FRANCESCO PETRARCA Quando fra l’altre donne ad ora ad ora

«Rerum vulgarium fragmenta», 13

Quando fra l’altre donne ad ora ad ora
Amor vien nel bel viso di costei,
quanto ciascuna è men bella di lei
tanto cresce ’l desio che m’innamora.

I’ benedico il loco e ’l tempo et l’ora
che sí alto miraron gli occhi mei,
et dico: Anima, assai ringratiar dêi
che fosti a tanto honor degnata allora.

Da lei ti vèn l’amoroso pensero,
che mentre ’l segui al sommo ben t’invia,
pocho prezando quel ch’ogni huom desia; Continua a leggere “FRANCESCO PETRARCA Quando fra l’altre donne ad ora ad ora”

FRANCESCA COIN Il quiet quitting nella scuola delle diseguaglianze

«il manifesto», 18 luglio 2025

C’è chi lo ha definito il quiet quitting della scuola, la tendenza a ridurre il proprio investimento emotivo negli esami scolastici, considerati parte di un sistema iper-competitivo che rischia di nuocere alla salute mentale degli studenti.

Negli Stati uniti questo fenomeno è sintetizzato dallo slogan C’s Get Degrees, che descrive la scelta di impegnarsi poco per ottenere un titolo di studio, puntando al minimo, e non al massimo, dei voti. In Brasile lo slogan degli studenti è NoDreams, la decisione di cambiare le proprie aspettative e i propri sogni per sottrarsi alla necessità di essere continuamente performanti, perché questa necessità fa vivere in uno stato di ansia permanente. Continua a leggere “FRANCESCA COIN Il quiet quitting nella scuola delle diseguaglianze”

Sega

C’è l’uso in tutto il Novarese, di mandare in giro il giorno della mezza quaresima una sega. Nel popolo la fanno portare scarabocchiata col gesso sul dorso, o rinvoltolata e nascosta ingegnosamente, in modo che chi la porta non se ne accorga. Ed è una burla che trovano molto divertente. I signori mandano a regalare delle seghe eleganti, e ne fanno il pretesto per offrire un gingillo, un dipinto, un dono.

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AGOTA KRISTOF I professori

«La vendetta»

Durante gli studi provavo un immenso affetto per i miei professori. Mi ispiravano un’ammirazione e un rispetto tali che mi sentivo obbligato a difenderli dalla brutalità dei miei compagni.
L’inutile tortura dei professori mi rivoltava. Anche quando davano cattivi voti. I cattivi voti non hanno alcuna importanza, allora perché fare del male a creature deboli e indifese?
Ricordo uno dei miei compagni che, molto abile, scivolava in silenzio alle spalle del professore di biologia e gli sfilava i nervi dalla colonna vertebrale per poi distribuirli tra noi. Continua a leggere “AGOTA KRISTOF I professori”

Spaghetti

C’ho il piatto pieno di spaghetti, prendo coltello e cucchiaio, ma il vecchio seppellitore mi fa: «Come li mangi gli spaghetti?».
Da Ascanio Celestini, Poveri cristi

Quando viene il momento di scolare la pasta ci sono tutti addosso che hanno il languorino di stomaco per quel bloody-mary che bolle in pentola e noi a dire andate via che c’intrigate e sedetevi un po’, mica c’è niente da vedere, nessun trucco, nessun miracolo, e dopo riusciamo finalmente a smammarli però succede che mentre io verso il pentolone nello scolapasta, in piedi su uno sgabello per fare centro, Gigi si scotta col vapore e caccia un urlo e molla tutto nel lavandino, due chili di spaghetti in giro nello sporco.
Da Pier Vittorio Tondelli, Altri libertini

FRANCO BERARDI (BIFO) Quel che vorrei chiedere ai cittadini di Israele

«Nove orribili poesie» (2026)

Dopo,
ammesso che dopo significhi qualcosa,
Come pensate di continuare a vivere
Con tutti quei fantasmi
Che aleggiano nei luoghi di sterminio?
Come pensate di continuare a vivere
Nelle bruttissime case che state costruendo
sulle rovine di Gaza e Cisgiordania?
Come pensate di fare colazione Continua a leggere “FRANCO BERARDI (BIFO) Quel che vorrei chiedere ai cittadini di Israele”

LUIGI VAVALÀ Dirigismo nelle scuole per generazioni narcotizzate

La nostra scuola, 5 settembre 2026

Ho vissuto con amarezza e malinconica meraviglia la decadenza della scuola pubblica guidata spesso con cinismo da comando e debolissima consistenza di visione complessiva sulla formazione umana. Ho percepito sempre più nitidamente che leggere passi pregnanti di Hegel o di Freud o di Eraclito o di Nietzsche o di Leopardi, narrare eventi storici cruciali, non veniva più considerato fondamentale per la possibile crescita di menti acute e critiche.

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BOHUMIL HRABAL Per Cristo re, lei ha servito… il re d’Inghilterra!!

Da «Ho servito il re d’Inghilterra»

E così diventai cameriere di sala sotto la direzione del maître Skȓivánek, eravamo lì in due, camerieri, ma io soltanto avevo il diritto di stare appoggiato con la schiena al tavolo nella stanzetta di servizio quando dopo mezzodì c’era un po’ di tempo libero. E il maître mi diceva che io sarei stato un buon maître ma che dovevo coltivare la capacità, quando entrava un cliente, di ricordarmelo e di sapere quando andava via, non a mezzogiorno quando c’è il guardaroba, ma al pomeriggio, quando si serve nel caffè, per imparare a riconoscere quelli che vogliono soltanto mangiare e andarsene inosservati senza pagare. Per riuscire anche a valutare quanti soldi ha il cliente e se spende o dovrebbe spendere di conseguenza. Continua a leggere “BOHUMIL HRABAL Per Cristo re, lei ha servito… il re d’Inghilterra!!”