In evidenza

Le rane e lo stagno

7 novembre

Riassunto delle puntate precedenti

Giorgetti, per far quadrare i conti tagliuzza 7000 posti nella scuola a insaputa del ministro. Dice che gli ha lasciato un messaggio in segreteria ma il ministro giura di non averlo sentito. Nel frattempo una marea di studenti (e qualche docente) invade le piazze per protestare contro le politiche sociali del governo. Il quale giudica poco elegante, le elezioni dietro l’angolo, chiedere alla scuola l’ennesimo, doloroso sacrificio. Nonostante il Foglio (chi lo legge il Foglio?), negli stessi giorni, esce con un articolo in cui plaude la decisione di sfrondare citando l’autorevole presidente della Fondazione Agnelli, che la giudica insufficiente perché non segue la curva discendente della popolazione. Il ministro non sembra altrettanto convinto e dopo essersi ripreso dallo choc dichiara che il governo farà marcia indietro, e che l’organico di potenziamento è una risorsa essenziale per l’educazione delle nuove generazioni e serve a limitare la dispersione scolastica, benché per il momento tutto è rimasto come prima.

Continua a leggere “Le rane e lo stagno”

WALTER QUATTROCIOCCHI «Intelligenza artificiale» e Large Language Model, 3. L’illusione della conoscenza

La nostra scuola, 18 settembre 2025

C’è un’illusione diffusa — e sempre più redditizia — secondo cui i modelli linguistici “spieghino le cose”. Non importa quali. Filosofia, fisica quantistica, diritto comparato o la tua relazione con tua madre (o tua nonna). Basta scrivere una domanda, e il modello ti risponde con frasi chiare, ben strutturate, plausibili. Il problema è che sembri capirci qualcosa anche quando non ci capisci nulla. E che il modello ti asseconda in quel momento preciso in cui ti servirebbe l’esatto contrario.

Continua a leggere “WALTER QUATTROCIOCCHI «Intelligenza artificiale» e Large Language Model, 3. L’illusione della conoscenza”

LUCIO DALLA Nuvolari

«Automobili» (1976)

Nuvolari è basso di statura,
Nuvolari è al di sotto del normale
Nuvolari ha cinquanta chili d’ossa
Nuvolari ha un corpo eccezionale
Nuvolari ha le mani come artigli,
Nuvolari ha un talismano contro i mali
Il suo sguardo è di un falco per i figli,
i suoi muscoli sono muscoli eccezionali!

Gli uccelli nell’aria perdono l’ali quando passa Nuvolari!
Quando corre Nuvolari mette paura
perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura Continua a leggere “LUCIO DALLA Nuvolari”

ROBERTO DONATI La scuola che divora se stessa

Roars, 15 ottobre 2026

È passato un mese dall’inizio della scuola e non c’è stato un giorno, uno soltanto, senza riunioni pomeridiane, moduli da compilare, form da riempire, scadenze da rispettare, circolari da leggere e decine/ventine/trentine di email istituzionali che reclamano attenzione, possibilmente immediata. Almeno venti messaggi al giorno sembrano ormai una misura ordinaria, come se la posta elettronica fosse diventata il registro di una reperibilità permanente e il tempo degli insegnanti una risorsa pubblica alla quale attingere senza troppe formalità.

Continua a leggere “ROBERTO DONATI La scuola che divora se stessa”

Cretino

Io sono allegro perché sono un cretino.
Têtes de bois

È ormai difficile incontrare un cretino che non sia intelligente e un intelligente che non sia cretino. Ma di intelligenti c’è stata sempre penuria; e quindi una certa malinconia, un certo rimpianto tutte le volte ci assalgono che ci imbattiamo in cretini adulterati, sofisticati. Oh i bei cretini di una volta! Genuini, integrali! Come il pane di casa, come il vino e il pane dei contadini.
Leonardo Sciascia, Nero su nero

JEAN MORÉAS La poesia simbolista

Dal «Manifesto del Simbolismo», in «Supplément littéraire du Figaro» (1886)

Come tutte le arti la letteratura si evolve: evoluzione ciclica con ritorni strettamente determinanti, complicati dalle varie modificazioni apportate dal cammino del tempo e per gli sconcerti dei mezzi. Sarà superfluo fare osservare che ogni nuova fase evolutiva dell’arte corrisponde esattamente alla decrepitezza senile, all’ineluttabile fine della scuola immediatamente antecedente Continua a leggere “JEAN MORÉAS La poesia simbolista”

VALENTINA PETRI Cazzi vostri

Scusate, ero distratta, correggevo le verifiche e mi sono persa qualcosa. Quindi la carta del docente non c’è più. Non che ci fosse, eh, ma parlandone da viva non c’è più.
Prima 500 euro da dilapidare in libri, corsi di aggiornamento e vida loca.
Poi 383, da dilapidare sempre in cultura, ma occhio a non comprare due cose dello stesso tipo, che i dispositivi ti si devono guastare ad anni scaglionati.
Poi boh, ci hanno promesso sconti su treni (caso mai ne partisse qualcuno), prodotti di vario genere della marca che dicono loro per aiutare il made in Italy, che si sa che a fare girare l’economia sono i docenti, la categoria notoriamente più performante quando si tratta di alzare il pil. Continua a leggere “VALENTINA PETRI Cazzi vostri”

MARTA FAGGIONI – FABIO MENGALI Quale democrazia tra questi saperi? Per una critica della scuola neoliberale

Le parole e le cose, 21 settembre 2026

Note critiche sulla scuola delle competenze e dei talenti

In questo contributo abbiamo scelto di concentrarci sulla diagnosi dei saperi scolastici che stanno alla radice della scuola del presente; abbiamo scelto, cioè, di osservare la scuola dal punto di vista socio-pedagogico per cercare di comprendere come le élite neoliberali si siano appropriate di alcuni modelli teorici declinandoli al servizio di un modello di scuola classista, che si nasconde dietro alla maschera dell’inclusività. Cercheremo di argomentare che alcuni pilastri educativi odierni come la scuola delle competenze, la personalizzazione, la demonizzazione delle conoscenze e dei saperi teorici non sono paradigmi discorsivi neutri, bensì, parafrasando Pierre Bourdieu, le vestali del mondo occidentale neoliberale che hanno reso vera la scuola accessibile a tutte e a tutti solo sulla carta.

Continua a leggere “MARTA FAGGIONI – FABIO MENGALI Quale democrazia tra questi saperi? Per una critica della scuola neoliberale”

Fidel Castro

C’era Castro che parlava, straordinario. Di lui conservo il ricordo di un fratone barocco che riuscì a tenermi sotto il giogo della sua loquela pubblica per tre ore e mezzo. Su cosa si basava il suo fascino? Niente altro che sul commento di notizie di agenzia di stampa da cui traeva i suoi discorsi intelligenti pieni anche di humour. Qualcosa tra Fellini e Mussolini.

Goffredo Parise, Quel Castro simile a un fratone barocco, «Corriere della Sera», 4 marzo 1983