CARLO SCOGNAMIGLIO Verso gli scrutini a distanza: e molti incespicano sulla valutazione

[MicroMega, 27 maggio 2020]

C’è un sintomatico lapsus nell’Ordinanza ministeriale del 16 maggio scorso, relativa alle procedure per la valutazione scolastica. Pur richiamandosi esplicitamente al Decreto Legislativo n. 62 del 2017, il titolo dell’Ordinanza targata Azzolina scivola verso orizzonti lontani. In testa al documento, si legge infatti: “Ordinanza concernente la valutazione finale degli alunni, etc. etc.”.

Degli alunni? Ma se sono ormai anni che la valutazione si è incardinata, almeno nei proclami forse sbrigativi e mai realmente meditati, sui processi e gli apprendimenti. Appena tre anni fa, il citato D.L. 62, che riordinava una parte di questa materia, dichiarava nel suo primo articolo che “la valutazione ha per oggetto il processo formativo e i risultati di apprendimento”, e non certamente gli alunni. Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO Verso gli scrutini a distanza: e molti incespicano sulla valutazione”

FERNANDA MAZZOLI Per un approccio critico alla DAD

[Roars, 25 maggio 2020]

La didattica a distanza, partita alla fine di febbraio con tanta buona volontà da parte dei docenti e, inevitabilmente, non poca improvvisazione, si è trasformata in un treno lanciato a gran velocità sui binari della scuola del futuro, senza nemmeno il tempo di un rodaggio che ne valuti la solidità e la tenuta di strada. Da modalità emergenziale, cui ricorrere per non interrompere la relazione educativa con gli studenti, è stata già promossa a modalità ordinaria da assumere per imboccare la via virtuosa dell’innovazione, anche quando cesserà quello stato d’eccezione che ne ha giustificato l’uso.

L’utilità della didattica a distanza, partita alla fine di febbraio con tanta buona volontà da parte dei docenti e, inevitabilmente, non poca improvvisazione Continua a leggere “FERNANDA MAZZOLI Per un approccio critico alla DAD”

GIANFRANCO SCIALPI Rientro a scuola, l’ipotesi pulizia della cattedra affidata ai docenti

[Gianfranco Scialpi, 12 giugno 2020]

Rientro a scuola, le ipotesi si rincorrono e si annullano a  vicenda. L’ultima risponde al processo di marginalizzazione in atto già diverso tempo. Se sarà presentata, costituirà…

Rientro a scuola, ipotesi pulizia ai docenti

Il rientro a scuola sta annegando in un mare di ipotesi.  Molte  hanno avuto vita breve (la contemporaneità tra didattica in presenza e online). Hanno risposto al meccanismo: “la divulghiamo, verifichiamo le reazioni, poi valutiamo se mantenerla”.  Quindi l’accantonamento equivale a una bocciatura della piazza. Altre, invece resistono, perché hanno base medica (distanziamento sociale, frequente lavaggio delle mani…).
L’ultima in ordine di tempo è la seguente: “Il tema della sanificazione è primario è primario: le regioni chiedono di valutare la possibilità che ogni docente provveda a pulire e disinfettare e disinfettare la cattedra e alti oggetti ad uso promiscuo, ad esempio il cancellino, prima di consegnare la classe al docente successivo” (Il Messaggero 12.06.20) Continua a leggere “GIANFRANCO SCIALPI Rientro a scuola, l’ipotesi pulizia della cattedra affidata ai docenti”

MARIA MANTELLO L’imbroglio delle scuole private-paritarie

[MicroMega, 25 maggio 2020]

In base ai dati Miur, le scuole private-paritarie risultano essere 12.662 con complessivi 879.158 iscritti. La quota maggiore è rappresentata da quelle per l’infanzia: 8.957 con 524.031 bambini che le frequentano. La galassia delle elementari (scuola primaria) è a quota 1.385 con 167.667 alunni.

Le medie (secondaria I grado) e superiori (secondaria II grado) sono 2.222 con un totale di 175.107 iscritti: 65.406 per il primo grado e 109.701 per il secondo.

Queste scuole, Enti privati in stragrande maggioranza della Chiesa vaticana, da molto tempo sono in crisi di iscrizioni, tanto che chiudono alla media di 100 strutture l’anno, nonostante i cospicui finanziamenti loro erogati dallo Stato italiano dal 2000 (anno del Giubileo cattolico) grazie a quel raggiro costituzionale del “sistema paritario integrato” introdotto dalla Legge 62/2000. Continua a leggere “MARIA MANTELLO L’imbroglio delle scuole private-paritarie”

ALVARO BELARDINELLI Docenti, lavorerete di più e peggio. Ve lo chiedono gli «esperti»

[Tecnica della scuola, 11 giugno 2020]

Da quando è nato ci bombarda con opinioni e previsioni sulla ormai leggendaria “Scuola del 1° settembre”. È il “Comitato di esperti” varato il 20 aprile dalla Ministra Azzolina. Sono tutte personalità eminenti nel loro campo professionale, e parlano di Scuola; eppure — come spesso accade — con la Scuola “praticata” e vissuta, in massima parte, non hanno a che fare. Un solo membro, infatti, fa di professione l’insegnante: Lorella Carimalidocente di matematica e fisica nel Liceo Scientifico Statale “Vittorio Veneto” di Milano; ma è nel Comitato perché “super-prof” (e quindi ottima “testimonial”), in quanto ex candidata al “Global Teacher Prize”. Continua a leggere “ALVARO BELARDINELLI Docenti, lavorerete di più e peggio. Ve lo chiedono gli «esperti»”

PIERFRANCO PELLIZZETTI La pandemia come pretesto contro la scuola pubblica

[MicroMega, 25 maggio 2020]

Tra i tanti principi, dichiarati inalienabili a parole, oggetto di ininterrotti mercimoni da parte dell’incommensurabile corrività del ceto politico italiano, la scuola di Stato, repubblicana ed eguagliatrice, risulta in permanenza il più palese agnello sacrificale. Ed anche il più vergognoso e ignobile esempio di svendita dello spirito della nostra Costituzione. Perché il trasbordo che dirotta verso le strutture private, in larga misura confessionali, le sempre più scarse risorse a sostegno dell’insegnamento pubblico, determina l’anemizzazione dei luoghi istituzionalmente dedicati a coltivare e trasmettere alle nuove generazioni i valori irrinunciabili della laicità e – ribadiamolo senza infingimenti o ponziopilatesche prudenze – della civiltà democratica.

Tutto questo a che pro?

Nient’altro che interessi inconfessabili. Continua a leggere “PIERFRANCO PELLIZZETTI La pandemia come pretesto contro la scuola pubblica”

ANNA ANGELUCCI La classe è, e deve continuare ad essere, una comunità ermeneutica. Non una community

[La scuola e noi, 25 maggio 2020]

Partiamo dal significato della parola ‘comunità’. Secondo il dizionario, la comunità è un insieme di persone unite tra di loro da rapporti sociali, linguistici e morali, vincoli organizzativi, interessi e consuetudini comuni”. La classe, possiamo agevolmente convenire, corrisponde a pieno titolo a questa definizione, rispettandone ogni elemento che la descrive. Immaginata in un’aula scolastica, essa assume anche una dimensione fisica concreta, configurandosi come un luogo stabile e costante che si contrappone ai non luoghi che, secondo Marc Augé, infestano questa nostra vorticosa e inafferrabile surmodernità.

Se la filosofia e la sociologia non ci bastano, possiamo approfondire questo concetto anche avvalendoci della moderna scienza evoluzionista Continua a leggere “ANNA ANGELUCCI La classe è, e deve continuare ad essere, una comunità ermeneutica. Non una community”

La scuola è socialità. Non si rimpiazza con monitor e tablet. L’appello di 16 intellettuali contro la prospettiva di un «modello in remoto»

[La Stampa, 18 maggio 2020]

Per quanto ancora frammentari e non univoci, i messaggi che ci raggiungono in questo esordio della fase 2 a proposito della scuola sono ben più che allarmanti.

La prospettiva che emerge è quella di una definitiva e irreversibile liquidazione della scuola nella sua configurazione tradizionale, sostituita da un’ulteriore generalizzazione e da una ancor più pervasiva estensione delle modalità telematiche di insegnamento. Non si tratterà soltanto di utilizzare le tecnologie da remoto per trasmettere i contenuti delle varie discipline, ma piuttosto di dar vita ad un nuovo modo di concepire la scuola, ben diverso da quello tradizionale.

Ebbene, si può certamente riconoscere – come da più parti nel corso degli ultimi anni si è sostenuto in maniera argomentata – che la scuola italiana avrebbe bisogno di interventi mirati Continua a leggere “La scuola è socialità. Non si rimpiazza con monitor e tablet. L’appello di 16 intellettuali contro la prospettiva di un «modello in remoto»”

RETE BESSA Campagna per la riconquista della scuola, l’universo e tutto quanto

[Rete Bessa, 14 maggio 2020]

Intro: “3…2…1…”

Negli ultimi due mesi la fantasia ha brillato.
Ovunque sono apparse opinioni e proposte sulla scuola del futuro. Molti interventi hanno elogiato la Didattica A Distanza come un’autostrada spianata verso il paradiso dell’istruzione.

Tra le voci che hanno preso posizione mancano di fatto, quelle del corpo insegnante e dell’intera popolazione scolastica. Forse perché manca una voce decisa per affermare qualcosa di differente.
Tappat* in casa, la quarantena non ci ha impedito di confrontarci: abbiamo continuato a riflettere, cercando di scoprire e sviluppare pratiche di resistenza scolastica anche quando siamo statu costrettu fare il nostro lavoro da dietro uno schermo. Continua a leggere “RETE BESSA Campagna per la riconquista della scuola, l’universo e tutto quanto”

GIANNI MARCONATO Nata come scuola dell’emergenza, la didattica a distanza è diventata una questione politica

[Il blog di Gianni Marconato, 18 maggio 2020]

Abbiamo detto più volte che la didattica a distanza più che un’opzione pedagogica è una risposta all’emergenza, è LA didattica dell’emergenza.

Abbiamo detto e toccato con mano che insegnare e imparare a distanza è più difficile, meno efficiente e meno efficace che farlo in presenza.

Abbiamo più volte ribadito che la connessione non può sostituire la relazione e che la “diversa presenza”, quella ricreata attraverso il digitale, è, appunto, “diversa”; la presenza digitale è un succedaneo della presenza biologica.

Abbiamo, infine, detto che se nelle condizioni in cui tutti ci siamo trovati, la didattica a distanza non poteva non essere la risposta degli insegnanti alle criticità del momento, superato il momento, tale modalità didattica doveva essere abbandonata per ritornare alla scuola in presenza. Continua a leggere “GIANNI MARCONATO Nata come scuola dell’emergenza, la didattica a distanza è diventata una questione politica”