MARCO AMBRA Se la scuola dell’inclusione diventa ghetto classista

[Jacobin Italia, 3 dicembre 2018]

La formazione neoliberista delle competenze e dell’apprendistato rischia di trasformare i Bisogni educativi speciali in un elemento ulteriore di selezione e competizione.

Il dibattito pubblico sulla scuola, in Italia, si accende ogni qual volta è possibile gridare allo scandalo. Intellettuali ben pettinati, editorialisti professori e professori aspiranti editorialisti, psicologi di diverse specie, professionisti della puericoltura si dilettano a produrre interpretazioni acrobatiche dell’ultimo “caso”: la maestra contestatrice, l’alunno che bullizza il prof, il dirigente che infligge sanzioni rieducative ai discoli, il ragazzino sciocco che fa il saluto romano, il libro di testo ideologico che nega alla conoscenza la sua virginale veste super partes. Continua a leggere “MARCO AMBRA Se la scuola dell’inclusione diventa ghetto classista”

FERNANDA MAZZOLI La regionalizzazione: prove di smantellamento dell’istruzione pubblica

[Roars, 4 dicembre 2018]

Procede, con andamento ormai routinario, lo smantellamento progressivo dell’Istruzione pubblica che rischia di perdere un altro dei suoi puntelli, vale a dire il suo carattere nazionale. All’«autonomia differenziata» e, dunque, alla possibilità di un passaggio alle regioni a statuto ordinario di alcuni servizi erogati sino ad adesso dallo Stato, fa riferimento anche il DEF 2019, richiamandosi alla necessità di dare piena attuazione alla riforma costituzionale del 2001 che modificò il Titolo V. Il rischio di una scuola a due velocità, sintetizzata nell’immagine di un Nord che corre sui binari ben oliati dall’afflusso di risorse sempre rinnovate e di un Sud che arranca faticosamente in un’impossibile rincorsa, è sicuramente reale ed inaccettabile, ma non esaurisce la questione, perché non pone la domanda essenziale. Dove corre, infatti, il Nord?
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RENATA PULEO Perché la valutazione standardizzata – e oltre… – piace agli economisti

[La scuola delle 3 i, 24 novembre 2018]

Padova, convegno «Riaccendiamo il fuoco nella scuola», 10 novembre 2018

Il realismo capitalista di cui scrisse Mark Fisher, è legato alla convinzione che il processo di soggettivizzazione necessario alla produzione di capitale umano, passi attraverso la formazione ricorrente, alternante (teniamo presente questo aggettivo, Gigi Rossi ha parlato di cosa può voler dire in ambito di istruzione), per tutta la vita. Anche Michael Young ne descrisse gli effetti che collocò – a differenza di Fisher – in un grigio fanta-futuro, sempre britannico. Continua a leggere “RENATA PULEO Perché la valutazione standardizzata – e oltre… – piace agli economisti”

MATTEO SAUDINO 14 euro

Il governo del cambiamento propone un aumento salariale per gli insegnanti di ben 14 euro, lordi si intende.
Sinceramente, mi chiedo il perché di un aumento così generoso. Per una categoria di lavoratori intellettuali che ha trascorso gli ultimi vent’anni senza scioperare in modo forte e unitario e a fare ricorsi al Tar per salvarsi in solitudine, che ha accettato e condiviso la logica della scuola azienda e del consumo e della precarizzazione dell’istruzione, potevano bastare un buono pizza o una ricarica telefonica da 5 euro.

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CLAUDIA PEPE L’alunno che ha colpito la prof. Noi non lo perdoniamo

[Alganews, 16 novembre 2018]

L’insegnante è entrata in classe alle ore 12 al cambio d’ora. Improvvisamente le luci si sono spente ed è incominciata la rabbia incontenibile, la sensazione dell’odio, una frustrazione che si è tramutata in pura violenza. Una violenza che ha portato l’insegnante ad essere trasportata all’Ospedale con una prognosi di 5 giorni. Per scoprire il colpevole sono intervenuti i Carabinieri, l’appello del preside che incitava il colpevole a farsi avanti e un’assemblea per discutere la ragione di comportamenti così brutali e disumani che accadono ormai giornalmente nelle nostre scuole. Il caso aveva scatenato polemiche a livello nazionale, tanto che alcuni giorni dopo gli studenti, in corteo, avevano deciso di smarcarsi dall’immagine di ‘scuola di bulli’ che si era venuta a creare dopo l’episodio (Fonte Il Giorno).

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EMANUELE ZINATO Tra pedagogia e disciplina. Note critiche sulla formazione dei docenti

[La letteratura e noi, 12 novembre 2018]

L’egemonia delle “tecniche didattiche”

Questo mio intervento intende sottoporre a una “critica dell’ideologia” l’odierno prevalere della tecnica pedagogica rispetto ai contenuti delle discipline nella formazione degli insegnanti. Le ideologie “sono contemporaneamente vere e false” (Adorno) e sembrano essere al contempo normative e non normative. Le ideologie sono il mezzo attraverso cui i rapporti di dominio penetrano nelle menti divenendo “violenza materiale” (Stuart Hall). Continua a leggere “EMANUELE ZINATO Tra pedagogia e disciplina. Note critiche sulla formazione dei docenti”

SALVO INTRAVAIA Alternanza scuola-lavoro, addio: in arrivo nuove regole (e meno risorse)

[la Repubblica, 2 novembre 2018]

La legge di Bilancio chiude l’attività creata dalla Buona scuola. Già da gennaio esisteranno i “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”. Con una riduzione dell’impegno orario degli studenti e dei finanziamenti agli istituti.

Dopo tre anni, l’Alternanza scuola-lavoro chiude i battenti. Verrà cancellata dal governo gialloverde che taglia le risorse stanziate per realizzarla: circa 20 milioni di euro. L’attività messa in piedi dalla Buona scuola tra mille polemiche per avvicinare il mondo della scuola con quello del lavoro cambia nome e obiettivi, riduce le ore da destinarvi negli ultimi tre anni di scuola superiore Continua a leggere “SALVO INTRAVAIA Alternanza scuola-lavoro, addio: in arrivo nuove regole (e meno risorse)”