Lo schema ricorrente è che una grande e autentica innovazione appare all’orizzonte e la gente tenta di approfittarne riversandoci sopra fiumi di denaro. Troppo denaro. Talmente tanto che diventa impossibile investire il capitale in modo corretto, quindi sfumano i confini tra probabile e impossibile, tra prudenza e azzardo, tra ciò che potrebbe accadere e ciò che non accadrà mai. Dopo l’ondata di capitali arrivano i dubbi; dopo i dubbi, il crollo; dopo il crollo, si consolida a poco a poco il fenomeno che aveva acceso l’entusiasmo iniziale. È accaduto con la bolla dei Mari del sud, con la febbre delle ferrovie di metà ottocento, con la corsa all’elettrificazione cinquant’anni più tardi e con la bolla delle dot-com all’inizio di questo secolo. Ecco dove ci troviamo oggi con l’intelligenza arti-ficiale (ia).
Da John Lanchester, Se scoppia l’intelligenza artificiale, «Internazionale», 1648, 16 gennaio 2026