FERNANDA MAZZOLI L’insegnamento: una missione?

[Roars, 9 luglio 2020]

Una notizia marginale, rapidamente inghiottita dall’incessante flusso di informazioni di varia natura ed attendibilità che ci hanno sommerso nei giorni dell’emergenza, merita una più ampia risonanza, per gli scenari che potrebbe prefigurare e le preoccupazioni che ne dovrebbero nascere.

Si tratta della nomina, il 2 giugno, da parte del Presidente della Repubblica di un gruppo di cittadini a Cavalieri al merito, subito pomposamente battezzati dalla stampa “eroi della pandemia”. [1] Fra questi figurano una Preside che si è prontamente attivata per procurare dispositivi digitali agli studenti che, essendone privi, sarebbero rimasti esclusi dalla didattica a distanza e due docenti. Continua a leggere “FERNANDA MAZZOLI L’insegnamento: una missione?”

KATIA TROMBETTA La scuola (im)possibile

[La scuola e noi, 6 luglio 2020]

Premessa

Ogni ragionamento inerente fatti concreti, come le modalità di riapertura delle scuole a settembre, dovrebbe fondarsi su alcuni solidi dati di realtà.

Eppure nella scuola, tra docenti e personale ATA, e in certa misura anche tra i dirigenti scolastici, ma soprattutto tra le famiglie e nell’opinione pubblica, cresce il senso di disorientamento. La gran parte dei collegi dei docenti che si sono svolti a fine giugno ha preceduto l’approvazione delle Linee Guida definitive per la riapertura. Ciò ha prodotto situazioni difformi in un quadro già di per sé variegato rispetto alle caratteristiche degli edifici scolastici. Ci sono istituti che hanno iniziato una riflessione di merito per la riapertura, organizzando gruppi di lavoro e sottocommissioni e impostando soluzioni sulla base di alcuni scenari possibili. Altri hanno potuto avviare solo una riflessione più blanda: i dirigenti si sono limitati a enunciare alcune opzioni, ma di fatto non si è aperto alcun vero confronto. Continua a leggere “KATIA TROMBETTA La scuola (im)possibile”

MARCO BERSANI (Attac Italia) Se scuola e sanità fossero banche

[Attac Italia, 27 giugno 2020]

In oltre 60 piazze italiane si è espressa in questi giorni l’indignazione di famiglie, lavoratrici e lavoratori della scuola contro le linee guida del governo in merito alla riapertura delle scuole a settembre, per l’inizio del nuovo anno scolastico. A fronte di una situazione che ha visto pregiudicati per cinque mesi il diritto all’istruzione e alla socialità di otto milioni di minorenni, nessuno si sarebbe aspettato una tale dimostrazione di indifferenza e una totale assenza di soluzione di continuità. Non è qui in discussione la necessità o meno dei provvedimenti presi dall’inizio di marzo ad oggi (sui quali i pareri sono diversi), ma la costante rimozione dei bisogni dei bambini, dei giovani e delle loro famiglie, conculcati dentro il lockdown e non riconosciuti come priorità neppure ora che la fase critica dell’epidemia appare finalmente superata. Continua a leggere “MARCO BERSANI (Attac Italia) Se scuola e sanità fossero banche”

LAURA MELISSARI Cosa dicono le linee guida sulla riapertura delle scuole

[Internazionale, 29 giugno 2020]

Gli studenti italiani torneranno a scuola il 14 settembre 2020. La ministra dell’istruzione Lucia Azzolina ha presentato le linee guida per la riapertura delle scuole nella giornata del 26 giugno 2020. Il documento ha avuto l’approvazione anche delle regioni e degli enti locali, e ora è pronto per essere inviato a tutti gli istituti scolastici. “Sulla base dell’esperienza dettata dalla pandemia da Sars-cov-2, sarà necessario trasformare le difficoltà di un determinato momento storico in un vero e proprio volano per la ripartenza e per l’innovazione”, si legge nell’introduzione al documento. Da settimane si attendevano le linee guida ufficiali per capire in che modo gli studenti, che da marzo 2020 a causa del lockdown avevano dovuto proseguire l’anno scolastico con la didattica a distanza, potessero tornare a scuola in presenza e in sicurezza.
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ANNA ANGELUCCI La scuola è un’istituzione della Repubblica, non un «patto territoriale di comunità»

[Medicina e società, 24 giugno 2020]

Questa è una lettera aperta, che chiede priorità alla scuola e responsabilità di intenti in risposta all’inaccettabile piano 2020/2021, presentato il 23 giugno dal Ministero dell’Istruzione. Un piano che prevede, di fatto, la privatizzazione della scuola pubblica come unica soluzione alle necessità del suo rilancio. È una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, alla Ministra dell’Istruzione, al Governo, al Parlamento. Ma destinata a tutti i cittadini italiani, in quanto portatori di un interesse collettivo, pubblico e non privato, sul sistema di istruzione del nostro Paese. Una scuola che funzioni bene, una scuola in grado di assolvere al suo mandato costituzionale culturale e sociale, ovvero a un compito su cui poggia l’intero assetto civile e sociale del Paese, costituisce l’interesse principale di tutti noi, 60 milioni di italiani, nessuno escluso. Continua a leggere “ANNA ANGELUCCI La scuola è un’istituzione della Repubblica, non un «patto territoriale di comunità»”

MARCO MEOTTO Scuola: di cosa hanno bisogno i docenti?

[Doppiozero, 17 giugno 2020]

“Ne usciremo migliori o peggiori?”: era questa una delle domande che circolava durante le confuse settimane della quarantena di massa. A pensarci meglio, si intravedeva già un leggero smottamento prospettico rispetto all’iniziale, più rassicurante e apotropaico, “andrà tutto bene”.Che si tratti di fase 2, fase 3 o che altro, ora che – si dice – il paese sta ripartendo, gli interrogativi su come ne siamo usciti possono essere declinati in vari ambiti. Quello della scuola resta un terreno in cui le incognite continuano a superare gli aspetti noti.

Se ne è parlato molto, ma, di certo, se ne parlerà ancora, soprattutto quando arriverà l’attesa relazione della task-force istituita dal Ministero dell’Istruzione e presieduta da Patrizio Bianchi.
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SANDRA ZINGARETTI Maccarone m’hai provocato?

[post su facebook, 1 giugno 2020]

Ogni tanto qualcuno si lamenta dei troppi acronimi che affliggono il mondo della Scuola, compresi quelli tanto cari al recente documento dell’ANP, l’Associazione Nazionale Presidi (che poi si dovrebbe rinominare ANDS, ma va be’…)
E allora ecco qua: “Maccarone m’hai provocato?”.

DIP (da non confondere con RIP)= Didattica in Presenza

DAD= “Didattica” (purtroppo) a Distanza.

VAD= valutazione a distanza (per valutare “oggettivamente” gli alunni o forse i loro amici, i fratelli, le sorelle, i genitori, i nonni, Internet…).

FAD= sistema di Formazione A Distanza. Padre di DAD e nonno di VAD.

UDA (ex UD, Unità Didattiche, ex MOD, Moduli)= Unità di Apprendimento (D.lgs 59/94 – D.lgs 226/95). Continua a leggere “SANDRA ZINGARETTI Maccarone m’hai provocato?”

GIROLAMO DE MICHELE In che scuola vogliamo tornare

[Doppiozero, 10 giugno 2020]

In autunno, sul banco delle novità della biblioteca del liceo in cui insegno, c’era un libro adesso famosissimo, Spillover di David Quammen. L’ho tenuto in mano a lungo, sfogliandolo e leggiucchiandolo; l’amico bibliotecario mi ha chiesto se volevo prenderlo in prestito (mi conosce, e sa che di solito se tengo in mano un libro per un tot poi me lo porto a casa); ci ho pensato su, e poi gli ho risposto: magari in estate, adesso non ho il tempo di leggerlo. E poi, mi sono anche detto: una volta letto, dove trovo il modo di parlarne in classe, io che insegno storia e filosofia? Fatto è che il tempo di leggerlo (è un librone, anche se divulgativo), fra lezioni da preparare, compiti da correggere, e un mare di impegni burocratici da sbrigare, forse non lo avevano neanche le/i collegh@ di scienze.

Poi è arrivata la pandemia Continua a leggere “GIROLAMO DE MICHELE In che scuola vogliamo tornare”

CHIARA SARACENO La ministra alla sciatteria

[«la Repubblica», 24 giugno 2020]

Lo scandalo della disattenzione sulla scuola sembra non avere limite. La ministra dell’Istruzione ha fatto avere la sua proposta di linee guida a Regioni e sindacati da cui emergono solo due cose chiaramente, entrambe preoccupanti.
La prima è che, in nome dell’autonomia scolastica, che viene comoda quando dal centro non ci si vuole assumere responsabilità, viene delegato totalmente alle singole scuole come “garantire il ritorno alla didattica in presenza”: turni, divisione delle classi in più gruppi, riaggregazione di gruppi di alunni di classi diverse e anche di anni diversi, didattica mista, un po’ in presenza e un po’ a distanza, aggregazione di diverse discipline in ambiti più grandi, possibilità di usare anche i sabati per i turni. Continua a leggere “CHIARA SARACENO La ministra alla sciatteria”

FLAVIO MARACCHIA Lo scrutinio degli orrori

[Gli opliti di Aristotele, 8 giugno 2020]

Siamo in cinque. I quattro docenti della seconda effe e il Dirigente, che presiede lo scrutinio perché gli tocca la scocciatura di dover superare in qualche modo l’anomalia del maestro che rifiuta di mettere i voti ai bambini. Il che non sarebbe un accidente neanche tanto rilevante se non fosse che rischia di portarsi dietro la conseguenza di produrre un documento pubblico che si fa burla della normativa vigente.

Strano a dirsi, ma la normativa dal prossimo anno scolastico prevede proprio l’abbandono dei voti nella scuola primaria. Ottusamente chiede però ancora per qualche mese l’atto di fede di credere che i numeri possano raccontare i bambini, nonostante la clausura forzata ci abbia costretto a vivere con quei bambini un’esperienza che con la nostra scuola non ha nulla a che fare. Si decreta la fine di un sistema, ma anche quando poter iniziare a riderci sopra. Si assicura d’ufficio la promozione a tutti gli studenti italiani, ma si continua lo stesso a volerli valutare. Anche se hanno sette anni. Continua a leggere “FLAVIO MARACCHIA Lo scrutinio degli orrori”