My make-up may be flaking but my smile, still, stays on (3)

La nuova ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina, per ora parla poco. In sintesi, i pensieri espressi fino a questo punto si possono riassumere in 5 punti: primo non ho copiato,  secondo la valutazione degli insegnanti non è un tabù, terzo non rimetterò le buste al colloquio dell’Esame di Stato e non toglierò il tema di storia, quarto, ma forse è il pensiero più profondo, le scuole non hanno bisogno di finanziamenti dal momento che parte dei soldi tornano indietro (ma qualcuno, per favore, le spieghi che i pon non sono finanziamenti). Last but not least, l’aumento degli stipendi: ne parliamo al prossimo consiglio dei ministri. O alla prossima finanziaria, non ho capito bene.

My make-up may be flaking but my smile, still, stays on (2)

Notizia del giorno. Azzolina, la nuova ministra della Pubblica istruzione, ha copiato la tesina di specializzazione della SSIS. Ha ripreso interi brani da testi specialistici senza virgolettare, tra cui il Dizionario di psicologia di Umberto Galimberti. Ehm, in altri Paesi per notizie del genere i ministri si dimettono. Qua da noi è prevista la fucilazione.

To everything turn, turn, turn (19)

L’ex (ormai) ministro dell’Istruzione Fioramonti si è reso conto che nel m5s non è tollerato il dissenso: «o taci o esci» ha detto. Non basta: ha definito la piattaforma Rousseau «inadeguata, inutilmente costosa, un milione e mezzo l’anno, a prezzi di mercato ne costerebbe 30mila, farraginosa». Un dubbio si affaccia: quando ha capito tutto questo, prima o dopo le dimissioni da ministro dell’Istruzione?

Benvenuti negli anni venti

Giorgia Meloni inserita dal Times tra le venti persone che possono cambiare il mondo nel 2020, scenari che prefigurano seriamente la terza guerra mondiale, Checco Zalone che sbanca il botteghino (per tacere di Hammamet, «con un impressionante Pierfrancesco Favino»), il papa che finalmente restituisce lo schiaffo di Anagni, un prefetto che si mette in tasca 700 euro in banconote del Monopoli. Benvenuti negli anni venti.

post scriptum: ho letto da qualche parte che potrebbero convertire la carta del docente in aumenti per i docenti. 500 euro (puliti) all’anno corrispondono a 13 mensilità da quasi 40 euro (lordi).

Damnatio memoriae

Odiatori anonimi, ma anche con nome e cognome (e faccia), parlamentari, ministri dell’istruzione in pectore, militanti del Movimento, giornalisti (o presunti tali) hanno espresso in modo vario la loro rabbia per le dimissioni di Fioramonti, intaccando quell’aureola che l’ex ministro si è tanto pazientemente costruito.

Fioramonti non ha versato i 70000 euro. Grazie a lui il bilancio del Movimento è in passivo. Un ladro, praticamente. Un ipocrita: chiedeva soldi per l’istruzione e intanto intascava i soldi del Movimento.

E poi, siamo sinceri, dove pensava di trovarli, Fioramonti, 3 miliardi per la scuola? Continua a leggere “Damnatio memoriae”

My make-up may be flaking but my smile, still, stays on

Conte annuncia che Lucia Azzolina (m5s) sarà il nuovo ministro dell’istruzione (non dell’università). Se controllate la posta c’è un suo messaggio di auguri del 21 dicembre che dice insegnando si impara (alla faccia di tutti quelli che vogliono insegnare a insegnare) e qualcosa sul nuovo anno con il sorriso (fremeva per la sua nuova poltrona). Evitate di leggere il cv, almeno per ora, specialmente il modo con cui ha sfruttato la sua posizione di membro della Commissione parlamentare istruzione della Camera per vincere il concorso a dirigente scolastico.

Due passi indietro

Noi, a differenza di Dante, abbiamo una grande simpatia per Celestino V, papa dal 29 agosto al 13 dicembre 1294 (con le date ci siamo), anche lui santo, ma che «fece per viltade il gran rifiuto», rinunciando alla dignità del ministero «al fine di recuperare con la consolazione della vita di prima, la tranquillità perduta», senza peraltro dover versare rimborsi di sorta a chicchessia. Simpatia che finisce quando al posto di Celestino V viene nominato un renziano o un forcaiolo a 5 stelle.