Un giornaletto scolastico ha fatto un sondaggio tra i docenti (si guarda bene di interpellare gli studenti o i genitori) per sapere se sono favorevoli alla dad per la crisi energetica, per limitare gli spostamenti, il consumo di carburante, queste cose qua. Il 48 per cento, con una disinvoltura che non ti aspetti, risponde che sì, la dad, poi magari non stare chiusi in casa tutto il giorno, andare a fare la spesa nei negozi vicino a casa dove ci puoi andare a piedi. Poiché la crisi è permanente, ed è anche dentro di noi, suggerisco le domande successive: sei favorevole a fare lezione a 50 studenti per volta, da remoto? Ma che dico, sei favorevole a far gestire alcune delle tue mansioni, specie quelle più noiose e ripetitive come correggere i compiti, all’intelligenza artificiale? E quando verrai lasciato da parte scoprirai quanto è ecologico fare passeggiate nei parchi?
Continua a leggere “Crisi”ALESSANDRA CARNAROLI Dalla terra spunta
«Non si tocca la frutta nei supermercati però i culi nelle metropolitane», Ucraina
Dalla terra spunta
Solo qualche dito
A forma di muso
Di coniglio
Quando fai le ombre
Sul muro già crollato.
Il tram aperto come
Scatoletta Simmenthal
È un avvertimento
Nessun culo in vista
Per la mano morta
MATTEO ZENONI Sparare a zero dalla torre d’avorio (su «La fabbrica dei voti» di Cristiano Corsini)
La scuola e noi, 12 gennaio 2026
Libri nella «bolla»
Un celebre aforisma, attribuito a Oscar Wilde, recita così: «nel bene o nel male, purché se ne parli»; nell’età della comunicazione, degli uffici stampa e dei social network, la fortuna di una pubblicazione dipende molto dalla risonanza che ha sul web e quindi, dopo aver letto decine di post sull’ultimo libro di Cristiano Corsini, La fabbrica dei voti, ho deciso anch’io di acquistarlo e di accostarmi a un tema per me molto sfidante: la valutazione a scuola. Di Corsini avevo già letto, nel 2023, La valutazione che educa. Liberare insegnamento e apprendimento dalla tirannia del voto, che avevo apprezzato per diversi elementi Continua a leggere “MATTEO ZENONI Sparare a zero dalla torre d’avorio (su «La fabbrica dei voti» di Cristiano Corsini)”
Obbedisco
Nel primo quindicennio del Regno d’Italia, una fortunata alleanza militare dell’Italia con la Prussia costringe nel 1866 l’Austria a cedere Venezia e il Veneto: è la terza delle tre guerre di indipendenza, decisamente la più povera di gloria (sconfitte per terra, a Custoza, e per mare, a Lissa). Ci si guadagna un territorio, ci si perde in immagine: anche se, al solito, i volontari di Garibaldi si distinguono. Addirittura, Garibaldi era già arrivato non lontano da Trento, vincendo nello scontro di Bezzecca, quando l’ordine del governo lo blocca. È il momento di una delle sue «frasi celebri», che gli riconciliano i moderati e lo differenziano positivamente ai loro occhi dal più incontrollabile Mazzini: un telegramma con una parola sola: Obbedisco.
Mario Isnenghi, Breve storia d’Italia a uso dei perplessi (e non)
KURT VONNEGUT Siamo rimasti disoccupati in settantadue
Da «Piano meccanico»
Katharine alzò appena lo sguardo quando entrò. Sembrava immersa in pensieri malinconici, e dall’altra parte della stanza, sul divano che era praticamente suo, Bud Calhoun fissava il pavimento.
«Posso fare qualcosa?» disse Paul.
Katharine sospirò. «Bud cerca lavoro».
«Bud cerca lavoro? Ha il quarto lavoro meglio pagato di Ilium, in questo momento. Non potrei mai dargli quello che prende per dirigere il deposito. Bud, tu sei matto. Quando avevo la tua età, non guadagnavo la metà…». Continua a leggere “KURT VONNEGUT Siamo rimasti disoccupati in settantadue”
CRISTINA AGAZZI Misurare il grado di maturazione: la novità di Valditara
Roars, 10 aprile 2026
Da quest’anno la nuova «maturità» disegnata dal Ministero Valditara introduce una novità. All’orale è prevista la valutazione del «grado di maturazione» dello studente da parte della commissione. I commissari avranno a disposizione 5 punti su 20 per stabilire, secondo una dettagliatissima griglia ministeriale, se lo studente è più o meno maturo.
Da docente con 36 anni di esperienza, commissario e presidente d’Esame mi vergogno profondamente della nuova Griglia di valutazione dell’orale della Maturità 2026 da poco diramata Continua a leggere “CRISTINA AGAZZI Misurare il grado di maturazione: la novità di Valditara”
Wake Me Up When This Year School Ends
10 aprile
L’ordinanza della nuova maturità stabilisce che la «scena muta strategica» è causa di non validità dell’esame (bocciatura automatica), anche per lo studente che ha il massimo dei crediti, e ha ottenuto un punteggio alto a tutte le prove, ma offre una facile scappatoia. Basterà dire: mi chiamo Tizio, nella scuola ho raggiunto un elevato grado di autonomia e maturazione personale (5 punti) e so una cosa sola: di non sapere niente (3,5 punti: il minimo degli indicatori relativi ai contenuti e alla capacità di raccordo tra i medesimi, e la sufficienza riguardo alla capacità di argomentare in modo critico e personale)
Poi, chiedo, mi fate assistere al momento in cui la commissione scrive sul verbale che lo studente che aveva ottenuto un punteggio alto a tutte le prove, che aveva il massimo dei crediti, o comunque il punteggio sufficiente a farsi virtualmente maturo, non è ammesso perché ha sostenuto una «scena muta strategica», per contestare le norme della nuova maturità. Tiè
Continua a leggere “Wake Me Up When This Year School Ends”Futurismo
Nel 1909 [Marinetti] aveva inventato la fortunata parola «futurismo» e aveva fondato la scuola futurista. Era bensì una scuola all’aria aperta, ma non per questo platonica. I suoi principi enunciati tanto in francese quanto in italiano, dichiaravano un profondo disprezzo per il romanticismo, per il sentimentalismo e per tutto il passato con i suoi musei e cimiteri o, come egli diceva, con i suoi «chiari di luna». Tutte queste sciocchezze dovevano venir sostituite dal culto solare dell’avvenire futurista, i cui riti principali consistevano in «pugilato, salto e calcio». La religione degli sport e dei muscoli del ventesimo secolo ebbe il suo Giovanni Battista.
Continua a leggere “Futurismo”FRANCO MARCOALDI Anch’io sono finito in trappola
Anch’io sono finito in trappola,
ma differenza del topo
o del coniglio è una trappola
che ho costruito io, con le mie mani
È a mia misura, della taglia giusta,
dipinta nei miei colori preferiti
una confortevole gabbietta
dove posso avvitarmi nei pensieri
più alti sconci ignobili squisiti.
EMANUELA BANDINI Un Piano Nazionale di Ripresa o di Riforma?
Da «Contro la scuola neoliberale»
Quando sulla scuola italiana si è abbattuta la pioggia di miliardi del pnrr, la maggior parte di chi a scuola ci lavora (docenti, dirigenti, personale amministrativo e collaboratori scolastici) ha sperato che tutti quei soldi sarebbero stati utilizzati, finalmente, per mettere mano, in modo diffuso e definitivo, all’edilizia scolastica sistemando aule, ristrutturando servizi igienici, migliorando l’accessibilità per le persone disabili, mettendo finalmente a norma gli oltre ventimila edifici che mancano del certificato di agibilità o di quello di prevenzione incendi – per non parlare delle otto scuole (e mezza) su dieci non progettate secondo le norme antisismiche [1] Continua a leggere “EMANUELA BANDINI Un Piano Nazionale di Ripresa o di Riforma?”