Il diario del 2026-2027 si intitola «Le rane e lo stagno». Lo stagno è la scuola, le rane siamo noi. Rane mezze bollite. Qualcuno, quando è iniziata la demolizione della scuola pubblica, ispirandosi a Chomsky, paragonava l’azione dei governi all’acqua che riscalda il pentolone, ipotizzando che la rana sarebbe bollita a fuoco lento, senza nemmeno accorgersi di bollire. A conti fatti non è vero che non ci siamo accorti che l’acqua si stava riscaldando, in alcuni momenti si può dire che abbiamo anche aiutato a tenere accesa la fiamma. La strategia però non è stata di bollire le rane, semmai di sbollentarle. Accendere e spegnere il fuoco, e intanto sommergerti con un bla bla continuo per cui non distingui più le parole.
Le rane e lo stagno