Copyright
Se è vero che un regime di copyright troppo restrittivo può limitare diritti fondamentali come l’accesso alla cultura, all’informazione e all’istruzione, soprattutto in un contesto di «transizione digitale» in cui tali diritti si esercitano prevalentemente su internet, è però altrettanto vero che l’indebolimento del copyright può favorire la creazione di monopoli tecnologici che sono altrettanto (se non più) dannosi per l’esercizio di quegli stessi diritti.
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È dunque un errore ridurre la questione «copyright e nuove tecnologie» a un conflitto tra ricchi proprietari di contenuti e «poveri» utenti finali, o tra vecchio capitalismo rentier e nuova imprenditoria dell’innovazione. Si tratta piuttosto della transizione tra die modalità di estrazione capitalista del valore: dal modello basato sulla vendita di contenuti a un modello in cui il valore viene estratto direttamente dagli utenti, a cui i contenuti sono offerti gratuitamente. Questo processo non scardina, ma anzi mantiene e rafforza le rendite di posizione tipiche del capitalismo maturo.
Da Antonio Santangelo, Alberto Sissa, Maurizio Borghi, Critica di ChatGPT