JACOPO DA LENTINI Amor è uno desio che vien da core

Amor è uno desio che ven da core
per abondanza di gran piacimento;
e li occhi in prima generan l’amore
e lo core li dà nutricamento.

Ben è alcuna fiata om amatore
senza vedere so ’namoramento,
ma quell’amor che stringe con furore
da la vista de li occhi ha nascimento.

ché li occhi rapresentan a lo core
d’onni cosa che veden bono e rio,
com’è formata naturalemente; Continua a leggere “JACOPO DA LENTINI Amor è uno desio che vien da core”

DINO BUZZATI Qualcosa era successo

Da «La boutique del mistero»

Il treno aveva percorso solo pochi chilometri (e la strada era lunga, ci saremmo fermati soltanto alla lontanissima stazione d’arrivo, così correndo per dieci ore filate) quando a un passaggio a livello vidi dal finestrino una giovane donna. Fu un caso, potevo guardare tante altre cose invece lo sguardo cadde su di lei che non era bella né di sagoma piacente, non aveva proprio niente di straordinario, chissà perché mi capitava di guardarla. Si era evidentemente appoggiata alla sbarra per godersi la vista del nostro treno, superdirettissimo, espresso del nord, simbolo per quelle popolazioni incolte, di miliardi, vita facile, avventurieri, splendide valige di cuoio, celebrità, dive cinematografiche, una volta al giorno questo meraviglioso spettacolo, e assolutamente gratuito per giunta. Continua a leggere “DINO BUZZATI Qualcosa era successo”

Energia

L’altro ieri ci dicevano consumate tanta energia, fate volare l’economia. Ci proponevano contratti flat dove pagavi una quota e potevi consumare energia a volontà. Oggi ci dicono che la lavatrice si fa alle 11 di sera, che la lavastoviglie mezza vuota è immorale (tra poco sarà immorale la lavastoviglie), che se accendi il forno insieme all’aspirapolvere salta il dispositivo, qualcuno cuoce la pasta spegnendo il fornello perché tanto l’acqua rimane calda (hanno inventato la pentola a pressione, eh). Eppure la crisi energetica c’era anche prima, i limiti dello sviluppo erano chiari a tutti (quasi a tutti), qualcuno che manifestava per il clima prima che comparisse Greta c’era. Ci stanno prendendo in giro? O ci prendevano in giro prima?

MODENA CITY RAMBLERS La strada

Da «La grande famiglia» (1996)

Di tutti i poeti e i pazzi
Che abbiamo incontrato per strada
Ho tenuto una faccia o un nome
Una lacrima o qualche risata

Abbiamo bevuto a Galway
Fatto tardi nei bar di Lisbona
Riscoperto le storie d’Italia
Sulle note di qualche canzone.

Abbiamo girato insieme
E ascoltato le voci dei matti
Incontrato la gente più strana
E imbarcato compagni di viaggio Continua a leggere “MODENA CITY RAMBLERS La strada”

Avanscoperta

«La solitudine del satiro», 30 maggio 2014

Correggendo il compito di Ariosto ho trovato le seguenti boutades:

«questo è ‘l duol che tutti gli altri passa» corrisponde al dolore che fa passare tutti gli altri; «che tu le venga a traversar la strada» è diventato che tu la veda invece attraversare la strada; il quore per il cuore, spezzato, di Orlando (ma prima o poi l’amore arriva, ho intitolato la foto).

Correggendo i compiti sono andato a fare una supplenza. In classe non c’era quasi nessuno. Mando uno a richiamare gli altri dal cortile. Torna dopo cinque minuti affermando: stanno a fa’ una partita, dicono che preferiscono la nota. Un tizio verso la fine dell’ora chiede se faccio supplenza anche l’ora successiva. Rispondo che viene la professoressa Nara. Dopo nemmeno tre minuti sono tutti in classe, composti nei banchi.

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Punto e virgola

In mano a un maestro dell’oratoria il punto e virgola è una specie di sospensione tra ritardo e approdo, una promessa di conclusione venata di reticenza. Nella sua lettera dalla prigione di Birmingham, in Alabama, Martin Luther King descrive l’indeterminatezza della condizione dei neri attraverso una serie di frasi separate da punti e virgola. Solo chi non ha vissuto in prima persona l’oppressione, l’ingiustizia e la violenza, dice King, può rimandare l’uguaglianza a data da destinarsi invece d’istituirla subito. La lettera enumera tutti i tipi di esperienza orribili, dai linciaggi ai nomignoli degradanti al trauma psicologico della segregazione, attraverso continue frasi separate da punti e virgola, dando vita a un’esperienza testuale sospesa tra limitazione e ridondanza. Continua a leggere “Punto e virgola”

LUDOVICO ARIOSTO La follia di Orlando

Da «Orlando furioso», XXIII 100-134, XXIV 1-14

XXIII, 100
Lo strano corso che tenne il cavallo
del Saracin pel bosco senza via,
fece ch’Orlando andò duo giorni in fallo,
né lo trovò, né poté averne spia.
Giunse ad un rivo che parea cristallo,
ne le cui sponde un bel pratel fioria,
di nativo color vago e dipinto,
e di molti e belli arbori distinto. Continua a leggere “LUDOVICO ARIOSTO La follia di Orlando”

ANDREA CAPPELLANO I comandamenti di Amore

Da «De amore», libro primo

Sappi che i dodici principali comandamenti d’amore sono i seguenti:
I Fuggi come peste nociva l’avidità e ricerca il suo contrario.
II Conserva la castità per l’amante.
III Non cercare volutamente di turbare la donna legata all’amore di un altro.
IV Non scegliere l’amore di quella donna con la quale il naturale pudore ti impedisce di contrarre nozze.
V Ricordati di evitare soprattutto le menzogne.
VI Non confidare il tuo amore a troppe persone.
VII Segui gli insegnamenti delle donne e legati sempre alla cavalleria d’amore.
VIII Nel dare e nel ricevere piaceri d’amore mai deve mancare il senso di pudore.
IX Non essere maldicente.
X Non spubblicare gli amanti.
XI Sii sempre cortese e civile.
XII Nei piaceri d’amore non sopraffare la volontà dell’amante.

ANDREA CAPPELLANO Insegnamenti per essere degno di militare nell’esercito d’amore

Da «De amore», libro primo

Chi, dunque, vuole essere considerato degno di militare nell’esercito d’amore, non dev’essere prigioniero di nessuna avidità ma potente per troppa generosità, giacché deve donare a quanti più può. E dove vede che è necessario dare, soprattutto alle persone nobili e piene di gentilezza, e dove pensa che la sua generosità torni utile a qualcuno, non deve aspettare la richiesta di chi chiede, perché ogni cosa concessa dietro richiesta sembra pagata a caro prezzo. Se pure non si riconosce la necessità di donare, a chi chiede la cosa di cui ha bisogno, bisogna donarla con animo così allegro che nel suo cuore resti l’impressione gradita e piacevole di avere ricevuto il dono di un amico più che di prenderne materialmente possesso. Continua a leggere “ANDREA CAPPELLANO Insegnamenti per essere degno di militare nell’esercito d’amore”

CAPAREZZA La mia parte intollerante

Da «Habemus Capa» (2006)

3°B di un I.T.C.
Una classe di classici figli di…
Ho dubbi amletici tipici dei 16
Essere o non essere patetici?
Eh si, ho gli occhiali spessi, vedessi
Amici che spesso mi chiamano Nessy
Indefessi mi pressano come uno stencil
Bud Spencer e Terence Hill repressi
Con grossi limiti ma imbottiti di bicipiti
Da divi che invidi, vengono i brividi
Se per fare i fighi lasciano lividi Continua a leggere “CAPAREZZA La mia parte intollerante”