Infinite Jest

La scuola senza andare a scuola non è scuola.
Giuseppe Caliceti

4 dicembre
Premesso che Recalcati non è questo grande intellettuale per cui ci possiamo anche accodare a un diplomatico guarda e passa, l’articolo che ha scritto su Repubblica (titolo: «No alla generazione Covid») è un collage di banalità. Per esempio: la didattica implica la presenza dei corpi (davvero?), la didattica a distanza non è certo l’ideale, la didattica a distanza implica la perdita di «una quantità di ore e di nozioni significative e di possibilità di relazioni», ma non c’è niente di irreparabile, e lamentarsi non serve a niente, e sono le esperienze della vita che è imprevedibile (lui dice spiraliforme), ma spicca, immancabile, la giustificazione, il colpo alla botte del renziano: «Insegnare davanti ad uno schermo significa non indietreggiare di fronte alla necessità di trovare un nuovo adattamento imposto dalle avversità del reale testimoniando che la formazione non avviene mai sotto la garanzia dell’ideale, ma sempre controvento, con quello che c’è e non con quello che dovrebbe essere e non c’è». La didattica a distanza è caduta dal cielo. Un giorno siamo andati a scuola e abbiamo trovato il portone chiuso. Ci hanno detto di andare a casa e trasmettere la lezione da lì. Riapriremo quando la bufera sarà passata. Non disperiamo


Continua a leggere “Infinite Jest”

Cinema

Il cinema è il «come», non il «cosa».
Alfred Hitchcock

Ritengo che il cinema sia piuttosto pittura e non letteratura.
Federico Fellini

Gli appassionati di cinema sono persone malate.
François Truffaut

«Io li odio i film horror» e il vicequestore riprese a mangiare.
«Perché ha avuto un’infanzia difficile, altrimenti li amerebbe».
Da Antonio Manzini, Pulvis et umbra

Continua a leggere “Cinema”

Assassinio alla posta

I

Alle 10 di una mattina di novembre sono fermo da mezz’ora sulla stessa mattonella in fila alla posta. La mattonella si trova davanti a una birreria dove spacciano Tuborg. L’insegna dice baila con migo. La storia si deve risolvere entro un’ora perché a mezzogiorno devo essere a scuola a trasmettere la lezione.

L’antefatto: sabato sera mi arriva un messaggio da un numero sconosciuto. Dice se hai autorizzato il pagamento di euri 69 a (nome illeggibile) rispondi sì oppure no. Rispondo no. Chiudo.

Intanto ho cambiato mattonella. Ora sono davanti al n. 35. I numeri vanno a scendere. La posta è il n. 29. Allora, domenica mattina vengo assalito da un dubbio. Continua a leggere “Assassinio alla posta”

GRETCHEN VOGEL – JENNIFER COUZIN-FRANKEL Chiudere o aprire le scuole? Ogni paese ha la sua risposta

[Science, tradotto da Internazionale, 26 novembre 2020]

Quando in aprile e maggio la prima ondata di casi di covid-19 si è attenuata, in molti paesi, dalla Nuova Zelanda alla Norvegia al Giappone, le scuole hanno riaperto e il virus è rimasto perlopiù sotto controllo. Le autorità sanitarie e scolastiche hanno esultato, perché pensavano che gli enormi vantaggi dell’istruzione in presenza superassero il rischio di diffusione del virus tra i bambini e gli insegnanti, e dalle scuole alle comunità più in generale.

Di conseguenza molti paesi che all’inizio si erano mossi con cautela, in agosto e settembre hanno riaperto le porte delle aule. Nel Regno Unito, in Danimarca e nei Paesi Bassi, le scuole sono passate dall’alternare piccoli gruppi di studenti alle classi complete. Continua a leggere “GRETCHEN VOGEL – JENNIFER COUZIN-FRANKEL Chiudere o aprire le scuole? Ogni paese ha la sua risposta”

ENRICO MANERA La scuola in cortocircuito

[Doppiozero, 24 novembre 2020]

In questi giorni, mentre si ipotizza che la riapertura delle scuole non avverrà prima del 2021 e si susseguono le dichiarazioni politiche sulla sua priorità, il lungo silenzio sui problemi della ripresa scolastica in presenza è stato rotto dalle notizie e dai commenti sulle proteste studentesche contro la Didattica a distanza che si stanno svolgendo un po’ ovunque. 

A Torino, un caso di cui si è parlato molto, nell’isolato pedonale dell’Università di Palazzo Nuovo, studenti e studentesse del liceo classico e linguistico “V. Gioberti” manifestano chiedendo di poter tornare alla didattica in presenza e sottolineando tutti i limiti della Didattica a distanza (Dad) nell’intero paese. Continua a leggere “ENRICO MANERA La scuola in cortocircuito”

JEAN-PAUL SARTRE Paracarro

[Da La nausea]

D’un tratto, dico, pietosamente: “Son contento di vederti”. L’ultima parola mi si strozza in gola: se era per questo avrei fatto meglio a star zitto. Di sicuro ora s’offende. Lo sapevo che il primo quarto d’ora sarebbe stato penoso. Una volta, quando rivedevo Anny, sia dopo un’assenza di ventiquattr’ore, sia al mattino, al risveglio, non sapevo mai trovare la parola ch’ella aspettava, quelle che convenivano al suo vestito, al tempo, alle ultime parole che avevamo pronunciato il giorno prima. Ma che cosa vuole? Non posso indovinarlo. Alzo gli occhi. Anny mi guarda con una specie di tenerezza. “Dunque non sei cambiato proprio affatto? Dunque sei sempre così sciocco?”.
Il suo viso esprime soddisfazione. Ma che aria stanca che ha.
“Sei un paracarro” dice “un paracarro al margine d’una strada Continua a leggere “JEAN-PAUL SARTRE Paracarro”

LUCA PISAPIA La possibilità di cui continuiamo a meravigliarci

[Jacobin Italia, 26 novembre 2020]

Maradona è stato e sarà molto più del più grande giocatore della storia del pallone, molto più di un ribelle sempre a fianco degli ultimi della terra. È stata l’ipotesi di tutto quello che poteva essere. Diego è un sentiero, a noi è dato solo di percorrerlo

L’ultima trasformazione della grande opera si è conclusa, la sostanza ha perso la sua forma e si è fatta impalpabile: il pibe de oro si è trasformato in una lágrima de oro. La materia che prima era confinata in un piede sinistro incantato si è liberata nell’acqua che è ovunque e tutto circonda, Diego sarà sempre noi. Intorno a noi, dentro di noi. In questo maledetto anno duemilaeventi dove non è nemmeno possibile dare colpa all’amore per le miserie del mondo Continua a leggere “LUCA PISAPIA La possibilità di cui continuiamo a meravigliarci”

Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (5)

Mercoledì 18 novembre 2020

Quinta elementare.

Ora di religione. Pare che gli atei o atèi come leggevano i giovini siano il 4% al mondo. Da battezzato non credente non so come sono stato conteggiato ma credo che le statistiche siano falsate, altro che quelle sul contagio. Poi ci sono gli agnostici, «Quelli che hanno un dubbio su Dio». Uno solo? Beh, credo sia risolvibile, volendo.

Chiedo ai presenti se preferiscono stare a scuola oppure collegarsi col computer da casa per fare lezione: 4 su 22 vorrebbero starsene a casa, tutti gli altri, la schiacciante maggioranza vogliono frequentare la scuola. Continua a leggere “Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (5)”