Assegno per mercoledì una pagina di grammatica: studiare pag. 31.
Una pagina sola in una settimana, protesta Rebecca.
Una pagina per la prima settimana, due per la seconda, quattro per la terza, otto per la quarta… le settimane di scuola sono 33…
Sono più di quattro miliardi di pagine protesta Claudio
Se dimostrerete di avere voglia di studiare vi risparmio un miliardo di pagine, li rassicuro.
Emergenza
L’articolo, pubblicato sul giornale argentino La Nación, si intitola «La brutta scuola di Meloni e Vannacci». Dice: «La questione del numero di alunni stranieri NON è un’emergenza: si tratta di poco più di novecentomila alunni, pari all’11,6 per cento del totale. Due terzi sono ragazzi e ragazze di seconda generazione, nati in Italia». E dice anche: «Le risorse non ci sono, ma per la propaganda si trova sempre spazio». L’articolo è stato scritto prima che il decreto fosse approvato, ma forse qualcuno mi sa dire se le risorse sono state trovate?
CESARE NATOLI La scuola come spazio libero: contro la riduzione neoliberista dell’educazione
Sguardi e contrappunti, 3 agosto 2026
Credo si debba partire dalla constatazione che la scuola italiana stia attraversando una trasformazione profonda, non semplicemente organizzativa o didattica, ma antropologica e sociale.
Non siamo davanti, cioè, a una superficiale successione di riforme scolastiche più o meno efficaci, o più o meno discutibili. Siamo davanti a un mutamento del significato stesso della scuola.
Continua a leggere “CESARE NATOLI La scuola come spazio libero: contro la riduzione neoliberista dell’educazione”George Soros
Chi sarà mai questo personaggio ambivalente col nome a palindromo, mezzo filantropo e mezzo speculatore, assetato di potere, manipolatore e ipocrita, architetto e genio-guida del Governo Ombra, nuovo Lenin che trama una rivoluzione segreta il cui scopo precipuo è privare l’Occidente della sua identità. falso universalista che finge di preoccuparsi per gli oppressi mentre accumula segretamente le enormi ricchezze di cui ha bisogno per conquistare il mondo…. Ah, ma è pure ebreo! Potevate dirlo subito.
Valentina Pisanty, Antisemita
EUGENIO MONTALE Gloria del disteso mezzogiorno
«Ossi di seppia»
Gloria del disteso mezzogiorno
quand’ombra non rendono gli alberi,
e più e più si mostrano d’attorno
per troppa luce, le parvenze, falbe.
Il sole, in alto, – e un secco greto.
Il mio giorno non è dunque passato:
l’ora più bella è di là dal muretto
che rinchiude in un occaso scialbato.
L’arsura, in giro; un martin pescatore
volteggia s’una reliquia di vita.
La buona pioggia è di là dallo squallore,
ma in attendere è gioia più compita.
LUCA MALGIOGLIO Ancora su «intelligenza artificiale» e scuola
La nostra scuola, 13 luglio 2026
“Non si può fare finta che l’IA non esista”: con questa retorica si stanno approvando nelle scuole dei terrificanti Regolamenti che rendono praticamente obbligatori l’uso dell’ “intelligenza artificiale” nella didattica e la relativa “formazione”.
Ma chi vuole far finta che l’IA non esista? A scuola si deve studiare l’IA; ma questo non significa affatto che si debba studiare e far studiare con l’IA, o meglio con dei simulatori del linguaggio umano (o LLM) che estrudono testo sulla base delle ricorrenze linguistiche, senza che vi sia dietro alcun pensiero.
Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO Ancora su «intelligenza artificiale» e scuola”Le rane e lo stagno
16 settembre
Il programma di Valditara per l’anno scolastico si articola in tre punti: le classi pollaio saranno abolite. Nel testo dell’articolo gli fanno dire: sono già state abolite. O forse hanno cambiato nome, si chiamano classi ovile, o qualcosa del genere. Come i tecnici e professionali, basta chiamarli licei e non sono più scuole di serie B o C, qualora lo fossero. Due. La cultura woke sarà bandita. Leggi: qualsiasi forma di opposizione. Tre. I docenti saranno formati dalla (o sulla?) intelligenza artificiale. Intanto ha stanziato 20 milioni per l’aria condizionata nelle scuole. Quindi, potrà dire che il caldo nelle scuole non è più un problema.
Continua a leggere “Le rane e lo stagno”Fiorenza (Firenze)
Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande,
che per mare e per terra batti l’ali,
e per lo ’nferno tuo nome si spande!
Dante, Inferno, XXVI 1-3
Te beata, gridai, per le felici
aure pregne di vita, e pe’ lavacri
che da’ suoi gioghi a te versa Apennino!
Lieta dell’aer tuo veste la Luna
di luce Limpidissima i tuoi colli
per vendemmia festanti e le convalli
popolate di case e d’oliveti
mille di fiori al ciel mandano incensi.
Ugo Foscolo, Dei Sepolcri, 165-72 Continua a leggere “Fiorenza (Firenze)”
ELIAS CANETTI La comparsa della cometa mi ha liberato dal lupo
Da «La lingua salvata»
Tutti parlavano della cometa assai prima che io la vedessi e sentissi dire che era arrivata la fine del mondo. Non riuscivo a immaginare cosa questo potesse significare, ma mi accorsi benissimo che la gente era cambiata, tutti cominciavano a bisbigliare e quando mi avvicinavo mi guardavano con compassione. Le ragazzine bulgare non sussurravano, loro spiattellavano tutto e da loro, nella loro rude maniera, venni a sapere che era arrivata la fine del mondo. Questa credenza generale deve aver dominato in effetti per un certo periodo la mente di tutti in città, dal momento che, senza sapere con precisione di che cosa in realtà dovessi aver paura, quell’idea si inculcò profondamente anche in me. Continua a leggere “ELIAS CANETTI La comparsa della cometa mi ha liberato dal lupo”
Nihil humani a me alienum puto
Continuare a sottolineare studente congolese non solo va contro al principio del vecchio Cremete («homo sum»), ma serve a tracciare uno steccato tra me e l’altro. Per citare Eviatar Zeruvabel: «L’atto di evidenziare ed enfatizzare (e rendere quindi a-normali) l’essere donna, nero, omosessuale o disabile è inseparabile dalla convenzione semiotica di considerare normale il fatto di essere uomo, bianco, etero e senza handicap»