BEPPE FENOGLIO Arrenditi!

Da «Una questione privata»

A quell’ora Milton era in marcia verso la villa di Fulvia sull’ultima collina prima di Alba. Aveva già fatto il più della strada, si era già lasciato di molto alle spalle il cocuzzolo dal quale aveva avuto la prima vista della casa. Gli era apparsa fantomatica, velata com’era dalle cortine della pioggia. Pioveva come non mai, a piombo, selvaggiamente. La strada era una pozzanghera senza fine nella quale egli guadava come in un torrente per lungo, i campi e la vegetazione stavano sfatti e proni, come violentati dalla pioggia. La pioggia assordava. Dal cocuzzolo si era buttato giù nella valletta, senza frenarsi, anzi sollecitando le scivolate. Scivolò sul dorso un paio di volte, ognuna per dieci-dodici metri sul pendio gonfio e ondoso, tenendo con le due mani la pistola come un timone. Continua a leggere “BEPPE FENOGLIO Arrenditi!”

EMANUELE ZINATO La tregua in luogo dei Promessi sposi?

Il presente e noi, 19 maggio 2026

Le nuove indicazioni nazionali, come si sa, prevedono la possibilità di sostituire al biennio la secolare presenza del romanzo di Manzoni con una libera scelta fra una pluralità di testi e di generi. Anche a questo riguardo si è riattivato sui social il consueto teatrino fra accigliati conservatori e disinvolti innovatori: tanto che nessuno, fra chi fa parte delle associazioni disciplinari degli insegnanti interpellate dalla commissione ministeriale, se l’è sentita di difendere i Promessi sposi. Alcuni di noi sono occupati, e giustamente, a pensare forme di resistenza a un processo di disciplinamento e distruzione di ben più ampie proporzioni: quello che Laval e Vergne hanno chiamato la nuova scuola capitalista e il libro a cura di Cangiano La scuola neoliberale. Continua a leggere “EMANUELE ZINATO La tregua in luogo dei Promessi sposi?”

Pronomi

Ha scritto Bachtin: «La lingua non è un astratto sistema di forme normative, ma una concreta opinione pluridiscorsiva sul mondo». Sbagliato. La pretesa degli insegnanti di grammatica di rappresentare la lingua come una cosa viva, appare del tutto infondata. E soprattutto, la grammatica può suscitare pericolose «teorie». Con la grammatica si può fare peccato. La schwa non è un male, la schwa è il male.

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Clima

Marianna Madia, che con l’occasione ogni tanto ci ricorda che purtroppo è stata ministra del PD ai tempi della Buona Scuola (non pentita né dissociata), dice che urgono i condizionatori dentro le aule e fin qui. Perché l’Italia è l’unico paese europeo dove le scuole rimangono chiuse tre mesi e mezzo. Allora ho chiesto all’i. a. «In quali tre mesi e mezzo rimangono chiuse le scuole?». Ha risposto: «dall’inizio di giugno a metà settembre». Gli effetti dell’aumento delle temperature dovuti al riscaldamento globale faranno fare sempre più spesso di questi ragionamenti.