FEDERICA e FRANCESCO CAPPUCCIO La DaD ha fatto anche cose buone

Abbiamo risolto il problema della scarsità di dotazioni tecnologiche delle scuole: le forniamo noi e gli studenti a nostre spese (non è che applicando la stessa logica, ci faranno risolvere anche il problema degli edifici fatiscenti/non sufficientemente capienti costringendoci ad affittarli?)
Non mi devo spostare per andare a scuola: mi ha fatto risparmiare un sacco di carburante!!
Risolto, alla radice, anche il problema delle «supplenze brevi»: i docenti non mancano più, al massimo sono distanti.
Ho più tempo per me stessa.
Non torno più a casa con le corde vocali a pezzi: non esco proprio di casa.
Ho imparato a usare nuovi programmi.
Il desktop del pc  mi si è riempito di app per fare videolezioni.
Non devo sorvegliare gli studenti. E se si fanno male cazzi loro (e mica lo so, eh).
Niente più «posso andare in bagno?». Non solo, possiamo andarci anche noi.
Gli studenti non interrompono la lezione (ho chiuso il microfono a tutti).
Possiamo fare i corsi di recupero da casa senza doverci recare in aule bollenti.
Posso registrare la lezione e riproporla un’altra volta. O al limite me la rivedo la sera dopo cena.
Gli studenti timidi si sono scafati.
L’orario è ridotto.
Posso cucinare mentre faccio lezione. E anche fumare una sigaretta. E fare una doccia tra una lezione e l’altra.
La gioia di fare lezione in ciabatte (anche con i piedi dentro la bacinella: pediluvio rilassante).
Non incontro più i colleghi in sala prof, nei corridoi, al cambio dell’ora (però mi intasano wa).

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