Sopruso

«Sopruso» è un sostantivo maschile che indica l’impiego arbitrario della propria autorità, o di una posizione privilegiata, per imporsi a offesa dei diritti altrui. Si tratta di un derivato di uso, col prefisso sopra-, già attestato dal XVI secolo.

Valerio Magrelli, Sopruso: istruzioni per l’uso

PAOLO DI REMIGIO Una difesa degli studi classici

[Roars, 31 agosto 2019]

Che agli alunni sfugga la natura della difficoltà della versione mi appare evidente: appena consegnato il testo da tradurre, i candidati si precipitano a cercare i significati delle parole sul vocabolario.  I risultati sono univoci: per la maggior parte le versioni consistono in una assurda sequenza di frasi quasi tutte senza senso. Lo studio delle lingue classiche finisce per suggerire agli studenti che la frase sgrammaticata e informe, il discorso insensato e privo di contenuto siano espressioni linguistiche accettabili. Per noi il periodo complesso, la ricchezza lessicale, l’etimologia e il senso storico sono i vantaggi più evidenti dello studio delle lingue classiche. Anche nel mondo tedesco a cavallo tra Settecento e Ottocento sembrava che la cultura moderna dovesse rendersi autonoma e che lo studio delle opere antiche si perdesse in un’erudizione oziosa. A questa contestazione Hegel replicava innanzitutto dal lato del contenuto. A chi sosteneva che l’attività didattica si può esercitare su qualunque materia, Hegel rispondeva che l’esercizio non è indifferente alla materia: solo un contenuto valido e significativo corrobora la mente, le procura contegno, saggezza, presenza di spirito, senza le quali essa non acquisisce la versatilità. «Chi non ha conosciuto le opere degli antichi ha vissuto senza conoscere la bellezza». Il nutrimento offerto dalle opere antiche non è però soltanto nel loro contenuto; non meno importante è la forma in cui è realizzato. Il rigoroso studio grammaticale delle lingue classiche si raccomanda così – questa la conclusione di Hegel – come uno dei mezzi didattici più nobili e universali. Se la didattica gentiliana era guastata da intenzioni classiste; l’attuale scuola pubblica non fa meglio sotto il profilo sociale: disprezzando gli obiettivi didattici, essa mantiene ignorante chi la frequenta.

1.

Osservando[1] una volta il corso di recupero di latino di un mio collega che con meravigliosa finezza filologica estraeva davanti agli alunni morfologia, semantica ed etimologia da ogni parola
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RENATA PULEO Invalsi e la valutazione come fede

[La scuola delle tre i, 23 agosto 2019]

What was our trust, we trust not;
What was our faith, we doubt;
Whether we must or not,
We may dabate about […]
Morris Bishop

In un bellissimo saggio di Paul K.Feyerabend (Contro l’autonomia. Il cammino comune delle scienze e delle arti. Mimesis, Milano-Udine, 2012) il grande filosofo della scienza delinea il percorso che il pensiero scientifico effettua dall’individuazione di una classe di fenomeni alla creazione di un dogma. Percorso che, sopprimendo lo spirito di ricerca e il ricorso a strade diverse, laterali, finisce per creare un sistema fideistico di credenze. Continua a leggere “RENATA PULEO Invalsi e la valutazione come fede”

Sorveglianza (capitalismo della)

Il capitalismo della sorveglianza è una logica economica che ha dirottato le tecnologie digitali per piegarle ai propri interessi. Prevede l’accaparramento unilaterale delle esperienze umane (da una passeggiata nel parco a una conversazione a tavola) per sfruttarle come materiale grezzo a costo zero. Questa esperienze sono trasformate in informazioni sulle abitudini e gusti degli utenti che possono essere usate per migliorare prodotti o servizi, mentre altri dati sono preziosi per la loro capacità di far prevedere i comportamenti futuri delle persone.

Shoshana Zuboff

FRANCESCO SYLOS LABINI Urlare dell’immigrazione per tacere dell’emigrazione

[Da Roars, 29 giugno 2019]

La tragica vicenda dei 42 migranti della nave Sea Watch è stato il tema centrale per giorni nel dibattito pubblico, come già avvenuto in passato per casi analoghi. Ma nel corso del 2019 ci sono stati 2500 migranti arrivati in Italia: la speculazione politica su queste vicende è dunque enorme come anche l’incessante copertura mediatica che serve solo a mantenere un alto livello emozionale di coinvolgimento del pubblico su un problema, umanamente drammatico e vergognoso per com’è stato gestito, ma del tutto marginale sul piano strutturale (ma che segna una regressione strutturale sul piano civile). Sembra anzi che l’attenzione sull’immigrazione sia utile solo per coprire l’altra faccia della medaglia, l’emigrazione dall’Italia: e questo è sì un problema strutturale. Continua a leggere “FRANCESCO SYLOS LABINI Urlare dell’immigrazione per tacere dell’emigrazione”

Corpo

Ai miei aguzzini non importava niente dei vari gradi del dolore. L’unica cosa importante per loro era dimostrarmi cosa voglia dire vivere in un corpo in quanto corpo, un corpo che può coltivare delle idee a proposito della giustizia fintanto che è intero  e in buona salute, ma che se ne dimentica subito, appena gli acchiappano la testa e gli ficcano dentro un tubo, per riempirlo di acqua salata finché comincia a tossire e a vomitare e a svuotarsi.

J. M. Coetzee, Aspettando i barbari

Avvertito

Leggo che Rondolino, l’intellettuale organico del PD renziano che quando veniva approvata la Buona Scuola incitava le forze dell’ordine a malmenare i docenti che manifestavano (e insultava gli insegnanti del Sud, i precari ecc.), è stato sanzionato. È una buona notizia.

Ma è una vittoria di Pirro. La ridicola sanzione (un avvertimento, non ci esce nemmeno un contentino) restituisce a questo personaggio un quarto d’ora di notorietà immeritata. Ma soprattutto Rondolino, che si distingue per uno stile provocatorio demenziale («se mia figlia avesse come insegnante la sindacalista pazza di Porta a porta domani andrei a scuola con un fucile mitragliatore» ecc ), è solo un Amerigo Dumini, uno che nella migliore delle ipotesi fiuta cosa si aspetta il padrone da lui e agisce. Nella peggiore, e più realistica, obbedisce e mette in pratica. L’attacco ai docenti, collaterale alla Buona Scuola, è stato progettato da personaggi che si sono variamente riciclati nel nuovo vecchio PD di Zingaretti. Al quale un Rondolino, con i suoi eccessi, non serve più.