GOFFREDO PARISE Sentirsi diversa

Da Il crematorio di Vienna

Sono una ragazza di ventitré anni e da cinque lavoro come commessa in un grande magazzino. Posso dire di essermi fatta la mia vita, ho cominciato molto presto a conoscere il valore del denaro, infatti, proprio per ragioni di denaro me ne sono andata di casa appena compiuti i ventuno anni. Ora abito in un appartamento di due stanze e servizi, tutto ammobiliato da me e non dipendo da nessuno.

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FABRIZIO DE ANDRÈ Inverno

Da Tutti morimmo a stento (1968)

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un’altra estate.

Anche la luce sembra morire
nell’ombra incerta di un divenire
dove anche l’alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

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DANIEL PENNAC L’importanza dell’appello

Da «Diario di scuola», pp. 109-10

Un gesto affettuoso che si può fare anche a distanza, l’appello. Rispetto al racconto di Pennac la voce degli studenti e del prof, quando dicono «presente», potrebbe risultare leggermente metallica

lo e miei studenti facevamo un giochetto. lo dicevo il loro nome, loro rispondevano. E io ripetevo il loro «presente» a mezza voce, ma con lo stesso tono, come un’eco lontana:
«Manuel?».
«Presente».
«“Presente”. Laetitia?».
«Presente!».
«“Presente”. Victor?».
«Presente!».
«“Presente”. Carole?».
«Presente!».
«“Presente”. Rémi?». Continua a leggere “DANIEL PENNAC L’importanza dell’appello”

Bombo

Ieri tuo zio Charles è stato avvicinato sul sentiero nord da un bombo a suo dire così gigantesco da produrre lo stesso rumore di un bassotuba, perciò ha chiamato a raccolta il sig. Harde e tutto lo staff di giardinieri armati di fucili per il tiro al piattello, e ha ordinato loro di «…abbattere quell’insetto grosso come un Sikorski».

David Foster Wallace, Infinite Jest

GIOVANNA LO PRESTI Quali esperti per la scuola?

[Volerelaluna, 19 marzo 2021]

Dopo Azzolina, Patrizio Bianchi

L’attuale ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, guidava la task force nominata dalla precedente ministra Azzolina per organizzare la riapertura della scuola di settembre 2020. Presi come si era dall’onda montante della pandemia, a molti sarà sfuggita la qualità dell’opera della suddetta task force. I 18 esperti che la componevano erano divisi in due sottocommissioni: la prima, chiamata Operation e destinata a lavorare sui tempi brevi; la seconda, denominata Vision, con il compito di studiare e programmare interventi sui tempi lunghi. L’architetto Ceppi, uno dei membri, così rispondeva alla scabrosa domanda «cosa si farà nell’immediato?»: «Ci sono tanti aspetti da tenere in considerazione […] in questo momento la priorità è di natura biologica e logistica. Tra i temi che stiamo considerando c’è quello della verifica dell’impianto del ricambio dell’aria, della tenuta dei serramenti e poi l’adeguamento dei bagni, presidi sanitari più accessibili ed efficienti. Poi c’è il tema del distanziamento». Adesso, almeno sul ricambio d’aria, sappiamo com’è andata a finire: non se n’è fatto nulla. Così come non si è nemmeno reso pubblico il lavoro dei 18 esperti: il documento da loro prodotto dorme in qualche cassetto ministeriale.

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ITALO CALVINO L’avventura di due sposi

Da Gli amori difficili

L’operaio Arturo Massolari faceva il turno della notte, quello che finisce alle sei. Per rincasare aveva un lungo tragitto, che compiva in bicicletta nella bella stagione, in tram nei mesi piovosi e invernali. Arrivava a casa tra le sei e tre quarti e le sette, cioè alle volte un po’ prima alle volte un po’ dopo che suonasse la sveglia della moglie, Elide.

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Placebo

Dice l’Economist: «Nella sperimentazione clinica per valutare il vaccino, il 39 per cento di quanti lo avevano ricevuto ha riferito almeno un effetto collaterale, nella maggioranza dei casi dolore al punto dell’iniezione, mal di testa o febbre passeggera. Lo stesso è avvenuto al 28 per cento dei soggetti a cui era stato iniettato un placebo». E questo forse spiega perché chi è stato vaccinato deve continuare a seguire tutte le regole del distanziamento.

FRANCESCO GUCCINI Canzone quasi d’amore

Da «Via Paolo Fabbri 43» (1976)

Non starò più a cercare parole che non trovo
per dirti cose vecchie con il vestito nuovo
per raccontarti il vuoto che al solito ho di dentro
e partorire il topo vivendo sui ricordi, giocando coi miei giorni, col tempo

O forse vuoi che dica che ho i capelli più corti
o che per le mie navi son quasi chiusi i porti
io parlo sempre tanto, ma non ho ancora fedi
non voglio menar vanto di me o della mia vita costretta come dita dei piedi

Queste cose le sai perché siam tutti uguali
e moriamo ogni giorno dei medesimi mali
perché siam tutti soli ed è nostro destino
tentare goffi voli d’azione o di parola
volando come vola il tacchino

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PETER BRANNEN L’incredibile storia del clima terrestre

[Da «The Atlantic», tradotto da «Internazionale», 1401, 19 marzo 2021]

Viviamo su un pianeta selvaggio, un globo traballante in continua eruzione e sommerso dagli oceani che vaga nel vuoto portandosi dietro una gigantesca esplosione termonucleare. Grandi rocce sfrecciano verso l’alto, e sulla superficie terrestre interi continenti si scontrano, si frantumano e di tanto in tanto si ribaltano, uccidendo quasi ogni forma di vita. II nostro pianeta è instabile. Quando l’invisibile attrazione dei corpi celesti punta la Terra verso una nuova stella polare, Io spostamento della luce solare può prosciugare il deserto del Sahara o riempirlo di ippopotami. Fatto ancora più interessante per noi oggi, nel corso della storia un cambiamento nella composizione dell’atmosfera della Terra di appena Io 0,1 per cento ha determinato il passaggio da afose foreste pluviali artiche a quasi un chilometro di ghiaccio sopra Boston. La trascurabile componente dell’aria che determina questa differenza è l’anidride carbonica.

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