MARTA FANA La funzione disciplinatrice del lavoro (gratuito)

[Non è lavoro, è sfruttamento, Laterza, Roma 2017, p. 90]

Camerieri e baby-sitter, oppure commessi, come coloro che andranno a lavorare da Zara. Posizioni che verranno incrementate per il prossimo triennio, assicura il ministro in una dichiarazione che suona come una minaccia, un incubo. Contemporaneamente si rafforza la funzione disciplinatrice del lavoro come dovere a prescindere, anche quando la funzione produttiva di per sé non esiste. È l’esperienza vissuta dagli studenti che si incontrano ad esempio negli aeroporti, stanno lì a guardare la fila dei viaggiatori pronti per i controlli: hanno il compito di assistere ma nei fatti stanno in piedi senza poter far nulla. Un turno da sei ore trascorso a guardare la gente sfilare. Inutile indagare il contenuto formativo, così come risulta improbabile rintracciare l’utilità in termini di avvicinamento al mondo del lavoro, quando il contenuto del lavoro non esiste neppure.

 

MARCO MAGNI L’educazione privatizzata. Anatomia della «Buona scuola»

[MicroMega, 25 marzo 2015]

Le premesse storiche

Negli anni ’60 e ‘70, i governi occidentali vedevano nelle riforme scolastiche una delle leve della costruzione del welfare state e della relativa base di consenso; dagli anni ’80, considerano le riforme scolastiche un modo per infondere un’“anima” all’“economia sociale di mercato” (o, se vogliamo dirlo in termini più semplici, al “neoliberismo”). Possiamo, quindi, inserire la “Buona scuola” in una genealogia, che inizia proprio dagli anni ’80. Continua a leggere “MARCO MAGNI L’educazione privatizzata. Anatomia della «Buona scuola»”

RENATA PULEO La buona alternanza: una contraddizione in termini

Come abbiamo già avuto modo di scrivere, le forme assunte dall’ASL in tante scuole italiane dimostrano come tali pratiche costituiscano il nervo scoperto della legge La Buona Scuola. Soprattutto, nella composizione linguistica e ideologica fra lavoro e scuola, esse vanno a fare da perno fra l’idea di lavoro veicolata dalla famigerata Jobs Act e la “riforma epocale” (sic, dalla viva voce di Renzi) del sistema scolastico. L’asse su cui ruota tale nefasta congiunzione è la parola “competenze” presa nell’imbuto della loro “comprovata certificazione”. Parola, femminile-plurale, definita (non una definizione in senso euristico, epistemologico), nei documenti del MIUR, dell’INVALSI, nei testi delle Raccomandazioni Europee, come manifestazione di autonomia e responsabilità da applicare nei contesti di studio, essa converge verso la misura dell’adattamento all’ambiente. Continua a leggere “RENATA PULEO La buona alternanza: una contraddizione in termini”

GIOVANNI CAROSOTTI La Buona Scuola. Un discorso chiuso?

[Casa della cultura, 17 novembre 2017]

Il vissuto di molti insegnanti, di questi tempi, fa esperienza di una duplice e conflittuale disposizione spirituale; una volontà di contrastare le innovazioni didattiche che in misura sempre più rapida vengono imposte dalla autorità ministeriali, ma anche la tentazione di arrendersi, rassegnandosi sgomenti a una trasformazione che appare ai più con i tratti evidenti della “deculturizzazione”(1) . Diffusa è peraltro la consapevolezza di trovarsi in una fase decisiva, forse l’ultima, per auspicare un’inversione di tendenza; fase che coincide con delicati momenti della vita politica nazionale ed internazionale. Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI La Buona Scuola. Un discorso chiuso?”

ALBERTO ASOR ROSA La scuola nelle mani dei barbari

[la Repubblica, 26 agosto 2017]

È INFATTI ufficiale che con l’anno scolastico prossimo inizierà la sperimentazione per ridurre gli anni delle scuole medie superiori italiane da cinque a quattro. È la riprova che siamo nelle mani dei barbari. Anzi, più esattamente, di barbari incolti.

Siccome nessuno può persuadere qualcuno che sia possibile studiare meglio la stessa mole di contenuti ed esperienze scientifico- disciplinari in un tempo più breve, restano tre motivazioni, abbondantemente propagandate, e cioè: 1. La minore spesa d’investimento; 2. Il più rapido avvio dei giovani al mercato del lavoro; 3. Il cosiddetto “allineamento” all’Europa. Continua a leggere “ALBERTO ASOR ROSA La scuola nelle mani dei barbari”

Lettera ai giornalisti da una Quinta del Virgilio

[Noi tutti. Il sito della comunità del Liceo Statale Virgilio di Roma, 23 novembre 2017]

Cari giornalisti,
più di 1000 sono i giorni che abbiamo vissuto al Virgilio. Innumerevoli sono le ore passate sui banchi di questa scuola che tanto ci ha insegnato e tanto ancora ci insegna. Conosciamo queste mura, questi corridoi, questo cortile che ora voi, dall’alto della vostra posizione, criticate.
Nessuna scuola è perfetta, pubblica o privata, del centro o di periferia che sia. C’è sempre qualcosa, ogni anno, che rompe l’equilibrio agognato proposto dalla comunità scolastica all’inizio di settembre. Continua a leggere “Lettera ai giornalisti da una Quinta del Virgilio”

UBIK Nella storia del Virgilio, noi stiamo dalla parte del «mostro»

[DinamoPress, 23 novembre 2017]

Potremmo fare un ‘factchecking’ di tutte le idiozie scritte e lette in giro sul Virgilio, uno dei licei del centro di Roma diventato in una manciata di giorni postribolo di perdizione, casamatta degli irriducibili violenti di estrema sinistra, centrale della droga, territorio di un clan mafioso. Ricostruire minuziosamente come è iniziata e andata avanti la vicenda, sezionarla e smontarla pezzo per pezzo, ridicolizzare i giornalisti e gli opinionisti. Ma servirebbe davvero a qualcosa? Forse no, tanto la girandola è partita e la ‘non notizia’ sarà spremuta fino all’ultima goccia di niente e fino all’ultimo boccone di luogo comune trito e ritrito. Continua a leggere “UBIK Nella storia del Virgilio, noi stiamo dalla parte del «mostro»”