RUSTICO FILIPPI Oi dolce mio marito Aldobrandino

Oi dolce mio marito Aldobrandino,
rimanda ormai il farso suo a Pilletto,
ch’egli è tanto cortese fante e fino
che creder non déi ciò che te n’è detto.

E no star tra la gente a capo chino,
ché non se’ bozza, e fòtine disdetto;
ma sì come amorevole vicino
conoi venne a dormir nel nostro letto.

Rimanda il farso ormai, più no il tenere,
ch’e’ mai non ci verrà oltre tua voglia,
poi che n’ha conosciuto il tuo volere.

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CARMELO ALBANESE La DAD come la PS6

Sulla scuola (e sull’università, quasi totalmente scomparsa, insieme alle biblioteche, dai discorsi che ruotano intorno all’apprendimento) si è partiti da un delirio di fondo. L’idea che fosse sostituibile con la didattica a distanza. Non è così. Sono proprio due cose differenti. Il mezzo non è neutro nell’apprendimento (porta con sé un metamessaggio) e l’apprendimento non coincide con la nozione. Anche la sola nozione non è neutra rispetto al mezzo utilizzato per darla.

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LUCIA R. CAPUANA Scuola in presenza vs. Didattica a distanza

[L. R. Capuana, 9 gennaio 2021]

Il dibattito sulla scuola che imperversa sui social media e anche sui mezzi di informazione più tradizionali mai come in questo periodo è riuscito a monopolizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e ottenuto una tale esposizione mediatica. Chiunque ne parla lo fa, ovviamente, portando il proprio punto di vista e il proprio interesse. Da una parte quindi c’è chi non sa a chi lasciare i figli dovendo andare a lavorare e, quindi reclama la scuola in presenza specie per i più piccoli e in effetti, sia la scuola dell’infanzia e la primaria sia la secondaria di primo grado (prima e seconda), da settembre sono state sempre in presenza; dall’altra c’è chi rilevando tutte le criticità per la salute e la diffusione dei contagi connesse con la scuola in presenza per gli adolescenti invoca la didattica a distanza. In questa contrapposizione netta per ragioni condivisibili ma contrastanti si insinua chi sfrutta i bisogni degli uni e le paure degli altri. E le sfrutta ad arte.

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GUSTAVE FLAUBERT L’inquietudine di Emma

Da Madame Bovary

Tornò la primavera. Emma provò a volte un senso di soffocamento, ai primi calori, quando fiorirono i peri.

Fin dai primi giorni di luglio, cominciò a contare sulle dita quante settimane mancavano per arrivare al mese di ottobre, nella speranza che il marchese di Andervilliers forse avrebbe dato ancora un ballo alla Vaubyessard. Ma tutto il mese di settembre trascorse senza che giungessero lettere o visite.

Dopo quella delusione, il suo cuore rimase vuoto ancora una volta, e la serie delle giornate tutte uguali ricominciò.

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Sviluppo (in)sostenibile

I partigiani della crescita economica non si limitano a ignorare le arti. Essi le temono. […] L’ottusità morale è necessaria per realizzare programmi di sviluppo economico che ignorano le disuguaglianze.
Martha C. Nussbaum, Non per profitto

I governi ci spingono sia a consumare di più sia a usare meno risorse. Dobbiamo estrarre più combustibili fossili dal terreno, ma bruciarne di meno. Dobbiamo ridurre, riutilizzare e riciclare gli oggetti che entrano nelle nostre case, e al contempo aumentare il loro numero, buttandoli via e sostituendoli. Altrimenti come può crescere l’economia di consumo? Dovremmo mangiare meno carne per proteggere le forme di vita del pianeta, e mangiarne di più per sostenere l’industria alimentare. Simili politiche sono incompatibili. Le nuove analisi suggeriscono che il problema è proprio la crescita economica, indipendentemente dal fatto che si aggiunga l’aggettivo «sostenibile».
George Monbiot, Se vi dicono che si può consumare di più e salvare l’ambiente, non credeteci, «The Guardian», tradotto da Internazionale, 26 novembre 2015

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ASCANIO CELESTINI I passaggi dell’autorganizzazione

[Comune-Info, 2 gennaio 2021]

Dopo mesi di emergenza, di malattia, di morte, di esclusione come un uragano che scoperchia le case e mostra sia la fragilità di quel che abbiamo costruito sia gli interni dei luoghi che abitiamo, nei quali ci rifugiamo… insomma, dopo mesi di emergenza, di malattia, di morte, di esclusione vediamo chiaramente comunità che hanno subito un profondo mutamento. Che lo avevano subito negli anni scorsi, ma che solo ora diventa evidente.

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FRANCESCO GUCCINI Autogrill

Da «Guccini» (1983)

La ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e Seven-up,
e il sorriso da fossette e denti era da pubblicità,
come i visi alle pareti di quel piccolo autogrill,
mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR…

Bella, d’una sua bellezza acerba, bionda senza averne l’aria,
quasi triste, come i fiori e l’erba di scarpata ferroviaria,
il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere che tracciavo
con un dito dentro ai cerchi del bicchiere…

Basso il sole all’orizzonte colorava la vetrina e stampava lampi
e impronte sulla pompa da benzina,
lei specchiò alla soda-fountain quel suo viso da bambina ed io….
sentivo un’ infelicità vicina…

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CARLO TECCE La didattica a distanza fa male

[«l’Espresso», 8 gennaio 2021]

Dalla precarietà allo stress, il dicastero è al lavoro da mesi sugli effetti psicologici sugli studenti della Dad. L’Espresso ha consultato i documenti riservati

La didattica a distanza fa male. Si ha paura a dirlo, per non sovrapporre i drammi. Al ministero dell’Istruzione, però, lo sanno da mesi che quel rito digitale conosciuto con la sgradevole sigla di “dad”, nel lungo periodo, fa male agli studenti, riduce l’apprendimento scolastico, amplifica il disagio sociale, genera disturbi psicologi.

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FLAVIO MARACCHIA Titanic

[Gli opliti di Aristotele, 4 gennaio 2021]

Alla fine anche il mese di dicembre è passato. Nelle prime settimane l’orario della scuola è variato tre volte, poi con le vacanze di Natale sono arrivate le giornate che cambiavano colore manco fossero le foglie di un albero in autunno e serviva una tabella per tenere a mente tutte le restrizioni, sono tornate le autodichiarazioni, le file davanti al supermercato e ai negozi per i regali, il senso di impotenza.

Nonostante tutto però il mese è andato liscio. Le premesse, per come si erano messe le cose, non erano mica buone. Una comunicazione dell’Ufficio Scolastico Regionale mi annunciava una punizione esemplare: 11 giorni di sospensione dal servizio con relativo taglio di un terzo dello stipendio.

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