Gruppo (pensiero di)

Perché a volte persone intelligenti e informate, riunite in gruppo, giungono a conclusioni apparentemente inspiegabili? I motivi principali sono tre. Il primo è che tutti amiamo provare un senso di appartenenza: il nostro cervello è predisposto per cercare una tribù o un gruppo di cui far parte. Nelle situazioni collettive, consapevolmente o meno, vogliamo sentirci accettati e avere l’approvazione degli altri. Questo atteggiamento può portare però a discussioni falsate, che convergono su affinità e consensi escludendo differenze e dissensi.

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Le parole sono solo parole?

Quando si abitua la gente a dire parole che non capisce, è facile farle dire tutto ciò che vuole.
Jean-Jacques Rousseau, Émile

2 settembre 2021
Le parole nuove che ho imparato durante l’estate, con una coda raccolta durante la prima riunione di scuola, il primo settembre, mattina.
Di cecchinare per fare il check-in si è già detto.
I chiòzzeri a Campo sono i secchi marroni dove si conferisce l’umido, anche se i capoliveresi, cito da un dizionario locale, chiamano chiòzzeri «oggetti da cucina usati».
Il tizio della gastronomia in un supermercato è infastidito dal girarrosto che cingola tutto il giorno.
Amici che abitano in collina non possono uscire la sera perché sono insediati dai cinghiali.
Attenzione al diverso significato che può assumere in diverse parti d’Italia l’espressione sti cazzi, che da qualche parte equivale al toscano boia! (elbano: boia de’!), e quindi esprime una cordiale meraviglia. Per ora, in Toscana, non ho fatto l’esperimento.
Siccome una piattaforma che trasmette le partite di calcio deve condividere 3 partite ogni giornata con un’altra piattaforma, per non sminuire l’esclusiva che avrebbe detenuto se le avesse trasmesse tutte e 10 in esclusiva, si dice che 3 partite sono trasmesse in coesclusiva.
Quando ho spiegato a Gianni che panorama deriva da pan tutto e orao vedere ha proposto di scriverlo separato: pan orama.
Dulcis in fundo: durante le vacanze gli studenti sono stati aberrati dai compiti.


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NANNI BALESTRINI Descrizione superficiale della signorina Richmond

Da «La ballata della signorina Richmond», primo libro

Appollaiata su un ramo apre
rapidamente le ali producendo al tempo
stesso un fruscio che si può
udire a un centinaio di metri

color arancione fiamma dalle lunghe
gambe color verde oliva saltella tra i rami
scende a terra alla ricerca del cibo
il piumaggio dorato e arancione intenso

poi torna su in alto dove ancora
il sole riesce a traforare i fitti rami
la luce batte sulle seriche
piume dei suoi fianchi

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Basilicata

I vicini stanno compilando uno schema di parole incrociate, uomini e donne di mezza età. Un tizio chiede di quale Stato è capitale Addis Abeba. Un altro risponde forse dell’Algeria (7 lettere, finisce con ia, ci sta). Mi allontano 5 minuti, quando torno uno dei tizi dice che lui una volta sapeva tutte le capitali, anche della Cambogia, vinceva sempre. E anche ora sa che il Monte Bianco è alto 4810 metri e il secondo monte più alto è il Monte Rosa, l’Everest non so quanto, gli affluenti del Po di destra e di sinistra eccetera. Una tizia dice che un nipote di 13 anni sosteneva che la capitale della Francia è Napoleone. Un’altra tizia dice ma a che serve la scuola, che molti non sanno nemmeno dov’è la Basilicata. Che non sanno nemmeno se c’è chiosa il tizio che sapeva tutte le capitali. E vivono bene lo stesso sto per dirgli.

GINO STRADA Lettera da Kabul

Di questi tempi si sente spesso discorrere di «scontro di civiltà», e credo che ciò sia vero. Non nel senso che due mondi e due culture, quelli occidentali e quelli islamici, siano entrati in rotta di collisione: questo è del tutto falso. Ad essere in crisi è, piuttosto, l’idea stessa di «civiltà», o meglio la nostra idea di civiltà.

È come se, in una nuova Macondo, non riconoscessimo più i principi, i concetti, perfino le parole. L’occupazione militare di un paese sovrano diventa missione di «peace-keeping», l’assassinio di cinquemila civili afgani sotto le bombe – ero in Afghanistan in quel periodo – si trasforma in «guerra al terrorismo». Cinquemila esseri umani spariti nel nulla, «effetti collaterali», cavie da laboratorio.

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Lost in Translation

Diffidiamo de’ casamenti di grande superficie, dove molti uomini si rinchiudono o vengono rinchiusi. Prigioni, Chiese, Ospedali, Parlamenti, Caserme, Manicomi, Scuole, Ministeri, Conventi. Codeste pubbliche architetture son di malaugurio: segni irrecusabili di malattie generali.
Giovanni Papini, Chiudiamo le scuole

3 agosto
La mia proposta per l’anno scolastico venturo: l’autodidattica (ADi): risolve in modo radicale il problema dei contagi, le classi pollaio (e le aule mancanti), niente più autobus e vagoni della metro sovraffollati, connessione che salta, il green pass superato, è sempre in presenza, è innovativa e favorisce l’autonomia, l’autostima e l’autoconsapevolezza. E i docenti cosa fanno nel frattempo? Si aggiornano. Fanno l’autoaggiornamento


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Incidenti di percorso

Mi chiama una dice parlo con Silvia?
No sono Silvio
Silvio chi?
Silvio Berlusconi
Mi passi Silvia per favore?

Con il cassiere della coppe a osservare quanto profuma un mazzetto di mentuccia che è appena transitato dal nastro al nostro sacchetto. Dice che è per via della mascherina che filtra l’aria ma trattiene gli odori lo ha letto da qualche parte ha avvertito questo fenomeno e si è documentato. Le persone è bene si lavino però conclude.

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No grazie, il caffè mi rende nervoso

Il regolamento che disciplina la bevuta del caffè al bar: caffè lungo green pass caffè corto free caffè normale segue le regole vigenti tavolo al chiuso green pass all’aperto free caffè macchiato green pass tranne macchiato freddo ma non se è freddo perché si è raffreddato cappuccino solo da asporto consumare ad almeno 100 metri dal locale, vietato per ovvie ragioni il caffè americano. Segue disciplinare su pericolosità del caffè al vetro, dosi consentite di zucchero, possibili correzioni, surrogati e altri intrugli.

Furbofono

Ho avuto uno scambio di battute con il furbofono. Ci tengo a precisare che ha cominciato lui.
– Chiedimi cosa c’è oggi all’ordine del giorno
– Cosa c’è oggi all’ordine del giorno?
– Nel tuo calendario non sono presenti eventi (falso, era in programma un viaggio in treno)
– Ti credevo più intelligente
– Divento più intelligente ogni giorno
– Altroché secondo me sei tutto grullo
– Ecco i risultati della tua ricerca per «grullo»

Non vinciamo mai.

FRANCESCO GUCCINI Certo non sai

Da «Ritratti» (2004)

Certo non sai quanto sei dolce e bella quando dormi
Coi tuoi capelli sparsi e abbandonati sul cuscino
Neri e lucenti, come degli stormi
Di corvi in volo, al chiaro del mattino

Certo non so che cosa puoi sognare, quando sogni
E appare solo appena un lieve affanno nel respiro
Che ti esce piano e si mescola coi suoni
Di questa notte che si consuma in giro

E sulla tua fronte gocce di sudore
Io vorrei asciugarle, io vorrei parlarti
Dirti cose vane, ma c’è in me il timore
Di spezzarti il sonno, forse di svegliarti

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