Breakdown (Crollo nervoso)

7 maggio
Il primo capitolo del diario della DaDa era possibilista. Nessun entusiasmo (non ci poteva essere), ci è capitato di dover fare lezione da una finestrella, cerchiamo almeno di mantenere il contatto. Anche questo aspetto si è rivelato illusorio. Il secondo capitolo si apre con la constatazione che la DaDa è infernale. In sottofondo suona, ossessiva, De Do Do Do, De Da Da Da dei Police: Da Da De Do Do Do, De Da Da Da Da Da De Do Do Do, De Da Da Da eccetera. Il terzo capitolo vira sull’horror. Come il film di Cronenberg a cui si ispira («Videodrome»), affronta il tema della mutazione indotta da una tecnologia invadente. Il quarto capitolo è noir. Si intitola «Breakdown» («Crollo nervoso», episodio del 1955 di «Alfred Hitchcock presenta»). Continua a leggere “Breakdown (Crollo nervoso)”

CARMELO ALBANESE Elogio della parola contagio

[post su facebook, 23 maggio 2020]

Mi sento di spezzare una lancia a favore di questa straordinaria parola, che sta facendo una fine ingloriosa, come ogni cosa che passa per le mani del potere.
Eppure contagio è un termine bellissimo.
Una risata può essere contagiosa, così come l’entusiasmo, l’euforia, la gioia, la bellezza, la gentilezza.
Per non parlare dell’amore.
Potremmo persino arrivare a sostenere che l’amore sia una forma molto particolare di contagio. Dante ne era convinto, io sarei un po’ meno drastico nell’affermarlo, ma come non essere affascinato da quel verso del quinto canto dell’Inferno: Amor c’ha nullo amato amar perdona.
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FRANCO LORENZONI I fantasmi dell’educazione a distanza

[«Internazionale», 30 aprile 2020]

Molti narrano di ciò che accade ai loro figli, ma non abbiamo dati certi sul numero dei fantasmi che si stanno perdendo nelle loro case in solitudini sofferenti. Eppure questo è un tempo di grandi inciampi e apprendimenti interessanti, per molti. Per spendere al meglio gli 85 milioni messi a disposizione dal governo per fornire tablet agli studenti che non li hanno, molte e molti insegnanti hanno dovuto affinare la loro attenzione sociologica e svolgere inediti compiti di assistenza sociale, aiutati spesso da gruppi di genitori rivelatisi solidali e da operatori del terzo settore, poco considerati spesso nelle scuole, che si sono rivelati preziosi alleati per la maggiore conoscenza che hanno sovente del territorio. Continua a leggere “FRANCO LORENZONI I fantasmi dell’educazione a distanza”

ITALO CALVINO Funghi in città

[Da «Marcovaldo»]

Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d’altre terre.

Un giorno, sulla striscia d’aiola d’un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore e ci germinarono dei funghi. Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che proprio lì prendeva ogni mattina il tram.

Aveva questo Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori, vetrine, insegne luminose, manifesti, per studiati che fossero a colpire l’attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulle sabbie del deserto. Invece, una foglia che ingiallisse su un ramo, una piuma che si impigliasse ad una tegola, non gli sfuggivano mai Continua a leggere “ITALO CALVINO Funghi in città”

ANDREA BOITANI La battaglia contro la povertà

[da «la Repubblica», 15 ottobre 2018]

Nel 2003 il premio Nobel per l’Economia Robert Lucas scrisse: «Di tutte le tendenze dannose per una disciplina economica sensata, la più seducente e, secondo me, la più velenosa è quella di concentrarsi sulle questioni distributive». Lucas puntava solo sulla crescita che fa crescere anche il reddito dei poveri e quindi riduce la povertà. Principio ben rappresentato dalla metafora secondo cui “la marea che sale fa salire tutte le barche”. Povertà e disuguaglianza non sono la stessa cosa. L’eventuale ulteriore arricchimento dei ricchi, pur facendo aumentare le disuguaglianze, aiuta tutti perché un po’ della maggior ricchezza creata filtra verso basso (trickle-down). Le briciole del ricco Epulone toccheranno al povero Lazzaro. Continua a leggere “ANDREA BOITANI La battaglia contro la povertà”

On and on, does anybody know what we are looking for…

La storia che il ministro della pubblica deve essere (stato) un insegnante è mal posta. Per me il ministro della pubblica istruzione deve essere un politico, un intellettuale, uno studiato che conosce le leggi, che sa fare un discorso. che non fa citazioni a sproposito tanto per ricordarci che esiste un ministro della pubblica. Cosa me ne faccio di un insegnante-ministro che legge i discorsi scritti dall’apparato e ci infila ogni tanto una metafora che gli è venuta in mente mentre beveva il cappuccino?

Ma prima di fare il ministro della pubblica istruzione lo manderei un anno in una scuola a fare le cose che facciamo noi ogni giorno, compresi i collegi, i consigli e i dipartimenti e ora anche sei ore di lezione di fila con una telecamera puntata addosso. E gli farei compilare decine di schede di valutazione di tutte le prestazioni che uno studente può fare. E programmazioni iniziali, intermedie, retrospettive, subtotali. E alla fine gli direi: non lo so se ti confermo la supplenza, sai com’è per via dei tagli all’istruzione la classe viene accorpata. O non si forma perché abbiamo dovuto fare le classi pollaio. O perché non ci sono le aule.

UN GRUPPO DI INSEGNANTI DI BOLOGNA Senza perdere la testa

[Comune-Info, 6 maggio 2020]

Noi docenti dell’Istituto Comprensivo 8 di Bologna abbiamo iniziato subito a riflettere e confrontarci su questo periodo e sulla scuola che verrà, molto prima che tutto arrivasse alla ribalta sui giornali e sui social.

Noi insegnanti abbiamo vissuto quelle prime convulse settimane e sappiamo bene cosa è stato il “fai da te”: docenti al lavoro senza orario per attivare spazi digitali sicuri, docenti attivi su drive, registro elettronico e anche telefono personale per preparare materiale, riceverlo dagli alunni e tenere contatti.

Ricordiamolo: la situazione era imprevista ed eccezionale.

Non si può negare la mancanza di direttive e di un contesto legislativo chiaro, di preparazione e di strumenti, non c’è stato il tempo per una discussione pedagogica negli organi collegiali, non ce lo ha lasciato l’emergenza. Continua a leggere “UN GRUPPO DI INSEGNANTI DI BOLOGNA Senza perdere la testa”