20 giugno
Sto valutando come inserire Pupo tra gli argomenti dell’orale. Ho sentito alla radio che può essere accostato a D’Annunzio.
Continua a leggere “Wake Me Up When This Year School Ends”pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di didattica in presenza e in assenza, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e etero didatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)
20 giugno
Sto valutando come inserire Pupo tra gli argomenti dell’orale. Ho sentito alla radio che può essere accostato a D’Annunzio.
Continua a leggere “Wake Me Up When This Year School Ends”Gl’inventori, nel loro genere, si posson dividere secondo il ramo di pazzia… Intere specie sono pressoché innocue… I tifosi degli «Effluvi», e i «tellurici» per esempio, i «centripeti»… Sono giovanotti trattabilissimi, verrebbero a farti colazione in mano… sul palmo… Anche certi ingegnini casalinghi non son poi una razza troppo scorbutica… E infine tutti i «gratta- gruviera»… le «pentole cinofinlandesi», i cucchiai a «doppio manico»… insomma tutto l’occorrente per cucina… Tipi che non disdegnan certo i pastingoli… Brava gente… E i perfezionator del «metrò»?… Ah, qui già bisogna stare in guardia!… Ma le vere teste matte, gli autentici scatenati, quelli che lavorano al vetriolo, provengono quasi interamente dal «Perpetuo»… Continua a leggere “Inventori”
La scuola e noi, 4 maggio 2026
L’ultimo è Filippo Caccamo
La prima volta che ho visto un video di Filippo Caccamo è stata qualche anno fa, me lo ha girato su WhatsApp una mia collega che mi scriveva: «guardalo e dimmi chi ti ricorda». Giù emoticon, risate e lacrimoni. Il video era uno dei primi, quelli dove Filippo Caccamo con una t-shirt accroccata in testa imita colleghi e colleghe che sclerano per i corridoi delle nostre scuole. Ho riso pure io, ho iniziato a seguire Filippo Caccamo sui social e come a molti mi sono diventati familiari la preside nevrotica e la collega scoppiata con la borsetta, il Mortillaro rebrandizzato e la (fu) MAD che sbuca come un pop-up all’odore di spezzoni di supplenze, la maestra sepolta dai vomiti dei bambini e quella specie di pipistrelli nelle mutande che sarebbero gli adolescenti delle medie. Continua a leggere “ROBERTO CONTU Ridere della scuola”
State bene, 23 dicembre 2025
Ecco, a me è successa una cosa che secondo me un po’ c’entra, con il discorso. Cioè io, nel 2009, dopo sei o sette anni che non ci andavo, sono andato alla fiera del libro a Torino. Il giorno prima di andare a Torino sono andato a Parma, con mia figlia, abbiamo dormito a Parma, da mio fratello, e poi son tornato a Bologna, ho lasciato mia figlia a sua mamma, in stazione e, senza passare da casa (abito lontano dalla stazione), ho preso un treno che mi ha portato a Torino. Era tutto calcolato andava bene. Solo che, a Parma, a casa di mio fratello, mi sono macchiato i pantaloni. Allora non potevo andare a Torino star via due giorni coi pantaloni macchiati, e mio fratello mi ha prestato un paio dei suoi. Continua a leggere “PAOLO NORI Gli specchi”
Cobas scuola Palermo, 3 maggio 2026
Il lavoro nel XXI secolo
È considerazione ampiamente condivisa che nell’attuale mondo del lavoro nelle società capitalistiche occidentali siano presenti una serie di tendenze allarmanti che è possibile sintetizzare in tre fenomeni generali (Honneth, 2020):
«Professione docente», novembre 2025
Il diritto alla “libertà d’insegnamento” (Art. 33 della Costituzione) è stato l’unico argine efficace ad impedire il completo smantellamento della scuola pubblica, pur fortemente compromessa nella sua efficacia formativa dalla logica economicistica che negli ultimi trenta anni ne ha snaturato gli obiettivi. In particolare, ha consentito agli insegnanti, sia pure sempre più ostacolati da attività extracurricolari superflue, di mantenere saldo il principio che la scuola è un luogo di cultura Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI Difendere la libertà d’insegnamento o il suo contrario?”
Da «La vita intima»
Il Bruco tira fuori da un pensile il barattolo con dentro i biscotti. – Il problema è che tu sei una marmotta sentinella -. Lo poggia sul tavolo. – Le marmotte vivono in gruppo e si nascondono nelle gallerie appena avvertono un pericolo. Le sentinelle hanno il compito di fischiare se una minaccia si avvicina. Come vengano scelte resta un mistero, ma gli zoologi hanno scoperto che sono individui più vigili, nel sangue hanno un livello più alto di cortisolo, l’ormone dello stress. Appena percepiscono un’increspatura, una variazione minima del panorama lanciano l’allarme. Questi soggetti dormono meno e di conseguenza campano meno, ma sono necessari alla sopravvivenza del gruppo. Continua a leggere “NICCOLÒ AMMANITI I paranoici hanno un ruolo fondamentale”
La scuola e noi, 16 giugno 2026
Obiezione di coscienza, una proposta concreta
A ridosso dell’inizio del nuovo Esame di Maturità e considerando la griglia di valutazione ministeriale relativa al Colloquio (reperibile qui 66ade587-4d4f-faf9-1475-3c6332c0f25e), propongo a tutti i futuri Commissari e Presidenti che non si riconoscono nella lettera e nello spirito del quarto indicatore relativo al “Grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio” e che, quindi, non intendono sia possibile e legittimo applicare tale indicatore di
1. Chiedere l’inserimento del seguente testo nei verbali relativi alla preparazione dei colloqui orali: “I Commissari … desiderano esplicitare il loro dissenso Continua a leggere “MARTINA BASTIANELLO Colloquio Esame di Maturità a.s. 2025-26: la Griglia di Valutazione”
Stultifera Navis, 10 novembre 2025
Quando si parla di tecnologia a scuola, sopratutto tra colleghi, è solo questione di tempo prima che qualcuno pronunci – con la massima determinazione – la seguente frase: “Il problema non è la tecnologia X. Basta usarla bene”. Analisi di una “catchphrase” di gran moda
Di questa frase (“Il problema non è la tecnologia X. Basta usarla bene”) ne esistono numerose varianti che sostituiscono la parola “bene” con locuzioni specifiche, senza variare il significato complessivo. Se la tecnologia in questione è l’intelligenza artificiale, le varianti più probabili, solitamente, sono le seguenti: “in modo etico”, “in modo sostenibile” oppure “consapevole” o ancora “appropriato”.
Continua a leggere “STEFANO BORRONI BARALE «Il problema non è l’intelligenza artificiale: basta usarla bene»”Al passeggio, in Chiesa andando per le strade, non trovate una befana che vi guardi. Io ho fatto e fo molti giri per Roma in compagnia di giovani molto belli e ben vestiti. Sono passato spesse volte, con loro, vicinissimo a donne giovani: le quali non hanno mai alzato gli occhi; e si vedeva manifestamente che ciò non era per modestia, ma per pienissima e abituale indifferenza e noncuranza: e tutte le donne che qui s’incontrano sono così. Trattando, è così difficile il fermare una donna in Roma come a Recanati, anzi molto più, a cagione dell’eccessiva frivolezza e dissipatezza di queste bestie femminine, che oltre di ciò non ispirano un interesse al mondo, sono piene d’ipocrisia, non amano altro che il girare e divertirsi non si sa come, non la danno (credetemi) se non con quelle infinite difficoltà che si provano negli altri paesi.
Giacomo Leopardi, lettera a Carlo Leopardi, Roma, 6 dicembre 1822
Il corsivo è di Leopardi