Scusate, ero distratta, correggevo le verifiche e mi sono persa qualcosa. Quindi la carta del docente non c’è più. Non che ci fosse, eh, ma parlandone da viva non c’è più.
Prima 500 euro da dilapidare in libri, corsi di aggiornamento e vida loca.
Poi 383, da dilapidare sempre in cultura, ma occhio a non comprare due cose dello stesso tipo, che i dispositivi ti si devono guastare ad anni scaglionati.
Poi boh, ci hanno promesso sconti su treni (caso mai ne partisse qualcuno), prodotti di vario genere della marca che dicono loro per aiutare il made in Italy, che si sa che a fare girare l’economia sono i docenti, la categoria notoriamente più performante quando si tratta di alzare il pil. Continua a leggere “VALENTINA PETRI Cazzi vostri”
Categoria: scuola di sisifo
MARTA FAGGIONI – FABIO MENGALI Quale democrazia tra questi saperi? Per una critica della scuola neoliberale
Le parole e le cose, 21 settembre 2026
Note critiche sulla scuola delle competenze e dei talenti
In questo contributo abbiamo scelto di concentrarci sulla diagnosi dei saperi scolastici che stanno alla radice della scuola del presente; abbiamo scelto, cioè, di osservare la scuola dal punto di vista socio-pedagogico per cercare di comprendere come le élite neoliberali si siano appropriate di alcuni modelli teorici declinandoli al servizio di un modello di scuola classista, che si nasconde dietro alla maschera dell’inclusività. Cercheremo di argomentare che alcuni pilastri educativi odierni come la scuola delle competenze, la personalizzazione, la demonizzazione delle conoscenze e dei saperi teorici non sono paradigmi discorsivi neutri, bensì, parafrasando Pierre Bourdieu, le vestali del mondo occidentale neoliberale che hanno reso vera la scuola accessibile a tutte e a tutti solo sulla carta.
Continua a leggere “MARTA FAGGIONI – FABIO MENGALI Quale democrazia tra questi saperi? Per una critica della scuola neoliberale”LUCIA DONAT CATTIN Nessun alunno è straniero
Le parole e le cose, 12 ottobre 2026
Lettera al Presidente della Repubblica e al Ministro dell’Istruzione e del Merito
La lettera che ho scelto di inviare al Presidente della Repubblica e al Ministro dell’Istruzione e del Merito nasce da oltre venticinque anni di insegnamento nella scuola secondaria, dalla mia specializzazione in Italiano L2 e dall’esperienza alla guida di un Istituto Comprensivo.
Continua a leggere “LUCIA DONAT CATTIN Nessun alunno è straniero”FRANCESCA COIN Il quiet quitting nella scuola delle diseguaglianze
«il manifesto», 18 luglio 2025
C’è chi lo ha definito il quiet quitting della scuola, la tendenza a ridurre il proprio investimento emotivo negli esami scolastici, considerati parte di un sistema iper-competitivo che rischia di nuocere alla salute mentale degli studenti.
Negli Stati uniti questo fenomeno è sintetizzato dallo slogan C’s Get Degrees, che descrive la scelta di impegnarsi poco per ottenere un titolo di studio, puntando al minimo, e non al massimo, dei voti. In Brasile lo slogan degli studenti è NoDreams, la decisione di cambiare le proprie aspettative e i propri sogni per sottrarsi alla necessità di essere continuamente performanti, perché questa necessità fa vivere in uno stato di ansia permanente. Continua a leggere “FRANCESCA COIN Il quiet quitting nella scuola delle diseguaglianze”
LUIGI VAVALÀ Dirigismo nelle scuole per generazioni narcotizzate
La nostra scuola, 5 settembre 2026
Ho vissuto con amarezza e malinconica meraviglia la decadenza della scuola pubblica guidata spesso con cinismo da comando e debolissima consistenza di visione complessiva sulla formazione umana. Ho percepito sempre più nitidamente che leggere passi pregnanti di Hegel o di Freud o di Eraclito o di Nietzsche o di Leopardi, narrare eventi storici cruciali, non veniva più considerato fondamentale per la possibile crescita di menti acute e critiche.
Continua a leggere “LUIGI VAVALÀ Dirigismo nelle scuole per generazioni narcotizzate”ANGÉLIQUE DEL REY La scuola umanistica è in cattive condizioni perché è l’umanesimo stesso a esserlo
«Alla scuola delle competenze», Jaca Book, Milano 2025, pp. 231-2
Mentre cercavo di capire come le competenze si fossero diffuse nella scuola, mi sono spesso chiesta se ci fosse stata davvero un’evoluzione che aveva portato i principi umanistici e repubblicani della scuola degli Stati-nazione a mettere il sistema al servizio degli interessi industriali ed economici, o se il sistema fosse sempre stato lo stesso, con due livelli: quello della narrazione (insegnamento per tutti, progresso morale ed emancipazione dei cittadini) e quello dei processi (formare lavoratori per la macchina economico-industriale in espansione).
Continua a leggere “ANGÉLIQUE DEL REY La scuola umanistica è in cattive condizioni perché è l’umanesimo stesso a esserlo”CESARE NATOLI La scuola come spazio libero: contro la riduzione neoliberista dell’educazione
Sguardi e contrappunti, 3 agosto 2026
Credo si debba partire dalla constatazione che la scuola italiana stia attraversando una trasformazione profonda, non semplicemente organizzativa o didattica, ma antropologica e sociale.
Non siamo davanti, cioè, a una superficiale successione di riforme scolastiche più o meno efficaci, o più o meno discutibili. Siamo davanti a un mutamento del significato stesso della scuola.
Continua a leggere “CESARE NATOLI La scuola come spazio libero: contro la riduzione neoliberista dell’educazione”LUCA MALGIOGLIO Ancora su «intelligenza artificiale» e scuola
La nostra scuola, 13 luglio 2026
“Non si può fare finta che l’IA non esista”: con questa retorica si stanno approvando nelle scuole dei terrificanti Regolamenti che rendono praticamente obbligatori l’uso dell’ “intelligenza artificiale” nella didattica e la relativa “formazione”.
Ma chi vuole far finta che l’IA non esista? A scuola si deve studiare l’IA; ma questo non significa affatto che si debba studiare e far studiare con l’IA, o meglio con dei simulatori del linguaggio umano (o LLM) che estrudono testo sulla base delle ricorrenze linguistiche, senza che vi sia dietro alcun pensiero.
Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO Ancora su «intelligenza artificiale» e scuola”STEFANO BORRONI BARALE – MAURIZIO MAZZONESCHI L’Ia in caserma e a scuola, le Big Tech corrono all’incasso
Domani, 18 giugno 2026
Con l’attuazione dell’AI Act, il governo accelera sull’adozione dell’intelligenza artificiale in settori strategici come la scuola e le forze dell’ordine. Ma dietro la promessa di innovazione si affacciano interrogativi sul rapporto tra interesse pubblico, potere delle Big Tech e tutela delle libertà civili.
Dopo un iter legislativo non troppo rumoroso, l’Italia si avvia a recepire il Regolamento UE 2024/1689, noto come “AI Act”. Il governo aveva infatti già licenziato la legge n. 132/25 recante “Principi in materia di ricerca, sperimentazione, sviluppo, adozione e applicazione di sistemi e di modelli di intelligenza artificiale”. Il 10 giugno sono arrivati i primi due decreti attuativi relativi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scuola e in operazioni di polizia. Proviamo qui ad analizzare i possibili effetti. La prima cosa che salta all’occhio è che si tratta di due ambiti importanti, sia per gli effetti sulla società che per i dati economici in gioco: la scuola resta, anche dopo i ripetuti tagli succedutosi da Berlinguer fino a Valditara, uno dei capitoli di spesa maggiori, visibilmente maggiore di quanto lo Stato spenda in difesa e ordine pubblico.
Continua a leggere “STEFANO BORRONI BARALE – MAURIZIO MAZZONESCHI L’Ia in caserma e a scuola, le Big Tech corrono all’incasso”GIOVANNI SCARAFILE Educare alla indeterminazione. Sulla formazione della persona libera
Il ventriloquo, 20 giugno 2026
Chiunque abbia insegnato – e intendo insegnato davvero, non semplicemente somministrato contenuti – conosce quel momento in cui uno studente solleva lo sguardo dal proprio lavoro, sia esso un calcolo, un testo, un’interpretazione, e chiede: «ma è giusto?».
Non è una domanda sulla correttezza di un calcolo. È qualcosa di più radicale: il punto in cui la coscienza si scopre esposta a ciò che non domina, avverte che il terreno sotto i piedi non è solido come la consegna prometteva, e cerca un appiglio. In quell’istante l’esperienza dell’indeterminazione, che non è un difetto di informazione ma una condizione strutturale del rapporto tra coscienza e reale. Ogni atto di comprensione è circondato da un alone di ciò che ancora non si lascia afferrare, e proprio quell’alone è lo spazio in cui il pensiero può muoversi.
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