Il suddetto decreto prevede che se si è superato il tetto lo straniero (non so come è definito perché il testo non l’ho letto, mi riferisco agli striscioni che ho visto a una festa del partito a cui appartiene il ministro dell’istruzione), lo straniero eccedente, e quale straniero poi, l’ultimo che ha fatto domanda, quello che proviene dal paese più lontano, quello che non mi piace, costui insomma sarà reindirizzato dall’ufficio scolastico provinciale in un’altra scuola, e va bene, immaginando l’efficienza del sistema, ma se nel circondario, per chilometri e chilometri, come può facilmente succedere, ci sono solo scuole private che già per statuto accettano chi mi piace? E chi paga la retta? Per male che vada «Valditara ha promesso che non manderà nessuno studente a venti chilometri di distanza». Da Primavalle a Ciampino, tipo.