che ne sono derivate.
Già Isaac Asimov, nel 1951, in un racconto intitolato ” chissà come si divertivano” aveva anticipato uno scenario in cui una scuola meccanizzata, una scuola in cui la tecnologia si prendeva il ruolo principale, lasciava due fanciulli alle prese con la loro solitudine: nell’anno 2157, Tommy e Margie, abituati ad usare solo il computer, ritrovano un libro il fatto costituisce un evento eccezionale. Continua a leggere “DANIELA PIA Lettera ai miei studenti/esse”

Smoke

L’attesa dell’ordinanza concernente gli esami di Stato nel secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2019/2020 è essa stessa l’ordinanza?

7 maggio
Vorrei dire a chi si lamenta perché il ministero ha comunicato le modalità del megacolloquio a un mese dall’esame di Stato: poteva andare peggio, poteva comunicarlo il giorno della prova. Ma, a proposito, è uscita l’ordinanza?

9 maggio
L’ordinanza sull’esame di Stato non è stata ancora pubblicata. Ci scusiamo per il disagio e vi invitiamo a riprovare più tardi.

11 maggio
Ho fatto due conti. La bozza di ordinanza sull’esame di Stato è del 7 maggio. Il 9 maggio il Miur ha inoltrato la bozza al Cspi (Consiglio superiore della Pubblica Istruzione) per il parere, che peraltro non è vincolante, ma deve essere inserito nell’ordinanza. In mezzo c’è la domenica. L’esame inizia il 17 giugno. Hai voglia. Continua a leggere “Smoke”

Portami via da qui

Quella che state per leggere è la trascrizione di un brano di un collegio docenti telematico in un momento di forte perturbazione audio. Mi scuso se non ho potuto eliminare del tutto le interferenze.

Audiooooo AIUTO è partita la mitraglia non si sente niente c’è un rumore di sottofondo è terribile chiudete i microfoni Concettaaaaa si sente malissimo cosa succede? ogni parola ha un’eco infinito infinito infinito infinito infinito infinito pura fantascienza psichedelica! non si sente nulla la gente è strana non si capisce niente AIUTOOO IL TERREMOTOOO è assordante non si sente nulla voglio annegare in questo mare mare mare mare mare non sento la tua voce solo un rumore infernale mentre ti vengo a cercare io sento un rumore atroce ci sono i lavori della metro c non si sente nulla chiedo scusa io vedo solo l’immagine di un uomo con il cappuccio Continua a leggere “Portami via da qui”

Videodrome

Diario DaDa, 28 aprile-6 maggio 2020

28 aprile
Il governo ha un piano per riaprire a settembre. Abbattere le pareti per muoversi più liberamente all’interno degli edifici scolastici. Disporre i banchi in cerchio anziché a file. Dimezzare le classi ma senza raddoppiare i prof (leggo su Repubblica che l’orario dei docenti può salire dalle attuali 18 ore a un massimo di 24. La notizia, se è una notizia, è passata quasi inosservata). I potenziatori possono tornare utili. Occupare teatri e musei in disuso. Alcune materie possono essere svolte in luoghi aperti anziché nelle aule. La geografia si farà sul posto, l’arte nelle piazze, le scienze nei giardini.

Intanto, ho guardato la posta. Lina Azzo ci ha scritto una lettera. Inizia con «Carissimi» e finisce con «migliore». Ottimismo. Continua a leggere “Videodrome”

MARIKA MARIANELLO La didattica a distanza (Le gioie dell’insegnamento centocinquesima)

[Cattive maestre, 4 aprile 2020]

E così, dopo un lungo periodo di webinar  e d’autoformazione imposta, forzata e intensa sulle piattaforme più all’avanguardia e alla ricerca di materiali didattici stimolanti e fruibili, e dopo una cascata di circolari, e-mail, messaggi, fake news, meme, catene de Sant’Antonio e santini di Padre Pio e inviti a pregare insieme a Papa Francesco e consigli di classe informali e ufficiosi su Whatsapp, tra risposte stizzite e celebrazioni dell’ego varie, in una sorta di competizione sfigata a chi è più tecnologic@, più efficiente e più martire, viene attivata (finalmente?) la fatidica piattaforma d’istituto per le videolezioni:

Prof mi sente? Prof mi vede? Prof la vedo a scatti. Prof la sento metallica. Prof è robotica. Prof vedo tutto nero/bianco/grigio/viola. Prof non mi funziona il Wi Fi. Prof sto per finire i Giga. Prof sto senza batteria. Continua a leggere “MARIKA MARIANELLO La didattica a distanza (Le gioie dell’insegnamento centocinquesima)”

Da Da De Do Do Do De Da Da Da

Diario DaDa, 14-25 aprile 2020

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
Italo Calvino, Le città invisibili

14 aprile
Riassunto della puntata precedente (Il possibile l’abbiamo fatto ecc.): mercoledì 4 marzo sono uscito da scuola alle 2. Il pomeriggio, sul tardi, dopo l’annuncio della chiusura delle scuole, ho incontrato la Marescotti (nome di fantasia) che chiudeva la cartolibreria nella piazza. Continua a leggere “Da Da De Do Do Do De Da Da Da”