Contratto (2)

Conserveranno gli eletti il programma che avevano da candidati, e metteranno nel difenderlo la stessa energia che vi mettevano prima?
Errico Malatesta

Il contratto, il capitolo sulla scuola, è molto sottovalutato, molti dicono di essere delusi per il fatto che non prevede la cancellazione di nessuna norma della 107 (non lo prevedeva nemmeno l’avanzatissimo, in confronto, programma dei 5s). Dicono che questa pagina sulla scuola dice tutto e niente. Come se sulla scuola si potesse liberamente sproloquiare. Come se non ci ricordassimo che ogni governo, tranne forse l’ultimo Prodi, ma per la propria debolezza, non certo per buona volontà, ha voluto intestarsi una riforma epocale della scuola. Quasi mai annunciata in campagna elettorale. E che quello che si va a fare con questo contratto è un sedicente governo del cambiamento. Continua a leggere “Contratto (2)”

Contratto

 

L’Huffington Post ha pubblicato il testo integrale del contratto di governo tra m5s e Lega, preceduto da un riassunto curato da cinque giornalisti. La premessa è il cambiamento, in particolare rispetto alle politiche dei tagli lineari e del risparmio a cui la scuola è stata sottoposta in questi anni. A proposito: dov’era la Lega ai tempi della riforma Gelmini? Poi c’è un’altra premessa, che ruota intorno all’eccessiva precarizzazione degli insegnanti. La piaga del precariato nella scuola che si riaffaccia a ogni inizio di legislatura.

I punti forti del documento sono tre. Il primo punto ha un sapore medievale: «Saranno introdotti nuovi strumenti che tengano conto del legame dei docenti con il loro territorio affrontando all’origine il problema dei trasferimenti». Continua a leggere “Contratto”

Sberle

Al muretto ho sentito due tizi che rimpiangevano il tempo in cui gli insegnanti davano sberle agli studenti. E le portavano a casa e mamma e papà gliene davano altre due a testa. Ora, premesso che io questo tempo non me lo ricordo il loro discorso di primo acchito mi è sembrato ridicolo, anacronistico e anche triste. Volevo dirgli che il modello autoritario della scuola è passato da un po’. Anche la famiglia, per dire. Ma questo non è un motivo per cui le sberle dovrebbero darle gli insegnanti. Stavo andando fuori tema. Il tema è che la scuola è sotto schiaffo. La categoria ha subito riforme di tutti i generi. Ogni riforma ha divelto qualcosa di buono che c’era. Renzi ha finito il lavoro. E noi, ogni volta, cercare di adattarci, adattare delle norme assurde, renderle meno assurde. E beccarsi gli insulti. E la faccia di Renzi che tronfio dice gli insegnanti devono tornare al centro. Ma al centro di cosa, di una piazza, di un bersaglio, di un ring?

Convergenze

Il contrattino di Di Maio per fare un governo con la Lega o il PD (uno vale uno) è stato scritto dal prof. Giacinto Della Cananea. Non so chi sia. Un leguleio di Tor Vergata. La prima cosa che ho fatto è stata andare a vedere se si chiede l’abolizione della #buonascuola (anche di altre leggi, si capisce). Non ho trovato niente. Allora cerco le corrispondenze con la parola «scuola». Siccome il documento è in pdf me le devo cercare a mano. Ovvero devo leggere tutta la pappardella. Cultura.

Nel primo documento allegato si parla delle divergenze tra le forze politiche. La scuola non è tra le divergenze. Continua a leggere “Convergenze”

Consultazioni

Vedendo questi giovani esponenti del PD che vanno a dire a Mattarella che loro dopo i danni che hanno fatto vogliono rimanere all’opposizione, non posso fare a meno di ripensare a quei giorni da maggio a luglio del 2015 quando di fronte a manifestazioni e presidi quasi giornalieri dei docenti contro la buona scuola il PD faceva approvare la 107 a colpi di fiducia, strozzando con un maxiemendamento il dibattito in commissione e in aula. E l’unica risposta pubblica di un rifiuto organico renziano era l’invito a picchiare gli insegnanti che manifestavano per le vie del centro.

Ma forse sarebbe divertente rileggere le biografie politiche di Orfini, Delrio, Marcucci e Martina per vedere se hanno mai smentito le uscite di Rondolino su insegnanti da picchiare, insegnanti meridionali che non sanno parlare la lingua italiana ecc.

Sbatti la scuola in ultima pagina

Le elezioni sono state una settimana fa. Finché è durata la campagna elettorale si è parlato di scuola in modo ridondante, ripetitivo, pressoché quotidiano. Chi proponeva la cancellazione della Buona Scuola, o il superamento, o lo smantellamento di alcune parti, o il potenziamento di altre, il liceo in quattro anni, la cultura del merito, la cultura dell’alternanza, più lavoro, meno lavoro, facoltativo, coatto, incongruo, congruo. E tanta innovazione, la tecnologia al servizio dell’apprendimento, le smart academy, le specializzazioni 4.0. E naturalmente, nuove assunzioni, tante nuove assunzioni, con o senza il filtro della chiamata diretta. Continua a leggere “Sbatti la scuola in ultima pagina”

Mi muovo proprio bene in questo gran casino

I

Il fatto che i 5s propongano un personaggio come Giuliano ministro dell’istruzione è un messaggio ai padroni del vapore, ai grandi elettori, hai visto mai che non hanno letto il programma (dove l’abolizione della 107 non è contemplata) e vadano a dare importanza solo agli slogan. Sono cose che si dicono prima delle elezioni.

Indipendentemente dal suo passato (ma si può prescindere dal passato? Non c’era nessuno con un passato un po’ meglio?) Giuliano attuerà il nostro programma, dice il coro dei 5s. Il programma che consiste nel cambiare qualche virgola della 107. O cambiare il nome di Alternanza Scuola Lavoro in Agenzia Anonima per il Territorio. Tanto per fare un esempio. Continua a leggere “Mi muovo proprio bene in questo gran casino”