GIANLUCA GABRIELLI La questione delle supplenze

[Comune-Info, 8 settembre 2019]

Almeno da quindici anni i tagliatori di bilanci della scuola pubblica hanno individuato nel pagamento dei supplenti un target su cui agire con efficacia. Naturalmente ai tagliatori non interessa se questa semplice disfunzione mette a soqquadro la vita in una scuola. «L’effetto finale, oltre alla nascita della figura della “supplente di ruolo” – racconta il maestro Gianluca Gabrielli -, è la sempre più frequente divisione dei bambini tra le classi, e la crescita di un know-how di noi maestri e maestre sia nella ingegneria della disposizione dei banchi e delle seggiole aggiuntivi, sia nella modifica just in time della didattica in funzione dei poveri piccoli ospiti…».

Non so se avete mai lavorato in un asilo nido o in una scuola materna. In passato sono stato per un anno supplente nei nidi bolognesi Continua a leggere “GIANLUCA GABRIELLI La questione delle supplenze”

PAOLO DI REMIGIO Una difesa degli studi classici

[Roars, 31 agosto 2019]

Che agli alunni sfugga la natura della difficoltà della versione mi appare evidente: appena consegnato il testo da tradurre, i candidati si precipitano a cercare i significati delle parole sul vocabolario.  I risultati sono univoci: per la maggior parte le versioni consistono in una assurda sequenza di frasi quasi tutte senza senso. Lo studio delle lingue classiche finisce per suggerire agli studenti che la frase sgrammaticata e informe, il discorso insensato e privo di contenuto siano espressioni linguistiche accettabili. Per noi il periodo complesso, la ricchezza lessicale, l’etimologia e il senso storico sono i vantaggi più evidenti dello studio delle lingue classiche. Anche nel mondo tedesco a cavallo tra Settecento e Ottocento sembrava che la cultura moderna dovesse rendersi autonoma e che lo studio delle opere antiche si perdesse in un’erudizione oziosa. A questa contestazione Hegel replicava innanzitutto dal lato del contenuto. A chi sosteneva che l’attività didattica si può esercitare su qualunque materia, Hegel rispondeva che l’esercizio non è indifferente alla materia: solo un contenuto valido e significativo corrobora la mente, le procura contegno, saggezza, presenza di spirito, senza le quali essa non acquisisce la versatilità. «Chi non ha conosciuto le opere degli antichi ha vissuto senza conoscere la bellezza». Il nutrimento offerto dalle opere antiche non è però soltanto nel loro contenuto; non meno importante è la forma in cui è realizzato. Il rigoroso studio grammaticale delle lingue classiche si raccomanda così – questa la conclusione di Hegel – come uno dei mezzi didattici più nobili e universali. Se la didattica gentiliana era guastata da intenzioni classiste; l’attuale scuola pubblica non fa meglio sotto il profilo sociale: disprezzando gli obiettivi didattici, essa mantiene ignorante chi la frequenta.

1.

Osservando[1] una volta il corso di recupero di latino di un mio collega che con meravigliosa finezza filologica estraeva davanti agli alunni morfologia, semantica ed etimologia da ogni parola
Continua a leggere “PAOLO DI REMIGIO Una difesa degli studi classici”

RENATA PULEO Invalsi e la valutazione come fede

[La scuola delle tre i, 23 agosto 2019]

What was our trust, we trust not;
What was our faith, we doubt;
Whether we must or not,
We may dabate about […]
Morris Bishop

In un bellissimo saggio di Paul K.Feyerabend (Contro l’autonomia. Il cammino comune delle scienze e delle arti. Mimesis, Milano-Udine, 2012) il grande filosofo della scienza delinea il percorso che il pensiero scientifico effettua dall’individuazione di una classe di fenomeni alla creazione di un dogma. Percorso che, sopprimendo lo spirito di ricerca e il ricorso a strade diverse, laterali, finisce per creare un sistema fideistico di credenze. Continua a leggere “RENATA PULEO Invalsi e la valutazione come fede”

GRUPPO NO ALTERNANZA SCUOLA LAVORO (ROMA EST) Riprendiamoci la scuola

Riprendiamoci la scuola. Per il diritto allo studio e alla libertà di insegnamento

A coronamento della Legge Buona Scuola, della successiva approvazione delle otto deleghe (compreso il  decreto sull’inclusione malamente emendato), della riforma degli istituti professionali entrata in vigore lo scorso settembre, l’agenda politica avanza con il progetto di Regionalizzazione che, oltre alla scuola, porterà sotto il controllo delle nuove autonomie interi settori nevralgici come sanità, ambiente e infrastrutture, subordinandoli sempre più alle logiche aziendalistiche. Quest’ultimo provvedimento produrrà, tra gli altri danni, un ulteriore accorciamento della catena di comando dove il dirigente scolastico dipenderà più strettamente dalle istanze territoriali di tipo aziendale e la sua funzione di caporalato sui docenti e sugli Ata si farà ancora più pressante. Continua a leggere “GRUPPO NO ALTERNANZA SCUOLA LAVORO (ROMA EST) Riprendiamoci la scuola”

RENATA PULEO Quando i Signori INVALSI perdono le staffe: cronache da un incontro a porte chiuse

[Roars, 11 giugno 2019]

Non è l’INVALSI ad andare verso le scuole, in funzione di stimolo alla riflessività e al miglioramento, ma il contrario sono le scuole ad andare verso l’INVALSI, e il teaching to the test è un fatto ormai normalizzato“. Brevi cronache da un incontro (rigorosamente a porte chiuse) tra tecnici della valutazione, un viceministro economista, lo Stato Maggiore dell’INVALSI e un’ex maestra e dirigente scolastica. «Tutto si scompone nel clima fino al momento tranquillo quando cito il progetto della dottoressa Cristina Stringher e la ricerca sulle soft skills di cui è stato efficacemente scritto su queste pagine riferendo nel dettaglio i contenuti della conferenza di marzo. Vengo interrotta dalla Ajello [la Presidente di INVALSI] a cui devo chiedere la cortesia lasciarmi finire, mentre il Viceministro mi invita a completare il ragionamento. Segue la replica stizzita della Presidente dell’INVALSI che afferma: “Santo cielo, noi non facciamo – come ho già detto – alcuna ricerca internazionale se non ce lo chiede il MIUR […] la Stringher era stata richiesta come… [la frase non viene completata], non lavoriamo con la Regione Trentino! ”. Ora, chi ha letto il mio commento all’articolo sul RAV Infanzia sa dell’esistenza di un carteggio segreto MIUR/INVALSI che di ben altro clima parla. Credo sia evidente a tutti gli osservatori la lotta 5Stelle/ Lega nel governo e nel MIUR, quella interna ai 5Stelle proprio su cosa si intenda per valutazione, quella che divide le segreterie e i dipartimenti del ministero medesimo. In ultimo, un aneddoto. All’uscita il Viceministro mi stringe la mano, mi ringrazia per le preziose informazioni e si dice completamente d’accordo con me.

Il 15 maggio scorso, nella Sala Gialla di Villa Lubin a Roma, sede del CNEL, si è svolto un incontro – a porte chiuse – sulla valutazione del sistema di istruzione italiano, per iniziativa del Vice Ministro alla Istruzione e alla Ricerca, Onorevole Lorenzo Fioramonti. Gli obiettivi e la struttura dell’incontro erano stati delineati nell’abstract recapitato agli invitati, tra cui chi scrive. Continua a leggere “RENATA PULEO Quando i Signori INVALSI perdono le staffe: cronache da un incontro a porte chiuse”

Riprendiamoci la scuola

Lunedì 10 giugno alle ore 18.00 presso la sala ovale del Parco delle Energie
Per la libertà di insegnamento, per il diritto allo studio
RIPRENDIAMOCI LA SCUOLA
Invitiamo tutti gli interessati e tutte le interessate a organizzare insieme una giornata per discutere di scuola: raccontare, condividere, analizzare, costruire alternative e resistenza.

Un anno fa, il 3 luglio del 2018, insieme ad altre realtà del territorio, abbiamo organizzato al Casale Garibaldi una cena per Lavinia, la maestra di Torino licenziata, come autofinanziamento per sostenere le spese legali della collega, ma anche per convocare un’assemblea pubblica in cui si parlasse di repressione nella scuola e in altri settori. Ciò che è accaduto durante quest’anno, in cui la sospensione della professoressa Rosa Maria Dell’Aria a Palermo è solo l’ultimo caso, ci fa ritenere che sia sempre attuale l’esigenza di affrontare la tematica della repressione nella scuola e dell’attacco quotidiano alla libertà di insegnamento perpetrato non solo con gli strumenti disciplinari e con l’intimidazione ma anche con una aziendalizzazione sempre più pervasiva Continua a leggere “Riprendiamoci la scuola”

MASSIMO VILLONE L’ufficio sbagliato del ministro Bussetti

[il manifesto, 21 maggio 2019]

Al ministro Bussetti piace raffigurarsi come uomo che sa quel che fa. Propone, come risposta su un caso che ha indignato il paese, di incontrare insieme a Salvini la Prof. Dell’Aria di Palermo. Quale messaggio pensa di dare? Che un magnanimo potere presta attenzione e solidarietà a una cittadina privata dei suoi diritti, oltre che della dignità e dello stipendio? Con il cuore gonfio di commozione partecipe, ma nell’impossibilità di porre rimedio? Grazie, no. Preferiremmo un sollecito e operoso ravvedimento.

Alla domanda se intendesse in qualche modo correggere il gravissimo intervento censorio operato nei confronti della docente risponde invece: “il ministro non ha questa funzione, né questo compito. Ci sono degli uffici preposti”. A quanto pare, non sa che tra gli uffici preposti indubbiamente c’è anche il suo. Continua a leggere “MASSIMO VILLONE L’ufficio sbagliato del ministro Bussetti”