CARLO SCOGNAMIGLIO Didattica digitale integrata: le scuole italiane in equilibrio tra apertura, chiusura, latenza

[Micromega, 12 ottobre 2020]

Con Decreto del 26 giugno 2020 il Ministero dell’Istruzione ha adottato le Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata. Un numero sempre maggiore di Istituti scolastici, in questi giorni, sta ricorrendo a forme eterogenee e improvvisate di didattica mista, ma ancora una volta, purtroppo, la sensazione è che si navighi a vista. Pare proprio che i mesi di chiusura abbiamo insegnato a tutti – dal Ministro ai docenti – soltanto l’imprescindibilità di una maggiore dimestichezza con hardware e software, ma per il resto – che è quel che conta di più, cioè la didattica – mi pare ci si stia facendo nuovamente cogliere alla sprovvista.

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TÊTES DE BOIS Io sono allegro perché sono un cretino

Io sono allegro perché sono un cretino
Io sono allegro perché non mi rendo conto
Io sono allegro perché aspetto il mio destino
E intanto canto
Non si pulisce il destino della storia
E non si affama chi sa campare d’aria
Io sono allegro perché il sole da bambino
l’ho visto tanto e canto
E sulla vecchia corriera, e sulla vecchia corriera mi mancava l’aria
E sulla vecchia corriera, e sulla vecchia corriera mi mancava l’aria
Io sono allegro perché sono un cretino
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MICHELE SANTULLIANA Educazione civica: nonostante tutto un’opportunità

costituzione gazzetta

Alla fine sono arrivate. Il 22 giugno scorso, mentre gli istituti superiori erano alle prese con l’Esame di Stato (vorrei ancora chiamarla Maturità) sono state emanate dal Ministero dell’Istruzione le Linee guida per rendere operativo dal prossimo anno scolastico l’insegnamento dell’Educazione civica come da legge n. 92 del 20 agosto 2019. Tralasciando di commentare le tempistiche e di lamentare il silenzio sulla questione nel dibattito pubblico di queste settimane (del resto anche chi non lavora nella scuola ha capito che altre sono le priorità dei tempi) vorrei condividere alcune riflessioni nate sul campo, dal confronto coi colleghi che compongono il gruppo di lavoro della mia scuola, un liceo della provincia vicentina con sei indirizzi di studio.

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La storia è memoria

[La solitudine del satiro, 12 marzo 2012]

Ho avuto uno scatto d’ira durante il consiglio di classe contro una collega (che gli studenti, affettuosamente, hanno soprannominato la babbiona), perché, durante un’accesa discussione su una studentessa che «studia a memoria» ha giustificato il voto alto nella sua materia sostenendo «»la storia è memoria». Mi alzo e dico: ma che stai a dì.

Assassino

Mio padre è stato per me «l’assassino»,
fino ai vent’anni che l’ho conosciuto.
Allora ho visto ch’egli era un bambino,
e che il dono ch’io ho da lui l’ho avuto.
Umberto Saba, Mio padre è stato per me «l’assassino»

Venne alla spiaggia un assassino
Due occhi grandi da bambino
Due occhi enormi di paura
Eran gli specchi di un’avventura
E chiese al vecchio «dammi il pane
Ho poco tempo e troppa fame» Continua a leggere “Assassino”

LUISA MIRONE Fritto misto di didattica

[La scuola e noi, 5 ottobre 2020]

Creatività al potere

È una situazione di emergenza e all’emergenza si fa fronte con atteggiamenti flessibili, collaborativi, aperti. Ce lo ripetono e ce lo ripetiamo anche noi docenti dal mese di marzo. Se centinaia di medici, infermieri e brava gente di professioni varie non avessero dato prova – già da allora – di risorse inesplorate, competenze altissime e spirito di adattamento, per molti settori della vita del nostro Paese sarebbe stata la fine. Ma mi limiterò a parlare di quello dove opero, che è la scuola. Forse ci si aspettava che, a fronte di questa disponibilità laboriosa, la risposta istituzionale fosse diversa Continua a leggere “LUISA MIRONE Fritto misto di didattica”

ITALO SVEVO Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere

[La coscienza di Zeno, prefazione del Dottor S.]

Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere. Chi di psico-analisi s’intende, sa dove piazzare l’antipatia che il paziente mi dedica. Di psico-analisi non parlerò perché qui dentro se ne parla già a sufficienza. Debbo scusarmi di aver indotto il mio paziente a scrivere la sua autobiografia; gli studiosi di psico-analisi arricceranno il naso a tanta novità.

Ma egli era vecchio ed io sperai che in tale rievocazione il suo passato si rinverdisse, che l’autobiografia fosse un buon preludio alla psico-analisi. Oggi ancora la mia idea mi pare buona perché mi ha dato dei risultati insperati, che sarebbero stati maggiori se il malato sul più bello non si fosse sottratto alla cura truffandomi del frutto della mia lunga paziente analisi di queste memorie. Continua a leggere “ITALO SVEVO Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere”

REMO REMOTTI Mamma Roma addio

A Roma salutavo gli amici. Dove vai? Vado in Perù. Ma che sei matto?
Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, da quella Roma del “volemose bene e annamo avanti”, da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei “Sali e Tabacchi”, degli “Erbaggi e Frutta”, quella Roma dei castagnacci, dei maritozzi con la panna, senza panna, dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle…
Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma degli uffici postali e dell’anagrafe, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse Continua a leggere “REMO REMOTTI Mamma Roma addio”

FRANCO BERARDI (BIFO) Il giorno prima del diluvio

[Effimera, 11 settembre 2020]

Durante l’estate, in un’isola dalmata di struggente bellezza, ho incontrato il mio amico Srecko Horvat. Abbiamo parlato molto della tragedia jugoslava, che quasi tutti hanno dimenticato, ma resta ben viva nella memoria di chi l’ha vissuta e continua a viverla nella propria esistenza, come Srecko, e la sua compagna Sasha. Forse fu allora, in quegli anni in cui a città di Sarajevo venne distrutta dall’orrore demente del nazionalismo, che iniziò un processo di devastazione della solidarietà e della pietà.

Srecko mi ha parlato anche di Gunther Anders, un filosofo ebreo tedesco che fu compagno di Hannah Arendt, e che negli anni ’60 scrisse saggi importanti (ma poco noti in Italia) sulla prospettiva della catastrofe nucleare Continua a leggere “FRANCO BERARDI (BIFO) Il giorno prima del diluvio”