Il possibile l’abbiamo fatto, l’impossibile lo stiamo facendo, per la didattica a distanza ci stiamo attrezzando

Giro per casa, vedo dei tutorial, corro sul posto, mi informo, faccio delle cose, zummo con la classe, leggo le mail, cucino, vado a buttare la spazzatura

9 marzo
Google Chrome: non risponde.
Aule virtuali su Spaggiari: non pervenute.
Hub Scuola: Siete in tantissimi! È possibile che in questi giorni riscontriate qualche rallentamento: stiamo facendo del nostro meglio per garantirvi un sistema efficiente.
My Pearson Place: in attesa di risposta

Siccome non sapevo cosa fare ho scritto a Rossella della quarta azzurra (nomi di fantasia): a mezzogiorno comincia il compito di italiano virtuale. Risposta: come possiamo farlo?

Per tutti: mi faccio sentire nel pomeriggio.

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RENATA PULEO Valutare in tempi di Covid19

[Roars, 2 aprile 2020]

Mentre continua il balletto dei comunicati da parte della Ministra Azzolina sui temi legati alla didattica a distanza – anche questi sospesi nella zona d’ombra fra legalità e legittimità – si mantengono aperte tutte le questioni che hanno a che fare con la didattica, generale e disciplinare. Rimane decisivo per il futuro della scuola, nel dopo pandemia, il tema della valutazione. Forse, nel tempo attuale e in quello che ci aspetta, è necessario rimettere in campo una critica serrata al Sistema Nazionale di Valutazione, a cura dell’INVALSI, alla sua funzione di stampella all’autonomia delle istituzioni scolastiche e al rapporto che tale insieme di dispositivi intrattiene con la libertà di insegnamento.

Scrivo – come in altre occasioni – di valutazione, tema che provo ad aggiornare al periodo che stiamo vivendo, di cui la scuola con le sue problematiche specifiche rappresenta un dato emergenziale. Continua a leggere “RENATA PULEO Valutare in tempi di Covid19”

Behind the curtain hold the line

L’insegnante vuole valutare, non può farne a meno, è il suo mestiere, lo chiede il preside, lo prescrive una circolare del MI, l’abbiamo deciso nel consiglio di classe (in streaming), non mi sento sicuro, è un diritto dello studente, lo faccio per il suo bene, lo fanno tutti, mi mancano i voti, sono per la meritocrazia (sempre e comunque). Ma giustamente dice: non mi faccio fregare. Ingaggia una prova di forza con la/lo studente (che perderà di sicuro). Chiede allo studente di bendarsi (a nessun insegnante verrebbe mai in mente di interrogare un alunno bendato in classe. E allora perché a casa sì?). Pretende che lo studente sia incollato allo schermo mentre lo interroga «come se effettivamente guardasse negli occhi il docente» (e mentre lo vede in primo piano non sa che sta leggendo le risposte sullo schermo). In ultima analisi, constatata la propria impotenza, «agli studenti si chiede un supplemento di correttezza ed onestà». Continua a leggere “Behind the curtain hold the line”

CARLO SCOGNAMIGLIO La persona (Lezioni sulla Costituzione 7)

[MicroMega, 15 gennaio 2020]

Il tema della libertà, e delle libertà, non si articola esclusivamente nella forma della contrapposizione tra diritti civili e diritti sociali. Quella è certamente la questione cruciale, maggiormente sentita dai nuovi partiti di massa concentrati intorno alla fucina costituzionale. Tuttavia il concetto moderno di individuo, che Lelio Basso aveva inteso superare nel suo intervento, proponendo una concezione organicista dello Stato, non può e non deve essere del tutto abbandonato. Solidarietà sociale e statalismo, in alcuni interventi in Assemblea, sono percepiti come elementi di rischio per le libertà individuali.

Per comprendere meglio la dimensione preliminare di questo tema, possiamo rileggere criticamente l’articolo 2:

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
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ROBERTO CALOGIURI Il paradosso della scuola a distanza: istruzione o libertà?

[Limonate, 23 marzo 2020]

Il paradosso

Il generale stravolgimento provocato dal Covid-19, com’è noto, ha avuto conseguenze nefaste su tutta la società, e ha generato anche una situazione paradossale soprattutto nella scuola.
Perché l’unico e più urgente rimedio alla sospensione delle lezioni, in tutte le scuole di ogni ordine e grado, è la didattica a distanza, ovvero la negazione della didattica tradizionale, quella in presenza, quotidiana, articolata su un contatto diretto e immediato.
Un contatto che comprende una serie di dinamiche che a distanza non possono essere controllate o praticate. Continua a leggere “ROBERTO CALOGIURI Il paradosso della scuola a distanza: istruzione o libertà?”

Fabbrica

La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti, deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia.
Adriano Olivetti

Il lavoro in fabbrica è orribile. Un lavoro freddo ed insulso, una mero ingranaggio, una fetta minuscola di una operazione molto più grande la cui interezza ci è sconosciuta, e il cui scopo mi fa inorridire. Questo lavoro non solo indebolisce fisicamente, ma anche e soprattutto psicologicamente. Il rumore stesso delle macchine, continuo, l’orribile fischio della sirena, il quadro degradante dell’uomo alla macchina, come se questa lo tenesse completamente in suo potere, non aiutano di certo a rafforzare i nervi. Com’è bello, all’opposto, il lavoro del contadino, dell’artigiano, sì, perfino il lavoro del netturbino!
Sophie Scholl, lettera a Lisa Remppis, 2 settembre 1942