LUCA PISAPIA La possibilità di cui continuiamo a meravigliarci

[Jacobin Italia, 26 novembre 2020]

Maradona è stato e sarà molto più del più grande giocatore della storia del pallone, molto più di un ribelle sempre a fianco degli ultimi della terra. È stata l’ipotesi di tutto quello che poteva essere. Diego è un sentiero, a noi è dato solo di percorrerlo

L’ultima trasformazione della grande opera si è conclusa, la sostanza ha perso la sua forma e si è fatta impalpabile: il pibe de oro si è trasformato in una lágrima de oro. La materia che prima era confinata in un piede sinistro incantato si è liberata nell’acqua che è ovunque e tutto circonda, Diego sarà sempre noi. Intorno a noi, dentro di noi. In questo maledetto anno duemilaeventi dove non è nemmeno possibile dare colpa all’amore per le miserie del mondo Continua a leggere “LUCA PISAPIA La possibilità di cui continuiamo a meravigliarci”

Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (5)

Mercoledì 18 novembre 2020

Quinta elementare.

Ora di religione. Pare che gli atei o atèi come leggevano i giovini siano il 4% al mondo. Da battezzato non credente non so come sono stato conteggiato ma credo che le statistiche siano falsate, altro che quelle sul contagio. Poi ci sono gli agnostici, «Quelli che hanno un dubbio su Dio». Uno solo? Beh, credo sia risolvibile, volendo.

Chiedo ai presenti se preferiscono stare a scuola oppure collegarsi col computer da casa per fare lezione: 4 su 22 vorrebbero starsene a casa, tutti gli altri, la schiacciante maggioranza vogliono frequentare la scuola. Continua a leggere “Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (5)”

Contribuente

In Italia il contribuente non ha mai sentito la sua dignità di partecipe alla vita statale: […] il contribuente paga bestemmiando lo Stato; non ha coscienza di esercitare, pagando, una vera e propria funzione sovrana. L’imposta gli è imposta.

Piero Gobetti, La rivolta dei contribuenti (1922)

Infinite Jest

La scuola senza andare a scuola non è scuola.
Giuseppe Caliceti

24 novembre
Il commento di Raffaella Montani al post di ieri:

Leggo, guardo, ascolto e non riesco a trovare soluzioni accettabili nelle parole di nessuno. Le scuole superiori non si possono riaprire nelle stesse condizioni in cui le abbiamo lasciate. Però non c’è il tempo, la volontà, i soldi, per intervenire e cambiare le condizioni. Quindi restano chiuse, fino alla fine dell’emergenza pandemica, che vuol dire circa un anno o due. E quindi dad a tempo indeterminato. Perché non ci prendiamo in giro: la dad fa risparmiare allo Stato un sacco di soldi. E finita la pandemia, quando ci sarà da affrontare una spaventosa crisi economica, la dad ormai introiettata come sostituto della «normale» scuola che conoscevamo, sarà una manna per fare i dovuti tagli. Però non si può fare neppure «questa» dad , quella assurda forma di scuola teletrasmessa che ci stanno costringendo ad attuare, per sempre. Non è che non si vuole o non si deve: non si può. Questa assurdità fatta di ore e ore di obblighi formali e burocratici da ottemperare, per il solo motivo di rendicontare il tempo passato al lavoro. Non regge la rete e la retina. Modalità di lavoro folli, con orari frammentati, che non lasciano il minimo spazio alla possibilità di dare un senso alla propria didattica. Presto, non appena il nuovo ccni verrà ratificato, non reggerà neppure il portafoglio. Al momento chi non ha sufficienti pc e connessione va a scuola. Se da scuola cade la linea, ci sono conseguenze sulla didattica, ma non sulla carriera. Poi non si potrà più scegliere: strumenti, licenze, software e connessione sono a carico del docente in ddi, da dovunque presti servizio, anche dall’aula (comunque è il ds a valutare da dove dovremo lavorare. Perché dovrebbero accollare all’erario le spese di illuminazione e riscaldamento?). Quindi anche la responsabilità del funzionamento degli strumenti ricadrà sui docenti e non potremo evitare di fare assenze ingiustificate dal servizio per malfunzionamento della rete. Anche volendo, la dad non la possiamo attuare per sempre: non reggeranno gli occhi per alcuni, il cervello per altri, altri ancora saranno fatti fuori con disonore dai continui richiami perché non dotati di sufficiente connettività.


Continua a leggere “Infinite Jest”

RENATA PULEO L’etica della Fondazione Agnelli e di Eduscopio in piena pandemia

[Roars, 23 novembre 2020]

Anche in questo pandemico anno 2020, la Fondazione Giovanni Agnelli di Torino pubblica in Eduscopio,  la graduatoria degli istituti di secondaria superiore. Citare la fondazione torinese è un atto metonimico, rinvia all’interesse che i più importanti gruppi produttivi del nostro paese hanno verso la scuola, attenzione saldamente legata all’ormai famoso nodo del mismatching  fra mercato e formazione. Altrettanto evidente è il richiamo alla presenza costante del Presidente della FGA Andrea Gavosto sui media, attraverso i quali ammonisce e bacchetta insegnanti, sistema formativo, scelte di politica scolastica, forte della sua carriera di economista/econometrista, sedicente pedagogo ed educatore. Continua a leggere “RENATA PULEO L’etica della Fondazione Agnelli e di Eduscopio in piena pandemia”

MARCO MAVIGLIA Dirigenti «Sceriffi» e Docenti Sudditi

[Educazione&Scuola, 21 novembre 2020]

In altre occasioni[1] abbiamo già avuto modo di analizzare la dinamica che spesso di crea tra alcuni dirigenti scolastici e i docenti (ma il discorso riguarda più in generale il rapporto tra il dirigente e l’insieme del personale). Naturalmente nessuno vuole misconoscere le oggettive difficoltà che spesso i dirigenti si trovano ad affrontare nella gestione quotidiana dell’Istituto loro affidato e i mille e imprevedibili problemi che pressoché ogni giorno sono costretti a risolvere, in un modo o nell’altro. A tutto si aggiunga che nel corso dell’ultimo decennio gli interventi formativi messi in campo dall’Amministrazione scolastica a sostegno della professionalità dei dirigenti si sono focalizzati essenzialmente su questioni di carattere giuridico-amministrativo Continua a leggere “MARCO MAVIGLIA Dirigenti «Sceriffi» e Docenti Sudditi”

JAMES THURBER La terribile Cappuccetto Rosso

Un lupo aspettava un giorno nel folto della foresta il passaggio d’una fanciulla che doveva portare un cestello di provviste alla nonna.
Finalmente la fanciulla arrivò: portava la cesta dei commestibili.
«Porti quel canestro a tua nonna?» domandò il lupo.
La fanciulla rispose di sì, che lo portava alla nonna.
Allora il lupo le chiese dove abitava la nonna; la fanciulla glielo disse e quello scomparve
nel bosco.
Quando la fanciulla aprì la porta della capanna, vide che qualcuno stava nel letto, qualcuno con un berretto da notte.
Ma non s’era avvicinata più di tre metri al letto e già s’accorgeva che non si trattava della nonna, bensì del lupo Continua a leggere “JAMES THURBER La terribile Cappuccetto Rosso”

WU MING 4 Cronache dall’Assurdistan: DAD & coprifuoco fino alla vittoria!

[Giap, 8 novembre 2020]

Ieri pomeriggio, insieme ai miei due soci, sono stato in Piazza Maggiore a Bologna, alla manifestazione per chiedere la riapertura delle scuole superiori. Considerato il clima plumbeo del paese, e la scarsa pubblicizzazione dell’evento – praticamente solo tam tam – e nessuna sigla di peso a organizzarla, è stata piuttosto partecipata. Faccio fatica a quantificare, perché dovendo stare distanziati occupavamo una superficie tripla rispetto al normale.

Continua a leggere “WU MING 4 Cronache dall’Assurdistan: DAD & coprifuoco fino alla vittoria!”

ALESSANDRO LIBURDI DaD-lirio, no grazie: la scuola è un’alta cosa/1

[La voce di Tristan, 30 ottobre 2020]

Alzi la mano, chi ha soluzioni da proporre, per la scuola che sarà domani. Io non ne ho; al massimo avanzo l’ennesima aporia contro quell’aberrante esperienza che è – è stata e sarà ancora, a quanto pare – la Didattica a Distanza. Perché di certezze al tempo del Covid-19, anche a noi docenti, ne restano davvero poche. Di sicuro queste certezze, cui continuiamo ad aggrapparci racimolandole in giornate nevrasteniche e con la speranza che siano la chiave di (s)volta di questo nebuloso periodo storico, pesano poco di fronte agli allarmi purtroppo giustificati che ci ingombrano il cuore e lo sguardo. La chiusura delle scuole per contrastare la pandemia è necessaria, e lo sa ogni docente sano di mente; ma sta rischiando di degenerare in qualcosa di ben più pericoloso. Continua a leggere “ALESSANDRO LIBURDI DaD-lirio, no grazie: la scuola è un’alta cosa/1”