Brigantaggio (3)

Non aspetta nemmeno che finisca il nuovo Esame di Stato (in alcune scuole gli orali sono iniziati oggi), il ministro Bussetti per fare un bilancio. Naturalmente è un bilancio positivo. È soddisfatto, il ministro Bussetti, ospite di Maria Latella e Oscar Giannino a Radio 24, perché «tutto il sistema scuola ha avuto un risultato gradito, rispetto alle premesse e ai dubbi che c’erano su alcune novità». La sottolineatura di tutto il sistema scuola richiama lo slogan di Salvini: 60 milioni di italiani sono con me.

I più contenti sono naturalmente i ragazzi (tutti): «I ragazzi hanno veramente colto il senso di questa maturità nei loro confronti, cioè l’attenzione alla meritocrazia». E soprattutto, sollevati perché il colloquio, lo spauracchio di questo nuovo esame, «è stato invece più facile del previsto» Continua a leggere “Brigantaggio (3)”

Lasciamoli lavorare (21)

Un sito di news (al confine con le fake news) scolastiche riferisce che Salvini avrebbe detto «C’è ancora da fare la riforma della scuola». Tutti i governi degli ultimi vent’anni si sono intestati una riforma della scuola. Quindi il discorso fila: c’è stata una riforma Berlinguer, una riforma Moratti, una riforma Gelmini, c’è stata la sciagurata Buona Scuola di Renzi, ci sarà anche una riforma Salvini. Poiché finora è stato fatto pochino per la scuola, specie rispetto agli impegni contenuti nel contratto di governo, è venuto il momento di rimboccarsi le maniche.

In cosa consisterebbe poi questa riforma Salvini? Questo il sito di news scolastiche più seguito dai docenti italiani non lo dice. Ma non è difficile intuire quali potranno essere le linee guida di una riforma grilloleghista Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (21)”

Aria fritta 2.0

Estate o inverno (l’Estate è meglio), tutti hanno sempre qualcosa da dire sulla scuola, un’opinione qualificata, un consiglio da esperti, che naturalmente i mezzi di informazione rimbalzano immediatamente e con gioia, soprattutto se l’opinione qualificata parte da un informatore, e non putacaso da uno che la scuola la fa tutti i giorni. Questa volta è il turno di Enrico Mentana, il cui curriculum, da Berlusconi alla maratona, è noto a tutti. E che non è nuovo a esternare il suo pensiero sulla materia.

Dice Mentana: la scuola insegna cose antiquate e non prepara per il lavoro, gli insegnanti masticano poco inglese e webbe. Aria fritta 2.0: Berlusconi ci ha fatto una campagna elettorale con la scuola delle tre i (inglese, internet, impresa). La buona scuola ha introdotto a tamburo battente l’alternanza scuola-lavoro (che poi ha cambiato nome) per avvicinare i giovani al loro futuro. E sì, si fanno cose antiquate, ma molte classi sono dotate di lim (lavagna interattiva multimediale) dove i contenuti scorrono con sottofondi musicali accattivanti e intervallati da spot pubblicitari, in pieno stile webbe. E quasi dappertutto le noiose interrogazioni sono state sostituite da quiz, preludio alle domande cui gli studenti dovranno rispondere quando saranno fuori dalla scuola.

Brigantaggio (2)

Quella che i mezzi di informazione, anche quelli più informati, si ostinano a chiamare maturità, ma non si chiama più maturità da almeno vent’anni, consiste di tre prove. La prima prova scritta è il tema di italiano, la seconda prova scritta verte sulle materie di indirizzo. Dopo che i candidati hanno sostenuto le due prove scritte, la commissione si riunisce e corregge i compiti assegnando 40 punti, 20 per l’italiano e 20 per le materie di indirizzo oggetto della seconda prova. Che si sommano ai 40 punti scaturiti dal cosiddetto credito scolastico. La terza prova, che i mezzi di informazione, anche quelli più informati, si ostinavano a chiamare quizzone, ma che non è stato quasi mai un quizzone, è stata abolita.

Dalle prove scritte si passa direttamente al colloquio. Continua a leggere “Brigantaggio (2)”

Lasciamoli lavorare (20)

Conte, il presidente del consiglio, ha parlato di scuola, al Forum Internazionale sulla Cultura del vino. Ha detto che la scuola deve insegnare la cultura del vino e la modica quantità. Il discorso era finalizzato a migliorare le esportazioni. Prima i vini italiani. Un modello di cittadinanza proattiva.

C’è un disegno di legge, trasversale, per abolire l’ora di religione e sostituirla con un’ora di Cittadinanza e Costituzione (i contenuti saranno comunicati in seguito). Lo Snadir, che sciolto significa Società nazionale degli insegnanti di religione (ho tirato a indovinare) è contrario. Qualcuno si chiede cosa ne pensa Salvini, che nei comizi succhia i grani del rosario come se fossero caramelle.

Bussetti, il ministro, dice che le tracce di italiano dell’esame di stato sono pronte e che proprio ieri ne ha aggiunta una lui. Gli è venuta in mente alle 5.30 del mattino. Ha a che fare con il bere?

Io solo qui alle cinque e mezzo del mattino
L’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare…

Brigantaggio

Pensavate che bastava eliminare la chiamata diretta (che era uno dei cavalli di battaglia della buona scuola ma che nei fatti è rimasta quasi lettera morta) per farci credere che con il governo del cambiamento era finita la cattiva scuola di Renzi? Il risultato è che ora ci ritroviamo la Buona Scuola attuata, l’alternanza con il nome cambiato e apparentemente con meno ore, quattro soldi da destinare al bonus per i meritevoli e un monte di risorse da accantonare a favore dell’aumento di stipendio per i docenti (prima delle elezioni europee, che siccome sono andate come sono andate, la flat tax è tornata di moda, e le risorse servono per altri scopi), i dirigenti sempre più forti con i deboli e sempre più deboli con i forti, e in più l’autonomia regionale, l’imperversare del totalitarismo invalsizzante, le telecamere in classe Continua a leggere “Brigantaggio”

Foto di gruppo con signora

Nella foto di gruppo che tutti hanno visto, e che io non pubblico su questa pagina, c’è una signora elegantemente dimessa che guarda verso l’obiettivo con aria severa, visibilmente imbarazzata. La professoressa è l’unica che non sorride. Riconosco due dei quattro personaggi schierati al suo fianco: il ministro Bussetti e il vicepremier Salvini. Gli altri due sono papaveri del ministero, o dell’ufficio scolastico, i famosi uffici preposti. Entrambi, gli uffici preposti, diversamente magri, ricordano una foto dove c’è un uomo nudo che regge un uovo per ogni mano. Tutti e quattro sono ovviamente vestiti secondo l’occasione. La cravatta viola (spero di sbagliarmi, sono daltonico) non sembra di buon auspicio per una serie di motivi. Cosa ci fa la professoressa in questa foto? Domanda retorica. Qualcuno ha scritto che questa foto è l’immagine più brutta di un anno di governo pentaleghista (i penta potrebbero dire: noi non ci siamo nella foto. Obiezione respinta). Sono d’accordo.

Continua a leggere “Foto di gruppo con signora”