7 novembre
Riassunto delle puntate precedenti
Giorgetti, per far quadrare i conti tagliuzza 7000 posti nella scuola a insaputa del ministro. Dice che gli ha lasciato un messaggio in segreteria ma il ministro giura di non averlo sentito. Nel frattempo una marea di studenti (e qualche docente) invade le piazze per protestare contro le politiche sociali del governo. Il quale giudica poco elegante, le elezioni dietro l’angolo, chiedere alla scuola l’ennesimo, doloroso sacrificio. Nonostante il Foglio (chi lo legge il Foglio?), negli stessi giorni, esce con un articolo in cui plaude la decisione di sfrondare citando l’autorevole presidente della Fondazione Agnelli, che la giudica insufficiente perché non segue la curva discendente della popolazione. Il ministro non sembra altrettanto convinto e dopo essersi ripreso dallo choc dichiara che il governo farà marcia indietro, e che l’organico di potenziamento è una risorsa essenziale per l’educazione delle nuove generazioni e serve a limitare la dispersione scolastica, benché per il momento tutto è rimasto come prima.
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