ROSSANA CAMPO Il punto non è fare a meno degli uomini, è saperli prendere per il culo come loro prendono noi

«Mai sentita così bene» (1995)

Ou, a proposito, mi viene in mente una barzelletta, ve la dico? Ve la dico. Allora, c’è un tipo che si sente molto stanco, molto giù e va dal medico. Il medico lo visita e nota che il tipo ha l’uccello tutto mal messo, tutto rovinato, e gli fa: eh ma lei deve avere un’attività sessuale incredibile! È sposato? Quante volte alla settimana fa l’amore con sua moglie?
«Che è successo a Alessandra? chiede la Teresa interrompendo la barzelletta della Monica.
No, lasciamo perdere.
La Ale si rimette a piangere. La Monica fa: Oh no… Continua a leggere “ROSSANA CAMPO Il punto non è fare a meno degli uomini, è saperli prendere per il culo come loro prendono noi”

Spoilerare

Da un punto di vista storico linguistico, spoiler è un forestierismo inglese, la cui trafila etimologica è rintracciabile sull’Online Etymology Dictionary: la prima attestazione in inglese risale al 1530 circa, come nome di agente derivato del verbo to spoil (a sua volta dal francese antico espillier, dal latino spŏlĭāre), con il significato di «one who robs or plunders» (persona che ruba o saccheggia); nell’ambito politico americano lo si ritrova dagli anni Cinquanta del secolo scorso per indicare «one who mars another’s chance at victory» (persona che danneggia le possibilità altrui di vincere), forse con riferimento al linguaggio della boxe. Il primo significato nel settore meccanico è del 1928 Continua a leggere “Spoilerare”

Wake Me Up When This Year School Ends

5 febbraio

Valditara dice che l’esame di quest’anno non sarà più facile, ma però più serio. Perciò niente più vulcani, urli di munch, orologi a pendolo o a cuccù, la savana e le galline di Mazzarò che camminano sulla struttura degli idrocarburi, e soprattutto censura a chi dice che D’annunzio era un estetista (e soprattutto per chi scrive sui social di averlo sentito dire). De profundis per Alvaro Rissa.

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SALVATORE QUASIMODO Milano, agosto 1943

«Giorno dopo giorno» (1947)

Invano cerchi tra la polvere,
povera mano, la città è morta.
È morta: s’è udito l’ultimo rombo
sul cuore del Naviglio. E l’usignolo
è caduto dall’antenna, alta sul convento,
dove cantava prima del tramonto.
Non scavate pozzi nei cortili:
i vivi non hanno più sete.
Non toccate i morti, così rossi, così gonfi:
lasciateli nella terra delle loro case:
la città è morta, è morta.

STEFANO ROSSETTI Quasi discreto = 6/7 = 6.75 = va benino?

La scuola e noi, 1 dicembre 2025

Appunti per un dibattito non ideologico sulla valutazione

Gli alunni seri non sono soddisfatti. Dicono che nelle altre classi l’insegnante gli dice che cosa devono sapere. L’insegnante lo spiega e tu lo devi imparare. Poi l’insegnante fa l’esame e uno prende il voto che merita.

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RENATA VIGANÒ L’Agnese rispose tremando: «Sono qui»

Da «L’Agnese va a morire»

Il Comandante venne su per la scaletta del sotterraneo; si faceva lume con un fiammifero, ma vi soffiò sopra quando fu nella stanza terrena, l’unica della casa. Dietro di lui salirono gli altri. Si muovevano al buio nel vano stretto e vuoto di mobili. Si udiva soltanto il rumore delle scarpe. Il Comandante disse: – Ciro con altri tre vanno a sorvegliare l’imbocco del sentiero dell’argine. State nascosti perché c’è la luna e ci si vede come di giorno. Tu Mario con Gim andate qui fuori e rimanete di guardia alla casa. Al primo allarme tutti alle barche. Gli altri mettano a posto la roba. Appena pronti si parte. Aveva la voce fredda e pacifica, e parlava adagio, come un maestro che assegni il compito agli scolari. Continua a leggere “RENATA VIGANÒ L’Agnese rispose tremando: «Sono qui»”

ENRICO NARDELLI Tutti i nodi (dell’IA) vengono al pettine

Start Magazine, 19 aprile 2025

Scrivevo a marzo del 2023, quando tutto il mondo stava cominciando a parlare delle impressionanti capacità di ChatGPT, il primo strumento di intelligenza artificiale generativa (IAG) noto al grande pubblico, e si diffondeva su tutti i mezzi di comunicazione la profezia che l’intelligenza artificiale (IA) avrebbe sostituito la gran parte dei lavoratori, questa frase: «In altre parole, se non sapete già la risposta corretta, ciò che vi dice tale sistema rischia di non essere di alcun aiuto». Due settimane dopo aggiungevo: «poiché ciò che fanno lo esprimono in una forma che per noi ha significato, proiettiamo su di essa il significato che è in noi».

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Dopamina

L’essere umano vuole restare nella zona della macchina perché è immerso in uno stato di flusso: emoticon, gattini, foto di vacanze, notizie, balletti… non importa quale sia il contenuto del flusso, quello che conta è che, mentre ci stiamo dentro nel nostro cervello si scatenano scariche che producono l’ormone endogeno della dopamina. Un ormone legato appunto alla motivazione e al piacere che produce una fugace sensazione di piacere e appagamento.

Davide Fant, Carlo Milani, Pedagogia hacker