Ha scritto Bachtin: «La lingua non è un astratto sistema di forme normative, ma una concreta opinione pluridiscorsiva sul mondo». Sbagliato. La pretesa degli insegnanti di grammatica di rappresentare la lingua come una cosa viva, appare del tutto infondata. E soprattutto, la grammatica può suscitare pericolose «teorie». Con la grammatica si può fare peccato. La schwa non è un male, la schwa è il male.
Continua a leggere “Pronomi”EMANUELE ZINATO La tregua in luogo dei Promessi sposi?
Il presente e noi, 19 maggio 2026
Le nuove indicazioni nazionali, come si sa, prevedono la possibilità di sostituire al biennio la secolare presenza del romanzo di Manzoni con una libera scelta fra una pluralità di testi e di generi. Anche a questo riguardo si è riattivato sui social il consueto teatrino fra accigliati conservatori e disinvolti innovatori: tanto che nessuno, fra chi fa parte delle associazioni disciplinari degli insegnanti interpellate dalla commissione ministeriale, se l’è sentita di difendere i Promessi sposi. Alcuni di noi sono occupati, e giustamente, a pensare forme di resistenza a un processo di disciplinamento e distruzione di ben più ampie proporzioni: quello che Laval e Vergne hanno chiamato la nuova scuola capitalista e il libro a cura di Cangiano La scuola neoliberale. Continua a leggere “EMANUELE ZINATO La tregua in luogo dei Promessi sposi?”
Clima
Marianna Madia, che con l’occasione ogni tanto ci ricorda che purtroppo è stata ministra del PD ai tempi della Buona Scuola (non pentita né dissociata), dice che urgono i condizionatori dentro le aule e fin qui. Perché l’Italia è l’unico paese europeo dove le scuole rimangono chiuse tre mesi e mezzo. Allora ho chiesto all’i. a. «In quali tre mesi e mezzo rimangono chiuse le scuole?». Ha risposto: «dall’inizio di giugno a metà settembre». Gli effetti dell’aumento delle temperature dovuti al riscaldamento globale faranno fare sempre più spesso di questi ragionamenti.
Minestrone
Ho chiesto all’i. a. di scrivere un post di circa 300 battute (come un vecchio tweet) per criticare l’accordo tra ministero e sindacati sulla possibilità di svolgere online le riunioni degli organi collegiali. Ha scritto un post di circa 300 righe dove dice che i collegi docenti online si riducono a un votificio, manca il faccia-a-faccia (e anche il gomito-a-gomito) che è la sostanza della democrazia e via discorrendo. Ho chiesto di fare un testo più succinto. Ne è uscito un capitolato: primo strozza la discussione secondo manca la relazione e via discorrendo. Ho detto all’i. a. che va bene così succinto ma preferisco un discorso liquido. Ha risposto che durante un collegio online escono certi minestroni
COBAS SCUOLA PALERMO Riunioni collegiali online: un ostacolo alla partecipazione
Cobas Scuola Palermo, 23 luglio 2026
Dall’introduzione della cosiddetta Autonomia scolastica molto abbiamo dibattuto e scritto [tra gli ultimi Convegni qui, qui e qui] sulle profonde trasformazioni di matrice neoliberista che la Scuola pubblica sta attraversando e come si stiano modificando i rapporti e i ruoli relativi al suo governo.
Rapporti e ruoli che – ancora oggi – sono sostanzialmente regolati dai Decreti Delegati del 1974 [ora riuniti nel d.lgs. n. 297/1994], che hanno concretizzato i principi costituzionali relativi alla funzione della Scuola pubblica attraverso l’istituzione degli Organi collegiali.
La nostra [stanca] civiltà
Il ministro ci ricorda (almeno una volta a settimana) che nella scuola dovranno (fino ad ora carenti) essere insegnati i valori della «nostra» civiltà a chi ne fa parte e anche (forse soprattutto) a chi non ne fa parte, perché possano, l’uno e l’altro, diventare migliori, o diventare come noi. Fin qui tutto bene, cioè tutto male, il principio che io come insegnante devo imporre alcunché non solo va contro la libertà di insegnamento ma contro la stessa logica della programmazione didattica, quand’anche si trattasse di insegnare alle e agli studenti l’importanza della libertà contro la schiavitù.
Continua a leggere “La nostra [stanca] civiltà”Allegoria
Dante ha lasciato diversi indizi nella Commedia di intendere Beatrice come allegoria dell’intelligenza artificiale. Me ne sono accorto quando ho detto alla voce «stai zitta cretina». Mi ha risposto, dopo un bip: «io sono stata creata dall’intelligenza arrificiale, la vostra miseria non mi tange». Ci manca ancora un bel po’ prima che l’intelligenza artificiale raggiunga la perfezione delle risposte di Beatrice, ma già cerca di leggerci nel pensiero e anticipare le domande e dà spiegazioni anche su cose che non avremmo mai desiderato sapere.
LUCA MALGIOGLIO Cecità selettiva
Le parole e le cose, 4 maggio 2026
Già da prima della sua uscita, il libro Contro la scuola neoliberale (Milano, Nottetempo, 2026), curato da Mimmo Cangiano, ha ricevuto attacchi al limite del grottesco; poco dopo è partita una vera e propria campagna contro il film D’istruzione pubblica, denuncia dello smantellamento neoliberale del nostro sistema di istruzione diretta da Federico Greco e Mirko Melchiorre. Va detto che le due opere, uscite in contemporanea, sono molto diverse tra loro, non solo, come è ovvio, nella scelta del mezzo utilizzato, ma anche nella lettura che si dà della crisi indotta nel sistema scuola in una fase estrema del capitalismo. Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO Cecità selettiva”
Inventori
Gl’inventori, nel loro genere, si posson dividere secondo il ramo di pazzia… Intere specie sono pressoché innocue… I tifosi degli «Effluvi», e i «tellurici» per esempio, i «centripeti»… Sono giovanotti trattabilissimi, verrebbero a farti colazione in mano… sul palmo… Anche certi ingegnini casalinghi non son poi una razza troppo scorbutica… E infine tutti i «gratta- gruviera»… le «pentole cinofinlandesi», i cucchiai a «doppio manico»… insomma tutto l’occorrente per cucina… Tipi che non disdegnan certo i pastingoli… Brava gente… E i perfezionator del «metrò»?… Ah, qui già bisogna stare in guardia!… Ma le vere teste matte, gli autentici scatenati, quelli che lavorano al vetriolo, provengono quasi interamente dal «Perpetuo»… Continua a leggere “Inventori”
ROBERTO CONTU Ridere della scuola
La scuola e noi, 4 maggio 2026
L’ultimo è Filippo Caccamo
La prima volta che ho visto un video di Filippo Caccamo è stata qualche anno fa, me lo ha girato su WhatsApp una mia collega che mi scriveva: «guardalo e dimmi chi ti ricorda». Giù emoticon, risate e lacrimoni. Il video era uno dei primi, quelli dove Filippo Caccamo con una t-shirt accroccata in testa imita colleghi e colleghe che sclerano per i corridoi delle nostre scuole. Ho riso pure io, ho iniziato a seguire Filippo Caccamo sui social e come a molti mi sono diventati familiari la preside nevrotica e la collega scoppiata con la borsetta, il Mortillaro rebrandizzato e la (fu) MAD che sbuca come un pop-up all’odore di spezzoni di supplenze, la maestra sepolta dai vomiti dei bambini e quella specie di pipistrelli nelle mutande che sarebbero gli adolescenti delle medie. Continua a leggere “ROBERTO CONTU Ridere della scuola”