GIANNI RODARI Grembiule sì o no

[«Corriere dei piccoli», 1968]

Ho seguito, su un grande giornale, una piccola polemica. Questa parola deriva dal greco «polemos» che voleva dire «combattimento». Ma per fortuna le polemiche giornalistiche si fanno senza bombe atomiche. con la penna o con la macchina per scrivere.

Dunque. un noto professore di pedagogia (che sarebbe la scienza dell’educazione) si diceva contrario all’obbligo, per gli scolari, dl Indossare il grembiulino col collettino. col fiocchettino; la tradizionale uniforme dentro la quale i bambini dovrebbero sentirsi tutti uguali di fronte al maestro. ma che contrasta con la personalità, lo spirito d’indipendenza, la libertà del bambini. Due madri di famiglia gli rispondevano sottolineando i vantaggi del grembiulino: economia, praticità, igiene, impossibilità (per le bambine specialmente) di fare sfoggio di vanità. Continua a leggere “GIANNI RODARI Grembiule sì o no”

Frode

I lillipuziani considerano la frode un delitto maggiore del furto, e perciò la puniscono sempre con la pena capitale; affermano infatti che l’attenzione e la vigilanza che può esercitare sui propri beni un intelletto comune bastano a salvaguardare dai ladri, mentre un onest’uomo contro chi ha ingegno più sottile del suo.

Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver

NOEMI CHIURI Veronic e Marta

[Compito in classe di italiano, SM Tibullo di Zagarolo. a. s. 2002-2003]

In questo tema racconterò di due mie amiche: Veronic e Marta, IE.
La prima, Veronic, è una ragazza alta, carina… ha i capelli castani e lunghi quasi fino all’osso sacro; ha gli occhi castani; ha la carnagione scura. È una ragazza che parla molto, infatti la chiamiamo radiolina. Cerca di imitarmi nel modo di camminare un po’ da coatta.
Si veste normale, non ha un suo stile: maglioncino e jeans sotto con le scarpe da ginnastica.
Al contrario, Marta è una ragazza con i capelli alla maschiaccia e gli occhi castani; ha la carnagione come la mozzarella.
È una persona che dice quello che pensa, anche quello che non dovrebbe dire, questa è la cosa che più di lei non mi piace. È magra come uno “stekkino” Continua a leggere “NOEMI CHIURI Veronic e Marta”

PATRICIA HIGHSMITH La gita a San Remo

[da Il talento di Mr Ripley]

In treno Dickie non disse neppure una parola, fece finta di avere sonno e si rannicchiò in un angolo con gli occhi ostinatamente chiusi. Tom sedette di fronte a lui fissando il suo attraente viso dall’espressione arrogante e le mani, ornate dall’anello verde e dal sigillo d’oro. Tom ebbe l’impulso di rubare l’anello verde, prima di andarsene. Non sarebbe stato difficile: Dickie aveva l’abitudine di levarlo prima di entrare in acqua. Dentro di lui stava montando un’emozione incontrollabile, fatta di odio, amore, frustrazione e insofferenza. Gli mancò il respiro. Voleva uccidere Dickie. Non era la prima volta che questa idea gli passava per la mente. Ma prima, un paio di volte o forse tre, questa idea era dovuta a rabbia passeggera, a delusione cocente, o insomma era frutto di un impulso momentaneo che svaniva in fretta, lasciandogli dentro un senso di rimorso. Continua a leggere “PATRICIA HIGHSMITH La gita a San Remo”

Salviamo sto paese (2)

È arrivato in porto l’acclamato provvedimento per la reintroduzione (o introduzione ex novo) dell’ora di educazione civica nelle scuole. Che, premette doverosamente il legislatore, non dovrà comportare oneri per lo Stato. Quindi, non sarà un’ora in più di scuola (come recita la fanfara dei tg), ma un’ora in meno di un’altra materia. O meglio: un’ora trasversale da individuare in base alla flessibilità consentita dall’autonomia e nell’ambito dell’organico dell’autonomia. In parole più semplici: sono cavoli vostri. Siccome tutti sono, nel loro piccolo, potenziali insegnanti di educazione civica, se non c’è un laureato in discipline giuridiche e economiche, si procede a formare un team con un coordinatore, che sentiti i contitolari, propone il voto in decimi. Cosa prevede l’insegnamento dell’educazione civica? Il menu è ricco. Continua a leggere “Salviamo sto paese (2)”

La disEducazione di Lavinia

Il ricorso di Lavinia Cassaro è stato rigettato. Il rigetto da parte del giudice, in qualche modo, va oltre il dispositivo della sentenza di licenziamento. Dice il giudice che a un insegnante non compete solo l’istruzione ma anche l’educazione. Ma mentre l’istruzione la impartisce solo a chi ha davanti nelle ore di servizio, l’educazione è una sfera ampia, onnicomprensiva. Educato, deve educare tutti, deve tenere un comportamento irreprensibile sempre, dappertutto, in qualsiasi modo. E se è una maestra, peggio, perché i bimbi sono suggestionabili e «e sono quindi portati ad assorbire tutto ciò che viene trasmesso loro dall’insegnante», in classe, in strada, in casa. E non basta: poiché l’insegnante è un modello, Lavinia, ora disoccupata, dovrà pagare interamente le spese processuali.

Il giudice ha omesso un particolare, forse per distrazione. Ha guardato la bottiglia, la voce alta ma non il contesto. Lavinia in piazza attaccava le forze dell’ordine che difendevano i fascisti.

COORDINAMENTO VENETO PER LA SCUOLA PUBBLICA Insegnanti e antifascismo. Lettera aperta al Mattino di Padova

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All’attenzione della redazione de Il Mattino di Padova,
del giornalista Enrico Ferro e di tutti i cittadini e le cittadine

In qualità di insegnanti ci sentiamo in dovere di esprimere la nostra solidarietà alla prof.ssa M. G., in seguito alla campagna mediatica violenta e diffamatoria messa in atto nei suoi confronti.

Di fronte alla pessima ricostruzione dei fatti fornita dal vostro giornale, si impone la necessità di riassumerli in breve. Venerdì sera a Padova il partito dichiaratamente fascista Forza Nuova, guidato dal suo leader Roberto Fiore, ex militante dell’organizzazione terroristica della peggior destra eversiva Terza Posizione, ha indetto una manifestazione contro la legge 194. Il questore ha concesso ai fascisti antiabortisti di sfilare per le vie cittadine. Continua a leggere “COORDINAMENTO VENETO PER LA SCUOLA PUBBLICA Insegnanti e antifascismo. Lettera aperta al Mattino di Padova”