ROBERTO CICCARELLI Fioramonti: «Test Invalsi e alternanza obbligatori per la maturità: lo vogliono Pd e Italia Viva»

[il manifesto, 26 ottobre 2019]

Fa discutere la reintroduzione dell’obbligatorietà dei test Invalsi e dell’alternanza scuola lavoro – oggi ribattezzata «Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento» (P-C-T-O) – per accedere all’esame di maturità 2020.

Da Pechino il ministro Fioramonti ha spiegato che, alla base di questa decisione, c’è l’opposizione di una parte della maggioranza al cambiamento della legge. «Mi ero espresso più volte affinché i test Invalsi non fossero obbligatori per l’accesso all’esame di Stato. Purtroppo per fare questo bisognava fare una norma, ma le norme le fa il parlamento. Nonostante il mio impegno il Pd e Italia Viva si sono opposti e quindi i test saranno obbligatori ed entrerà in vigore la legge del 2017» (la «Buona scuola», ndr.). Continua a leggere “ROBERTO CICCARELLI Fioramonti: «Test Invalsi e alternanza obbligatori per la maturità: lo vogliono Pd e Italia Viva»”

To everything turn, turn, turn (13)

Il 16 ottobre, parlando con un giornalista, il ministro Fioramonti ha detto:

Credo molto nella valutazione perché è utile, se intesa come un’agevolazione per docenti e studenti. Abbiamo anche avviato un’interlocuzione con l’Invalsi e l’Ocse. Però, non deve essere un onere. Perché non si deve studiare per passare il test di valutazione. Deve essere quasi invisibile. Va fatta in modo tale per comprendere, ad esempio, le carenze formative.

Il 25 ottobre il Miur pubblica la circolare che rende obbligatori i test invalsi per sostenere l’esame di Stato. Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (13)”

Sapere

In genere, conoscere, avere cognizione di qualche cosa.
Vocabolario Treccani

Quando il popolo ha troppo sapere è difficile da governare. Perciò colui che governa un paese per mezzo del sapere è un flagello per tale paese.
Lao Tzu

Il sapere è un lusso che ogni società decente dovrebbe permettersi, come i musei o l’opera lirica. Qualcosa che non serve a niente, in senso stretto, ma che rende la vita degna di essere vissuta. Ma se la stessa società pretende di tenere in vita il sapere, l’arte o la musica facendone merce di scambio, decreta la loro fine e forse la propria.
Alessandro Dal Lago

 

 

NICOLA GARDINI La lingua scritta di un’Italia ancora unita

da Studiare il latino fin dalle elementari, in «Micromega», 5, 2019, pp. 211-214

Il latino è una delle grandi lingue dell’antichità. Sa esprimere tanto i bisogni della comunicazione spicciola quanto le sottigliezze e le eleganze del pensiero, della ricerca intellettuale e della poesia. Per tempo dimostra una spiccata tendenza a tecnicizzare le faccende legali e agricole, creando gerghi specialistici e lessici settoriali. Quando parliamo di latino, parliamo di una doppia dimensione: parlato e scritto. A noi, oggi, il latino interessa come lingua scritta: lingua letteraria, lingua di cultura. Tale distinzione non va dimenticata. Chi non l’ha chiara in mente può arrivare a confusioni gravi, come pretendere che il latino faccia quello che ci si aspetta dall’inglese Continua a leggere “NICOLA GARDINI La lingua scritta di un’Italia ancora unita”

ALEXIS DE TOCQUEVILLE Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore

da «De la démocratie en Amérique» (1840)

Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono Continua a leggere “ALEXIS DE TOCQUEVILLE Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore”

To everything turn, turn, turn (12)

Il ministro Fioramonti ha firmato il decreto Maturità: l’esame di Stato cambia anche quest’anno (cambiare sempre per non cambiare niente). «Torna il tema di storia» e «via le buste dall’orale» titola Repubblica. «Ho voluto ascoltare la voce dei docenti» dice il ministro Fioramonti. E ancora: «Non potevo ignorare il Manifesto firmato da una parte rilevante della società italiana. E ne ho condiviso la preoccupazione».

Ma anche no. Non c’è nessun «tema di storia». C’è la storia, come opzione di un testo argomentativo, dove uno storico parla di altri storici. Il testo argomentativo è già fatto, lo studente deve fare il riassunto e rispondere a delle domande di comprensione del testo. C’era anche l’anno scorso: un brano di Corrado Stajano che commenta le affermazioni di alcuni storici del XX secolo. Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (12)”