Infinite Jest

La scuola senza andare a scuola non è scuola.
Giuseppe Caliceti

5 dicembre
Poiché molti mi dicono che non ho letto (avrei dovuto) «L’ora di lezione» dello psicanalista (mi dicono anche questo) Massimo Recalcati chiedo: l’ha scritto prima o dopo la 107?
L’ora di lezione l’ho letto quando è uscito. Ammetto di averlo trovato una lettura piacevole ma dopo due settimane nemmeno mi ricordavo di cosa parlasse. Dopo il discorso alla Leopolda in cui Recalcati parlò degli insegnanti che odiano gli studenti l’ho dato in conto vendita a un mercatino. Molti dicono che se avessi letto L’ora di lezione avrei capito che Recalcati non può essere a favore della dad perché lui sostiene che la didattica si fa con i corpi. Si può anche cambiare idea. Sulla dad hanno cambiato idea quasi tutti. Un messaggio che dice la scuola la stanno tenendo in piedi a distanza gli insegnanti è molto rassicurante. Anche se tra poco non basterà più.
Lina Azzo dice che farà di tutto per riaprire le scuole. Anche se non è vero, è questo che mi piace leggere.


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GRETCHEN VOGEL – JENNIFER COUZIN-FRANKEL Chiudere o aprire le scuole? Ogni paese ha la sua risposta

[Science, tradotto da Internazionale, 26 novembre 2020]

Quando in aprile e maggio la prima ondata di casi di covid-19 si è attenuata, in molti paesi, dalla Nuova Zelanda alla Norvegia al Giappone, le scuole hanno riaperto e il virus è rimasto perlopiù sotto controllo. Le autorità sanitarie e scolastiche hanno esultato, perché pensavano che gli enormi vantaggi dell’istruzione in presenza superassero il rischio di diffusione del virus tra i bambini e gli insegnanti, e dalle scuole alle comunità più in generale.

Di conseguenza molti paesi che all’inizio si erano mossi con cautela, in agosto e settembre hanno riaperto le porte delle aule. Nel Regno Unito, in Danimarca e nei Paesi Bassi, le scuole sono passate dall’alternare piccoli gruppi di studenti alle classi complete. Continua a leggere “GRETCHEN VOGEL – JENNIFER COUZIN-FRANKEL Chiudere o aprire le scuole? Ogni paese ha la sua risposta”

ENRICO MANERA La scuola in cortocircuito

[Doppiozero, 24 novembre 2020]

In questi giorni, mentre si ipotizza che la riapertura delle scuole non avverrà prima del 2021 e si susseguono le dichiarazioni politiche sulla sua priorità, il lungo silenzio sui problemi della ripresa scolastica in presenza è stato rotto dalle notizie e dai commenti sulle proteste studentesche contro la Didattica a distanza che si stanno svolgendo un po’ ovunque. 

A Torino, un caso di cui si è parlato molto, nell’isolato pedonale dell’Università di Palazzo Nuovo, studenti e studentesse del liceo classico e linguistico “V. Gioberti” manifestano chiedendo di poter tornare alla didattica in presenza e sottolineando tutti i limiti della Didattica a distanza (Dad) nell’intero paese. Continua a leggere “ENRICO MANERA La scuola in cortocircuito”

Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (5)

Mercoledì 18 novembre 2020

Quinta elementare.

Ora di religione. Pare che gli atei o atèi come leggevano i giovini siano il 4% al mondo. Da battezzato non credente non so come sono stato conteggiato ma credo che le statistiche siano falsate, altro che quelle sul contagio. Poi ci sono gli agnostici, «Quelli che hanno un dubbio su Dio». Uno solo? Beh, credo sia risolvibile, volendo.

Chiedo ai presenti se preferiscono stare a scuola oppure collegarsi col computer da casa per fare lezione: 4 su 22 vorrebbero starsene a casa, tutti gli altri, la schiacciante maggioranza vogliono frequentare la scuola. Continua a leggere “Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (5)”

RENATA PULEO L’etica della Fondazione Agnelli e di Eduscopio in piena pandemia

[Roars, 23 novembre 2020]

Anche in questo pandemico anno 2020, la Fondazione Giovanni Agnelli di Torino pubblica in Eduscopio,  la graduatoria degli istituti di secondaria superiore. Citare la fondazione torinese è un atto metonimico, rinvia all’interesse che i più importanti gruppi produttivi del nostro paese hanno verso la scuola, attenzione saldamente legata all’ormai famoso nodo del mismatching  fra mercato e formazione. Altrettanto evidente è il richiamo alla presenza costante del Presidente della FGA Andrea Gavosto sui media, attraverso i quali ammonisce e bacchetta insegnanti, sistema formativo, scelte di politica scolastica, forte della sua carriera di economista/econometrista, sedicente pedagogo ed educatore. Continua a leggere “RENATA PULEO L’etica della Fondazione Agnelli e di Eduscopio in piena pandemia”

WU MING 4 Cronache dall’Assurdistan: DAD & coprifuoco fino alla vittoria!

[Giap, 8 novembre 2020]

Ieri pomeriggio, insieme ai miei due soci, sono stato in Piazza Maggiore a Bologna, alla manifestazione per chiedere la riapertura delle scuole superiori. Considerato il clima plumbeo del paese, e la scarsa pubblicizzazione dell’evento – praticamente solo tam tam – e nessuna sigla di peso a organizzarla, è stata piuttosto partecipata. Faccio fatica a quantificare, perché dovendo stare distanziati occupavamo una superficie tripla rispetto al normale.

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ALESSANDRO LIBURDI DaD-lirio, no grazie: la scuola è un’alta cosa/1

[La voce di Tristan, 30 ottobre 2020]

Alzi la mano, chi ha soluzioni da proporre, per la scuola che sarà domani. Io non ne ho; al massimo avanzo l’ennesima aporia contro quell’aberrante esperienza che è – è stata e sarà ancora, a quanto pare – la Didattica a Distanza. Perché di certezze al tempo del Covid-19, anche a noi docenti, ne restano davvero poche. Di sicuro queste certezze, cui continuiamo ad aggrapparci racimolandole in giornate nevrasteniche e con la speranza che siano la chiave di (s)volta di questo nebuloso periodo storico, pesano poco di fronte agli allarmi purtroppo giustificati che ci ingombrano il cuore e lo sguardo. La chiusura delle scuole per contrastare la pandemia è necessaria, e lo sa ogni docente sano di mente; ma sta rischiando di degenerare in qualcosa di ben più pericoloso. Continua a leggere “ALESSANDRO LIBURDI DaD-lirio, no grazie: la scuola è un’alta cosa/1”

Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (4)

Martedì 17 novembre 2020

Pillole di scuola in presenza

Terza media. F=m*a sul touchscreen. Newton sarebbe orgoglioso. Vedo che fate Fisica anche se siete ancora in terza media, ma chi sa spiegarmi il significato della formula?… sguardi un pò persi, poi un bagliore. Una ragazza risponde che la forza è uguale al prodotto tra massa e accelerazione. Le chiedo di spiegarmi che cosa è l’accelerazione. “È la variazione della velocità rispetto al tempo”. È una quantità positiva? “No, può essere negativa e allora si chiama decelerazione”. Ad esempio quando si va in bicicletta, suggerisco “Sì, perché l’attrito fa una forza frenante e l’accelerazione della bici è negativa”. Fermi tutti, l’ultima domanda è su quante “elle” ci vanno in accelerazione o decelerazione. Lei si stranisce, mi imbruttisce dal banco Continua a leggere “Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (4)”

GIANLUCA GABRIELLI History challenge in lockdown ;-). Un’esperienza particolare di storia a distanza in una classe quinta di scuola primaria

[E-Review, 18 ottobre 2018]

1. Distanti per tre mesi e mezzo

Per capire le esperienze didattiche realizzate tra marzo e giugno di quest’anno è indispensabile storicizzare quei tre mesi e mezzo. Quando siamo rimasti a casa il 22 febbraio – io insegnavo in una quinta di scuola primaria – non ci siamo curati di riempire lo zaino: era venerdì, pensavamo di tornare in classe dopo il fine settimana. Poi abbiamo appreso che non si sarebbe tornati e abbiamo pensato che si sarebbe trattato di una interruzione di un paio di settimane. Quando, durante la seconda settimana, ha iniziato a circolare la voce che avrebbero prolungato la sospensione che si estendeva a livello nazionale eravamo increduli, ma ancora il termine fissato era solo il 16 marzo. Continua a leggere “GIANLUCA GABRIELLI History challenge in lockdown ;-). Un’esperienza particolare di storia a distanza in una classe quinta di scuola primaria”

Le scuole europee resistono al virus

[Da «El País», tradotto da «Internazionale», 1384, 13 novembre 2020]

Nonostante l’aumento dei contagi, i governi europei considerano l’istruzione in presenza una priorità e cercano di ritardare il più possibile la chiusura degli istituti.

Da quando in Europa è iniziata la seconda ondata di covid-19, la maggioranza dei paesi ha affermato che chiudere le scuole sarebbe stata l’ultima risorsa nella lotta al virus. Gli esperti sono sempre più convinti che i bambini siano poco contagiosi e che le scuole non siano focolai d’infezione. Francia. Regno Unito, Germania e Spagna hanno approvato misure restrittive, ma hanno lasciato aperte le scuole, a differenza di quanto era successo a marzo, accogliendo gli avvertimenti dei pedagogisti sull’enorme danno intellettuale ed emotivo che avrebbero subito i bambini se fossero stati nuovamente isolati. Continua a leggere “Le scuole europee resistono al virus”