FRANCESCA LACAITA La partita che si gioca nella scuola

[Transform! Italia, 25 marzo 2020]

Da ormai un mese in Lombardia e da poco meno nel resto del paese la consueta attività didattica in classe è sospesa causa coronavirus. Da allora si è in regime di “didattica a distanza”, dapprima sollecitato, poi imposto dal Ministero dell’Istruzione, e attualmente normato dalla nota 388 del 17 marzo 2020. Tutto questo ha suscitato nel mondo della scuola un dibattito che però stenta a uscire da quei confini e a diventare parte della consapevolezza collettiva. Eppure dobbiamo tutti renderci conto della partita che si sta giocando in questi giorni nella scuola, e se possibile prenderne parte. Perché il suo esito, i suoi vincitori, incideranno in maniera determinante sullo scenario che si aprirà alla fine dell’emergenza. Nonché sulle sorti della sinistra. Continua a leggere “FRANCESCA LACAITA La partita che si gioca nella scuola”

NUCCIO ORDINE La dimensione umana dello studio

[«Corriere della Sera», 23 marzo 2020]

In tempo di coronavirus anche le scuole e le università si attrezzano per reagire all’emergenza e adeguarsi alla sospensione delle attività didattiche. In rete e nei media dominano sempre più parole-chiave che evocano l’universo dell’insegnamento virtuale. L’eccezionalità della situazione ci ha fatto anche capire l’importanza di un coordinamento nazionale e i pericoli che si potrebbero correre consegnando l’istruzione e il servizio sanitario all’arbitrio delle singole Regioni. Mi preoccupano, però, alcuni interventi che considerano l’epidemia come una straordinaria occasione per rilanciare l’«educazione digitale». Continua a leggere “NUCCIO ORDINE La dimensione umana dello studio”

GIOVANNA CALTANISSETTA – DANILO CORRADI La lezione del contagio

[Jacobin, 20 marzo 2020]

La Didattica a distanza è la forma attuale dell’istruzione pubblica, causa pandemia. Ma il mezzo tecnico esaurisce la questione? Può la scuola – come sostiene il Ministero – ignorare il contesto e proseguire sulle piattaforme digitali come se nulla fosse?

Le scuole, prima in Lombardia, poi nel resto del paese, sono stati i primi spazi pubblici chiusi d’ufficio a causa del Coronavirus. Una decisione epocale, con tempi al momento ancora sconosciuti. Sin dalle prime ore di «sospensione delle attività didattiche», la Dad – «Didattica a distanza» – è stata proposta con forza come mezzo alternativo capace di garantire continuità formativa e diritto allo studio in tempi di pandemia.
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GIANNI MARCONATO Verso nuove competenze chiave e di cittadinanza

[La scuola e noi, 16 marzo 2020]

Quali siano le “competenze” che la scuola è istituzionalmente chiamata a sviluppare è chiaramente definito da una Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 22 maggio 2018. Queste le competenze:

  • competenza alfabetica funzionale
  • competenza multilinguistica
  • competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria,
  • competenza digitale
  • competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare
  • competenza in materia di cittadinanza
  • competenza imprenditoriale
  • competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali

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MARCO GUASTAVIGNA Digitare prima dell’uso. Innovazione digitale a scuola: un problema piuttosto che una soluzione

[Giornale Cobas, agosto 2019]

L’amore del Superiore Ministero per l’immaginario “digitale” è davvero forte: tra 17 e 31 di luglio – sì: il mese in cui attività didattiche e collegiali sono sospese – gli interessati hanno potuto chiedere di partecipare alla selezione di un massimo di 120 docenti, destinati alle “équipe formative territoriali”, secondo quote regionali.

A valutarli sarà un’apposita commissione di tre membri, designati tra “dirigenti amministrativi e funzionari del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ovvero da professori o ricercatori universitari, dirigenti tecnici, dirigenti scolastici, docenti in posizione di comando”, in base a:

– titoli culturali e scientifici, fino a un massimo di 25 punti;
– esperienze professionali (35 punti);
– colloquio tecnico-motivazionale (40 punti).

Il colloquio riguarderà “un numero di docenti pari al doppio dei posti disponibili in ciascuna regione” Continua a leggere “MARCO GUASTAVIGNA Digitare prima dell’uso. Innovazione digitale a scuola: un problema piuttosto che una soluzione”

ENRICO GALIANO insegnare è una cosa che non si può fare a distanza

[Il Libraio, 5 marzo 2020]

Il vocabolario della lingua italiana non è certo parco di sostantivi per definire quello che sta succedendo a scuola in questi giorni: baraonda, caos, bolgia, pandemonio, scompiglio, confusione, ognuno scelga quello che preferisce, anche se forse la migliore di tutte resta: un grande, grande, casino.

Telefonate preoccupate in presidenza da parte di genitori in ansia perché vedono i propri figli ciondolare per casa indolenti e sfaccendati e, alla domanda “Ma non c’hai dei compiti da fare tu?” si sentono rispondere dai propri pargoli con un ghigno soddisfatto: “No, sul registro elettronico non c’è niente!”

Telefoni di insegnanti che sfiorano la temperatura di fusione a forza di tutte le vibrazioni provenienti dai nuovi gruppi whatsapp creati all’impronta con gli studenti, perché il registro si impalla sempre e comunque è un inferno per le comunicazioni veloci e alla fine sempre da Zuckerberg tocca tornare.
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MAURO PRESINI Dieci consigli per evitare l’infezione da virus dell’ignoranza

[Like @ Rolling Stone, 26 febbraio 2020]

Siamo un Paese con un tasso di dispersione scolastica molto serio, con un livello di abbandono scolastico preoccupante, con un grado di analfabetismo funzionale allarmante, in cui ci sono meno diplomati e meno laureati rispetto all’Unione Europea… eppure in molti credono di saper fare gli insegnanti ed ora anche di saper fare i virologi.
Siamo un Paese che non si preoccupa seriamente del pericoloso virus dell’ignoranza… infatti svuotiamo i supermercati come se ci fosse la carestia, accumuliamo bottiglie d’acqua come se ci fosse la siccità, cerchiamo un benzinaio che possa farci il pieno di amuchina, indossiamo mascherine solo fra una sigaretta ed un’altra, ci laviamo le mani ma ci teniamo la coscienza sporca. Continua a leggere “MAURO PRESINI Dieci consigli per evitare l’infezione da virus dell’ignoranza”