USB SCUOLA La scuola italiana è classista, le polemiche distorte non la rendono migliore

[Contropiano, 17 gennaio 2020]

Sui quotidiani, in tv e sui social è scoppiata l’ennesima polemica sul classismo della scuola italiana. Sul sito dell’Istituto Comprensivo di Via Trionfale a Roma nella presentazione dell’istituto compare una dettagliata definizione e distinzione dell’estrazione sociale degli studenti che lo frequentano, un’estrazione sociale molto differente a seconda dei plessi che lo compongono.

La polemica è però, a nostro avviso, ancora una volta distorta (non è la prima, risalgono a un anno fa quelle sulle presentazioni di alcuni licei romani), volutamente disinformata, finisce per creare ulteriore disinformazione e, soprattutto, non centra l’obiettivo. Continua a leggere “USB SCUOLA La scuola italiana è classista, le polemiche distorte non la rendono migliore”

CONIARERIVOLTA Autonomia differenziata, sfruttamento generalizzato

[Coniare rivolta, 18 dicembre 2019]

Con la fine del Governo giallo-verde, sembrava essere caduta nel dimenticatoio la riforma leghista per eccellenza: l’autonomia differenziata. A ben vedere, tuttavia, essa sembra soltanto rinviata. Se, come pare probabile, il prossimo sarà un governo di centrodestra a trazione leghista, si può scommettere che il regionalismo differenziato sarà uno dei primi punti all’ordine del giorno. E non è neanche detto che si debba aspettare il prossimo esecutivo. Nel disperato (e, probabilmente, illusorio) tentativo di conquistare il consenso dell’imprenditoria settentrionale, potrebbe essere lo stesso governo giallo-rosè ad anticipare i tempi di questa sciagurata riforma. D’altro canto, le recenti dichiarazioni del Ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, in base alle quali la bozza di una fantomatica “legge quadro” sarebbe quasi pronta, appaiono come dei tristi presagi. Continua a leggere “CONIARERIVOLTA Autonomia differenziata, sfruttamento generalizzato”

ANTONIO VIGILANTE Facciamo una scuola difficile

[Gli stati Generali, 30 dicembre 2019]

Uno studente che provenga dal ceto proletario si trova ad affrontare difficoltà che per lo studente borghese sono difficili anche da immaginare. La più grande, spesso insormontabile, è la differenza culturale: perché la cultura scolastica è la cultura elaborata nei secoli dal ceto nobiliare e poi da quello borghese, una cultura che esprime una visione del mondo che è diversa, diversissima da quella proletaria; una costellazione di valori altra, nella quale lo studente proletario non è a casa. E si trova di fronte a una scelta dolorosissima: abitare quella nuova casa e diventare un estraneo per il suo ambiente o rifugiarsi nel suo ambiente e disertare la nuova, improbabile casa. Spesso è questa seconda, la sua scelta, ed è tra le cause principali della dispersione scolastica. Continua a leggere “ANTONIO VIGILANTE Facciamo una scuola difficile”

PIERO BEVILACQUA La carenza di fondi non è l’unico handicap della scuola

[Il manifesto, 28 dicembre 2019]

La scuola e l’Università sono gravemente sottofinanziati e vivono in perenne affanno per mancanza di risorse. E su questo punto le destre dovrebbero tacere perché con i tagli lineari del ministro Tremonti, hanno avviato il processo di sistematico ridimensionamento della scuola pubblica e dell’Università. Posso portare la testimonianza personale ricordando che dopo la riforma Gelmini, nel Dipartimento di Storia della Facoltà di Lettere della Sapienza, non disponevamo più neppure di fogli di carta intestata. Ed eravamo costretti a fare uso massiccio di fotocopie per replicare i pochi esemplari rimasti.
Ma la grave carenza di risorse non è l’unico problema. Al ministro Fioramonti rinnoverei l’invito a rimanere che gli ha rivolto Tomaso Montanari Continua a leggere “PIERO BEVILACQUA La carenza di fondi non è l’unico handicap della scuola”

GIORGIO MONESTAROLO Buona a nulla. La scuola della riforma Renzi-Giannini

Da Nuvole, 10 giugno 2018]

La “buona scuola”, cioè la legge 107/2015, è stata una delle riforme simbolo della breve, ma assai distruttiva, stagione del renzismo. Doveva essere un chiaro successo: assunzioni, investimenti e innovazioni sembravano ottimi slogan per veicolare la legge, conquistare l’opinione pubblica, consolidare la leadership riformatrice del fiorentino in un settore, dal punto di vista elettorale, cruciale per il pd come la scuola. Invece, essa si è rivelata un boomerang, tanto che lo stesso Renzi nel governo fotocopia Gentiloni, dopo la batosta referendaria del 2016, non volle la Giannini al ministero dell’istruzione sostituendola con Veleria Fedeli, passato di sindacalista Cgil, con missione speciale di recupero consensi fra insegnanti e professori.

Prima di soffermarci sulle criticità della “buona scuola” è forse utile ricordare alcuni mutamenti introdotti che non hanno avuto tanta eco nell’opinione pubblica ma che sono importanti. Continua a leggere “GIORGIO MONESTAROLO Buona a nulla. La scuola della riforma Renzi-Giannini”

MARCELLA RAIOLA L’Invalsi è violenza

I maturandi faranno l’Invalsi, altrimenti non accederanno all’esame. Dovranno fare doppio sforzo: studiare per l’esame e addestrarsi per non cadere nelle trappole dei quiz, per genuflettere la mente pluridimensionale alla logica unidirezionale del test, per capire gli umori dell’algoritmo, come lo schiavo che scruta il padrone per vedere se è calmo o adirato. Faranno uno sforzo irrelato, perché se avranno messo bene o male le crocette, nello stesso tempo concesso ai topi che devono trovare l’uscita dal labirinto, non lo sapranno nemmeno, come noi non sapremo chi e con che criteri “tabulerà” le prove per dirci le cose che sappiamo da sempre, e che in parte sono il marcio frutto dell’aziendalizzazione.
Lo saprà il branco di magnaccia che hanno messo il collare alla Scuola e la fanno prostituire per lucrare sul suo stupro continuo.
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GIOVANNI CAROSOTTI Se la Costituzione diventa una cassetta degli attrezzi

[da Roars, 29 ottobre 2019]

La Legge che istituisce un nuovo curricolo di Educazione Civica nelle scuole di ogni ordine e grado, approvata con maggioranza trasversale dal Parlamento, segna una preoccupante continuità delle azioni dei Ministri del MIUR, Fioramonti compreso, tese a squalificare il sapere disciplinare e a dissolverlo in nome del “saper fare”, di una metodologia di fatto sganciata dai contenuti.

Per comprendere la vicenda relativa alla Legge che ha istituito un nuovo curricolo nelle scuole di ogni ordine e grado, quello di Educazione Civica è necessario avere presente il contesto in cui l’azione del ministro Bussetti -ma a nostro parere anche dell’attuale Fioramonti- si è inserita. Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI Se la Costituzione diventa una cassetta degli attrezzi”