Nel primo quindicennio del Regno d’Italia, una fortunata alleanza militare dell’Italia con la Prussia costringe nel 1866 l’Austria a cedere Venezia e il Veneto: è la terza delle tre guerre di indipendenza, decisamente la più povera di gloria (sconfitte per terra, a Custoza, e per mare, a Lissa). Ci si guadagna un territorio, ci si perde in immagine: anche se, al solito, i volontari di Garibaldi si distinguono. Addirittura, Garibaldi era già arrivato non lontano da Trento, vincendo nello scontro di Bezzecca, quando l’ordine del governo lo blocca. È il momento di una delle sue «frasi celebri», che gli riconciliano i moderati e lo differenziano positivamente ai loro occhi dal più incontrollabile Mazzini: un telegramma con una parola sola: Obbedisco.
Mario Isnenghi, Breve storia d’Italia a uso dei perplessi (e non)