30 settembre
Il ministro ha ragione: non si assegnano i compiti il pomeriggio per la mattina dopo, e non si assegnano i compiti per giorni in cui non c’è scuola, come fanno alcuni che riempiono le caselle del registro delle vacanze, i compiti si annotano sul diario alla fine della lezione, serve anche a esercitare la mano eccetera. La cosa triste è che ci facciamo dire da un ministro quello che basterebbe la coscienza individuale. La cosa ancora più triste è che un ministro parla dei compiti per casa per nascondere la realtà: le classi pollaio, la debordante invasione di oggetti digitali non identificati, il furto del diritto allo studio, le scuole che crollano (compresi i tetti), gli stipendi fermi al 1974…
Continua a leggere “Le rane e lo stagno”