Come si affronta il Covid-19

[Da The Economist, tradotto da Internazionale, 1382, 30 ottobre 2020]

Per contrastare la pandemia evitando i lockdown, alcuni vorrebbero puntare sull’immunità di gregge. Una strategia troppo incerta e rischiosa, rispondono in molti

La seconda ondata della pandemia si sta abbattendo sul mondo e i lockdown sembrano tornati di moda. Questa volta,però, è difficile farli digerire ai cittadini. Le chiusure sono indispensabili per salvare vite umane, ma a questo punto è chiaro che anche la perdita di posti di lavoro, i danni psicologici e le interruzioni nei servizi medici e scolastici hanno un costo in termini sia di benessere sia di decessi. In mancanza di un vaccino o di una terapia efficace è inevitabile chiedersi fino a quando potremo andare avanti così. Continua a leggere “Come si affronta il Covid-19”

Depistaggio

Depistaggio, in parole povere, significa che qualcuno incaricato delle indagini, dunque un funzionario dello Stato, ostacola di fatto il lavoro della magistratura o di altri colleghi, talvolta fino a renderlo quasi impossibile, o condannandolo all’impotenza. Lo fa indirizzando le indagini su una pista sbagliata, o tenendo gli inquirenti lontani dalla pista giusta, oppure entrambe le cose. La falsa pista può essere funzionale a un disegno politico, o, semplicemente, più innocua di quella vera […]. Il depistaggio si realizza in molti modi: facendo sparire alcune prove (la famosa agenda rossa di Paolo Borsellino, per esempio, o le borse di Aldo Moro, o i documenti nella cassaforte del generale Dalla Chiesa) o costruendone di false Continua a leggere “Depistaggio”

Heart and Soul

[Diario DaDa, 2 settembre-4 novembre 2020]

2 settembre
Lina Azzo ci ha scritto una lettera. Inizia con Carissimi e finisce con bentornate e bentornati (in questo ordine). In mezzo c’è scritto che «il corpo dei docenti è sano», ma anche spirito di servizio, trionfalismo (senza alcun), gran lavoro fatto: «Nessuno in Europa si è impegnato così tanto nei mesi estivi per preparare la scuola a questa nuova stagione». Quasi tutti i paesi europei hanno riaperto a maggio, ndt. E ancora: risorse (per tutto: edilizia, kit, connettività, dispositivi di protezione, meno abbienti, banchi nuovi monoposto, neoassunti digitalizzati). Promette di portare avanti una battaglia contro le classi pollaio. Dice: siamo già a buon punto. Mbuti.

Il cuore e l’anima ce la mettono gli insegnanti. Il gel e le mascherine le fornisce lo Stato. Sarà un anno duro. Grazie altrettanto. Continua a leggere “Heart and Soul”

DANIELE LO VETERE La valutazione come gioco degli scacchi, ovvero che cosa ho imparato guardando la valutazione da una certa distanza

[La scuola e noi, 28 settembre 2020]

Durante le prime riunioni di questo nuovo anno scolastico ho avuto la netta sensazione che uno dei motivi di maggior sollievo fra i colleghi per il ritorno alla didattica in presenza riguardasse la valutazione. La perdita del controllo sulle verifiche e le interrogazioni da casa, cui qualcuno e forse più di qualcuno la scorsa primavera non aveva saputo o voluto rinunciare, è stata sfibrante.

La riottosità ad abbandonare queste modalità “frontali” di valutazione aveva generato pesanti sarcasmi: i docenti fanno come al solito interrogazioni/interrogatori, intendono la valutazione come forma di controllo e il proprio ruolo come un esercizio di potere, a tal punto da esigere di penetrare nelle stanze dei propri studenti per estorcere la performance. Continua a leggere “DANIELE LO VETERE La valutazione come gioco degli scacchi, ovvero che cosa ho imparato guardando la valutazione da una certa distanza”

VALENTINA PETRI Didattica a distanza, ho aspettato a dire la mia ma è come l’anno scorso: orribile

[Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2020]

Ho aspettato, perché volevo capire bene. Non è stata facile da comprendere l’ultima settimana, con le circolari che rincorrevano i decreti, le notizie dai titoli fuorvianti, le diverse realtà territoriali. Non si viene più, no, solo i licei, no tutte le superiori, si entra un’ora dopo, no, bisogna fare più pomeriggi, no basta il 50%, poi forse però si torna alla didattica a distanza totale, no deve essere almeno al 75%. I colleghi che si occupano dell’orario fanno un misto tra i contorsionisti bulgari e il doppio slalom, finiranno l’anno scolastico all’alcolisti anonimi.

Ho aspettato a dire come mi sento, perché importa davvero poco rispetto a come si sente chi il suo lavoro non lo sta solo vedendo cambiare, ma lo sta vedendo morire. Continua a leggere “VALENTINA PETRI Didattica a distanza, ho aspettato a dire la mia ma è come l’anno scorso: orribile”

JACOPO DA LENTINI Io m’aggio posto in core a Dio servire

Io m’aggio posto in core a Dio servire,
com’io potesse gire in paradiso,
al santo loco ch’aggio audito dire,
u’ si manten sollazzo, gioco e riso.

Sanza mia donna non vi voria gire,
quella c’ha blonda testa e claro viso,
ché sanza lei non poteria gaudere,
estando da la mia donna diviso.

Ma non lo dico a tale intendimento,
perch’io peccato ci volesse fare Continua a leggere “JACOPO DA LENTINI Io m’aggio posto in core a Dio servire”

LUIGI LOLLINI Scuola in presenza (lettera)

[Liberamente ispirata alla lettera di Priorità alla Scuola Bologna]

Gent. le Presidente Bonaccini,

veniamo a sapere che il Governo e le Regioni potrebbero procedere alla chiusura delle scuole e al ricorso alla Didattica digitale a distanza, estendendola anche alle scuole medie, avviando una deriva che potrà poi toccare, come accade in altre regioni, le scuole primarie e dell’infanzia.

È inaccettabile che il nostro Paese e la nostra Regione possano prendere una decisione che FA PAGARE AGLI STUDENTI IL PREZZO DI UNA MANCATA E PIANIFICATA GESTIONE di TRASPORTI e SANITÀ.

La esortiamo piuttosto a compiere scelte politiche per CONSENTIRE a tutti gli studenti, già duramente colpiti nello scorso lockdown, una didattica totalmente in presenza Continua a leggere “LUIGI LOLLINI Scuola in presenza (lettera)”

ANTONIO MANZINI L’amore ai tempi del Covid-19

Era cominciato come un raffreddore dall’altra parte del globo. La maggior parte delle persone reagiva con un’alzata di spalle, i più pessimisti si vedevano già protagonisti del romanzo Anna di Ammaniti, la questura proseguiva il suo lavoro quotidiano.
Poche cose, in realtà. Un furto, un autoarticolato sparito al confine, un paio di spacciatori e una bega al ristorante finita con un ferito e un ictus. Il vicequestore Schiavone in quei giorni tranquilli aveva deciso di non lavorare e lasciare tutte le incombenze al viceispettore Antonio Scipioni, energico, molto più giovane e motivato, felice di poter guidare la squadra. Passava le giornate a fumare davanti al panorama invernale delle Alpi, al cielo grigio, respirando aria di neve che minacciava di voler soffocare la città da un momento all’altro. Continua a leggere “ANTONIO MANZINI L’amore ai tempi del Covid-19”

DONATELLA DI CESARE Quell’onda nera del negazionismo

[«La Stampa», 30 agosto 2020]

Un’onda di oscura inquietudine pervade in queste ore l’Europa. La tensione aumenta, l’incertezza sembra prevalere. Le immagini che giungono da Londra, ma soprattutto da Berlino ne sono quasi l’emblema.

Migliaia di manifestanti alla Porta di Brandeburgo urlano «aprite i cancelli». Denunciano la “follia del virus”, pretendono lo stop immediato alle misure anti-Covid. E passano già alle vie di fatto: non rispettano le distanze e sono senza mascherina. Sì, perché la mascherina non sarebbe che una museruola buona solo per gli schiavi. E così i No-Mask arrivano alla dimostrazione. L’ha organizzata un ambiguo gruppo che si chiama non per caso Querdenken 711 (pensiero trasversale 711). Ma al corteo spuntano bandiere del Reich ed è ormai chiaro che i gruppi di estrema destra, radicati e agguerriti, tentano di cavalcare la protesta. È qui che occorre vedere per tempo il pericolo.

Continua a leggere “DONATELLA DI CESARE Quell’onda nera del negazionismo”