OSCAR WILDE Dalla letteratura esigiamo distinzione, fascino, bellezza e potenza immaginativa

Da «Osservazioni sulla decadenza della menzogna»

Una delle cause principali cui possiamo ascrivere la curiosa banalità di gran parte della letteratura della nostra epoca è indubbiamente la decadenza della menzogna come arte, come scienza e come piacere sociale. Gli storici antichi ci hanno dato una narrativa magnifica sotto forma di cronache di fatti; il romanziere moderno ci propina la piattezza dei fatti sotto le mentite spoglie della narrativa. I rapporti governativi stanno rapidamente diventando il suo ideale, sia per metodo sia per stile. Ha il suo tedioso document humain, il suo meschino coin de la creation, che scruta attraverso la lente di un microscopio. Lo si può trovare alla Librairie Nationale o al British Museum, a documentarsi spudoratamente sul suo argomento. Continua a leggere “OSCAR WILDE Dalla letteratura esigiamo distinzione, fascino, bellezza e potenza immaginativa”

41 bis

Qualcuno ricorderà questo periodo storico come il breve inverno dell’anarchia. Gli anarchici non sono mai stati così vicini ad abbattere lo Stato. Nel frattempo, lo sapevate?, Messina Denaro nel 2002 è stato condannato all’ergastolo per cinquanta omicidi, alcuni dei quali commessi di persona, ma anche: il 40 per cento dei lavoratori italiani guadagna meno di 10 euro all’ora.

LUCA MALGIOGLIO – ALESSANDRO ZAMMARELLI I voti, la scienza e l’ideologia

[La nostra scuola, 14 ottobre 2022]

Chi afferma apoditticamente che il voto, di suo, scoraggia l’apprendimento, senza tenere conto del fatto che le persone in crescita reagiscono in modo diverso a ciò che succede loro a seconda dell’età e del vissuto personale, dice una para-verità indimostrata e indimostrabile e sembra avere conoscenze molto superficiali di psicologia dell’età evolutiva.

Il voto serve, se chi lo riceve può comprenderne le motivazioni. È chiaro che i bambini della primaria, ad esempio, la cui personalità è ancora in formazione, e la cui struttura narcisistica è ancora in evoluzione, potrebbero avere difficoltà a metabolizzare psichicamente un voto negativo, con il rischio di una mancata elaborazione mentale. Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO – ALESSANDRO ZAMMARELLI I voti, la scienza e l’ideologia”

(S)piove

Piove sui giusti e sugli ingiusti.
Linus

Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Giacomo Leopardi, La quiete dopo la tempesta

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FRANCESCO PETRARCA Italia mia, benché ’l parlar sia indarno

Da «Rerum vulgarium fragmenta», 128

Italia mia, benché ’l parlar sia indarno
a le piaghe mortali
che nel bel corpo tuo sì spesse veggio,
piacemi almen che’ miei sospir’ sian quali
spera ’l Tevero et l’Arno,
e ’l Po, dove doglioso et grave or seggio.
Rettor del cielo, io cheggio
che la pietà che Ti condusse in terra

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RAYMOND CHANDLER Lei beve, signor Marlowe?

Da «La sorellina»

Era una di quelle terse, luminose giornate estive che ci capitano in California quando comincia la primavera, prima che si installi la foschia. Le piogge sono finite. Le colline sono ancora verdi e dalla valle, oltre l’altura di Hollywood, si riesce a vedere la new sulle montagne pia alte. I negozi di pellicce annunciano le svendite annuali. I bordelli specializzati in vergini sedicenni fanno affari d’oro. E a Beverly Hills cominciano a fiorire gli alberi di jacaranda.
Erano cinque minuti che davo la caccia al moscone azzurro, aspettando che si posasse. Non voleva posarsi. Voleva solo svolazzare e cantare il prologo dei Pagliacci. Tenevo la paletta scacciamosche alzata a mezz’aria ed ero pronto. Sull’angolo della scrivania c’era una luminosa chiazza di sole Continua a leggere “RAYMOND CHANDLER Lei beve, signor Marlowe?”

ALBERTO FORTIS La sedia di lillà

Stava immobile nel letto con le gambe inesistenti
E una piaga sulla bocca che seccava il suo sorriso
Mi parlava rassegnato con la lingua di chi spera
Di chi sa che è prenotato sulla sedia di lillà
Ia-ih-ari-ara, ia-ih-ari-ara, ia-ih-ari-ara, ra-hi-ara

Ogni volta che rideva si stracciavano le labbra
E il sapore che ne usciva era di stagione amara
Le sue rughe di cemento lo solcavano di rosso
Prontamente diluito da una goccia molto chiara
Ia-ih-ari-ara, ia-ih-ari-ara, ia-ih-ari-ara, ra-hi-ara
Iara-ih-ari-ara, ia-ih-ari-ara, ia-ih-ari-ara, la-la-li-li Continua a leggere “ALBERTO FORTIS La sedia di lillà”

ENRICO BELLS Paolino e il gibbone

Post in «La nostra scuola: cultura, passione e relazione»

Ciao pedagogista «democratico», voglio fare un gioco con te.
Prendi una classe di 30 alunni, una prima di liceo scientifico. Prendila per cinque anni, non per cinque ore. Prendi tutti i relativi curricoli, italiano, latino, scienze, inglese, matematica, fisica, filosofia, storia, geografia, storia dell’arte, religione, scienze motorie e svolgili. Non parliamo di chiacchiere, ma di temi, di scrittura, di pensieri complessi e grammatica, di sottili e astratti concetti filosofici che nascono, si evolvono e si confrontano nei secoli, di eventi storici che hanno plasmato il mondo e gli uomini, di conoscenze sul mondo naturale, di derivate e integrali, di riflessioni su come l’astrazione matematica riesca ad esprimere ed a suggerire le leggi della natura, insomma, di capire come siamo usciti dalle caverne per arrivare su Marte, inventando nuove regole per rispettarci tutti e non autodistruggerci. Continua a leggere “ENRICO BELLS Paolino e il gibbone”

Benaltrismo

Tendenza a eludere le possibili risposte a una questione adducendo esempi di altri problemi di cui si dovrebbe discutere, presumibilmente prima di quello messo al tappeto […]. Per applicare questa tecnica non è necessario creare una vera e propria comparazione ma soltanto trovare un tema «civetta» che svii l’attenzione per quel tanto che basta a depotenziare il punto di partenza.

Francesco Filippi, Guida semiseria per aspiranti storici social