GIUSEPPE CALICETI Basta voti

[Da La scuola senza andare a scuola, pp. 120-1]

I voti disturbano la crescita, minano l’autostima. I voti adulano e offendono, corrompono e feriscono, mietono vittime innocenti e creano assurde presunzioni. I voti infieriscono sui più deboli e avvelenano anche i migliori. I voti non servono né a crescere né a imparare. Non aiutano a riflettere sugli errori commessi. Non aiutano a migliorarsi. I voti creano muri insormontabili. I voti dimenticano chi sono e da dove vengono gli studenti. Non li prendono per mano. Non li conducono in nessun luogo. I voti creano rancori e vendette. I voti sono orrori. I voti fanno male, tanto male. Soprattutto ai più piccoli. I voti sono sempre lo stesso numero: uno zero senza volto e senza cuore.

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Da dietro uno schermo si perde anche il bello dell’imparare

Ho fatto un po’ di copia incolla da un tema assegnato alla prima azzurra per le vacanze di Natale. Non ho chiesto alle/agli studenti cosa pensano della dad, ma solo come hanno vissuto i primi mesi di scuola, se sono stati come se li aspettavano e cosa pensano che succederà dopo. Ognuno ha inglobato la dad nel suo discorso. Alcune idee sono ricorrenti (la dad non è come andare a scuola ma ha anche dei lati positivi), ma declinate in 25 modi diversi.

I testi hanno subito minime correzioni su aspetti linguistici, un congiuntivo in più e in meno, virgole al loro posto, limatura del superfluo, gli adattamenti necessari per rendere il collage qualcosa di simile a un coro.

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Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (8)

Venerdì 29 gennaio 2021

Scuola media. Ora di geografia. Oppure di storia. Oppure di entrambe.

Grecia.

Mi sembra giusto far partire il siltaki utilizzando le casse della LIM, visto che sto testando l’audio. La classe apprezza.

Partenone, Atene, la mitologia, le olimpiadi, le isole, Sparta.

La culla della civiltà, la democrazia, i tiranni.

Il voto.

«Tutti avevano diritto di voto, perché c’era la democrazia. Cosa significa democrazia ragazzi?».

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GIUSEPPE CALICETI Smart working

[Da La scuola senza andare a scuola]

Io, mia moglie, mia figlia. Non andiamo a scuola, ma ogni giorno le nostre scuole entrano nel nostro appartamento, che si popola di voci e di volti inaspettati. È l’ebrezza dello smart working.
Mi sento a disagio. Non esiste più confine tra vita pubblica e vita privata, tra lavoro e non lavoro, tra casa e scuola.
Mi sento un ventriloquo e mi sento spiato. Non ho più privacy.
Prima di scambiarci due parole, io e mia moglie ci guardiamo intorno con sospetto, controlliamo che microfono e webcam non siano accesi Continua a leggere “GIUSEPPE CALICETI Smart working”

Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (6)

Venerdì 15 gennaio 2021

«Ciao, quando possiamo vederci per un pò di Fisica e Matematica?».
«Lunedì 18 ti andrebbe bene?».
«Ma lunedì io sto in sciopero contro la DAD!».
«Bello de casa, solidarizzo, ma che andate di nuovo in piazza?».
«Sì, ad Albano, sempre in Piazza Pia credo. C’ero pure lunedì scorso, abbiamo fatto anche il corteo, facevo il servizio d’ordine».
«Allora invece di vederci il pomeriggio per studiare qualcosa, ci vedremo in piazza, vengo pure io! Ma c’era qualche prof vostro l’11?».
«No stavano dentro al liceo davanti gli schermi a cercare di fare la DAD, ma di noi non s’è collegato nessuno, neanche quelli che stavano a casa e non sono scesi in piazza».
«Beh, penso che il messaggio gliel’avete mandato forte e chiaro e magari può darsi che qualcuno stavolta vi appoggi non solo a parole».
«Boh».
«Cornetto e cappuccino per tutti lunedì 18 – oddio, per te e qualche amico, non esageriamo – vabbè?».
«Vabbè! Daje».
«Daje, non mollate!».

FLAVIO MARACCHIA Titanic

[Gli opliti di Aristotele, 4 gennaio 2021]

Alla fine anche il mese di dicembre è passato. Nelle prime settimane l’orario della scuola è variato tre volte, poi con le vacanze di Natale sono arrivate le giornate che cambiavano colore manco fossero le foglie di un albero in autunno e serviva una tabella per tenere a mente tutte le restrizioni, sono tornate le autodichiarazioni, le file davanti al supermercato e ai negozi per i regali, il senso di impotenza.

Nonostante tutto però il mese è andato liscio. Le premesse, per come si erano messe le cose, non erano mica buone. Una comunicazione dell’Ufficio Scolastico Regionale mi annunciava una punizione esemplare: 11 giorni di sospensione dal servizio con relativo taglio di un terzo dello stipendio.

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Infinite Jest

[Diario DaDa, 6 novembre-30 dicembre 2020]

La scuola senza andare a scuola non è scuola.
Giuseppe Caliceti

6 novembre
Poiché i miei 25 followers si sono giustamente stancati di leggere gli aggiornamenti dei diari DaDa, da oggi trascriverò ogni giorno su questa pagina una riga di Infinite Jest di David Foster Wallace.

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MARIO FILLIOLEY D’Avenia spara un sacco di minchiate

[post su facebook, 7 dicembre 2020]

In classe, qualsiasi cosa è preferibile alla cosa che si fa in classe. Non dico alla lezione, perché la lezione potrebbe essere pure un film, o una partita a Kahoot, cioè qualcosa che contiene in se stessa un certo tasso, anche piuttosto alto, di intrattenimento cosiddetto “puro”. Dico più che altro che per gli studenti vale questo principio secondo il quale SE LO STIAMO FACENDO IN CLASSE, ALLORA È PREFERIBILE FARE QUALCOS’ALTRO. Il principio vale fino al punto che l’attenzione viene richiamata anche da oggetti inanimati, non so una gomma a forma di superpigiamino, o addirittura da animali morti, il cadavere di un lombrico o una cimice in decomposizione, QUALSIASI COSA È MEGLIO DI CIÒ CHE SI FA IN CLASSE. Per esempio, bevono acqua da una bottiglia di plastica. Chiedono continuamente POSSO BERE? “Bere” è già un sollievo da quello che si sta facendo in classe.

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DANIEL PENNAC Il professor Bal

[da Diario di scuola]

È sufficiente un professore – uno solo – per salvarci da noi stessi e farci dimenticare tutti gli altri.
Perlomeno è questo il ricordo che serbo del professor Bal. 
Era il nostro professore di matematica all’ultimo anno delle superiori. Dal punto di vista della mimica, il contrario di Keating; un professore che meno cinematografico non si può: ovale, direi, una voce acuta e nulla di speciale che attirasse lo sguardo. Ci aspettava seduto alla cattedra, ci salutava cordialmente e sin dalle prime parole noi entravamo nella matematica. Di che cosa era fatta quest’ora che ci catturava tanto?  Continua a leggere “DANIEL PENNAC Il professor Bal”

Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (5)

Mercoledì 18 novembre 2020

Quinta elementare.

Ora di religione. Pare che gli atei o atèi come leggevano i giovini siano il 4% al mondo. Da battezzato non credente non so come sono stato conteggiato ma credo che le statistiche siano falsate, altro che quelle sul contagio. Poi ci sono gli agnostici, «Quelli che hanno un dubbio su Dio». Uno solo? Beh, credo sia risolvibile, volendo.

Chiedo ai presenti se preferiscono stare a scuola oppure collegarsi col computer da casa per fare lezione: 4 su 22 vorrebbero starsene a casa, tutti gli altri, la schiacciante maggioranza vogliono frequentare la scuola. Continua a leggere “Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (5)”