In evidenza

Le rane e lo stagno

Il diario del 2026-2027 si intitola «Le rane e lo stagno». Lo stagno è la scuola, le rane siamo noi. Rane mezze bollite. Qualcuno, quando è iniziata la demolizione della scuola pubblica, ispirandosi a Chomsky, paragonava l’azione dei governi all’acqua che riscalda il pentolone, ipotizzando che la rana sarebbe bollita a fuoco lento, senza nemmeno accorgersi di bollire. A conti fatti non è vero che non ci siamo accorti che l’acqua si stava riscaldando, in alcuni momenti si può dire che abbiamo anche aiutato a tenere accesa la fiamma. La strategia però non è stata di bollire le rane, semmai di sbollentarle. Accendere e spegnere il fuoco, e intanto sommergerti con un bla bla continuo per cui non distingui più le parole.

Sulla deriva fascista di Israele

Libreria delle donne di Milano, 10 novembre 2023, a cura di Giulio Chinappi

Il 2 dicembre 1948, ventotto intellettuali ebrei, tra i quali Albert Einstein ed Hannah Arendt, inviarono una lettera alla redazione del New York Times per denunciare la deriva fascista imposta dal futuro primo ministro Menachem Begin alla natura dello Stato israeliano, fondato nel maggio dello stesso anno.

Agli editori del New York Times

Fra i fenomeni più preoccupanti dei nostri tempi emerge quello relativo alla fondazione, nel nuovo stato di Israele, del Partito della Libertà (Tnuat Haherut), un partito politico che nell’organizzazione, nei metodi, nella filosofia politica e nell’azione sociale appare strettamente affine ai partiti nazista e fascista. È stato fondato fuori dall’assemblea e come evoluzione del precedente Irgun Zvai Leumi, un’organizzazione terroristica, sciovinista, di destra della Palestina.

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Maranza

Sono identificati come giovani (e giovanissimi) che ostentano un atteggiamento sfrontato, «da strada», e sono accomunati dai gusti musicali e dal modo di vestire (per esempio gli abiti griffati, per lo più contraffatti). In sostanza, siamo davanti a esponenti di un nuovo tipo di subcultura giovanile, evoluzione di un certo gusto che in altre epoche e latitudini avremmo detto «tamarro», «coatto».

Accademia della Crusca, Sbagliando s’impari

BISCA La bomba intelligente

«La bomba intelligente» (1993)

L’idea di una bomba intelligente
L’idea di una bomba intelligente

Tre anni fa ero come molti di voi davanti al televisore a vedere quelle immagini di morte che provenivano dal Golfo.
Nonostante la drammaticità del momento ero molto annoiato.
Ebbi un sobbalzo: sentii parlare per la prima volta di bombe intelligenti

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LUCA MALGIOGLIO I nuovi mostri

La nostra scuola, 30 maggio 2026

Mentre la casa brucia in un delirio di autoritarismo (vedi la riduzione dei collegi docenti ad approvifici), nel dilagare di interessi privati chiamati eufemisticamente innovazione, con una “formazione”-spazzatura standardizzata che prende il posto della preparazione culturale e dell’esperienza didattica e mentre vengono tagliati interi anni di scuola, i soliti personaggi inventano dei fantasmi polemici – la “didattica trasmissiva”, il “nozionismo”, cui si contrapporrebbero i “leader dell’innovazione” – per distrarre dalle questioni fondamentali, per giustificare lo smantellamento affaristico del sistema dell’istruzione pubblica, per velocizzare la fine della scuola democratica della conoscenza e della relazione educativa.

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Sicurezza (di Israele)

Guardando alle norme e alle procedure che conducono all’arresto e detenzione dei palestinesi, emerge una realtà in cui un’intera popolazione sotto occupazione viene considerata una minaccia alla sicurezza […]. Alcuni esempi: l’assembramento di dieci o più persone «in cui viene pronunciato un discorso su un argomento politico o che può essere interpretato come politico» porta alla reclusione fino a dieci anni. Numerose forme di partecipazione civica e politica, tra cui «sventolare una bandiera, esporre un simbolo […] mostrare uno slogan o qualsiasi altra azione simile che esprima simpatia» per una delle innumerevoli organizzazioni che Israele considera «ostili» sono punite con dieci anni di reclusione. Continua a leggere “Sicurezza (di Israele)”

BEPPE FENOGLIO Arrenditi!

Da «Una questione privata»

A quell’ora Milton era in marcia verso la villa di Fulvia sull’ultima collina prima di Alba. Aveva già fatto il più della strada, si era già lasciato di molto alle spalle il cocuzzolo dal quale aveva avuto la prima vista della casa. Gli era apparsa fantomatica, velata com’era dalle cortine della pioggia. Pioveva come non mai, a piombo, selvaggiamente. La strada era una pozzanghera senza fine nella quale egli guadava come in un torrente per lungo, i campi e la vegetazione stavano sfatti e proni, come violentati dalla pioggia. La pioggia assordava. Dal cocuzzolo si era buttato giù nella valletta, senza frenarsi, anzi sollecitando le scivolate. Scivolò sul dorso un paio di volte, ognuna per dieci-dodici metri sul pendio gonfio e ondoso, tenendo con le due mani la pistola come un timone. Continua a leggere “BEPPE FENOGLIO Arrenditi!”

EMANUELE ZINATO La tregua in luogo dei Promessi sposi?

Il presente e noi, 19 maggio 2026

Le nuove indicazioni nazionali, come si sa, prevedono la possibilità di sostituire al biennio la secolare presenza del romanzo di Manzoni con una libera scelta fra una pluralità di testi e di generi. Anche a questo riguardo si è riattivato sui social il consueto teatrino fra accigliati conservatori e disinvolti innovatori: tanto che nessuno, fra chi fa parte delle associazioni disciplinari degli insegnanti interpellate dalla commissione ministeriale, se l’è sentita di difendere i Promessi sposi. Alcuni di noi sono occupati, e giustamente, a pensare forme di resistenza a un processo di disciplinamento e distruzione di ben più ampie proporzioni: quello che Laval e Vergne hanno chiamato la nuova scuola capitalista e il libro a cura di Cangiano La scuola neoliberale. Continua a leggere “EMANUELE ZINATO La tregua in luogo dei Promessi sposi?”

Pronomi

Ha scritto Bachtin: «La lingua non è un astratto sistema di forme normative, ma una concreta opinione pluridiscorsiva sul mondo». Sbagliato. La pretesa degli insegnanti di grammatica di rappresentare la lingua come una cosa viva, appare del tutto infondata. E soprattutto, la grammatica può suscitare pericolose «teorie». Con la grammatica si può fare peccato. La schwa non è un male, la schwa è il male.

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Clima

Marianna Madia, che con l’occasione ogni tanto ci ricorda che purtroppo è stata ministra del PD ai tempi della Buona Scuola (non pentita né dissociata), dice che urgono i condizionatori dentro le aule e fin qui. Perché l’Italia è l’unico paese europeo dove le scuole rimangono chiuse tre mesi e mezzo. Allora ho chiesto all’i. a. «In quali tre mesi e mezzo rimangono chiuse le scuole?». Ha risposto: «dall’inizio di giugno a metà settembre». Gli effetti dell’aumento delle temperature dovuti al riscaldamento globale faranno fare sempre più spesso di questi ragionamenti.