ANGÉLIQUE DEL REY La scuola umanistica è in cattive condizioni perché è l’umanesimo stesso a esserlo

«Alla scuola delle competenze», Jaca Book, Milano 2025, pp. 231-2

Mentre cercavo di capire come le competenze si fossero diffuse nella scuola, mi sono spesso chiesta se ci fosse stata davvero un’evoluzione che aveva portato i principi umanistici e repubblicani della scuola degli Stati-nazione a mettere il sistema al servizio degli interessi industriali ed economici, o se il sistema fosse sempre stato lo stesso, con due livelli: quello della narrazione (insegnamento per tutti, progresso morale ed emancipazione dei cittadini) e quello dei processi (formare lavoratori per la macchina economico-industriale in espansione).

Il sistema scolastico si è evoluto – e non, malgrado alcune apparenze, in direzione di una maggiore emancipazione. I tempi cambiano e con essi i valori che hanno fatto emergere. Nonostante la loro permanenza, i valori umanistici e repubblicani non risuonano allo stesso modo nei testi di Condorcet e in quelli di Jospin: il mondo non è più lo stesso, e ciò che in passato forse rimandava a una realtà ora rimanda solo a una retorica che nasconde una realtà completamente diversa.

Ma quest’altra realtà non è a sua volta l’esito di quella precedente? Noi, figli di quella che Foucault chiamava «l’era dell’uomo» – un’epoca che ha visto affermarsi il valore sacro dell’uomo -, non siamo forse figli della rimozione di questa sacralizzazione? Non siamo forse i contemporanei di un cambiamento epocale, in cui la promessa di progresso e di emancipazione fatta all’uomo si è ribaltata? DRH non è solo un acronimo (non significa «diritti umani radicali»[1], ma «direttore delle risorse umane»), è una realtà che forse dobbiamo comprendere su due piani diversi: in primo luogo, come la fine della sacralità dell’uomo, diventato risorsa al servizio della «crescita economica»; e inoltre, come conseguenza ultima di questa ideologia del progresso che, diventando crescita, l’ha strumentalizzato.

Quando ci lamentiamo del fatto che «l’educazione non è più al servizio dell’uomo», sottintendiamo che questo non è normale, che un fattore esterno alla scuola sarebbe intervenuto in qualche modo a strappare l’educazione alla sua funzione: formare al mestiere di uomo. In realtà, la situazione è molto diversa: la scuola umanistica e in cattive condizioni perché è l’umanesimo stesso a esserlo. E se è così, è perché una certa rappresentazione astratta dell’uomo, veicolata dall’epoca che lo ha reso sacro, ha prodotto la sua deterritorializzazione, e questa a sua volta ha reso possibile la sua strumentalizzazione. La strumentalizzazione della figura dell’uomo.


[1] In francese Droits Humains Radicaux. (Ndt)