Drink (un altro)

«Le strategie certe volte funzionano» dissi. «Certe altre, invece, quello che funziona è rimestare nel calderone… se si  duri abbastanza da sopravvivere, e capaci di tenere gli occhi aperti per vedere quello che si deve vedere al momento giusto».
«Qui ci vuole un altro drink» concluse Dinah Brand.

Dashiell Hammett, Raccolto rosso

LUISA MIRONE Il latino alle Crociate

[La scuola e noi, 18 novembre 2019]

Renitenti al latino

Eccoli qui. Ventotto tra allieve e allievi di prima liceo scientifico. Ho appena congedato una quinta classe e inizia con loro un altro ciclo; a volte una storia d’amore. Il problema sarà farli innamorare di quello che insegno: perché io insegno (anche) latino. Impopolare quasi quanto il confratello greco (lo sanno bene i colleghi dei licei classici, uniti in rete come da nuovissimo epos); inutile quanto e più della già inutilissima letteratura di qualsiasi epoca e nazionalità.

«Prof, ma se io lo sapevo che alle scienze applicate non c’era latino, non ci venivo al tradizionale…» – mi dice Riccardo dal secondo banco.

«Se tu lo avessi saputo, non ci saresti venuto» – trovo appena la pedante prontezza di mormorare a fior di labbra al secondo giorno di scuola. Continua a leggere “LUISA MIRONE Il latino alle Crociate”

Il mondo è pieno di stronzi

[da La solitudine del satiro, 24 febbraio 2013]

Complice la pioggia e la depressione post voto ho cominciato a correggere i compiti di italiano del quarto finché non sono cascato su questa frase: il mondo è pieno di stronzi. Allora mi sono detto: forse si riferisce anche a me? forse domani a quest’ora siamo tutti su un aereo diretti a La Habana? forse la fanciulla ha votato per Fratelli d’Italia? E allora ho smesso.

Allucinazioni

«Lei come sta?» gli chiese guardandolo dritto negli occhi.
«Io?» fece Rocco preso in contropiede. «Bene».
«Sciocchezze».
«Vero».
«Così, dopo una chiacchierata di dieci minuti, solo osservandola, mi permetterei di dire che lei è un uomo sostanzialmente depresso, magari con qualche difficoltà di concentrazione. Non è che soffre di allucinazioni?».

Antonio Manzini, Pulvis et umbra

 

My make-up may be flaking but my smile, still, stays on (3)

La nuova ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina, per ora parla poco. In sintesi, i pensieri espressi fino a questo punto si possono riassumere in 5 punti: primo non ho copiato,  secondo la valutazione degli insegnanti non è un tabù, terzo non rimetterò le buste al colloquio dell’Esame di Stato e non toglierò il tema di storia, quarto, ma forse è il pensiero più profondo, le scuole non hanno bisogno di finanziamenti dal momento che parte dei soldi tornano indietro (ma qualcuno, per favore, le spieghi che i pon non sono finanziamenti). Last but not least, l’aumento degli stipendi: ne parliamo al prossimo consiglio dei ministri. O alla prossima finanziaria, non ho capito bene.

USB SCUOLA La scuola italiana è classista, le polemiche distorte non la rendono migliore

[Contropiano, 17 gennaio 2020]

Sui quotidiani, in tv e sui social è scoppiata l’ennesima polemica sul classismo della scuola italiana. Sul sito dell’Istituto Comprensivo di Via Trionfale a Roma nella presentazione dell’istituto compare una dettagliata definizione e distinzione dell’estrazione sociale degli studenti che lo frequentano, un’estrazione sociale molto differente a seconda dei plessi che lo compongono.

La polemica è però, a nostro avviso, ancora una volta distorta (non è la prima, risalgono a un anno fa quelle sulle presentazioni di alcuni licei romani), volutamente disinformata, finisce per creare ulteriore disinformazione e, soprattutto, non centra l’obiettivo. Continua a leggere “USB SCUOLA La scuola italiana è classista, le polemiche distorte non la rendono migliore”