Le cose migliori risplendono di paura.
Don DeLillo
La paura è la maggior fonte di superstizione e una delle cause principali della crudeltà. Il superamento della paura è l’inizio della saggezza.
Bertrand Russell
oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou
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La paura è la maggior fonte di superstizione e una delle cause principali della crudeltà. Il superamento della paura è l’inizio della saggezza.
Bertrand Russell
Da «Ho servito il re d’Inghilterra»
E così diventai cameriere di sala sotto la direzione del maître Skȓivánek, eravamo lì in due, camerieri, ma io soltanto avevo il diritto di stare appoggiato con la schiena al tavolo nella stanzetta di servizio quando dopo mezzodì c’era un po’ di tempo libero. E il maître mi diceva che io sarei stato un buon maître ma che dovevo coltivare la capacità, quando entrava un cliente, di ricordarmelo e di sapere quando andava via, non a mezzogiorno quando c’è il guardaroba, ma al pomeriggio, quando si serve nel caffè, per imparare a riconoscere quelli che vogliono soltanto mangiare e andarsene inosservati senza pagare. Per riuscire anche a valutare quanti soldi ha il cliente e se spende o dovrebbe spendere di conseguenza. Continua a leggere “BOHUMIL HRABAL Per Cristo re, lei ha servito… il re d’Inghilterra!!”
Genova, 24 giugno 1857
Nel momento d’avventurarmi in una intrapresa risicata, voglio manifestare al paese la mia opinione per combattere la critica del volgo, sempre disposto a far plauso ai vincitori e a maledire ai vinti.
I miei principi politici sono sufficientemente conosciuti: io credo al socialismo, ma ad un socialismo diverso dai sistemi francesi, tutti più o meno fondati sull’idea monarchica e dispotica, che prevale nella nazione: esso è l’avvenire inevitabile e prossimo dell’Italia e fors’anche dell’Europa intiera. Il socialismo, di cui parlo, può definirsi in queste due parole: libertà e associazione. Continua a leggere “CARLO PISACANE Testamento politico”
«90-93» (1997)
Mancanza di rispetto razzismo organizzato
Lacrime di sangue usurpatori della vita
Rivoglio la mia terra la voglio perché è mia
Non scendo a compromessi né questioni di ricatti
Qualcosa io ti posso dare e forse tu sarai contento
Devi guadagnarlo
Scendi nella strada qualcosa io ti posso dare e forse tu sarai contento
Scendi nella strada troverai un’intifada
«Alla scuola delle competenze», Jaca Book, Milano 2025, pp. 231-2
Mentre cercavo di capire come le competenze si fossero diffuse nella scuola, mi sono spesso chiesta se ci fosse stata davvero un’evoluzione che aveva portato i principi umanistici e repubblicani della scuola degli Stati-nazione a mettere il sistema al servizio degli interessi industriali ed economici, o se il sistema fosse sempre stato lo stesso, con due livelli: quello della narrazione (insegnamento per tutti, progresso morale ed emancipazione dei cittadini) e quello dei processi (formare lavoratori per la macchina economico-industriale in espansione).
Continua a leggere “ANGÉLIQUE DEL REY La scuola umanistica è in cattive condizioni perché è l’umanesimo stesso a esserlo”Non riesco più a ricordare chi parlò per la prima volta del naufragio del Titanic. Ma un giorno la nostra governante pianse durante la prima colazione, io non l’avevo mai vista piangere, e anche Edith, la cameriera, venne da noi nella stanza dei bambini, dove di solito non compariva mai, e subito si mise a piangere. Venni a sapere dell’iceberg e delle moltissime persone che erano annegate, ma ciò che più mi fece impressione fu il particolare dell’orchestra di bordo che continuava a suonare mentre la nave affondava. Volevo sapere che cosa suonavano e ricevetti una brusca risposta. Compresi di aver fatto una domanda sconveniente e cominciai a piangere anch’io. Così ora eravamo in tre a piangere tutti insieme, quando la mamma dal basso chiamò Edith; forse anche lei aveva appena saputo la notizia. Poi scendemmo anche noi, la governante ed io, e trovammo la mamma e Edith che piangevano insieme.
Elias Canetti, La lingua salvata
Da «Morte a credito»
La mattina degli esami di licenza mia madre chiuse bottega per potermi incoraggiar meglio. Dovetti sostenerli alle Comunali vicino a Saint-Germain-l’Auxerrois, proprio nel ricreatorio. Per la strada lei mi raccomandava d’aver fiducia in me stesso. Il momento era solenne, lei pensava a Caroline, e quel pensiero la faceva di nuovo piagnucolare…
Tutt’intorno al Palais-Royal mi fece recitar le mie Fiabe e l’elenco dei Dipartimenti… Alle otto precise, davanti al cancello, noi eravamo lì, per essere iscritti. Continua a leggere “LOUIS-FERDINAND CÉLINE La sessione dei cretini”
Il suddetto decreto prevede che se si è superato il tetto lo straniero (non so come è definito perché il testo non l’ho letto, mi riferisco agli striscioni che ho visto a una festa del partito a cui appartiene il ministro dell’istruzione), lo straniero eccedente, e quale straniero poi, l’ultimo che ha fatto domanda, quello che proviene dal paese più lontano, quello che non mi piace, costui insomma sarà reindirizzato dall’ufficio scolastico provinciale in un’altra scuola, e va bene, immaginando l’efficienza del sistema, ma se nel circondario, per chilometri e chilometri, come può facilmente succedere, ci sono solo scuole private che già per statuto accettano chi mi piace? E chi paga la retta? Per male che vada «Valditara ha promesso che non manderà nessuno studente a venti chilometri di distanza». Da Primavalle a Ciampino, tipo.
L’articolo, pubblicato sul giornale argentino La Nación, si intitola «La brutta scuola di Meloni e Vannacci». Dice: «La questione del numero di alunni stranieri NON è un’emergenza: si tratta di poco più di novecentomila alunni, pari all’11,6 per cento del totale. Due terzi sono ragazzi e ragazze di seconda generazione, nati in Italia». E dice anche: «Le risorse non ci sono, ma per la propaganda si trova sempre spazio». L’articolo è stato scritto prima che il decreto fosse approvato, ma forse qualcuno mi sa dire se le risorse sono state trovate?
Sguardi e contrappunti, 3 agosto 2026
Credo si debba partire dalla constatazione che la scuola italiana stia attraversando una trasformazione profonda, non semplicemente organizzativa o didattica, ma antropologica e sociale.
Non siamo davanti, cioè, a una superficiale successione di riforme scolastiche più o meno efficaci, o più o meno discutibili. Siamo davanti a un mutamento del significato stesso della scuola.
Continua a leggere “CESARE NATOLI La scuola come spazio libero: contro la riduzione neoliberista dell’educazione”