HERBERT GEORGE WELLS Il fu signor Elvesham

Consegno alla carta questa storia, senza speranza di essere creduto, ma per offrire, forse, alla prossima vittima una possibilità di salvezza. Che la mia sventura sia almeno utile a un altro. Quanto a me, il caso è disperato, lo so bene. E sono in parte rassegnato alla mia sorte.
Mi chiamo Edward George Eden. Nacqui a Trentham, nello Staffordshire, dove mio padre lavorava ai giardini. Perdetti la madre a tre anni, il padre a cinque, e fu uno zio, George Eden, a prendersi cura di me come se fossi suo figlio. Era celibe, autodidatta, e a Birmingham lo stimavano come giornalista pieno d’iniziativa; provvide con generosità ai miei studi, accese in me l’ambizione di diventar qualcuno e, alla sua morte, avvenuta or son quattr’anni, mi lasciò tutto il suo avere Continua a leggere “HERBERT GEORGE WELLS Il fu signor Elvesham”

ELIO E LE STORIE TESE Mio cuggino

Mio cuggino. Mio cuggino.
Mio cuggino mio cuggino
miocugginomiocugginomiocugginomiocuggino
miomiomiomiogginogginomiomiomiomiogginoggino

Mi ha detto mio cuggino
che una volta si è schiantato con la moto,
– miiiiiiii –
mio cuggino mio cuggino.
Mi ha detto mio cuggino
che poi si è tolto il casco
e si è aperta la testa,
mio cuggino mio cuggino. Continua a leggere “ELIO E LE STORIE TESE Mio cuggino”

FRANCESCO SYLOS LABINI La meritocrazia e il governo dei migliori

[Roars, 23 settembre 2022]

Si sente spesso dire che i migliori governanti sono i tecnici più preparati, magari con un Ph.D in una delle “migliori università americane”; anzi per essere sicuri che i migliori emergano dalle urne c’è anche chi propone sia necessario un esame per ottenere la “patente” per votare: sono le naturali richieste di chi aspira ad una società meritocratica. Se si fosse letto e compreso il libro del sociologo inglese Michael Young, “L’avvento della Meritocrazia”, si sarebbe molto più cauti. La meritocrazia di Young è descritta come una società spaventosa in cui la ricchezza e il potere sono distribuiti in base al rendimento scolastico o ai quozienti di intelligenza o a qualche misura di “superiorità” intellettiva. Continua a leggere “FRANCESCO SYLOS LABINI La meritocrazia e il governo dei migliori”

Capelli

«Crede che ci sia differenza tra bionde e brune?» domande Bertlef
«Naturalmente» disse il dottor Skreta. «I capelli biondi e i capelli neri sono i due poli opposti del carattere umano. I capelli neri significano virilità, coraggio, franchezza, azione, mentre quelli biondi sono il simbolo della femminilità, della tenerezza, dell’impotenza e della passività. Le bionde, quindi, sono doppiamente donne. Una principessa non può avere che i capelli chiari. È per questo che le donne, per essere il più possibile femminili, si tingono di biondo e mai di nero».
«Mi interesserebbe molto sapere in quale modo i pigmenti esercitano il loro influsso sull’anima umana» disse Bertlef in tono dubbioso. Continua a leggere “Capelli”

CECCO ANGIOLIERI S’i’ fosse foco, arderei ’l mondo

S’i’ fosse foco, arderei ’l mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempesterei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i’ fosse Dio, mandereil’en profondo;

s’i’ fosse papa, sare’ allor giocondo,
ché tutti cristïani imbrigherei;
s’i’ fosse ’mperator, sa’ che farei?
A tutti mozzarei lo capo a tondo.

S’i’ fosse morte, andarei da mio padre;
s’i’ fosse vita, fuggirei da lui:
similemente farìa da mi’ madre. Continua a leggere “CECCO ANGIOLIERI S’i’ fosse foco, arderei ’l mondo”

MARIO RIGONI STERN Se è successo una volta potrà tornare a succedere

Da «Il sergente nella neve»

Corro e busso alla porta di un’isba, Entro. Vi sono dei soldati russi, là. Dei prigionieri? No. Sono armati. Con la stella rossa sul berretto! lo ho in mano il fucile. Li guardo impietrito. Essi stanno mangiando attorno alla tavola. Prendono il cibo con il cucchiaio di legno da una zuppiera comune. E mi guardano con i cucchiai sospesi a mezz’aria. – Mnié khocetsia iestj, – dico. Vi sono anche delle donne. Una prende un piatto, lo riempie di latte e miglio, con un mestolo, dalla zuppiera di tutti, e me lo porge. lo faccio un passo avanti, mi metto il fucile in spalla e mangio. Il tempo non esiste più. I soldati russi mi guardano. Continua a leggere “MARIO RIGONI STERN Se è successo una volta potrà tornare a succedere”

MODENA CITY RAMBLERS Ebano

Da «¡Viva La Vida, Muera La Muerte!» (2004)

Sono nata dove la pioggia porta ancora il profumo dell’ebano
Una terra là dove il cemento ancora non strangola il sole
Tutti dicevano che ero bella come la grande notte africana
E nei miei occhi splendeva la luna, mi chiamavano la Perla Nera…

A sedici anni mi hanno venduta, un bacio a mia madre e non mi sono voltata
Nella città con le sue mille luci per un attimo mi sono smarrita…
Così laggiù ho ben presto imparato che i miei sogni eran solo illusioni
E se volevo cercare fortuna dovevo lasciare ogni cosa

Ebano…
Jack O’s bar, Parade hotel, from me une
Ebano… Continua a leggere “MODENA CITY RAMBLERS Ebano”

RENATA PULEO C’è chi merita e chi no

(Dicembre 2017)

Il 26 settembre scorso i giornali erano occupati in modo quasi equanime da commenti sul flop della proposta di legge sul diritto di cittadinanza e sullo “scandalo” della selezione universitaria. Nessun quotidiano collegava i due fatti, ma io tendo a vedere nella solerzia delle destre anti-cittadinanza, nonché della sinistra ipocritamente pro-cittadinanza, e gli arresti di illustri accademici, un nesso. Un nesso culturale, e dunque politico: viviamo in un paese di predicatori di onestà e di legalità che molto spesso incappano in comportamenti familistici, mafiosi. Traffici, di esseri umani e di capitale umano, non sono aspetti così distanti. Sempre qualcuno approfitta, fa profitto, genera redditi economici e rendite di fatto da situazioni di potere, da posizioni di disuguaglianza. Continua a leggere “RENATA PULEO C’è chi merita e chi no”

Correlativo oggettivo

Le tematiche degli Ossi di seppia vengono elaborate ed espresse mediante un linguaggio talora oscuro e di non sempre facile decifrazione. Montale paria in proposito di poetica dell’oggetto, caratterizzata dalla volontà di «esprimere l’oggetto» e «tacere l’occasione». Gli oggetti diventano, in tal modo, l’equivalente di un’emozione, di uno stato d’animo del poeta, ma che può riguardare anche il lettore. Questo procedimento coincide con la teoria del «correlativo oggettivo di Thomas Stearns Eliot (1888-1965), espressa nel 1919 in un articolo sull’Amleto di Shakespeare. Il poeta inglese scrive che l’unico modo «per esprimere un’emozione in forma d’arte consiste nel trovare un correlativo oggettivo, ossia «una serie d’oggetti, una situazione, una catena di eventi Continua a leggere “Correlativo oggettivo”