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Wake Me Up When This Year School Ends

25 aprile

Mi facevo alcune domande, perché due ore di storia e una di geografia, con due voti distinti, e anche due prof se l’orario e l’intelligenza dei dirigenti lo consentono, o anche un prof che fa 18 ore di geografia in 18 classi diverse perché delle volte funziona così, e invece la disciplina scienze in due ore settimanali può contenere quattro materie e un solo voto? Non era meglio inserire un’ora di geografia trasversalmente a tutte le materie come già facciamo per l’educazione civica?

Manzoni è difficile per un 15enne, meglio anticipare la letteratura del due-trecento nel secondo anno del primo biennio, e introdurre autori facili come Guinizzelli e Cavalcanti.

Manzoni annoia gli studenti. Perché ci poniamo il problema della difficoltà e della noia solo per gli autori della letteratura italiana? Sapessi a me quanto mi annoiava la biologia al liceo. E a che cosa mi è servita? A recuperare il 4 in chimica, e per il resto, a un bel niente

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GIOVANNI CAROSOTTI Il dibattito sulle nuove indicazioni nazionali

Il MIM innova, sorprende, scompagina un po’ i criteri con cui si dovrebbe criticare la sua politica, con indubbia abilità che gli va riconosciuta. Sono impegnato a terminare due articoli relativi al nuovo Esame di Stato (rivelativi dell’autentico indirizzo politico dell’attuale ministero), e già mi trovo ad a dover riflettere sull’argomento ben più corposo delle nuove «Indicazioni nazionali» (ma in realtà quanto contenevano lo avevamo intuito da mesi; voci erano trapelate su conflitti interni ad alcune Commissioni; le linee di indirizzo per alcune discipline erano state diffuse, seppure ancora in modo incompleto). Bisognerà rifletterne a mente più fredda tra qualche tempo, in attesa anche del parere del CNPI. I primi confronti ben vengano comunque, nella speranza che possano influenzare anche questo parere.

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MATTEO ZENONI Insegnare a scrivere prompt: questo il futuro della scuola?

Il blog del Prof. Matteo Zenoni, 16 gennaio 2026

Promozioni e spam

Guardare nella cartella dello spam o delle promozioni della propria e-mail è sempre un’operazione interessante e produttiva: nella prima si possono scoprire siti internet bloccati, newsletters che si sono indicate come “spazzatura”, ma è la cartella “promozioni”, specie se si insegna, quella davvero indicativa per capire come si muove la scuola italiana e quale direzione stia prendendo. Gennaio è mese interlocutorio, prima della “guerra delle adozioni” (ne scrivevo qui), ma le case editrici stanno preparando il terreno con webinar appositi per fidelizzare i docenti. Negli anni passati ne ho frequentati di bellissimi Continua a leggere “MATTEO ZENONI Insegnare a scrivere prompt: questo il futuro della scuola?”

Lenticchie

Il filosofo Diogene stava cenando con un piatto di lenticchie. Lo vide il filosofo Aristippo che viveva nell’agiatezza adulando il re. Aristippo disse: «Se tu imparassi ad essere ossequioso con il re non dovresti vivere di robaccia come le lenticchie». Rispose Diogene: «Se tu avessi imparato a vivere di lenticchie non dovresti adulare il re».

Valerio Massimo, Fatti e detti memorabili, IV, 3-4

GIORGIA LOI La scuola a pezzi: il paradosso del dimensionamento

Sostenere che il dimensionamento scolastico non comporti la chiusura di plessi o scuole è come affermare che una città non viene smantellata perché restano in piedi gli edifici, anche se si svuotano le istituzioni, i servizi e le funzioni che la tengono viva.
La Sardegna, per esempio, commissariata dal Governo perché non ha dato piena attuazione ai piani di riduzione delle autonomie scolastiche, negli ultimi tre anni ha visto “scomparire” una quarantina di autonomie, contratte in accorpamenti ibridi tra istituti di tipologia diversa e di differenti gradi di istruzione, dislocati su territori vasti e disomogenei, con l’unico obiettivo di raggiungere soglie numeriche stabilite dall’alto e prive di qualsiasi riferimento al contesto. Continua a leggere “GIORGIA LOI La scuola a pezzi: il paradosso del dimensionamento”

Lupini

Riccardo e Giacomo, il figlio del bar, discutevano di questo romanzo che gli avevano assegnato a scuola e Riccardo diceva che il carico di lupini che rovinano i Malavoglia erano vongole […], e invece Giacomo sosteneva che erano i lupini gialli, quelli che vendono sulle bancarelle alle feste e c’è chi si mangia la buccia e chi no, io, per esempio, me la mangio.
Anche io. E la penso come Giacomo. Se erano vongole potevano rifarsi, i Malavoglia erano pescatori e stavano trasportando un carico non loro e lo hanno perso.

Da Chiara Valerio, La fila alle poste

MARIO TOBINO Quattro gappisti, quattro morti

«Il clandestino»

Aveva molto nome a S., un fascista che si chiamava Inghirenti. Durante il ventennio aveva spadroneggiato. Dopo l’otto settembre credeva tutto fosse ricominciato. Si era rivestito dei galloni. La mattina, arrivato in ufficio, si faceva portare davanti il partigiano, il comunista sorpreso la sera prima, da qualche giorno giacente nella cella della prigione e cominciava, contornato dagli scherani, presente la dattilografa, a interrogarlo.
Nel tiretto del suo tavolo aveva una pistola a piumini, di quelle ad aria compressa, che vivono sui banchi dei tiri a segno. Dopo le generalità che la dattilografa aveva battuto sui tasti, egli con calma pronunciava: «Allora, dimmi la verità! Chi sono i tuoi amici? Chi ti manda? Dimmi i nomi». Continua a leggere “MARIO TOBINO Quattro gappisti, quattro morti”

Lavorare meno, lavorare tutti

La notizia, come spesso succede quando la scuola comincia ad annoiare con i suoi riti abusati, è una proposta, che potrebbe essere definita, se non fosse terribilmente pericolosa, e serissima, pesce d’aprile n. 2: la riduzione dell’ora di lezione, che a rigor di logica è di 60 minuti, a 45 minuti. La finalità è in parte intuitiva: mantenere l’attenzione dello studente che dopo 45 minuti è esausto, specie se la lezione verte su contenuti di non facile apprendimento. E offre una soluzione ai problemi del precariato che ricorda uno slogan degli anni settanta: «lavorare meno, lavorare tutti» (Io sono d’accordo). Chi lo propone: il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDDU) che l’ha inviata «formalmente» al ministro, come l’altra volta il sindacato dei docenti fancazzisti per ripristinare la didattica a distanza (pesce d’aprile n. 1). Continua a leggere “Lavorare meno, lavorare tutti”

LUCA MALGIOGLIO Pascoli, l’indicibile e la classe

La scuola e noi, 23 giugno 2025

Premessa 

Presento qui qualche riflessione nata dalla necessità dell’incontro delle classi quinte, che si rinnova negli anni, con una personalità letteraria profondamente ambigua e perturbante come quella di Giovanni Pascoli. Nel farlo, non mi soffermerò sulle concrete pratiche didattiche e sulla lettura dei singoli testi, ma cercherò di proporre un discorso complessivo sulla legittimità e utilità degli approfondimenti biografici per la migliore comprensione di un autore e, nel caso specifico, sull’opportunità o meno di affrontare assieme alla classe delle tematiche difficili o addirittura scabrose.

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