In evidenza

La trappola

Le indicazioni nazionali non sono un «catalogo tassativo di autori obbligatori». E meno male, dato che la libertà di insegnamento non è stata abolita e i programmi scolastici non sono più prescrittivi da almeno venti anni. Ma allora, che cosa sono? Perché i grandi pensatori che le hanno redatte hanno sforbiciato filosofi impegnativi, e probabilmente divisivi, e invece propongono per la letteratura italiana un profluvio di autori, qualcuno praticamente in disuso come Grazia Deledda? Dov’è la trappola?

Censura

Forse, piuttosto che discutere sulla censura, scomodare Voltaire (apocrifo), la Costituzione della Repubblica italiana e le leggi repressive dello Stato fascista, i regimi illiberali, il negazionismo e quant’altro sarebbe lecito domandarsi perché un festival così importante e rinomato come Salerno Letteratura abbia affidato il discorso di apertura a un personaggio di cotanto spessore come Erri De Luca. Forse pensavano che fosse il cugino del sindaco?

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ROBERTO IGNAZIO IPPOLITO La fatica dell’insegnare

Oggi è uno degli ultimi giorni di scuola, di una certa scuola, di un certo anno.
Un certo insegnante fa svolgere una verifica scritta in classe, vuole avere un riscontro, il più possibile attendibile, del livello delle conoscenze acquisite dai ragazzi.
Allora mette in chiaro le regole: non si può copiare, i banchi devono essere distanziati l’uno dall’altro, su di essi niente zaini, astucci e materiale vario, solo il foglio di carta, la penna, la calcolatrice, il righello, nient’altro. Continua a leggere “ROBERTO IGNAZIO IPPOLITO La fatica dell’insegnare”

Partita

Avevo un buon posto, nella partita, contavo i punti… mi permetteva di pensare ai fatti miei… Non mi piaceva, a me, esser molestato, lasciavo passar quasi tutto… A un colpo di fischietto, i mocciosi si lanciavano nella caciara, sconvolgevano il pattume fino a storcersi le fette, caricavano la vescica gonfiata, a gran falcate nella creta, s’impiastricciavan tutti, si ricoprivan gli occhi, la faccia, con tutta la mota del campo… Finita la tornata, i nostri ragazzini non eran più che dei calchi di sudiciume, delle argille scalpiccianti… senza contare i grappoli di stronzi che gli pendevan dietro. Più ch’eran diventati merdosi, blindati, imbottiti di sterco: più eran beati e contenti… Deliravano di gioia sotto le loro croste di ghiaccio. il frittellone tutto d’un pezzo.

Da Louis-Ferdinand Céline, Morte a credito

BRUCE SPRINGSTEEN Per le strade di Minneapolis

Attraverso il ghiaccio e il freddo dell’inverno
Lungo Nicollet Avenue
Una città in fiamme ha combattuto fuoco e ghiaccio
Sotto gli stivali di un occupante
L’esercito privato di Re Trump del DHS
Con le armi allacciate ai cappotti
È venuto a Minneapolis per far rispettare la legge
O almeno così raccontano la storia
Contro fumo e proiettili di gomma Continua a leggere “BRUCE SPRINGSTEEN Per le strade di Minneapolis”

MATTEO ZENONI Pratiche scolastiche ormai desuete: fare lezione

Le parole e le cose, 23 marzo 2026

Un computo doloroso

Tra le funzioni del registro elettronico che sarebbe meglio non conoscere c’è sicuramente quella che segnala il numero progressivo di ore svolte; situato solitamente a fondo pagina, questo link rimanda alle ore di ogni singola disciplina dettagliando quelle di lezione, didattica laboratoriale, esercitazione, verifica scritta, interrogazione e via dicendo. Per i docenti che nutrono un nostalgico attaccamento per le proprie materie, aprire questa pagina rappresenta una sorta di epifania joyciana sull’andamento della scuola italiana e, in generale, sulle dinamiche che la stanno attraversando. Continua a leggere “MATTEO ZENONI Pratiche scolastiche ormai desuete: fare lezione”

W. G. SEBALD Operazione Gomorra

Da «Storia naturale della distruzione»

Nel 1943, nel pieno di un’estate lunga e torrida, la Royal Air Force, appoggiata dall’ ottava flotta aerea americana. effettuò una serie di incursioni su Amburgo. Il fine dell’«Operazione Gomorra», questa la sua denominazione in codice, era – sin dove possibile – quella di annientare e ridurre completamente in cenere la città. Durante l’attacco del 28 luglio, che iniziò all’una di notte, furono sganciate diecimila tonnellate di bombe dirompenti e incendiarie Continua a leggere “W. G. SEBALD Operazione Gomorra”

Scappato di casa

Oggi dire «scappato di casa» è di moda e, nella turpiloquente polifonia generale, suona pressoché garbato […]. Il modo di dire richiama l’espressione arcaica «fare fagotto» e l’immagine dickensiana di una creatura impubere che, con i pochi averi annodati a un bastone nel fazzoletto, si inoltra immagonita in un mondo di orchi. «Sembri uno scappato di casa» lo dicevano nonni e genitori agli attuali settantenni, vedendoli con jeans e maglioni grezzi anziché incravattati o col tailleur e il filo di perle d’ordinanza. La metafora sembrava perciò destinata al magazzino delle maleparole desuete, assieme a «scemo di guerra» e «mangiapane a tradimento». E invece no: è tornata fuori e ricorre, ricorre. Di volta in volta può significare incompetente, inaffidabile, tendenzialmente criminale, puttaniere, malvestito, malfamato, affamato: impresentabile.

Stefano Bartezzaghi, Scappati di casa, le nuove mode del lessico, «la Repubblica», 10 gennaio 2019

LUCA MALGIOGLIO Innovatory

La nostra scuola, 15 marzo 2026

La scuola si fonda su un duplice rapporto: quello con il sapere e quello umano tra insegnanti e studenti. Non sarà un caso se le tristemente note «riforme» e «innovazioni» – incentrate sulla riduzione delle ore di didattica, sulla sottrazione dei contenuti, sulla burocratizzazione integrale della relazione educativa o sull’esaltazione dell’«intelligenza artificiale» come strumento della «personalizzazione degli apprendimenti» – solitamente vanno a colpire proprio questi aspetti fondanti dell’esperienza scolastica.

Dopo tanti anni di rapporto con gli studenti posso dire che a scuola si innova tutti i giorni, se davvero si lavora su contenuti e conoscenze diversissimi tra loro e con gruppi-classe che, come singoli e come “mente collettiva”, rispondono all’attività didattica in modi difficilmente replicabili. Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO Innovatory”

PAUL FUSSELL L’aria era tutta impregnata dall’odore del rum e del sangue

Da «La grande guerra e la memoria moderna»

La giornata cominciava circa un’ora prima dell’albeggiare, e spesso ciò significava intorno alle 4,30. Quello era il momento della rituale adunata mattutina (stand-to, abbreviazione dell’antico comando formale per respingere un attacco: «Stand-to-Arms», ossia «alle armi»). Dato che l’alba era il momento preferito per lanciare un attacco, all’ordine di «stand-to» ogni uomo, ufficiali, soldati, vedette avanzate dell’artiglieria e visitatori, salivano sulla banchina di tiro con le armi spianate e scrutavano le linee tedesche. Quando ormai era giorno pieno ed appariva evidente che i tedeschi per quella mattina non intendevano muovere all’attacco Continua a leggere “PAUL FUSSELL L’aria era tutta impregnata dall’odore del rum e del sangue”