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I libri che [non] ho fatto leggere

In seconda verde ho chiesto di raccontarmi qualcosa dei libri letti durante l’estate, tra cui alcuni consigliati da me. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è un giallo, cioè una specie, però strano eh, io ho letto i racconti di Edgar Allan Poe. Quali? Tutti. Quale racconto ti ha colpito di più della boutique del mistero di Buzzati? L’ultimo. I dieci piccoli indiani ti ha fatto venire voglia di leggere altri romanzi di Agatha Christie? No, mi ha fatto venire voglia di vedere il film. Ha anche visto l’oscar. Mostra la costola del libro, dove effettivamente c’è un oscar disegnato. Alla domanda se durante la lettura qualcuno spegne il cellulare è scoppiata una risata fragorosa. Erika ha concesso: io quando leggo lascio il telefonino in un’altra stanza.

Tesi di laurea

Quando dovevo scriverla, la tesi di laurea, pensavo che non sarei mai riuscito, a mettere in fila centocinquanta pagine che parlavano tutte dello stesso argomento, la teoria e la pratica di Velimir Chlebnikov, poeta nato nei dintorni di Astrachan il 5 novembre del 1885 e morto a Ruc’i, vicino a Novgorod, il 28 giugno del 1922, a trentasei anni.
Negli ultimi mesi di lavoro, andavo a correre, io tutta la vita sono andato a correre, e pensavo, mentre correvo, alle domande che mi avrebbero fatto alla discussione della tesi, e dopo pensavo «Ma figurati se ci arrivo, alla discussione della tesi». Continua a leggere “Tesi di laurea”

DINO BUZZATI Il mantello

Da «I sette messaggeri»

Dopo interminabile attesa, quando la speranza già cominciava a morire, Giovanni ritornò alla sua casa. Non erano ancora suonate le due, sua mamma stava sparecchiando, era una giornata grigia di marzo e volavano cornacchie.
Egli comparve improvvisamente sulla soglia e la mamma gridò: «Ah benedetto!» correndo ad abbracciarlo. Anche Anna e Pietro, i due fratellini molto più giovani, si misero a gridare di gioia. Ecco il momento aspettato per mesi e mesi, così spesso balenato nei dolci sogni dell’alba, che doveva riportare la felicità. Continua a leggere “DINO BUZZATI Il mantello”

GIOVANNI CAMERANA Cerco la strofa che sia fosca e queta

Cerco la strofa che sia fosca e queta
come il lago incassato entro la neve;
ier vidi il lago, ed era il cielo greve,
tetra la sponda e bianca la pineta.
cerco la strofa che sia cupa e queta.

L’acqua pareva d’ombra, e riflettea
gli spetri capovolti delle piante.
tutto era spetro; — delle cose sante
l’alito per la triste aura fremea.
cerco la santa strofa e l’alta idea.

Cerco la vaga strofa, indefinita
come una lenta linea di montagna
quando incombe la nebbia, e la campagna
piange dell’anno la fuggente vita;
cerco la grigia strofa indefinita,

La indefinita strofa orizzontale,
in cui si volga, con cadenza blanda,
come sui mesti orizzonti, in Olanda,
dei pensosi mulini a vento l’ale,
il fascinante sogno sepolcrale.

SANDRO CIARLARIELLO Catturati nel sonno della nostra età. La finta intelligenza artificiale è arrivata a scuola

Quando suona la campanella, 3 giugno 2026

L’arrivo della cosiddetta intelligenza artificiale nella scuola pubblica non è un evento né casuale né improvviso. Si tratta di un processo in atto da anni e che riguarda non solo la tecnologia e la didattica ma soprattutto il valore politico di ciò che facciamo a scuola.

La storia è ovviamente complessa ed è difficile scegliere un vero un punto di inizio. Ma visto che da qualche parte bisognerà pur cominciare a raccontare questa storia, allora scelgo io e vi riporto a qualche anno fa, quando eravamo tuttə in un brutto momento.

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Esercito permanente o milizie mercenarie?

Gli eserciti permanenti, io li riguardo come una forza studiosamente formata, ma privi affatto di vita, ed in tale condizione, atti solo ad opprimere i cittadini.
Carlo Pisacane, I muratisti

Voi cui Fortuna à posto in mano il freno
de le belle contrade,
di che nulla pietà par che vi stringa,
che fan qui tante pellegrine spade?
perché ’l verde terreno
del barbarico sangue si depinga?
Vano error vi lusinga:
poco vedete, et parvi veder molto,
ché ’n cor venale amor cercate o fede.
Francesco Petrarca, Italia mia, benché ‘l parlar sia indarno, vv. 17-25

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AGOTA KRISTOF Il Prodotto

Da «La vendetta»

La sera il signor B. non rientrava mal presto. Anche se in tempo per cenare in famiglia. Del resto esigeva che tutti lo aspettassero, perché il signor B. amava molto la sua famiglia, soprattutto i bambini. Questi, durante i pasti tardivi, tendevano a sonnecchiare, mangiavano poco ed erano irrequieti o piagnucolosi.
Quando il signor B. si sentiva stanco pregava la moglie di metterli a letto il più in fretta possibile. Quindi accendeva il televisore e si addormentava in poltrona russando leggermente. I giorni in cui andava meglio, invece, proponeva ai bambini una partita a carte o a domino, o un gioco di società. Continua a leggere “AGOTA KRISTOF Il Prodotto”

Le rane e lo stagno

Il diario del 2026-2027 si intitola «Le rane e lo stagno». Lo stagno è la scuola, le rane siamo noi. Rane mezze bollite. Qualcuno, quando è iniziata la demolizione della scuola pubblica, ispirandosi a Chomsky, paragonava l’azione dei governi all’acqua che riscalda il pentolone, ipotizzando che la rana sarebbe bollita a fuoco lento, senza nemmeno accorgersi di bollire. A conti fatti non è vero che non ci siamo accorti che l’acqua si stava riscaldando, in alcuni momenti si può dire che abbiamo anche aiutato a tenere accesa la fiamma. La strategia però non è stata di bollire le rane, semmai di sbollentarle. Accendere e spegnere il fuoco, e intanto sommergerti con un bla bla continuo per cui non distingui più le parole.

Sulla deriva fascista di Israele

Libreria delle donne di Milano, 10 novembre 2023, a cura di Giulio Chinappi

Il 2 dicembre 1948, ventotto intellettuali ebrei, tra i quali Albert Einstein ed Hannah Arendt, inviarono una lettera alla redazione del New York Times per denunciare la deriva fascista imposta dal futuro primo ministro Menachem Begin alla natura dello Stato israeliano, fondato nel maggio dello stesso anno.

Agli editori del New York Times

Fra i fenomeni più preoccupanti dei nostri tempi emerge quello relativo alla fondazione, nel nuovo stato di Israele, del Partito della Libertà (Tnuat Haherut), un partito politico che nell’organizzazione, nei metodi, nella filosofia politica e nell’azione sociale appare strettamente affine ai partiti nazista e fascista. È stato fondato fuori dall’assemblea e come evoluzione del precedente Irgun Zvai Leumi, un’organizzazione terroristica, sciovinista, di destra della Palestina.

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Maranza

Sono identificati come giovani (e giovanissimi) che ostentano un atteggiamento sfrontato, «da strada», e sono accomunati dai gusti musicali e dal modo di vestire (per esempio gli abiti griffati, per lo più contraffatti). In sostanza, siamo davanti a esponenti di un nuovo tipo di subcultura giovanile, evoluzione di un certo gusto che in altre epoche e latitudini avremmo detto «tamarro», «coatto».

Accademia della Crusca, Sbagliando s’impari