Domani, 18 giugno 2026
Con l’attuazione dell’AI Act, il governo accelera sull’adozione dell’intelligenza artificiale in settori strategici come la scuola e le forze dell’ordine. Ma dietro la promessa di innovazione si affacciano interrogativi sul rapporto tra interesse pubblico, potere delle Big Tech e tutela delle libertà civili.
Dopo un iter legislativo non troppo rumoroso, l’Italia si avvia a recepire il Regolamento UE 2024/1689, noto come “AI Act”. Il governo aveva infatti già licenziato la legge n. 132/25 recante “Principi in materia di ricerca, sperimentazione, sviluppo, adozione e applicazione di sistemi e di modelli di intelligenza artificiale”. Il 10 giugno sono arrivati i primi due decreti attuativi relativi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scuola e in operazioni di polizia. Proviamo qui ad analizzare i possibili effetti. La prima cosa che salta all’occhio è che si tratta di due ambiti importanti, sia per gli effetti sulla società che per i dati economici in gioco: la scuola resta, anche dopo i ripetuti tagli succedutosi da Berlinguer fino a Valditara, uno dei capitoli di spesa maggiori, visibilmente maggiore di quanto lo Stato spenda in difesa e ordine pubblico.
Continua a leggere “STEFANO BORRONI BARALE – MAURIZIO MAZZONESCHI L’Ia in caserma e a scuola, le Big Tech corrono all’incasso”