In evidenza

Le rane e lo stagno

30 settembre

Il ministro ha ragione: non si assegnano i compiti il pomeriggio per la mattina dopo, e non si assegnano i compiti per giorni in cui non c’è scuola, come fanno alcuni che riempiono le caselle del registro delle vacanze, i compiti si annotano sul diario alla fine della lezione, serve anche a esercitare la mano eccetera. La cosa triste è che ci facciamo dire da un ministro quello che basterebbe la coscienza individuale. La cosa ancora più triste è che un ministro parla dei compiti per casa per nascondere la realtà: le classi pollaio, la debordante invasione di oggetti digitali non identificati, il furto del diritto allo studio, le scuole che crollano (compresi i tetti), gli stipendi fermi al 1974…

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PUNKREAS Intifada

«90-93» (1997)

Mancanza di rispetto razzismo organizzato
Lacrime di sangue usurpatori della vita
Rivoglio la mia terra la voglio perché è mia
Non scendo a compromessi né questioni di ricatti

Qualcosa io ti posso dare e forse tu sarai contento
Devi guadagnarlo
Scendi nella strada qualcosa io ti posso dare e forse tu sarai contento
Scendi nella strada troverai un’intifada

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ANGÉLIQUE DEL REY La scuola umanistica è in cattive condizioni perché è l’umanesimo stesso a esserlo

«Alla scuola delle competenze», Jaca Book, Milano 2025, pp. 231-2

Mentre cercavo di capire come le competenze si fossero diffuse nella scuola, mi sono spesso chiesta se ci fosse stata davvero un’evoluzione che aveva portato i principi umanistici e repubblicani della scuola degli Stati-nazione a mettere il sistema al servizio degli interessi industriali ed economici, o se il sistema fosse sempre stato lo stesso, con due livelli: quello della narrazione (insegnamento per tutti, progresso morale ed emancipazione dei cittadini) e quello dei processi (formare lavoratori per la macchina economico-industriale in espansione).

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Titanic

Non riesco più a ricordare chi parlò per la prima volta del naufragio del Titanic. Ma un giorno la nostra governante pianse durante la prima colazione, io non l’avevo mai vista piangere, e anche Edith, la cameriera, venne da noi nella stanza dei bambini, dove di solito non compariva mai, e subito si mise a piangere. Venni a sapere dell’iceberg e delle moltissime persone che erano annegate, ma ciò che più mi fece impressione fu il particolare dell’orchestra di bordo che continuava a suonare mentre la nave affondava. Volevo sapere che cosa suonavano e ricevetti una brusca risposta. Compresi di aver fatto una domanda sconveniente e cominciai a piangere anch’io. Così ora eravamo in tre a piangere tutti insieme, quando la mamma dal basso chiamò Edith; forse anche lei aveva appena saputo la notizia. Poi scendemmo anche noi, la governante ed io, e trovammo la mamma e Edith che piangevano insieme.

Elias Canetti, La lingua salvata

LOUIS-FERDINAND CÉLINE La sessione dei cretini

Da «Morte a credito»

La mattina degli esami di licenza mia madre chiuse bottega per potermi incoraggiar meglio. Dovetti sostenerli alle Comunali vicino a Saint-Germain-l’Auxerrois, proprio nel ricreatorio. Per la strada lei mi raccomandava d’aver fiducia in me stesso. Il momento era solenne, lei pensava a Caroline, e quel pensiero la faceva di nuovo piagnucolare…
Tutt’intorno al Palais-Royal mi fece recitar le mie Fiabe e l’elenco dei Dipartimenti… Alle otto precise, davanti al cancello, noi eravamo lì, per essere iscritti. Continua a leggere “LOUIS-FERDINAND CÉLINE La sessione dei cretini”

Un quesito sul cosiddetto decreto scuola

Il suddetto decreto prevede che se si è superato il tetto lo straniero (non so come è definito perché il testo non l’ho letto, mi riferisco agli striscioni che ho visto a una festa del partito a cui appartiene il ministro dell’istruzione), lo straniero eccedente, e quale straniero poi, l’ultimo che ha fatto domanda, quello che proviene dal paese più lontano, quello che non mi piace, costui insomma sarà reindirizzato dall’ufficio scolastico provinciale in un’altra scuola, e va bene, immaginando l’efficienza del sistema, ma se nel circondario, per chilometri e chilometri, come può facilmente succedere, ci sono solo scuole private che già per statuto accettano chi mi piace? E chi paga la retta? Per male che vada «Valditara ha promesso che non manderà nessuno studente a venti chilometri di distanza». Da Primavalle a Ciampino, tipo.

Emergenza

L’articolo, pubblicato sul giornale argentino La Nación, si intitola «La brutta scuola di Meloni e Vannacci». Dice: «La questione del numero di alunni stranieri NON è un’emergenza: si tratta di poco più di novecentomila alunni, pari all’11,6 per cento del totale. Due terzi sono ragazzi e ragazze di seconda generazione, nati in Italia». E dice anche: «Le risorse non ci sono, ma per la propaganda si trova sempre spazio». L’articolo è stato scritto prima che il decreto fosse approvato, ma forse qualcuno mi sa dire se le risorse sono state trovate?

CESARE NATOLI La scuola come spazio libero: contro la riduzione neoliberista dell’educazione

Sguardi e contrappunti, 3 agosto 2026

Credo si debba partire dalla constatazione che la scuola italiana stia attraversando una trasformazione profonda, non semplicemente organizzativa o didattica, ma antropologica e sociale.

Non siamo davanti, cioè, a una superficiale successione di riforme scolastiche più o meno efficaci, o più o meno discutibili. Siamo davanti a un mutamento del significato stesso della scuola.

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George Soros

Chi sarà mai questo personaggio ambivalente col nome a palindromo, mezzo filantropo e mezzo speculatore, assetato di potere, manipolatore e ipocrita, architetto e genio-guida del Governo Ombra, nuovo Lenin che trama una rivoluzione segreta il cui scopo precipuo è privare l’Occidente della sua identità. falso universalista che finge di preoccuparsi per gli oppressi mentre accumula segretamente le enormi ricchezze di cui ha bisogno per conquistare il mondo…. Ah, ma è pure ebreo! Potevate dirlo subito.

Valentina Pisanty, Antisemita

Quattro miliardi di pagine

Assegno per mercoledì una pagina di grammatica: studiare pag. 31.
Una pagina sola in una settimana, protesta Rebecca.
Una pagina per la prima settimana, due per la seconda, quattro per la terza, otto per la quarta… le settimane di scuola sono 33…
Sono più di quattro miliardi di pagine protesta Claudio
Se dimostrerete di avere voglia di studiare vi risparmio un miliardo di pagine, li rassicuro.

EUGENIO MONTALE Gloria del disteso mezzogiorno

«Ossi di seppia»

Gloria del disteso mezzogiorno
quand’ombra non rendono gli alberi,
e più e più si mostrano d’attorno
per troppa luce, le parvenze, falbe.

Il sole, in alto, – e un secco greto.
Il mio giorno non è dunque passato:
l’ora più bella è di là dal muretto
che rinchiude in un occaso scialbato.

L’arsura, in giro; un martin pescatore
volteggia s’una reliquia di vita.
La buona pioggia è di là dallo squallore,
ma in attendere è gioia più compita.