Ho chiesto all’i. a. di scrivere un post di circa 300 battute (come un vecchio tweet) per criticare l’accordo tra ministero e sindacati sulla possibilità di svolgere online le riunioni degli organi collegiali. Ha scritto un post di circa 300 righe dove dice che i collegi docenti online si riducono a un votificio, manca il faccia-a-faccia (e anche il gomito-a-gomito) che è la sostanza della democrazia e via discorrendo. Ho chiesto di fare un testo più succinto. Ne è uscito un capitolato: primo strozza la discussione secondo manca la relazione e via discorrendo. Ho detto all’i. a. che va bene così succinto ma preferisco un discorso liquido. Ha risposto che durante un collegio online escono certi minestroni
Mese: luglio 2026
COBAS SCUOLA PALERMO Riunioni collegiali online: un ostacolo alla partecipazione
Cobas Scuola Palermo, 23 luglio 2026
Dall’introduzione della cosiddetta Autonomia scolastica molto abbiamo dibattuto e scritto [tra gli ultimi Convegni qui, qui e qui] sulle profonde trasformazioni di matrice neoliberista che la Scuola pubblica sta attraversando e come si stiano modificando i rapporti e i ruoli relativi al suo governo.
Rapporti e ruoli che – ancora oggi – sono sostanzialmente regolati dai Decreti Delegati del 1974 [ora riuniti nel d.lgs. n. 297/1994], che hanno concretizzato i principi costituzionali relativi alla funzione della Scuola pubblica attraverso l’istituzione degli Organi collegiali.
La nostra [stanca] civiltà
Il ministro ci ricorda (almeno una volta a settimana) che nella scuola dovranno (fino ad ora carenti) essere insegnati i valori della «nostra» civiltà a chi ne fa parte e anche (forse soprattutto) a chi non ne fa parte, perché possano, l’uno e l’altro, diventare migliori, o diventare come noi. Fin qui tutto bene, cioè tutto male, il principio che io come insegnante devo imporre alcunché non solo va contro la libertà di insegnamento ma contro la stessa logica della programmazione didattica, quand’anche si trattasse di insegnare alle e agli studenti l’importanza della libertà contro la schiavitù.
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Dante ha lasciato diversi indizi nella Commedia di intendere Beatrice come allegoria dell’intelligenza artificiale. Me ne sono accorto quando ho detto alla voce «stai zitta cretina». Mi ha risposto, dopo un bip: «io sono stata creata dall’intelligenza arrificiale, la vostra miseria non mi tange». Ci manca ancora un bel po’ prima che l’intelligenza artificiale raggiunga la perfezione delle risposte di Beatrice, ma già cerca di leggerci nel pensiero e anticipare le domande e dà spiegazioni anche su cose che non avremmo mai desiderato sapere.
LUCA MALGIOGLIO Cecità selettiva
Le parole e le cose, 4 maggio 2026
Già da prima della sua uscita, il libro Contro la scuola neoliberale (Milano, Nottetempo, 2026), curato da Mimmo Cangiano, ha ricevuto attacchi al limite del grottesco; poco dopo è partita una vera e propria campagna contro il film D’istruzione pubblica, denuncia dello smantellamento neoliberale del nostro sistema di istruzione diretta da Federico Greco e Mirko Melchiorre. Va detto che le due opere, uscite in contemporanea, sono molto diverse tra loro, non solo, come è ovvio, nella scelta del mezzo utilizzato, ma anche nella lettura che si dà della crisi indotta nel sistema scuola in una fase estrema del capitalismo. Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO Cecità selettiva”