FERNANDA MAZZOLI La regionalizzazione: prove di smantellamento dell’istruzione pubblica

[Roars, 4 dicembre 2018]

Procede, con andamento ormai routinario, lo smantellamento progressivo dell’Istruzione pubblica che rischia di perdere un altro dei suoi puntelli, vale a dire il suo carattere nazionale. All’«autonomia differenziata» e, dunque, alla possibilità di un passaggio alle regioni a statuto ordinario di alcuni servizi erogati sino ad adesso dallo Stato, fa riferimento anche il DEF 2019, richiamandosi alla necessità di dare piena attuazione alla riforma costituzionale del 2001 che modificò il Titolo V. Il rischio di una scuola a due velocità, sintetizzata nell’immagine di un Nord che corre sui binari ben oliati dall’afflusso di risorse sempre rinnovate e di un Sud che arranca faticosamente in un’impossibile rincorsa, è sicuramente reale ed inaccettabile, ma non esaurisce la questione, perché non pone la domanda essenziale. Dove corre, infatti, il Nord?
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Non violenza

Coretta Scott King, Introduzione a Martin Luther King, Il sogno della non violenza

Martin ha sempre avuto una forte propensione ad aiutare il prossimo. Mi aveva confessato che la svolta nella riflessione su come conciliare il pacifismo cristiano con l’attività pratica era avvenuta mentre frequentava il seminario, quando entrò in contatto con l’insegnamento del leader indiano, il Mahatma Gandhi. Martin scrisse in seguito, in Marcia verso la libertà: «Gandhi è stato probabilmente il primo uomo nella storia a innalzare l’etica dell’amore di Gesù da mera interazione tra gli individui a una potente effettiva forza sociale su larga scala… Continua a leggere “Non violenza”

Cappuccetto rosso

C’era una volta in un villaggio una bambina, la più carina che si potesse mai vedere. La sua mamma n’era matta, e la sua nonna anche di più.
Quella buona donna di sua madre le aveva fatto fare un cappuccetto rosso, il quale le tornava così bene a viso, che la chiamavano dappertutto Cappuccetto Rosso.
Un giorno sua madre, avendo cavate di forno alcune stiacciate, le disse:
«Va’ un po’ a vedere come sta la tua nonna, perché mi hanno detto che era un po’ incomodata: e intanto portale questa stiacciata e questo vasetto di burro».

leggi la fiaba nella versione di Charles Perrault e di Jacob e Wilhelm Grimm

Lasciamoli lavorare (6)

Bussetti, il ministro, è andato al congresso della Fidae (federazione di scuole cattoliche). Ha detto che va garantita la libertà di scelta tra scuola pubblica e paritaria (la solita solfa). Che l’insegnante ha una missione (roba forte). Che è impensabile fare riforme della scuola (si trova tutto il lavoro già fatto) e che la scuola non deve mettere sulla bancarella tutto quello che può offrire agli studenti per farli iscrivere. In netta controtendenza rispetto alla linea seguita dall’autonomia in avanti. Riflessione lodevole. Tra le righe: comprimere, livellare, standardizzare. Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (6)”

Flipper

Non l’avevo mica comprato il flipper, si capisce. Ma ci sono cose, nella vita, che ti appartengono per abito, per censo, per sacro e inalienabile diritto. E il flipper del bar Pedro, sin dai remoti tempi in cui riuscivo a malapena ad arrivare alle manopole, era una di queste.

Carlo D’Amicis, La guerra dei cafoni

Lasciamoli lavorare (5)

Premessa: il nuovo esame di Stato è regolato dal decreto 62 del 2017, nel quadro delle deleghe alla 107. Quindi è stato il PD. Il governo del cambiamento si è solo limitato a passarlo. Probabilmente il ministro non l’ha nemmeno letto. Qualcuno ha scritto cosa doveva dire.

Una novità importante è che il nuovo esame, finalmente, sarà aderente ai programmi scolastici: «Prosegue il lavoro di accompagnamento verso il nuovo Esame – ha detto il ministro Marco Bussetti -. Il Miur, anche alla luce delle nuove regole, lavorerà affinché le tracce siano davvero corrispondenti con quanto fatto dai ragazzi durante il percorso di studi Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (5)”

RENATA PULEO Perché la valutazione standardizzata – e oltre… – piace agli economisti

[La scuola delle 3 i, 24 novembre 2018]

Padova, convegno «Riaccendiamo il fuoco nella scuola», 10 novembre 2018

Il realismo capitalista di cui scrisse Mark Fisher, è legato alla convinzione che il processo di soggettivizzazione necessario alla produzione di capitale umano, passi attraverso la formazione ricorrente, alternante (teniamo presente questo aggettivo, Gigi Rossi ha parlato di cosa può voler dire in ambito di istruzione), per tutta la vita. Anche Michael Young ne descrisse gli effetti che collocò – a differenza di Fisher – in un grigio fanta-futuro, sempre britannico. Continua a leggere “RENATA PULEO Perché la valutazione standardizzata – e oltre… – piace agli economisti”