OSA NAZIONALE Per l’apertura totale delle scuole a settembre

[pubblicato su Instagram, 31 maggio 2020]

In questi ultimi quattro mesi di sospensione delle lezioni in presenza a causa del Coronavirus, in cui è stata adotta la didattica a distanza, sono emerse tutte le contraddizioni presenti nell’Istruzione pubblica italiana, dovute ai tagli fatti dai vari governi di centro destra e centro sinistra e alle riforme neoliberiste della scuola che si sono susseguite negli ultimi trent’anni.

La DaD, l’unica soluzione possibile per mantenere il rapporto tra studenti e professori (che però non è stata accessibile a tantissimi studenti che, come prima della Pandemia, sono stati lasciati indietro) si è rivelata da subito l’ennesima occasione per il Governo e il padronato di confermare ed implementare il carattere nozionistico su cui è basato l’attuale modello di istruzione. Continua a leggere “OSA NAZIONALE Per l’apertura totale delle scuole a settembre”

UMBERTO SABA Mio padre è stato per me «l’assassino»

[Da Autobiografia, 1924]

Mio padre è stato per me «l’assassino»,
fino ai vent’anni che l’ho conosciuto.
Allora ho visto ch’egli era un bambino,
e che il dono ch’io ho da lui l’ho avuto.

Aveva in volto il mio sguardo azzurrino,
un sorriso, in miseria, dolce e astuto.
Andò sempre pel mondo pellegrino;
più d’una donna l’ha amato e pasciuto.

Egli era gaio e leggero; mia madre
tutti sentìva della vita i pesi. Continua a leggere “UMBERTO SABA Mio padre è stato per me «l’assassino»”

COLLETTIVO NiNaNd@ Comunicato dell’assemblea «Astensione dalla DaD»

L’assemblea tenutasi a p. dell’Esquilino il 3 giugno 2020 in occasione della giornata di astensione dalla “Didattica a Distanza” propone, a tutte le realtà che si stanno mobilitando in queste settimane per una riapertura in presenza e in sicurezza delle scuole a settembre e contro la normalizzazione della DaD, di costruire un percorso comune diconfronto e mobilitazioni per impedire che si renda permanente l’emergenza, giustificando così la riduzione e lo smantellamento della scuola pubblica. È sempre più evidente, infatti, l’esistenza di un progetto che punta a ridisegnare la scuola del prossimo futuro, impoverita, senza diritti ed autoritaria, secondo le linee dell’ANP e le politiche sulle classi e sugli organici che il ministero sta attuando. Continua a leggere “COLLETTIVO NiNaNd@ Comunicato dell’assemblea «Astensione dalla DaD»”

CHIARA SARACENO La scuola ha tradito i più deboli

[«La Stampa», 16 maggio 2020]

All’inizio della pandemia, quando l’intero sistema è stato stravolto e tutti – insegnanti, studenti, genitori – hanno dovuto rivedere radicalmente ciò che davano per scontato, dalle modalità di insegnamento e apprendimento agli spazi e orari quotidiani, sembra che le preoccupazioni principali della ministra dell’Istruzione siano state il mantenimento del calendario scolastico, la garanzia che nessuno sarebbe stato bocciato e la valutazione degli apprendimenti. Che intere settimane di scuola siano saltate prima che qualche cosa si mettesse in moto, che questo “qualcosa”, sotto l’etichetta di “didattica a distanza” si sia realizzato in modi diversissimi per impegno degli insegnanti, tempo, grado di coinvolgimento forzato dei genitori necessario, accessibilità da parte degli studenti, efficacia a seconda, non solo della capacità degli insegnanti, ma dell’età degli studenti e delle condizioni ambientali in cui vivono – tutto questo non sembra entrato nelle priorità della ministra. Continua a leggere “CHIARA SARACENO La scuola ha tradito i più deboli”

SARA CUNIAL La DAD non è la risposta

[post su facebook, 13 maggio 2020]

Esaltare la Didattica a Distanza come soluzione e prospettiva significa uccidere e alienare definitivamente non solo la nostra scuola, ma anche gli stessi ragazzi. Una scuola senza relazioni, contatti ed emozioni, senza compresenza e senza interazione non può definirsi tale. L’esperienza e la condivisione sono le basi di qualsiasi formazione che si vuole chiamare tale.

“Questa non può chiamarsi scuola. Tutto ciò non giova ai nostri animi. Non era Plutarco colui che affermava che i “giovani non sono vasi da riempire ma fiaccole da accedere”? In questo momento le nostre fiaccole non fanno più luce. Non era Kant ad affermare che “l’uomo deve uscire dallo stato di minorità per servirsi della propria intelligenza”? Continua a leggere “SARA CUNIAL La DAD non è la risposta”

Comunicato

Carissime/i tutte/i, oggi, 3 giugno, mi astengo dalla DaD per chiedere l’apertura delle scuole di ogni ordine e grado a settembre in sicurezza, finanziamenti alla scuola, riduzione drastica del numero di alunni per classe e per oppormi a ogni tipo di didattica digitale, a distanza, mista eccetera. Per tutti questi motivi alle 10 partecipo all’iniziativa pubblica a piazza Esquilino organizzata da Autoconvocati della scuola, Priorità alla scuola, Collettivo NiNaNd@ e altri comitati e associazioni.

CARLO SCOGNAMIGLIO Sul distanziamento didattico e la riapertura delle scuole

[MicroMega, 14 maggio 2020]

Poniamo nell’ordine tre elementi problematici, discutiamoli e poi tracciamone il nesso.

Primo: il processo di apprendimento, nelle varie fasce d’età, non segue il medesimo tracciato, se svolto in presenza oppure a distanza. Secondariamente, le dinamiche affettive e motivazionali coinvolte in un processo di apprendimento, durante un’emergenza sanitaria ed economica, evidenziano un ulteriore elemento di eccezionalità. Consideriamo infine la proposta messa sul tappeto dagli “esperti” ministeriali, di far lavorare nel medesimo tempo una parte degli alunni in presenza, e un’altra a distanza. Proposta inizialmente rivolta all’intera comunità studentesca, e poi – per valutazioni legate per lo più alla custodia domestica (e giammai alla qualità didattica) – riservata soltanto agli studenti della secondaria superiore. Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO Sul distanziamento didattico e la riapertura delle scuole”

DANIELE LO VETERE Chiedi chi erano i Beatles: divagazione su scuola e memoria

[Il presente e noi, 6 maggio 2020]

Domenica mattina, durante un’intervista a SkyTg24, il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli ha sviluppato un ragionamento così riassumibile: nell’apprendimento la motivazione è essenziale, solo ciò che interessa lo studente è motivante, i contenuti non interessanti e non motivanti possono essere sostituiti da altri, l’obiettivo infatti è sviluppare una competenza, non l’apprendimento di quel contenuto; perciò, se l’obiettivo è, poniamo, sviluppare la comprensione del testo, un Dante da sbadiglio potrà essere sostituito da una canzone dei Beatles. Non si può dire che si tratti di un ragionamento che abbia in sé la forza dirompente della novità. Siamo allo standard riformistico medio, ripetuto anche un po’ macchinalmente e schematicamente: competenza, cultura pop, motivazione, apprendimento centrato sullo studente, tra i buoni; conoscenze, cultura letteraria, noia, apprendimento centrato sui contenuti, tra i cattivi. Continua a leggere “DANIELE LO VETERE Chiedi chi erano i Beatles: divagazione su scuola e memoria”

Viva la Repubblica, abbasso la Monarchia

Un foglio di carta titola (a caratteri cubitali): «I prof non sono eroi» (a differenza degli infermieri da cui «non hanno imparato la lezione»). Ci contesta il fatto che in Lombardia non si trovano i presidenti di commissione, per paura o per pigrizia dei prof, e quindi l’esame di Stato rischia di saltare. Alcune considerazioni.

I prof del titolo non sono tenuti a fare i presidenti delle commissioni, la legge gli permette di fare domanda. I dirigenti sono tenuti a fare domanda, ma molti dirigenti si sono sottratti all’obbligo di fare domanda. Dei dirigenti il foglio di carta non parla. L’articolo di Sallusti lascia intendere che i prof non sono eroi perché, di fronte alla defezione dei dirigenti, di cui però non parla, i prof, definiti anche furbetti e vigliacchi, non si sono immolati per la causa.

L’uomo della strada può anche dire mi cuggino deve fare l’esame di maturità Continua a leggere “Viva la Repubblica, abbasso la Monarchia”

WALTER LAPINI La didattica con lo sguardo impossibile «da remoto»

Corriere della Sera», 11 maggio 2020]

Spero che nessuno dimenticherà il sacrificio, non solo contrattuale e sindacale, che la scuola dell’emergenza si sta sobbarcando in questi mesi. Unico antidoto ai social, essa ha dovuto rapidamente impararne il linguaggio, accettare una lunga suspension of dignity, infliggersi il gioco a guardie-e-ladri con allievi che sfuggono o copiano, si collegano e scollegano, facendosi beffe dell’insipienza informatica degli adulti, dei boomers, spesso peraltro immaginaria. Scattato il blocco, i professori hanno reagito in maniera fulminea e sincrona, senza aspettare imbeccate dall’alto. Si sono attivati con i mezzi che avevano – Skype, Zoom e quant’altro – e hanno salvato quello che si poteva salvare del quadrimestre appena iniziato. Continua a leggere “WALTER LAPINI La didattica con lo sguardo impossibile «da remoto»”