Due passi indietro

Noi, a differenza di Dante, abbiamo una grande simpatia per Celestino V, papa dal 29 agosto al 13 dicembre 1294 (con le date ci siamo), anche lui santo, ma che «fece per viltade il gran rifiuto», rinunciando alla dignità del ministero «al fine di recuperare con la consolazione della vita di prima, la tranquillità perduta», senza peraltro dover versare rimborsi di sorta a chicchessia. Simpatia che finisce quando al posto di Celestino V viene nominato un renziano o un forcaiolo a 5 stelle.

LORENZO FIORAMONTI Un passo indietro e due avanti

Il ministro Fioramonti come ministro è stato furbo, ha reso obbligatorio l’Invalsi per l’esame di Stato ma ha incassato un consenso pressoché unanime per alcuni ritocchi alle prove, ha riempito l’ora di educazione civica di tematiche ecumeniche tranne pensare che l’ora di educazione civica di fatto non esiste, ha intrapreso nobili battaglie (la tassa sulle bevande zuccherine), ha abolito l’odioso bonus per i docenti meritevoli, ha speso una buona parola su qualsiasi tema. E il 23 dicembre ha inviato una letterina al presidente del consiglio con la quale, sulla base di principi politicamente e moralmente ineccepibili, si è dimesso in odore di santità.

La sera del 23 dicembre, ho inviato al Presidente del Consiglio la lettera formale con cui rassegno le dimissioni da Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Mi sono ovviamente messo a completa disposizione per garantire una transizione efficace al vertice del Ministero, nei tempi opportuni per assicurare continuità operativa. Continua a leggere “LORENZO FIORAMONTI Un passo indietro e due avanti”

A time to dance, a time to mourn

Il ministro Fioramonti ha mantenuto la parola. Aveva detto: «Troviamo i 3 miliardi per scuola e università, altrimenti mi dimetto». Le sue dimissioni sono state accolte di buon grado dal governo. Il ministro dell’economia Gualtieri ha detto: «Si voleva mettere tre miliardi nella manovra per scuola, università e ricerca ma poi si tennero. L’impegno è per la prossima manovra».

To everything turn, turn, turn (17)

Il ministro Fioramonti, da quando si è insediato al ministero dell’Istruzione, ha trattato i seguenti temi: sostenibilità ambientale, educazione civica (uno dentro l’altro), l’esame di stato non è un quiz a premi (di qui l’abolizione delle buste nel colloquio, motivo di stress e fastidio per i candidati, obbligatorietà del tema di storia tra le prove scritte (fatto), risorse per il personale della scuola (da fare), dimissioni nel caso di mancato stanziamento delle risorse per l’istruzione (non rassegnate), bonus per i meritevoli (abolito), cancellazione dell’obbligo dell’Invalsi (è diventato obbligatorio grazie al ministro Fioramonti), riduzione dei precari a massimo 100.000 unità (da fare), concorsi (da fare), docenti che devono fare centinaia di chilometri per insegnare (ha manifestato la propria solidarietà) Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (17)”

How I feel when I decline

Mancano le risorse ma i docenti sono nel cuore delle famiglie italiane, scrive Ilvo Diamanti su Repubblica, commentando un sondaggio dell’Osservatorio Demos-Coop. La spesa per l’istruzione in Italia è circa l’8% per cento della spesa pubblica. La media Ue è del 10,2%: «Siamo, cioè, in fondo alla graduatoria europea». La tendenza non è cambiata nonostante il ministro Fioramonti abbia minacciato di incatenarsi davanti al ministero dell’Economia.

Le famiglie pensano tuttavia che la professione di insegnante sia ancora prestigiosa, specialmente gli insegnanti della secondaria di secondo grado e i maestri (57%). Un po’ più degli insegnanti della scuola media (52%). Più di avvocati, giornalisti, impiegati (di che?), commercianti. Molto più dei dirigenti della pubblica amministrazione e dei politici. Molto meno di medici, docenti universitari, giudici (in una causa per lo meno sanno da che parte stare), operai, dirigenti di impresa. Quasi alla pari con chef e cuochi. Continua a leggere “How I feel when I decline”

To everything turn, turn, turn (16)

Quale effetto mai potrà sortire un’ora di «Educazione civica» o di «Educazione alla Cittadinanza attiva», in un contesto così profondamente trasformato e forse anche irrimediabilmente compromesso rispetto alla sopravvivenza della nostra idea di comunità politica e dello Stato costituzionale di diritto è dubbio.
Roberta Calvano, Scuola e Costituzione, tra autonomie e mercato

Le grandi conquiste del Miur nell’era del ministro Fioramonti. Tutti sanno che l’Italia si trova tipo al 72mo posto nell’area Ocse per la spesa a favore dell’istruzione, ci attaccano con statistiche minuziose perché i nostri studenti non capiscono quello che leggono, lo stipendio dei docenti è il più basso d’Europa, e non so cos’altro. Ma c’è un primato di cui possiamo vantarc Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (16)”

To everything turn, turn, turn (15)

Il ministro Fioramonti aveva detto: se le risorse per l’istruzione non aumentano (anche di poco) dimissioni (tranne, da mettere sempre in conto, la possibile caduta del governo). Ora, secondo una fonte autorevole, in due anni, compresa la previsione per il 2020, il ministero dell’istruzione ha subito tagli per tre miliardi e mezzo. A che punto siamo con l’aumento degli stipendi del personale della scuola?