EMILIO PRAGA Vendetta postuma

«Penombre» (1864)

Quando sarai nel freddo monumento
immobile e stecchita,
se ti resta nel cranio un sentimento
di questa vita,

ripenserai l’alcova e il letticciuolo
dei nostri lunghi amori,
quand’io portava al tuo dolce lenzuolo
carezze e fiori.

Ripenserai la fiammella turchina
che ci brillava accanto;
e quella fiala che alla tua bocchina
piaceva tanto!

ripenserai la tua foga omicida,
e gli immensi abbandoni;
ripenserai le forsennate grida,
e le canzoni; Continua a leggere “EMILIO PRAGA Vendetta postuma”

GIOVANNI SCARAFILE Educare alla indeterminazione. Sulla formazione della persona libera

Il ventriloquo, 20 giugno 2026

Chiunque abbia insegnato – e intendo insegnato davvero, non semplicemente somministrato contenuti – conosce quel momento in cui uno studente solleva lo sguardo dal proprio lavoro, sia esso un calcolo, un testo, un’interpretazione, e chiede: «ma è giusto?».

Non è una domanda sulla correttezza di un calcolo. È qualcosa di più radicale: il punto in cui la coscienza si scopre esposta a ciò che non domina, avverte che il terreno sotto i piedi non è solido come la consegna prometteva, e cerca un appiglio. In quell’istante l’esperienza dell’indeterminazione, che non è un difetto di informazione ma una condizione strutturale del rapporto tra coscienza e reale. Ogni atto di comprensione è circondato da un alone di ciò che ancora non si lascia afferrare, e proprio quell’alone è lo spazio in cui il pensiero può muoversi.

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