LORENZO FIORAMONTI Un passo indietro e due avanti

Il ministro Fioramonti come ministro è stato furbo, ha reso obbligatorio l’Invalsi per l’esame di Stato ma ha incassato un consenso pressoché unanime per alcuni ritocchi alle prove, ha riempito l’ora di educazione civica di tematiche ecumeniche tranne pensare che l’ora di educazione civica di fatto non esiste, ha intrapreso nobili battaglie (la tassa sulle bevande zuccherine), ha abolito l’odioso bonus per i docenti meritevoli, ha speso una buona parola su qualsiasi tema. E il 23 dicembre ha inviato una letterina al presidente del consiglio con la quale, sulla base di principi politicamente e moralmente ineccepibili, si è dimesso in odore di santità.

La sera del 23 dicembre, ho inviato al Presidente del Consiglio la lettera formale con cui rassegno le dimissioni da Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Mi sono ovviamente messo a completa disposizione per garantire una transizione efficace al vertice del Ministero, nei tempi opportuni per assicurare continuità operativa. Continua a leggere “LORENZO FIORAMONTI Un passo indietro e due avanti”

A time to dance, a time to mourn

Il ministro Fioramonti ha mantenuto la parola. Aveva detto: «Troviamo i 3 miliardi per scuola e università, altrimenti mi dimetto». Le sue dimissioni sono state accolte di buon grado dal governo. Il ministro dell’economia Gualtieri ha detto: «Si voleva mettere tre miliardi nella manovra per scuola, università e ricerca ma poi si tennero. L’impegno è per la prossima manovra».

To everything turn, turn, turn (17)

Il ministro Fioramonti, da quando si è insediato al ministero dell’Istruzione, ha trattato i seguenti temi: sostenibilità ambientale, educazione civica (uno dentro l’altro), l’esame di stato non è un quiz a premi (di qui l’abolizione delle buste nel colloquio, motivo di stress e fastidio per i candidati, obbligatorietà del tema di storia tra le prove scritte (fatto), risorse per il personale della scuola (da fare), dimissioni nel caso di mancato stanziamento delle risorse per l’istruzione (non rassegnate), bonus per i meritevoli (abolito), cancellazione dell’obbligo dell’Invalsi (è diventato obbligatorio grazie al ministro Fioramonti), riduzione dei precari a massimo 100.000 unità (da fare), concorsi (da fare), docenti che devono fare centinaia di chilometri per insegnare (ha manifestato la propria solidarietà) Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (17)”

How I feel when I decline

Mancano le risorse ma i docenti sono nel cuore delle famiglie italiane, scrive Ilvo Diamanti su Repubblica, commentando un sondaggio dell’Osservatorio Demos-Coop. La spesa per l’istruzione in Italia è circa l’8% per cento della spesa pubblica. La media Ue è del 10,2%: «Siamo, cioè, in fondo alla graduatoria europea». La tendenza non è cambiata nonostante il ministro Fioramonti abbia minacciato di incatenarsi davanti al ministero dell’Economia.

Le famiglie pensano tuttavia che la professione di insegnante sia ancora prestigiosa, specialmente gli insegnanti della secondaria di secondo grado e i maestri (57%). Un po’ più degli insegnanti della scuola media (52%). Più di avvocati, giornalisti, impiegati (di che?), commercianti. Molto più dei dirigenti della pubblica amministrazione e dei politici. Molto meno di medici, docenti universitari, giudici (in una causa per lo meno sanno da che parte stare), operai, dirigenti di impresa. Quasi alla pari con chef e cuochi. Continua a leggere “How I feel when I decline”

To everything turn, turn, turn (16)

Quale effetto mai potrà sortire un’ora di «Educazione civica» o di «Educazione alla Cittadinanza attiva», in un contesto così profondamente trasformato e forse anche irrimediabilmente compromesso rispetto alla sopravvivenza della nostra idea di comunità politica e dello Stato costituzionale di diritto è dubbio.
Roberta Calvano, Scuola e Costituzione, tra autonomie e mercato

Le grandi conquiste del Miur nell’era del ministro Fioramonti. Tutti sanno che l’Italia si trova tipo al 72mo posto nell’area Ocse per la spesa a favore dell’istruzione, ci attaccano con statistiche minuziose perché i nostri studenti non capiscono quello che leggono, lo stipendio dei docenti è il più basso d’Europa, e non so cos’altro. Ma c’è un primato di cui possiamo vantarc Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (16)”

To everything turn, turn, turn (15)

Il ministro Fioramonti aveva detto: se le risorse per l’istruzione non aumentano (anche di poco) dimissioni (tranne, da mettere sempre in conto, la possibile caduta del governo). Ora, secondo una fonte autorevole, in due anni, compresa la previsione per il 2020, il ministero dell’istruzione ha subito tagli per tre miliardi e mezzo. A che punto siamo con l’aumento degli stipendi del personale della scuola?

To everything turn, turn, turn (14)

Anna Maria Bellesia, su Tecnica della scuola, interrompe il coro dei «Fioramonti ha ripristinato il tema di storia» e «la storia torna all’esame di Stato», e «abbiamo vinto una grande battaglia». Scrive Bellesia: «La storia a dire il vero non è mai stata cancellata dall’esame» e ricorda che l’anno scorso una delle tracce del testo argomentativo trattava dell’eredità del Novecento. Cosa è cambiato? Che anche quest’anno una delle tracce del testo argomentativo sarà di argomento storico.

Progresso senza avventure. Una mano di trucco per nascondere gli orrori dell’esame di Stato versione Renzi (finito di attuare dopo tre anni da un ministro 5s perché così vuole la legge) Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (14)”

To everything turn, turn, turn (13)

Il 16 ottobre, parlando con un giornalista, il ministro Fioramonti ha detto:

Credo molto nella valutazione perché è utile, se intesa come un’agevolazione per docenti e studenti. Abbiamo anche avviato un’interlocuzione con l’Invalsi e l’Ocse. Però, non deve essere un onere. Perché non si deve studiare per passare il test di valutazione. Deve essere quasi invisibile. Va fatta in modo tale per comprendere, ad esempio, le carenze formative.

Il 25 ottobre il Miur pubblica la circolare che rende obbligatori i test invalsi per sostenere l’esame di Stato. Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (13)”

To everything turn, turn, turn (12)

Il ministro Fioramonti ha firmato il decreto Maturità: l’esame di Stato cambia anche quest’anno (cambiare sempre per non cambiare niente). «Torna il tema di storia» e «via le buste dall’orale» titola Repubblica. «Ho voluto ascoltare la voce dei docenti» dice il ministro Fioramonti. E ancora: «Non potevo ignorare il Manifesto firmato da una parte rilevante della società italiana. E ne ho condiviso la preoccupazione».

Ma anche no. Non c’è nessun «tema di storia». C’è la storia, come opzione di un testo argomentativo, dove uno storico parla di altri storici. Il testo argomentativo è già fatto, lo studente deve fare il riassunto e rispondere a delle domande di comprensione del testo. C’era anche l’anno scorso: un brano di Corrado Stajano che commenta le affermazioni di alcuni storici del XX secolo. Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (12)”

To everything turn, turn, turn (11)

Il ministro Fioramonti si confessa al Messaggero. Ci tiene a ricordare che viene da Tor Bella Monaca. Anche se, è costretto ad ammettere, il gap si è aggravato, ora è diventato estremo: oggi a Tor Bella se nascono scienziati, avvocati, dottori o commercialisti sarebbero costretti a rinunciare ai loro sogni perché mancano le infrastrutture. E anche un Usain Bolt non potrà mai correre perché non c’è una palestra. Al massimo Tor Bella può produrre un ministro dell’istruzione. Che disastro.

In un altro paragrafo dell’intervista il giornalista chiede al ministro Fioramonti se, preso atto che i 3 miliardi di investimenti per scuola e università non ci sono, «manterrà la parola e si dimetterà». Il ministro Fioramonti risponde che la scuola e l’università stanno annegando e lui invece vorrebbe che galleggiassero. Il giornalista incalza: e quindi? Il ministro Fioramonti, sconsolato, risponde: «E quindi dall’anno prossimo tante università non potranno pagare gli stipendi».