Referendum sulla giustizia, l’appello di Scurati su Repubblica, con tanto di video: uno spot megagalattico per il sì. Annalisa Chirico, testimonial del no a Piazza Pulita: «Con i due Csm separati i giudici non andranno più alle stesse feste di compleanno e non prenderanno più il caffè insieme».
Compito di italiano: il testo narrativo-descrittivo
«Le ombre bianche», 27 febbraio 2017
Prof, pozzo fa’ che la bionda torna indietro e ammazza il giornalista?
Ma io sono la donna incinta?
Ma la periferia deve esse per forza de Roma o poesse anche New York?
Ma d’estate non ci sono i fiori sugli alberi, vero?
Come se chiamano quelli che gli viene da rubà le cose?
Transfert d’appel
Suona il telefono, la Ale va a rispondere, poi dice, indicando me, è per te. Ma come fanno sapere che sei qui?
Io dico: Ho messo il transfert d’appel.
Il transfert d’appel è un’invenzione fondamentale, dice la Monica, è utilissimo, guarda.
Lasciami indovinare per che cosa, fa la Ale.
Io non lo so cos’è, fa la Valeria.
La Monica spiega: quella cosa molto utile che ti fa arrivare le telefonate a un altro numero. Uno ti telefona e non si accorge di niente. Capito?
Più o meno, fa la Valeria.
Oh signore! fa la Monica, e specifica: uno ti chiama e crede di chiamare casa tua. Tu rispondi e invece puoi essere in qualunque altro posto, comprì?
Da Rossana Campo, Mai sentita così bene
GIOVANNA MARINI – FRANCESCO DE GREGORI Il feroce monarchico Bava
Alle grida strazianti e dolenti
Di una folla che pan domandava,
Il feroce monarchico Bava
Gli affamati col piombo sfamò.
Furon mille i caduti innocenti
Sotto il fuoco degli armati caini
E al furor dei soldati assassini:
«Morte ai vili!», la plebe gridò. Continua a leggere “GIOVANNA MARINI – FRANCESCO DE GREGORI Il feroce monarchico Bava”
MARCO MAURIZI Insegnare nell’ipercapitalismo. Autonomia del docente e crisi della scuola
Da «Contro la scuola neoliberale»
Il punto cieco
La scuola pubblica italiana vive da anni una crisi profonda, aggravata da un’apparente polarizzazione politica che ne distorce la natura e le possibili soluzioni.
La destra sovranista e postfascista accusa le politiche scolastiche della sinistra di essere la causa di un imprecisato degrado culturale. Rispetto ai classici temi neoliberisti sullo ‘spreco’ delle risorse pubbliche, tuttavia, Fratelli d’Italia ha seguito la linea populista introdotta da Luca Ricolfi e Paola Mastrocola nel saggio Il danno scolastico. Secondo questa retorica, il modello progressista, centrato sull’inclusione, avrebbe sacrificato il merito e l’eccellenza, lasciando paradossalmente le classi lavoratrici intrappolate in un sistema scolastico inefficiente e incapace di offrire strumenti di mobilità sociale (Appunti per un programma conservatore). Continua a leggere “MARCO MAURIZI Insegnare nell’ipercapitalismo. Autonomia del docente e crisi della scuola”
FEDERICO DE ROBERTO I Austriaci son chi, a quatter pass
Da «L’ultimo voto»
La notte era tutto uno scintillio: Arturo pareva un brillante nel castone di Boote; l’Orsa si ritraeva verso il nord, e da Cassiopea al Cigno ed all’Aquila la Via Lattea fasciava il cielo come una garza.
Tancredi precedeva i suoi uomini, lentamente, cautamente, pieno di gravi pensieri, compreso di religiosità. Chi era il morto che andavano a prendere? Un capitano – aveva detto Ricca. Continua a leggere “FEDERICO DE ROBERTO I Austriaci son chi, a quatter pass”
EUGENIO MONTALE Torcere il collo all’eloquenza
«Sulla poesia»
Scrivendo il mio primo libro1 (un libro che si scrisse da sé) […] ubbidii a un bisogno di espressione musicale. Volevo che la mia parola fosse più aderente di quella degli altri poeti che avevo conosciuto. Più aderente a che? Mi pareva di vivere sotto a una campana di vetro2, eppure sentivo di essere vicino a qualcosa di essenziale. Un velo sottile, un filo appena mi separava dal quid3 definitivo. L’espressione assoluta sarebbe stata la rottura di quel velo, di quel filo: una esplosione, la fine dell’inganno del mondo come rappresentazione4. Ma questo era un limite irraggiungibile. E la mia volontà di aderenza restava musicale, istintiva, non programmatica. Continua a leggere “EUGENIO MONTALE Torcere il collo all’eloquenza”
Bussola
Una mattina eravamo a scuola; come siamo entrati il giorno prima ci aveva messo a studiare la geografia, subito ci ha messo a dire la geografia, ma nessuno ne sapeva, solo io e un altro abbiamo alzato la mano e mi chiama a me: «Cosa c’è dentro la bussola?». Io come ho visto che c’era dentro un vecchietto facendo come così, mi, ho detto: «C’è un uomo!». Prende lui e mi da [sic] un cazzotto, e ha detto: «Tu non hai studiato la geografia, perché dentro la bussola c’è una spilla che gira».
Da Albino Bernardini, La scuola nemica
REFAAT ALAREER Se devo morire
Se devo morire,
tu devi vivere
per raccontare la mia storia,
per vendere le mie cose,
per comprare un pezzo di stoffa
e qualche filo
(fallo bianco con una lunga coda)
così che un bambino, da qualche parte a Gaza
fissando il cielo negli occhi,
aspettando suo padre che è partito tra le fiamme Continua a leggere “REFAAT ALAREER Se devo morire”
ROBERTO IPPOLITO L’autonomia scolastica ha fallito
La nostra scuola, 10 gennaio 2026
Percorrendo le vie di Casarano, in provincia di Lecce, dove hanno sede numerosi istituti scolastici, mi è capitato di imbattermi in diversi cartelloni pubblicitari che promuovono le scuole. Un’immagine a prima vista del tutto innocua, ma sufficiente a suscitare una domanda piuttosto inquietante: siamo giunti al punto di trasformare l’istruzione pubblica in un mercato?
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