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Wake Me Up When This Year School Ends

8 marzo

Dice il ministro che l’ia ha migliorato gli apprendimenti, come dimostrano le sperimentazioni, ad esempio quella dell’istituto Majorana di Brindisi, che come tutti sanno è da sempre l’avanguardia tecnoentusiasta (un preside di quell’istituto fu sottosegretario all’istruzione nel governo Salvini, nel lontano 2018). Io, per me, posso testimoniare che l’introduzione dell’ia nella didattica del latino ha migliorato in modo vertiginoso il profitto delle e degli studenti rispetto a splash latino e studentville.

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Autoregalocrazia

Regime in cui un leader si fa dei regali, moltiplica gli omaggi e gli onori a se stesso, sotto lo sguardo (e spesso con i soldi) degli altri […]. L’autoregalocrate ama mettersi in mostra e gratificarsi con cerimonie, fuochi d’artificio, concerti privati e applausi. C he si tratti di un compleanno o di un matrimonio, è in grado di trasformare qualsiasi evento personale in una vetrina mondiale della propria superiorità sociale […]. Nelle democrazie, l’autoregalocrazia ha un debole per la privatizzazione degli spazi pubblici: quello che è di tutti le appartiene.

Guillemette Faure, Le Monde

ASCANIO CELESTINI Come li mangi gli spaghetti?

Da «Poveri cristi»

Sono Joseph. Ricorda il mio nome.
Io sono Joseph il seppellitore. Emigrante, schiavo, naufrago, detenuto, facchino e barbone.

Il comune del mio paese assume operai. L’avviso pubblico dice che non serve il diploma né le referenze e non c’è da fare l’esame. Praticamente significa che va bene pure uno scemo. Mi presento. «Io sono Joseph e cerco un lavoro», dico. Mi danno un pezzo di carta. «Questo è l’indirizzo». Continua a leggere “ASCANIO CELESTINI Come li mangi gli spaghetti?”

Fuoco incrociato

Referendum sulla giustizia, l’appello di Scurati su Repubblica, con tanto di video: uno spot megagalattico per il sì. Annalisa Chirico, testimonial del no a Piazza Pulita: «Con i due Csm separati i giudici non andranno più alle stesse feste di compleanno e non prenderanno più il caffè insieme».

Transfert d’appel

Suona il telefono, la Ale va a rispondere, poi dice, indicando me, è per te. Ma come fanno sapere che sei qui?
Io dico: Ho messo il transfert d’appel.
Il transfert d’appel è un’invenzione fondamentale, dice la Monica, è utilissimo, guarda.
Lasciami indovinare per che cosa, fa la Ale.
Io non lo so cos’è, fa la Valeria.
La Monica spiega: quella cosa molto utile che ti fa arrivare le telefonate a un altro numero. Uno ti telefona e non si accorge di niente. Capito?
Più o meno, fa la Valeria.
Oh signore! fa la Monica, e specifica: uno ti chiama e crede di chiamare casa tua. Tu rispondi e invece puoi essere in qualunque altro posto, comprì?

Da Rossana Campo, Mai sentita così bene

MARCO MAURIZI Insegnare nell’ipercapitalismo. Autonomia del docente e crisi della scuola

Da «Contro la scuola neoliberale»

Il punto cieco

La scuola pubblica italiana vive da anni una crisi profonda, aggravata da un’apparente polarizzazione politica che ne distorce la natura e le possibili soluzioni.

La destra sovranista e postfascista accusa le politiche scolastiche della sinistra di essere la causa di un imprecisato degrado culturale. Rispetto ai classici temi neoliberisti sullo ‘spreco’ delle risorse pubbliche, tuttavia, Fratelli d’Italia ha seguito la linea populista introdotta da Luca Ricolfi e Paola Mastrocola nel saggio Il danno scolastico. Secondo questa retorica, il modello progressista, centrato sull’inclusione, avrebbe sacrificato il merito e l’eccellenza, lasciando paradossalmente le classi lavoratrici intrappolate in un sistema scolastico inefficiente e incapace di offrire strumenti di mobilità sociale (Appunti per un programma conservatore). Continua a leggere “MARCO MAURIZI Insegnare nell’ipercapitalismo. Autonomia del docente e crisi della scuola”

FEDERICO DE ROBERTO I Austriaci son chi, a quatter pass

Da «L’ultimo voto»

La notte era tutto uno scintillio: Arturo pareva un brillante nel castone di Boote; l’Orsa si ritraeva verso il nord, e da Cassiopea al Cigno ed all’Aquila la Via Lattea fasciava il cielo come una garza.
Tancredi precedeva i suoi uomini, lentamente, cautamente, pieno di gravi pensieri, compreso di religiosità. Chi era il morto che andavano a prendere? Un capitano – aveva detto Ricca. Continua a leggere “FEDERICO DE ROBERTO I Austriaci son chi, a quatter pass”

EUGENIO MONTALE Torcere il collo all’eloquenza

«Sulla poesia»

Scrivendo il mio primo libro1 (un libro che si scrisse da sé) […] ubbidii a un bisogno di espressione musicale. Volevo che la mia parola fosse più aderente di quella degli altri poeti che avevo conosciuto. Più aderente a che? Mi pareva di vivere sotto a una campana di vetro2, eppure sentivo di essere vicino a qualcosa di essenziale. Un velo sottile, un filo appena mi separava dal quid3 definitivo. L’espressione assoluta sarebbe stata la rottura di quel velo, di quel filo: una esplosione, la fine dell’inganno del mondo come rappresentazione4. Ma questo era un limite irraggiungibile. E la mia volontà di aderenza restava musicale, istintiva, non programmatica. Continua a leggere “EUGENIO MONTALE Torcere il collo all’eloquenza”