Salviamo sto paese

Sciopero della scuola del 17 maggio revocato da Cgil, Cisl, Uil. Gilda e Snals. I sindacati che siedono al tavolo delle trattative con il Miur hanno raggiunto l’accordo (alle sei del mattino di ieri l’altro): più spicci in tasca ai docenti («troveremo le risorse» e «gli stipendi vanno adeguati alle responsabilità»), l’autonomia regionale svuotata: la scuola resta «La scuola del Paese», il reclutamento dei docenti uniforme, lo stato giuridico non si tocca, il premier Conte continuerà a visitare le scuole italiane «nella consapevolezza del ruolo fondamentale che esse svolgono, in una prospettiva inclusiva e solidale, nella costruzione di un futuro migliore». Dubbio: quando è che si è già sentito dire di qualcosa svuotato?

Ricomincio da tre virgola

Zingaretti è il nuovo segretario del PD. Zingaretti non fa abiure ma vuole voltare pagina. La scuola è al centro dell’agenda politica. Anche Renzi ha detto la stessa cosa quando è stato eletto segretario. Gli studenti sono al centro della scuola. La scuola deve offrire agli studenti la possibilità non solo di crescere, ma anche di emanciparsi e riscattarsi dalla propria eredità familiare. L’alternanza scuola lavoro sarà migliorata. Il tempo pieno sarà aumentato. La dispersione scolastica sarà contrastata. I docenti saranno migliorati e meglio pagati. La buona scuola sarà mantenuta. Per sconfiggere Salvini bisogna offrire soluzioni ai problemi che lui cavalca ma non risolve. Pubblicità.

Lasciamoli lavorare (19)

La revisione del Testo Unico potrebbe nascondere alcune insidie. La prima riguarda la ristrutturazione del consiglio di istituto sul modello disegno di legge Aprea (era nel contratto?): riduzione di membri, tappetino rosso per uno o più esponenti del territorio. Meno democrazia, privatizzazione. Reazioni molto tiepide da parte dei sindacati e del personale della scuola. Un’altra insidia è la possibilità dell’aumento di ore di lavoro per un (misero) aumento di stipendio. Misero l’ho scritto io, è una sorta di intuizione. Ci aveva provato Profumo ad aumentare l’orario di servizio, prevedeva di portare l’orario dei docenti a 24 ore a parità di stipendio. C’è anche l’ipotesi che l’aumento riguardi solo il Nord. Che sia in qualche modo legato alla regionalizzazione. I sindacati sono sul piede di guerra. Tra le altre forme di protesta leggo di un’iniziativa dei sindacati maggiori che si è tenuta in Campania il 22 marzo e che aveva uno slogan vibrante: «Per la scuola che unisce».

Lasciamoli lavorare (18)

Leggo su Tecnica della Scuola una filza di dichiarazioni di Bussetti che fa tornare improvvisamente la voglia di dire: ma lasciamoli lavorare, perdio. Bussetti per prima cosa dice che gli studenti sono al primo posto (mentre chi ci ha preceduto aveva altre priorità: il sistema e l’organizzazione). Parla degli sforzi che sta facendo il governo per «efficientare il sistema e per rendere più qualificata la nostra università». È convinto che bisogna ripartire dal sapere (le conoscenze, eh, non le competenze) «valorizzando la cultura, per progettare un futuro di benessere per un nuovo corso per l’Italia e l’Europa». Se il pensiero del ministro è, come dovrebbe essere, riportato fedelmente, ripete ben tre volte benessere in un crescendo di emozioni: il futuro di benessere, la promessa del benessere collettivo, il benessere che scaturisce dal progresso economico reso possibile dalla ricerca.

Per le risorse stanziate in favore del benessere ripassate più tardi.

Dio, patria e famiglia andranno di moda

Lasciamo stare dio e la patria. La famiglia va intesa come famiglia tradizionale. Le famiglie arcobaleno non sono famiglie, sono unioni. Ce lo insegna il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, Lega: «La legge ha riconosciuto dei diritti alle unioni fra persone dello stesso sesso e questi sono previsti della legge e sono doverosi. Altra cosa è dire che queste unioni costituiscono una famiglia, visto che la Costituzione prevede che la famiglia sia composta da un uomo e da una donna. Il giorno in cui verrà cambiata la Costituzione, dovremo definire famiglie queste unioni, ma per ora sono una cosa diversa». Attilio Fontana, per inciso, ha sostenuto in campagna elettorale che la razza bianca è a rischio estinzione Continua a leggere “Dio, patria e famiglia andranno di moda”

Lasciamoli lavorare (16)

Apro una finestra per dire che «Lasciamoli lavorare» si è un po’ inaridito perché il governo, per la scuola, in queste ultime settimane, sta facendo molto poco. E ne parla il meno possibile. Ma sta pensando molto. La regionalizzazione dell’istruzione è nell’agenda. Siamo già scesi in piazza. Così, per dire che abbiamo iniziato a mobilitarci. Un’altra pensata è la riforma degli organi collegiali. Bussetti ha promesso una semplificazione del Testo Unico, per esempio con l’ingresso in consiglio di istituto di un membro della società civile. La quadriennalizzazione dei licei, avverte Lucio Ficara, procede spedita. E aggiunge: «Siamo oltre la Legge 107/2015, si sta pensando anche a introdurre verifiche psico-attitudinali per i docenti, ad incentivare il bonus del merito dando alle famiglie l’opportunità di scegliere quali sono i docenti meritevoli». In compenso avremo tanta sicurezza. E la certezza che quello che c’è scritto sui libri di storia risponde a verità.

Confronto

Bologna. 60 docenti del Liceo Copernico hanno risposto all’appello del liceo Amaldi di Roma e faranno lezione per spiegare cosa accade sui migranti. Scrivono, tra l’altro: «La considerazione che il Mediterraneo sia tornato a essere una barriera fra civiltà e sia diventato il grande cimitero di chi è senza speranza costringe a ripensare i temi e i motivi della nostra stessa storia. Siamo convinti che in questo contesto non sia possibile per noi docenti far finta di niente e continuare a ignorare nella nostra attività didattica i fatti che si muovono intorno a noi, perché una scuola che non riesce a facilitare la comprensione e la rielaborazione di quello che accade al di fuori non svolge la propria funzione».  L’iniziativa non è piaciuta alla senatrice leghista Lucia Bergonzoni. Dice che vuole insegnare agli insegnanti cosa sta facendo il governo riguardo ai migranti Continua a leggere “Confronto”