GIROLAMO DE MICHELE Dad. Life on Mars?

[Doppiozero, 6 aprile 2021]

È uno dei capolavori di David Bowie: una ragazzina triste e sola che si lascia catturare da uno schermo argentato e dal freakiest show di una successione demenziale di immagini che scorrono davanti ai suoi occhi – un film noioso, che lei ha già vissuto dieci volte; finché da spettatrice, diventa lei stessa creatrice di immagini allucinatorie: che si susseguono demenziali come le precedenti, perché questo film lo ha già scritto dieci volte. Chissà se lo sa che è il suo, il best selling show? Sarà forse su Life on Mars?

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ANTONIO VIGILANTE La scuola che verrà

[Comune-Info, 31 marzo 2021]

Gli studenti sono i grandi assenti nel dibattito pubblico sulla scuola. Parlano tutti, di scuola; anche, e soprattutto, quelli che mai hanno insegnato: psicologi, pedagogisti, politologi, politici, politicanti. Non sorprende: l’accesso al discorso pubblico è legato allo status sociale, e se gli insegnanti hanno uno status sociale basso – per cui quello che dice un docente con vent’anni di esperienza conta meno dell’ultima uscita d’un Galli della Loggia – gli studenti (e questo è uno dei problemi della nostra società) non esistono quasi, come soggetti degni di parola. Per questo non si può non accogliere con favore le 95 tesi del collettivo studentesco torinese Rinascimento Studentesco per ripensare la scuola italiana post-pandemia.

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ENRICO REBUFFAT Il curriculum dello studente: un altro vestito nuovo dell’imperatore

[Da Roars, 20 aprile 2021]

Il curriculum dello studente

Con l’avvio quest’anno scolastico del “curriculum dello studente” la transizione da scuola reale a scuola virtuale, alla quale si sta lavorando da anni negli uffici di viale Trastevere, raggiunge un nuovo traguardo.

Ma che cos’è il curriculum dello studente? Leggiamo dalla nota ministeriale protocollo 15598 del 2 settembre 2020:

«La prima parte, a cura della scuola, denominata “Istruzione e formazione”, riporta i dati relativi al profilo scolastico dello studente e gli elementi riconducibili alle competenze, conoscenze e abilità acquisite in ambito formale e relative al percorso di studi seguito Continua a leggere “ENRICO REBUFFAT Il curriculum dello studente: un altro vestito nuovo dell’imperatore”

Manifesto per la nuova scuola

[Da La nostra scuola]

1) La scuola come luogo della relazione umana e del rapporto intergenerazionale

La scuola si occupa delle persone in crescita, non di entità astratte scomponibili e riducibili a una serie di “competenze”. L’insegnamento e l’apprendimento toccano infatti tutte le dimensioni dell’essere umano – intellettuale, razionale, affettiva, emotiva, relazionale, corporea – tra loro interconnesse e inscindibili; bisogna sempre ricordare, in tal senso, che quello tra gli insegnanti e gli studenti è prima di tutto un rapporto umano.

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GIOVANNA LO PRESTI Quali esperti per la scuola?

[Volerelaluna, 19 marzo 2021]

Dopo Azzolina, Patrizio Bianchi

L’attuale ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, guidava la task force nominata dalla precedente ministra Azzolina per organizzare la riapertura della scuola di settembre 2020. Presi come si era dall’onda montante della pandemia, a molti sarà sfuggita la qualità dell’opera della suddetta task force. I 18 esperti che la componevano erano divisi in due sottocommissioni: la prima, chiamata Operation e destinata a lavorare sui tempi brevi; la seconda, denominata Vision, con il compito di studiare e programmare interventi sui tempi lunghi. L’architetto Ceppi, uno dei membri, così rispondeva alla scabrosa domanda «cosa si farà nell’immediato?»: «Ci sono tanti aspetti da tenere in considerazione […] in questo momento la priorità è di natura biologica e logistica. Tra i temi che stiamo considerando c’è quello della verifica dell’impianto del ricambio dell’aria, della tenuta dei serramenti e poi l’adeguamento dei bagni, presidi sanitari più accessibili ed efficienti. Poi c’è il tema del distanziamento». Adesso, almeno sul ricambio d’aria, sappiamo com’è andata a finire: non se n’è fatto nulla. Così come non si è nemmeno reso pubblico il lavoro dei 18 esperti: il documento da loro prodotto dorme in qualche cassetto ministeriale.

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PLV Le nuove chiusure della scuola e i mostri all’orizzonte

[Giap, 26 febbraio 2021]

– Prof, lo so, mi dispiace ma a distanza non ce la faccio.

Inizia il gioco delle parti. Se mollo e gli dico che ha ragione è come se gettassi la spugna. Se gli dico che è colpa sua che non si impegna, rovescio solo su di lui una responsabilità che non è solo sua.

E non posso gettare la spugna.

«Io gli direi che…»

Sono tanti i consigli che arrivano da amici e amiche. «Io gli direi che ha ragione», «io gli direi che così la scuola è inutile», «io gli direi di andare fuori con gli amici». Ma anche se gli dici qualcosa del genere, con quella persona ti ci devi interfacciare il giorno dopo, e quello dopo ancora, e quello dopo ancora…

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MASSIMO GARGIULO Un anno di scuola ai tempi del covid

[Il primo amore, 28 febbraio 2021]

Aria di neve. Poco meno di un anno fa la sensazione era proprio questa. La situazione era identica a quella che si crea alla vigilia di una giornata da allerta rossa. Cominciano a circolare sulle chat dei docenti le prime indiscrezioni sulla chiusura delle scuole l’indomani, seguiti da screenshot veri o fake. Di diverso, nel marzo dello scorso anno, c’era che la chiusura paventata da giorni aveva a che fare con qualcosa di più inafferrabile di una nevicata, come un virus fino ad allora sconosciuto. Non solo. Erano gli albori degli esperti da TV o social e si alternavano le opinioni più varie, da chi pensava fosse una semplice influenza, a chi di contro ne affermava la seria gravità, a chi scioglieva i dubbi in un aperitivo milanese. Poi la chiusura è arrivata.

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LUISA MIRONE Nessuno mi può giudicare? Sulla formazione e la valutazione dei docenti

[La scuola e noi, 20 febbraio 2021]

Formo ergo valuto

A ogni docente si richiede trasparenza nelle valutazioni dei propri allievi. Ed è giusto: non è solo un problema di tracciabilità del voto (da dove venga, in base a cosa venga attribuito), ma di investimento formativo nella operazione stessa della valutazione. Per questo ogni docente avveduto sa che a far la trasparenza non è la griglia più o meno fitta di indicatori e descrittori di prova, ma la chiarezza progettuale nella ricognizione dei contesti di apprendimento (situazione iniziale, situazioni attese in rapporto alla classe e a un più ampio standard nazionale), la definizione onesta delle finalità educative, l’individuazione lucida degli strumenti utili a conseguire quegli scopi, il tempo e lo spazio destinati ad allenare gli allievi all’utilizzo di quegli strumenti e per consentirgli la rielaborazione dei risultati del loro lavoro.

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ALESSANDRO LIBURDI A scuola di luglio? Quant’è bello pappagallare

[La voce di Tristan, 11 febbraio 2021]

Ripartiamo dalle basi. Sono un docente, non faccio semplicemente il docente. Sono e non faccio, anche se oggi si tende a valorizzare di più il saper fare che il saper essere. Aspetta, aspetta, aspetta: dov’è che l’hai già sentita questa? Ma sì, a scuola. La didattica delle competenze, ricordi? Va be’, sorvoliamo, prima che parta l’embolo a te che leggi e a me che scrivo.

Sono un docente, e non sono un eroe. Non sono Luigi delle Bicocche, per intenderci. Non sono un operaio alla catena, un commesso viaggiatore, un barista o un ristoratore. Ma lavoro comunque: lavoro per la Conoscenza. Questa sconosciuta e sprovveduta sottodivinità che il capitale e la logica del conveniente da anni deturpano, attaccandola come se fosse la vera peste del III millennio.

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GIANLUCA GABRIELLI Maestre, maestri: reinventiamoci senza i voti

[Comune-info, 13 gennaio 2021]

I voti: una lunga storia

La storia dei voti nella scuola elementare in Italia è appassionante ed attende ancora una storica o uno storico che la scriva, illuminando attraverso di essa le idee di scuola che si sono fronteggiate durante la seconda parte del secolo scorso e la prima parte di questo. I cari amici Piero e Marcella di Genova mi raccontano di quando, giovani maestri all’inizio degli anni Settanta, consegnavano ai genitori due documenti: la pagella regolamentare in cui tutti i bambini e le bambine erano valutati con lo stesso voto e – in busta chiusa perché non previsti dalla normativa – i giudizi argomentati e personalizzati sul percorso didattico, le personalità, le esperienze di apprendimento. Queste disobbedienze allora non rimasero isolate e spinsero dal basso a una riforma che cancellò i voti come simbolo e strumento di una scuola selettiva, che bocciava alte percentuali di alunni ricalcando semplicemente le condizioni sociali e le origini culturali delle famiglie.

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