Utopia (e utopisti)

L’utopista accende delle stelle nel cielo della dignità umana, ma naviga in un mare senza porti.
Camillo Berneri

Utopia è uno pseudogrecismo: pur nascendo dall’unione di due parole greche (l’avverbio ou «non» e il nome tópos «luogo»), non esisteva in greco antico. La parola fu concepita dal filosofo inglese Thomas More. che così chiamò l’isola fittizia sulla quale ambientò il suo Libellus vere aureus (1516). Sin dal principio del XVII secolo il sostantivo utopia è stato usato in italiano, in senso antonomastico, come nome comune, prima nell’accezione di «modello politico, sociale o religioso che non trova effettivo riscontro nella realtà, ma che viene prospettato come ideale», poi in quella di «ideale, speranza, aspirazione irrealizzabile, progetto che non può avere alcuna attuazione sul piano pratico».
Accademia della Crusca, Sbagliando s’impari