Dunque Veltroni, meglio quando sta zitto. Dal 1° settembre al giorno di Natale nessun intervento del segretario del pd ha inciso in qualsiasi modo sull’opera del signor Giulio e della signora Margherita. Poteva, questa è un’altra storia. Vale la pena ricordare. Che il pd non ha un programma sulla scuola. In campagna elettorale aveva un programmino mingherlino che faceva ridere i polli articolato in tre punti: test per insegnanti e alunni e palestre nuove. E dopo l’ha messo via. E ha adottato la politica di valutare caso per caso quello che propone il governo e dire: questo sì può fare questo non si può fare. È molto più comodo. Si può fare quasi tutto, peraltro. Nessuna difesa della scuola, tanto meno pubblica, delle risorse. Tuttavia, al momento giusto, nel posto giusto, il pd c’è sempre. Dice quello che i suoi elettori si aspettano che dica un partito che si definisce democratico nell’era dei Berlusconi. Cioè quasi niente. E molto di più evita di dire. Continua a leggere “Dunque Veltroni, meglio quando sta zitto”
Categoria: sindrome scuola
La logica del cocomero
Analisi delle bozze (clandestine) di riordino dei licei
Si chiamano bozze clandestine. Io l’ho trovate su diesse.org grazie a una soffiata di ReteScuole. Il presidente della repubblica emana un regolamento dei licei e uno dei tecnici con alcuni elementi molto contraddittori. Mi limito ad alcune osservazioni su classico, scientifico, linguistico e liceo cosiddetto delle scienze umane.
0) Secondo Tuttoscuola, rivista filoberlusconiana, le bozze saranno portate al prossimo consiglio dei ministri. Fa parte della strategia di saltare gli ostacoli e scongiurare il probabile rinvio delle novità (per non dover scrivere riforma) a cui corrispondono lo spostamento dei termini per le iscrizioni e certi bisbigliamenti su un acquazzone che sta per sciacquarci di nuovo proprio ora che molti credevano stesse tornando un po’ di sereno (i pareri di Camera e Senato, il salvataggio del tempo pieno ecc.). Continua a leggere “La logica del cocomero”
…anziché cercare lavoro altrove? (nel turismo)
prologo
MSG al Sole-24 Ore «Sono disposta ad avere un po’ di insegnanti in meno, ma più preparati e meglio pagati. In concreto, credo che in questo Paese, soprattutto per quanto riguarda la competenza di tipo umanistico, artistica e storica, ci sia anche la possibilità di creare nuove figure professionali. Non dico che dobbiamo lasciare la gente a casa, ma distribuiamo le risorse dove servono. Mi piacerebbe parlarne col sottosegretario al Turismo perché una parte di queste persone potrebbe avere un’opportunità di lavoro in un contesto di rilancio del sistema Paese». Continua a leggere “…anziché cercare lavoro altrove? (nel turismo)”
Salto nel buio
Con il contributo di Livia Testa
I
Spero che non dovrò annotare quanto segue in una rubrichetta dal titolo ipse dixerat ovvero le ultime parole famose. Il giorno è il 13 marzo corrente anno. La trasmissione è Otto e mezzo. Il personaggio che parla è Fioroni, ministro della pubblica istruzione. Incalzato dalla solita solfa degli esuberanti insegnanti malpagati – malpagati perché esuberanti, risponde con un discorso imparaticcio ma efficace: il problema è che nella scuola si risparmiano risorse fin dal 1990, la scuola è il comparto che da vent’anni
succhia di meno. Tagliare gli insegnanti non è la soluzione perché è vero che in Italia sono tanti, sì, ma sono tanti perché permettono l’integrazione del disabile e la sopravvivenza delle scuole di montagna.
Il copione si è ripetuto due ore dopo nel rinomato salotto di Bruno Vespa. Quello che piace tanto al Fausto Bertinotti presidenziale. E che non schifano neppure i Pecorario Scanio e i Diliberto. Continua a leggere “Salto nel buio”
Il lungo autunno dei precari (romani)
[Lettera inviata, e (volentieri) pubblicata da «Meridiano Scuola», il 16 settembre 2004]
Riflessioni in margine al primo giorno di scuola nel Lazio
C’è scritto autunno e non estate: il lungo autunno dei precari – romani e non so quali altri – che sta per cominciare, insieme alle nuove serie televisive e agli addobbi natalizi. Ma non è un divertissement. E nemmeno un palliativo. Intanto l’estate è finita, e questo è un fatto.
E l’estate è stata quante altre mai fastidiosa. Qualcuno prima o poi dovrà mettere mano alle carte del CSA di Roma, alla montagna di reclami che i molti supplenti hanno inoltrato durante il bel mezzo del mese di agosto. Dia un’occhiata alle date, se può anche al luogo da cui sono stati faxati. Ah, i precari vanno in villeggiatura? Buono a sapersi.
Comunque va tutto bene. Continua a leggere “Il lungo autunno dei precari (romani)”
Il dramma dei precari blue
[Lettera inviata, e (volentieri) pubblicata da «Meridiano Scuola», il 18 giugno 2004]
Il primo stupido sono io. Pretendevo di farmi l’iscrizione elettronica, alla posta. Ho scaricato i moduli on line, ho ricevuto il telegramma, ho immesso i codici. Poi qualcosa, da qualche parte, è andato storto. La stampante inceppata sul blu (“deve essere blu” gracchiava la signora allo sportello. Mi sembra di sentirla: “Se l’originale è blu, deve essere blu”), la chiave incastrata nella toppa, i cd sputacchiati uno dopo l’altro dal masterizzatore, i codici che non corrispondevano, neppure dopo, quando, finalmente ispirata, la stampante mi ha partorito tre paginette di un blu pallido pallido. Ma gli uffici intanto erano chiusi. Un segno, chiaramente. Continua a leggere “Il dramma dei precari blue”
Riflessioni a margine di «Ballarò»
[Lettera inviata, e (volentieri) pubblicata da «Meridiano Scuola», il 4 marzo 2004]
Il centro-sinistra a caccia di ombrelli – e i sindacati confederali, in primis la cgil – farebbe bene, invece che invocare l’unità di tutti gli uomini di buona volontà contro i “nostri avversari”, così dando ragione ai Bonaiuti di turno che l’unica vera unità del centro-sinistra è nell’anti-berlusconismo (e hanno ragione), a studiare a fondo i problemi della scuola.
Per la discussione, due o tre banali elementi:
– la signora Melandri, che ha iscritto i propri figli ad una costosa scuola privata, non è la persona più adatta a difendere la scuola pubblica in una trasmissione televisiva. Continua a leggere “Riflessioni a margine di «Ballarò»”
Eccovi serviti
[«Fuoriregistro», 5 ottobre 2001]
Eccovi serviti. Anzi, eccoci serviti. La concertazione è finita, comincia l’era delle decisioni unilaterali. Primo: via i precari.
In questo frangente drammatico, con una guerra di proporzioni imprevedibili forse sulla porta di casa, con i metalmeccanici in fermento, con il diritto di sciopero in pericolo, mi riesce difficile parlare del ridicolo orticello dei precari della scuola. Mi sembra di compiere l’errore fatale che ci ha spinti così in fondo, alla deriva corporativa, all’isolamento.
Ma non parlerò dell’idea per cui i precari si occupano solo di ciò che può influenzare la loro condizione: la riforma dei cicli perché taglia un anno di scuola, l’organico funzionale perché mangia 20 000 cattedre… Continua a leggere “Eccovi serviti”
Precari tra due destre
[«Fuoriregistro», 15 luglio 2001]
Quasi nessuno sembra ricordare che il corporativismo è un arnese dell’armamentario scenico di quell’arcaismo tecnicamente equipaggiato e spettacolare che il fascismo impose durante lo stato d’assedio della società capitalistica tra le due guerre, sotto la minaccia della crisi, della lotta
di classe e della sovversione proletaria…
Accademia dei Testardi, Dizionarietto ad uso dei comitati di base della scuola, Carrara 1988
Definizioni. Non è solo un problema di metodo. Tutti sanno cos’è un precario: gli alunni e le loro famiglie, i presidi, i colleghi, il personale della segreteria. Precario è chi non è di ruolo. Chi lavora con un contratto a tempo determinato e senza certe garanzie. Anche il vocabolario è chiaro. Eppure intorno alla definizione e ai suoi limiti si è giocata la partita dei precari in questi anni. La definizione di cosa sia un precario nella scuola cambia a seconda degli umori, dei tempi, dei soggetti (chi si auto-definisce e chi definisce), delle relazioni che mette in gioco; oserei dire, di certe opportunità estemporanee e non. Non mancano i de profundis (tiè), gli epitaffi, le didascalie, come questa: “Le tragedie, personali e famigliari, di migliaia di precari che hanno servito lo Stato per decenni graveranno sulla coscienza dei politici e dei sindacalisti responsabili di tanta eclatante ingiustizia” (Il partito per la scuola). Continua a leggere “Precari tra due destre”
A chi serve il Bignami
Si dice che il Bignami serva soprattutto a noi. Questo mi sembra degno di preoccupazione sopra ogni altra cosa. Come storico, sia ben chiaro, neppure io posso conoscere tutta la storia. C’è un argomento che non conosco: la scoperta dell’America. Poniamo il caso. Mi voglio quindi documentare, così mi preparo una bella lezione in quattro e quattro otto. Apro il mio Bignami – un Bignami vero, non un’imitazione – al capitolo “Le scoperte geografiche e la colonizzazione del mondo”. C’è una piccola introduzione, pensa te che lusso. Si intitola: “I presupposti delle scoperte”. Recita tra l’altro: “Una delle caratteristiche della ‘modernità’ della nuova epoca è l’allargamento dello spazio geografico di riferimento (rispetto a chi? a che cosa?)… nel quale gli europei stabiliscono contatti (e che contatti…) regolari con tutte le altre società umane e danno alla storia una dimensione mondiale”. Continua a leggere “A chi serve il Bignami”