To everything turn, turn, turn (2)

Il ministro Fioramonti vuole aumentare gli stipendi dei docenti. Se non raggiunge questo obiettivo è pronto a dimettersi. D’altra parte, l’unica via possibile, scrive il ministro Fioramonti in un tuit, l’unico investimento che ha davvero senso è «aumentare la spesa in istruzione e ricerca». Serve anche a contrastare le conseguenze disastrose del cambiamento climatico, cosa vuoi di più?

Il ministro Fioramonti dice basta stages di pcto nei fast-food: «aziende poco formative, senza progetti, e con episodi di sfruttamento». Intanto, ministro, comincia a depennarle dai campioni dell’alternanza.

Il ministro Fioramonti è preoccupato per l’aumento della devianza giovanile e della dispersione scolastica. Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (2)”

To everything turn, turn, turn

Il ministro Fioramonti da quando si è insediato a viale Trastevere ha abolito il bonus per i meritevoli, il crocifisso in classe, le tre buste per il colloquio dell’esame di Stato (non è una lotteria) e l’obbligatorietà dei test invalsi in terza media. Ma, ministro Fioramonti, fallo un decreto ogni tanto.

Come obiettivo il ministro Fioramonti vuole ridurre drasticamente il precariato. Sa che però è un obiettivo difficile da raggiungere, specialmente a costo zero. Si accontenta di passare da 170.000 a 100.000 unità in un anno. Rispetto agli annunci con cui si è presentata la ministra Giannini ai tempi della Buona Scuola, gli va riconosciuta per lo meno l’onestà intellettuale. Continua a leggere “To everything turn, turn, turn”

Avvertito

Leggo che Rondolino, l’intellettuale organico del PD renziano che quando veniva approvata la Buona Scuola incitava le forze dell’ordine a malmenare i docenti che manifestavano (e insultava gli insegnanti del Sud, i precari ecc.), è stato sanzionato. È una buona notizia.

Ma è una vittoria di Pirro. La ridicola sanzione (un avvertimento, non ci esce nemmeno un contentino) restituisce a questo personaggio un quarto d’ora di notorietà immeritata. Ma soprattutto Rondolino, che si distingue per uno stile provocatorio demenziale («se mia figlia avesse come insegnante la sindacalista pazza di Porta a porta domani andrei a scuola con un fucile mitragliatore» ecc ), è solo un Amerigo Dumini, uno che nella migliore delle ipotesi fiuta cosa si aspetta il padrone da lui e agisce. Nella peggiore, e più realistica, obbedisce e mette in pratica. L’attacco ai docenti, collaterale alla Buona Scuola, è stato progettato da personaggi che si sono variamente riciclati nel nuovo vecchio PD di Zingaretti. Al quale un Rondolino, con i suoi eccessi, non serve più.

Brigantaggio (3)

Non aspetta nemmeno che finisca il nuovo Esame di Stato (in alcune scuole gli orali sono iniziati oggi), il ministro Bussetti per fare un bilancio. Naturalmente è un bilancio positivo. È soddisfatto, il ministro Bussetti, ospite di Maria Latella e Oscar Giannino a Radio 24, perché «tutto il sistema scuola ha avuto un risultato gradito, rispetto alle premesse e ai dubbi che c’erano su alcune novità». La sottolineatura di tutto il sistema scuola richiama lo slogan di Salvini: 60 milioni di italiani sono con me.

I più contenti sono naturalmente i ragazzi (tutti): «I ragazzi hanno veramente colto il senso di questa maturità nei loro confronti, cioè l’attenzione alla meritocrazia». E soprattutto, sollevati perché il colloquio, lo spauracchio di questo nuovo esame, «è stato invece più facile del previsto» Continua a leggere “Brigantaggio (3)”

Lasciamoli lavorare (21)

Un sito di news (al confine con le fake news) scolastiche riferisce che Salvini avrebbe detto «C’è ancora da fare la riforma della scuola». Tutti i governi degli ultimi vent’anni si sono intestati una riforma della scuola. Quindi il discorso fila: c’è stata una riforma Berlinguer, una riforma Moratti, una riforma Gelmini, c’è stata la sciagurata Buona Scuola di Renzi, ci sarà anche una riforma Salvini. Poiché finora è stato fatto pochino per la scuola, specie rispetto agli impegni contenuti nel contratto di governo, è venuto il momento di rimboccarsi le maniche.

In cosa consisterebbe poi questa riforma Salvini? Questo il sito di news scolastiche più seguito dai docenti italiani non lo dice. Ma non è difficile intuire quali potranno essere le linee guida di una riforma grilloleghista Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (21)”

Aria fritta 2.0

Estate o inverno (l’Estate è meglio), tutti hanno sempre qualcosa da dire sulla scuola, un’opinione qualificata, un consiglio da esperti, che naturalmente i mezzi di informazione rimbalzano immediatamente e con gioia, soprattutto se l’opinione qualificata parte da un informatore, e non putacaso da uno che la scuola la fa tutti i giorni. Questa volta è il turno di Enrico Mentana, il cui curriculum, da Berlusconi alla maratona, è noto a tutti. E che non è nuovo a esternare il suo pensiero sulla materia.

Dice Mentana: la scuola insegna cose antiquate e non prepara per il lavoro, gli insegnanti masticano poco inglese e webbe. Aria fritta 2.0: Berlusconi ci ha fatto una campagna elettorale con la scuola delle tre i (inglese, internet, impresa). La buona scuola ha introdotto a tamburo battente l’alternanza scuola-lavoro (che poi ha cambiato nome) per avvicinare i giovani al loro futuro. E sì, si fanno cose antiquate, ma molte classi sono dotate di lim (lavagna interattiva multimediale) dove i contenuti scorrono con sottofondi musicali accattivanti e intervallati da spot pubblicitari, in pieno stile webbe. E quasi dappertutto le noiose interrogazioni sono state sostituite da quiz, preludio alle domande cui gli studenti dovranno rispondere quando saranno fuori dalla scuola.

Brigantaggio (2)

Quella che i mezzi di informazione, anche quelli più informati, si ostinano a chiamare maturità, ma non si chiama più maturità da almeno vent’anni, consiste di tre prove. La prima prova scritta è il tema di italiano, la seconda prova scritta verte sulle materie di indirizzo. Dopo che i candidati hanno sostenuto le due prove scritte, la commissione si riunisce e corregge i compiti assegnando 40 punti, 20 per l’italiano e 20 per le materie di indirizzo oggetto della seconda prova. Che si sommano ai 40 punti scaturiti dal cosiddetto credito scolastico. La terza prova, che i mezzi di informazione, anche quelli più informati, si ostinavano a chiamare quizzone, ma che non è stato quasi mai un quizzone, è stata abolita.

Dalle prove scritte si passa direttamente al colloquio. Continua a leggere “Brigantaggio (2)”