11 ottobre
Ha ragione il ministro: lo psicologo a scuola è una sciocchezza, ci vuole un cappellano, che unisce nella stessa persona la benevola comprensione del confessore e la severa autorità del militare.
Continua a leggere “Le rane e lo stagno”pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di didattica in presenza e in assenza, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e etero didatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)
11 ottobre
Ha ragione il ministro: lo psicologo a scuola è una sciocchezza, ci vuole un cappellano, che unisce nella stessa persona la benevola comprensione del confessore e la severa autorità del militare.
Continua a leggere “Le rane e lo stagno”Quando viene il momento di scolare la pasta ci sono tutti addosso che hanno il languorino di stomaco per quel bloody-mary che bolle in pentola e noi a dire andate via che c’intrigate e sedetevi un po’, mica c’è niente da vedere, nessun trucco, nessun miracolo, e dopo riusciamo finalmente a smammarli però succede che mentre io verso il pentolone nello scolapasta, in piedi su uno sgabello per fare centro, Gigi si scotta col vapore e caccia un urlo e molla tutto nel lavandino, due chili di spaghetti in giro nello sporco.
Da Pier Vittorio Tondelli, Altri libertini
«Nove orribili poesie» (2026)
Dopo,
ammesso che dopo significhi qualcosa,
Come pensate di continuare a vivere
Con tutti quei fantasmi
Che aleggiano nei luoghi di sterminio?
Come pensate di continuare a vivere
Nelle bruttissime case che state costruendo
sulle rovine di Gaza e Cisgiordania?
Come pensate di fare colazione Continua a leggere “FRANCO BERARDI (BIFO) Quel che vorrei chiedere ai cittadini di Israele”
La nostra scuola, 5 settembre 2026
Ho vissuto con amarezza e malinconica meraviglia la decadenza della scuola pubblica guidata spesso con cinismo da comando e debolissima consistenza di visione complessiva sulla formazione umana. Ho percepito sempre più nitidamente che leggere passi pregnanti di Hegel o di Freud o di Eraclito o di Nietzsche o di Leopardi, narrare eventi storici cruciali, non veniva più considerato fondamentale per la possibile crescita di menti acute e critiche.
Continua a leggere “LUIGI VAVALÀ Dirigismo nelle scuole per generazioni narcotizzate”La paura è la maggior fonte di superstizione e una delle cause principali della crudeltà. Il superamento della paura è l’inizio della saggezza.
Bertrand Russell
Da «Ho servito il re d’Inghilterra»
E così diventai cameriere di sala sotto la direzione del maître Skȓivánek, eravamo lì in due, camerieri, ma io soltanto avevo il diritto di stare appoggiato con la schiena al tavolo nella stanzetta di servizio quando dopo mezzodì c’era un po’ di tempo libero. E il maître mi diceva che io sarei stato un buon maître ma che dovevo coltivare la capacità, quando entrava un cliente, di ricordarmelo e di sapere quando andava via, non a mezzogiorno quando c’è il guardaroba, ma al pomeriggio, quando si serve nel caffè, per imparare a riconoscere quelli che vogliono soltanto mangiare e andarsene inosservati senza pagare. Per riuscire anche a valutare quanti soldi ha il cliente e se spende o dovrebbe spendere di conseguenza. Continua a leggere “BOHUMIL HRABAL Per Cristo re, lei ha servito… il re d’Inghilterra!!”
Genova, 24 giugno 1857
Nel momento d’avventurarmi in una intrapresa risicata, voglio manifestare al paese la mia opinione per combattere la critica del volgo, sempre disposto a far plauso ai vincitori e a maledire ai vinti.
I miei principi politici sono sufficientemente conosciuti: io credo al socialismo, ma ad un socialismo diverso dai sistemi francesi, tutti più o meno fondati sull’idea monarchica e dispotica, che prevale nella nazione: esso è l’avvenire inevitabile e prossimo dell’Italia e fors’anche dell’Europa intiera. Il socialismo, di cui parlo, può definirsi in queste due parole: libertà e associazione. Continua a leggere “CARLO PISACANE Testamento politico”
«90-93» (1997)
Mancanza di rispetto razzismo organizzato
Lacrime di sangue usurpatori della vita
Rivoglio la mia terra la voglio perché è mia
Non scendo a compromessi né questioni di ricatti
Qualcosa io ti posso dare e forse tu sarai contento
Devi guadagnarlo
Scendi nella strada qualcosa io ti posso dare e forse tu sarai contento
Scendi nella strada troverai un’intifada
«Alla scuola delle competenze», Jaca Book, Milano 2025, pp. 231-2
Mentre cercavo di capire come le competenze si fossero diffuse nella scuola, mi sono spesso chiesta se ci fosse stata davvero un’evoluzione che aveva portato i principi umanistici e repubblicani della scuola degli Stati-nazione a mettere il sistema al servizio degli interessi industriali ed economici, o se il sistema fosse sempre stato lo stesso, con due livelli: quello della narrazione (insegnamento per tutti, progresso morale ed emancipazione dei cittadini) e quello dei processi (formare lavoratori per la macchina economico-industriale in espansione).
Continua a leggere “ANGÉLIQUE DEL REY La scuola umanistica è in cattive condizioni perché è l’umanesimo stesso a esserlo”Non riesco più a ricordare chi parlò per la prima volta del naufragio del Titanic. Ma un giorno la nostra governante pianse durante la prima colazione, io non l’avevo mai vista piangere, e anche Edith, la cameriera, venne da noi nella stanza dei bambini, dove di solito non compariva mai, e subito si mise a piangere. Venni a sapere dell’iceberg e delle moltissime persone che erano annegate, ma ciò che più mi fece impressione fu il particolare dell’orchestra di bordo che continuava a suonare mentre la nave affondava. Volevo sapere che cosa suonavano e ricevetti una brusca risposta. Compresi di aver fatto una domanda sconveniente e cominciai a piangere anch’io. Così ora eravamo in tre a piangere tutti insieme, quando la mamma dal basso chiamò Edith; forse anche lei aveva appena saputo la notizia. Poi scendemmo anche noi, la governante ed io, e trovammo la mamma e Edith che piangevano insieme.
Elias Canetti, La lingua salvata