CHRISTIAN LAVAL A proposito di «Contro la scuola neoliberale» e della trasformazione dell’istruzione

Roars, 13 aprile 2026

Non ho alcun dubbio che il libro collettivo Contro la scuola neoliberale diventerà un riferimento importante, oltre che oggetto di un dibattito cruciale in Italia. È comunque ciò che gli si può augurare. La questione sollevata da quest’opera è fondamentale e va oltre il caso italiano. Si tratta di capire cosa ne sarà della scuola sotto l’effetto delle politiche neoliberiste, attuate in modo disorganico ma continuo in tutti i paesi capitalisti sviluppati, secondo ritmi e modalità variabili, in base alle diverse tradizioni politiche e alle storie specifiche di ciascuno di essi. Ma ovunque si possono osservare gli stessi discorsi, le stesse problematiche, gli stessi concetti e gli stessi dispositivi. Continua a leggere “CHRISTIAN LAVAL A proposito di «Contro la scuola neoliberale» e della trasformazione dell’istruzione”

GIORGIA LOI La riforma dei tecnici e il PNRR: il tempo negato

La nostra scuola, 24 marzo 2026

Una delle conseguenze peggiori che la politica ha normalizzato dalle restrizioni pandemiche è stata il sistema della decretazione d’urgenza. Si tratta di un dispositivo previsto dalla Costituzione, che sospende temporaneamente l’iter regolare delle leggi in Parlamento e consente al Governo di intervenire rapidamente in situazioni eccezionali attraverso decreti-legge, immediatamente efficaci ma da convertire entro sessanta giorni da parte del Parlamento.

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ALESSANDRO GIARRETTINO Dentro e contro (su «La nuova scuola capitalista» di Christian Laval e altri)

La scuola e noi, 30 marzo 2026

New model school

Se si vuole comprendere cosa sta diventando (o è già diventata) la Scuola di oggi, non si può prescindere dalla lettura del libro La nuova scuola capitalista, prodotto di una scrittura collettiva messa in opera da Christian Laval, professore emerito a Paris-Nanterre e ricercatore presso la Federation Sindacale Unitaire, insieme a Francis Vergne, Pierre Clément e Guy Dreux, in una prospettiva di (resistente) sociologia critica.

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MATTEO ZENONI Quer pasticciaccio brutto del colloquio all’Esame di Maturità

Il Blog del Prof. Matteo Zenoni, 28 maggio 2026

Presagi sinistri

Ore 14.30 di giovedì 21 maggio: salgo in macchina dopo aver svolto, insieme ad altre 3 colleghe, la simulazione del colloquio orale dell’Esame di St…eh Maturità. Lo studente prescelto ha fornito una prova discreta, che dovrebbe preludere a una buona prestazione a giugno, ma quel colloquio non mi ha soddisfatto: abituato al materiale di partenza e ai collegamenti strampalati, che dall’Anguilla di Montale portavano alla guerra delle correnti, sembra che mi sia mancato qualcosa e, lo ammetto, mi sono annoiato nei lunghi minuti in cui le colleghe stavano dialogando faccia a faccia col candidato sulle loro discipline, risolvendo limiti, approfondendo Stalin e definendo idrocarburi di vario tipo.

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MATTEO ZENONI Pratiche scolastiche ormai desuete: fare lezione

Le parole e le cose, 23 marzo 2026

Un computo doloroso

Tra le funzioni del registro elettronico che sarebbe meglio non conoscere c’è sicuramente quella che segnala il numero progressivo di ore svolte; situato solitamente a fondo pagina, questo link rimanda alle ore di ogni singola disciplina dettagliando quelle di lezione, didattica laboratoriale, esercitazione, verifica scritta, interrogazione e via dicendo. Per i docenti che nutrono un nostalgico attaccamento per le proprie materie, aprire questa pagina rappresenta una sorta di epifania joyciana sull’andamento della scuola italiana e, in generale, sulle dinamiche che la stanno attraversando. Continua a leggere “MATTEO ZENONI Pratiche scolastiche ormai desuete: fare lezione”

LUCA MALGIOGLIO Innovatory

La nostra scuola, 15 marzo 2026

La scuola si fonda su un duplice rapporto: quello con il sapere e quello umano tra insegnanti e studenti. Non sarà un caso se le tristemente note «riforme» e «innovazioni» – incentrate sulla riduzione delle ore di didattica, sulla sottrazione dei contenuti, sulla burocratizzazione integrale della relazione educativa o sull’esaltazione dell’«intelligenza artificiale» come strumento della «personalizzazione degli apprendimenti» – solitamente vanno a colpire proprio questi aspetti fondanti dell’esperienza scolastica.

Dopo tanti anni di rapporto con gli studenti posso dire che a scuola si innova tutti i giorni, se davvero si lavora su contenuti e conoscenze diversissimi tra loro e con gruppi-classe che, come singoli e come “mente collettiva”, rispondono all’attività didattica in modi difficilmente replicabili. Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO Innovatory”

LUCA MALGIOGLIO Autonomia scolastica, competenze, connivenze

La nostra scuola, 21 febbraio 2026

La scuola democratica ha una natura inevitabilmente complessa: da una parte ha il compito di includere tutti gli studenti, specie quelli più in difficoltà, dall’altra non può non puntare a far acquisire agli studenti delle importanti conoscenze e abilità (non parliamo più di “competenze”, per favore), un’acquisizione che va verificata anche in vista del mantenimento del valore legale del titolo di studio.

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GIORGIA LOI L’equivoco dell’educazione democratica, da Gramsci a Barbiana

La nostra scuola, 25 febbraio 2026

Negli ultimi trent’anni, a partire dall’introduzione dell’autonomia scolastica, si è progressivamente affermata l’idea di definire “democratica” l’istruzione pubblica. Eppure questa definizione, nel dibattito “politico”, appare problematica sotto almeno due profili.

Da un lato, soprattutto a sinistra, in nome dell’inclusione e dell’attenzione alle fragilità, si è creduto di poter abbassare il livello delle conoscenze richieste, semplificando contenuti e obiettivi fino ad appiattirli su standard minimi. Continua a leggere “GIORGIA LOI L’equivoco dell’educazione democratica, da Gramsci a Barbiana”

FABRIZIO CAPOCCETTI Scuola e insegnanti nella società neoliberale

Da Scuola e insegnanti nella società neoliberale. Mutazioni antropologiche in atto

Negli ultimi decenni, il mondo dell’istruzione è stato in­vestito da grandi trasformazioni volte a fare della scuola un organismo interno alle logiche di mercato, un’agenzia for­mativa fra le altre, caratterizzata dal tipo di apprendimento che sarebbe in grado di favorire; un apprendimento “for­male”, ovvero intenzionale dal punto di vista del discente e convalidato da apposite certificazioni, distinto da quello “informale” risultante dalle pratiche della vita quotidiana (lavoro, famiglia, tempo libero) e da quello “non formale” che si ottiene mediante attività pianificate sebbene non espli­citamente in vista di un apprendimento (CCE 2000). Continua a leggere “FABRIZIO CAPOCCETTI Scuola e insegnanti nella società neoliberale”

MICHELA PUSTERLA Fare scuola durante un genocidio

Sinistrainrete, 28 ottobre 2025

Mi trovo da settimane di fronte a un dilemma didattico: entrare in classe e parlare di qualcosa, qualsiasi cosa, quando mi pare che non si possa parlare d’altro. Nei miei anni di insegnamento, ho sempre fatto lezione sulla Palestina, e in particolare ho sempre ricostruito la storia del sionismo all’interno di un’unità didattica sul colonialismo, che si concentrava sulle colonizzazioni della Palestina e sul colonialismo italiano. Ma, a partire dall’autunno 2023, quell’approccio squisitamente storiografico ha cominciato a rivelarsi insufficiente e, dall’inizio di questo anno scolastico, limitarsi alle coordinate storico-geografiche non è più solo insufficiente, è diventato sbagliato. Continua a leggere “MICHELA PUSTERLA Fare scuola durante un genocidio”