Il suddetto decreto prevede che se si è superato il tetto lo straniero (non so come è definito perché il testo non l’ho letto, mi riferisco agli striscioni che ho visto a una festa del partito a cui appartiene il ministro dell’istruzione), lo straniero eccedente, e quale straniero poi, l’ultimo che ha fatto domanda, quello che proviene dal paese più lontano, quello che non mi piace, costui insomma sarà reindirizzato dall’ufficio scolastico provinciale in un’altra scuola, e va bene, immaginando l’efficienza del sistema, ma se nel circondario, per chilometri e chilometri, come può facilmente succedere, ci sono solo scuole private che già per statuto accettano chi mi piace? E chi paga la retta? Per male che vada «Valditara ha promesso che non manderà nessuno studente a venti chilometri di distanza». Da Primavalle a Ciampino, tipo.
LOUIS-FERDINAND CÉLINE La sessione dei cretini
Da «Morte a credito»
La mattina degli esami di licenza mia madre chiuse bottega per potermi incoraggiar meglio. Dovetti sostenerli alle Comunali vicino a Saint-Germain-l’Auxerrois, proprio nel ricreatorio. Per la strada lei mi raccomandava d’aver fiducia in me stesso. Il momento era solenne, lei pensava a Caroline, e quel pensiero la faceva di nuovo piagnucolare…
Tutt’intorno al Palais-Royal mi fece recitar le mie Fiabe e l’elenco dei Dipartimenti… Alle otto precise, davanti al cancello, noi eravamo lì, per essere iscritti. Continua a leggere “LOUIS-FERDINAND CÉLINE La sessione dei cretini”
Emergenza
L’articolo, pubblicato sul giornale argentino La Nación, si intitola «La brutta scuola di Meloni e Vannacci». Dice: «La questione del numero di alunni stranieri NON è un’emergenza: si tratta di poco più di novecentomila alunni, pari all’11,6 per cento del totale. Due terzi sono ragazzi e ragazze di seconda generazione, nati in Italia». E dice anche: «Le risorse non ci sono, ma per la propaganda si trova sempre spazio». L’articolo è stato scritto prima che il decreto fosse approvato, ma forse qualcuno mi sa dire se le risorse sono state trovate?
CESARE NATOLI La scuola come spazio libero: contro la riduzione neoliberista dell’educazione
Sguardi e contrappunti, 3 agosto 2026
Credo si debba partire dalla constatazione che la scuola italiana stia attraversando una trasformazione profonda, non semplicemente organizzativa o didattica, ma antropologica e sociale.
Non siamo davanti, cioè, a una superficiale successione di riforme scolastiche più o meno efficaci, o più o meno discutibili. Siamo davanti a un mutamento del significato stesso della scuola.
Continua a leggere “CESARE NATOLI La scuola come spazio libero: contro la riduzione neoliberista dell’educazione”George Soros
Chi sarà mai questo personaggio ambivalente col nome a palindromo, mezzo filantropo e mezzo speculatore, assetato di potere, manipolatore e ipocrita, architetto e genio-guida del Governo Ombra, nuovo Lenin che trama una rivoluzione segreta il cui scopo precipuo è privare l’Occidente della sua identità. falso universalista che finge di preoccuparsi per gli oppressi mentre accumula segretamente le enormi ricchezze di cui ha bisogno per conquistare il mondo…. Ah, ma è pure ebreo! Potevate dirlo subito.
Valentina Pisanty, Antisemita
Quattro miliardi di pagine
Assegno per mercoledì una pagina di grammatica: studiare pag. 31.
Una pagina sola in una settimana, protesta Rebecca.
Una pagina per la prima settimana, due per la seconda, quattro per la terza, otto per la quarta… le settimane di scuola sono 33…
Sono più di quattro miliardi di pagine protesta Claudio
Se dimostrerete di avere voglia di studiare vi risparmio un miliardo di pagine, li rassicuro.
EUGENIO MONTALE Gloria del disteso mezzogiorno
«Ossi di seppia»
Gloria del disteso mezzogiorno
quand’ombra non rendono gli alberi,
e più e più si mostrano d’attorno
per troppa luce, le parvenze, falbe.
Il sole, in alto, – e un secco greto.
Il mio giorno non è dunque passato:
l’ora più bella è di là dal muretto
che rinchiude in un occaso scialbato.
L’arsura, in giro; un martin pescatore
volteggia s’una reliquia di vita.
La buona pioggia è di là dallo squallore,
ma in attendere è gioia più compita.
LUCA MALGIOGLIO Ancora su «intelligenza artificiale» e scuola
La nostra scuola, 13 luglio 2026
“Non si può fare finta che l’IA non esista”: con questa retorica si stanno approvando nelle scuole dei terrificanti Regolamenti che rendono praticamente obbligatori l’uso dell’ “intelligenza artificiale” nella didattica e la relativa “formazione”.
Ma chi vuole far finta che l’IA non esista? A scuola si deve studiare l’IA; ma questo non significa affatto che si debba studiare e far studiare con l’IA, o meglio con dei simulatori del linguaggio umano (o LLM) che estrudono testo sulla base delle ricorrenze linguistiche, senza che vi sia dietro alcun pensiero.
Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO Ancora su «intelligenza artificiale» e scuola”Le rane e lo stagno
16 settembre
Il programma di Valditara per l’anno scolastico si articola in tre punti: le classi pollaio saranno abolite. Nel testo dell’articolo gli fanno dire: sono già state abolite. O forse hanno cambiato nome, si chiamano classi ovile, o qualcosa del genere. Come i tecnici e professionali, basta chiamarli licei e non sono più scuole di serie B o C, qualora lo fossero. Due. La cultura woke sarà bandita. Leggi: qualsiasi forma di opposizione. Tre. I docenti saranno formati dalla (o sulla?) intelligenza artificiale. Intanto ha stanziato 20 milioni per l’aria condizionata nelle scuole. Quindi, potrà dire che il caldo nelle scuole non è più un problema.
Continua a leggere “Le rane e lo stagno”Fiorenza (Firenze)
Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande,
che per mare e per terra batti l’ali,
e per lo ’nferno tuo nome si spande!
Dante, Inferno, XXVI 1-3
Te beata, gridai, per le felici
aure pregne di vita, e pe’ lavacri
che da’ suoi gioghi a te versa Apennino!
Lieta dell’aer tuo veste la Luna
di luce Limpidissima i tuoi colli
per vendemmia festanti e le convalli
popolate di case e d’oliveti
mille di fiori al ciel mandano incensi.
Ugo Foscolo, Dei Sepolcri, 165-72 Continua a leggere “Fiorenza (Firenze)”