Lasciamoli lavorare (18)

Leggo su Tecnica della Scuola una filza di dichiarazioni di Bussetti che fa tornare improvvisamente la voglia di dire: ma lasciamoli lavorare, perdio. Bussetti per prima cosa dice che gli studenti sono al primo posto (mentre chi ci ha preceduto aveva altre priorità: il sistema e l’organizzazione). Parla degli sforzi che sta facendo il governo per «efficientare il sistema e per rendere più qualificata la nostra università». È convinto che bisogna ripartire dal sapere (le conoscenze, eh, non le competenze) «valorizzando la cultura, per progettare un futuro di benessere per un nuovo corso per l’Italia e l’Europa». Se il pensiero del ministro è, come dovrebbe essere, riportato fedelmente, ripete ben tre volte benessere in un crescendo di emozioni: il futuro di benessere, la promessa del benessere collettivo, il benessere che scaturisce dal progresso economico reso possibile dalla ricerca.

Per le risorse stanziate in favore del benessere ripassate più tardi.

Dio, patria e famiglia andranno di moda

Lasciamo stare dio e la patria. La famiglia va intesa come famiglia tradizionale. Le famiglie arcobaleno non sono famiglie, sono unioni. Ce lo insegna il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, Lega: «La legge ha riconosciuto dei diritti alle unioni fra persone dello stesso sesso e questi sono previsti della legge e sono doverosi. Altra cosa è dire che queste unioni costituiscono una famiglia, visto che la Costituzione prevede che la famiglia sia composta da un uomo e da una donna. Il giorno in cui verrà cambiata la Costituzione, dovremo definire famiglie queste unioni, ma per ora sono una cosa diversa». Attilio Fontana, per inciso, ha sostenuto in campagna elettorale che la razza bianca è a rischio estinzione Continua a leggere “Dio, patria e famiglia andranno di moda”

Lasciamoli lavorare (16)

Apro una finestra per dire che «Lasciamoli lavorare» si è un po’ inaridito perché il governo, per la scuola, in queste ultime settimane, sta facendo molto poco. E ne parla il meno possibile. Ma sta pensando molto. La regionalizzazione dell’istruzione è nell’agenda. Siamo già scesi in piazza. Così, per dire che abbiamo iniziato a mobilitarci. Un’altra pensata è la riforma degli organi collegiali. Bussetti ha promesso una semplificazione del Testo Unico, per esempio con l’ingresso in consiglio di istituto di un membro della società civile. La quadriennalizzazione dei licei, avverte Lucio Ficara, procede spedita. E aggiunge: «Siamo oltre la Legge 107/2015, si sta pensando anche a introdurre verifiche psico-attitudinali per i docenti, ad incentivare il bonus del merito dando alle famiglie l’opportunità di scegliere quali sono i docenti meritevoli». In compenso avremo tanta sicurezza. E la certezza che quello che c’è scritto sui libri di storia risponde a verità.

Confronto

Bologna. 60 docenti del Liceo Copernico hanno risposto all’appello del liceo Amaldi di Roma e faranno lezione per spiegare cosa accade sui migranti. Scrivono, tra l’altro: «La considerazione che il Mediterraneo sia tornato a essere una barriera fra civiltà e sia diventato il grande cimitero di chi è senza speranza costringe a ripensare i temi e i motivi della nostra stessa storia. Siamo convinti che in questo contesto non sia possibile per noi docenti far finta di niente e continuare a ignorare nella nostra attività didattica i fatti che si muovono intorno a noi, perché una scuola che non riesce a facilitare la comprensione e la rielaborazione di quello che accade al di fuori non svolge la propria funzione».  L’iniziativa non è piaciuta alla senatrice leghista Lucia Bergonzoni. Dice che vuole insegnare agli insegnanti cosa sta facendo il governo riguardo ai migranti Continua a leggere “Confronto”

Lascia o raddoppia (i dubbi)

Nel primo comma dall’art. 2 del DM 18 gennaio 2019 si legge:

La commissione propone al candidato, secondo le modalità specificate nei commi seguenti, di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti e problemi per verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, nonché la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e metterle in relazione per argomentare in maniera critica e personale, utilizzando anche la lingua straniera.

Analizzare testi o documenti ci arrivo. Progetti un po’ mi sfugge. Ma cosa vuol dire, in concreto, analizzare esperienze e problemi? Che tipo di materiale deve inserire la commissione nelle buste? Fotografie, dvd, un link a You Tube, una mappa, un puzzle, degli indovinelli? Continua a leggere “Lascia o raddoppia (i dubbi)”

Lascia o raddoppia?

Le reazioni alla novità delle tre buste con il domandone al colloquio dell’esame di Stato. Ironia e rabbia, per ora contenuta, dei docenti. Mike Bongiorno non ha mai avuto tanti like sui social. Plaude l’ANP, che ha proposto recentemente di abolire le discipline – rigide e antiquate – in favore degli argomenti – fluidi, elastici e moderni (tra l’altro ce li chiede l’Europa). E parte l’ode alla didattica per competenze.

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Lasciamoli lavorare (15)

Improvvisa variazione sul tema crocifisso-educazione civica. Matteo Salvini vuole reintrodurre (quando è stato abolito?) il grembiule a scuola: «Almeno alle scuole elementari rimettere il grembiule farebbe bene ai bambini ed eviterebbe simboli di diversità» La domanda è: di che colore il grembiule? La collega Pescarolo suggerisce: rosso, è naturale.

Il m5s ha presentato una proposta di legge in commissione cultura per ridurre il numero di alunni per classe e cancellare le famose classi pollaio Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (15)”