Nihil humani a me alienum puto

Continuare a sottolineare studente congolese non solo va contro al principio del vecchio Cremete («homo sum»), ma serve a tracciare uno steccato tra me e l’altro. Per citare Eviatar Zeruvabel: «L’atto di evidenziare ed enfatizzare (e rendere quindi a-normali) l’essere donna, nero, omosessuale o disabile è inseparabile dalla convenzione semiotica di considerare normale il fatto di essere uomo, bianco, etero e senza handicap»