GIOVANNI FIORAVANTI Il nozionificio high tech

[Comune-Info, 30 giugno 2020]

Alla fine, toh, chi si rivede: l’autonomia scolastica. È più che ventenne il dpr 275 del 1999 che attribuisce a tutte le scuole del paese autonomia didattica, organizzativa, di sperimentazione e ricerca. Tutto quello che serve in questo momento per far ripartire le lezioni a settembre. Tutto è già scritto lì: flessibilità, unità orarie, modulazione delle discipline, aggregazione per aree, smembramento delle classi, articolazione dei curricoli plurisettimanale, annuale, pluriennale, modalità di impiego dei docenti, reti di scuole, risorse del territorio.

L’autonomia scolastica: si trattava di prendere in mano quel decreto, leggerlo attentamente e di fornire a tutte le scuole i mezzi necessari per realizzarla. Continua a leggere “GIOVANNI FIORAVANTI Il nozionificio high tech”

Notte e nebbia

10 giugno
Oggi inizia il post DaDa, il diario dei sopravvissuti. Si intitola «Notte e nebbia». Ogni riferimento alla guerra è puramente casuale.

11 giugno
A questo punto è chiaro a tutti che il ministero non ha un piano. E non vuole scucire un euro a favore della scuola pubblica. Ma non perché, l’ho scritto un po’ di tempo fa, la scuola pubblica non è nell’agenda politica, ma perché l’agenda politica prevede dei piani (a costo zero) che dobbiamo realizzare noi, con la nostra esperienza e la nostra immaginazione (l’entusiasmo no, quello non serve), possibilmente cercando di non vedere qual è il progetto globale. In buona sostanza il governo ci chiede di smantellare la scuola, ma il modo lo decidiamo no. E ci mettiamo anche un bel po’ di olio di gomito. Continua a leggere “Notte e nebbia”

MATTEO SAUDINO Un new deal per la scuola

[volerelaluna, 29 giugno 2020]

Il Covid-19 ha malinconicamente ribadito, come se non fosse già chiaro ed evidente, che in Italia la scuola pubblica statale non rientra nelle priorità politiche di nessun Governo. A parte le retoriche dichiarazioni di rito, come sempre lastricate di buone intenzioni e di frasi altisonanti del tipo «la scuola è il futuro» (io mi accontenterei più modestamente di pensare al presente), il sistema scolastico continua, infatti, a ricoprire il triste ruolo di Cenerentola degli investimenti.

Questi mesi di pandemia hanno messo a nudo e accentuato le tante problematiche di un mondo dell’istruzione impoverito e umiliato da decenni di riforme finalizzate a tagliare e contenere le spese Continua a leggere “MATTEO SAUDINO Un new deal per la scuola”

MASSIMO GARGIULO La vera didattica non è a distanza

[Toscana Today, 26 luglio 2020]

La didattica dal vivo tra insegnanti e alunni, attraverso una lettura lontana nel tempo la didattica in presenza di Plotino e Porfirio

Mi rifugio di nuovo in una letteratura lontana nel tempo per tentare di far comprendere meglio il perché della rivendicazione più costante che gli insegnanti, e non solo, stanno portando avanti in questi mesi, cioè la necessità del ritorno alla didattica in presenza come unica vera didattica. Nell’emergenza abbiamo fatto ciò che era possibile a distanza, verificando finalmente in maniera definitiva le potenzialità di questo metodo, ma anche i forti limiti, e in ogni caso la totale alterità rispetto al rapporto vivo tra docente e alunni. Uso le parole della letteratura antica per varie ragioni. Continua a leggere “MASSIMO GARGIULO La vera didattica non è a distanza”

ALBERTO BERTINO Per le rime

[La scuola e noi, 13 luglio 2020]

In particolare, con riferimento alle indicazioni sanitarie sul distanziamento fisico, si riporta di seguito l’indicazione letterale tratta dal verbale della riunione del CTS tenutasi il giorno 22 giugno 2020:

Il distanziamento fisico (inteso come 1 metro fra le rime buccali degli alunni), rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione…

Questo magnifico pezzo di prosa (con tanto di rima leopardiana in –ale) dimostra in modo inequivocabile che l’antilingua in Italia gode ottima salute. Era stato Calvino, nel febbraio 1965, a parlare dell’antilingua inesistente. Continua a leggere “ALBERTO BERTINO Per le rime”

FRANKIE HRG feat. ASCANIO CELESTINI Call Center

Io lavoro al call-center.
Se voi telefonate al call-center dove lavoro io e per caso vi rispondo io, sentirete la mia voce che dice: “Pronto? In cosa posso esservi utile?”, perchè io posso esservi utile.
Se voi rimanete con me al telefono al call-center per il tempo di 1 minuto, determinate un guadagno lordo per me più o meno di 30 centesimi, che al netto delle ritenute per legge fanno… fanno 21, 22 centesimi.
Ma se voi telefonate al call-center, vi rispondo io e rimaniamo al telefono per il tempo di 2 minuti determinate un guadagno lordo per me di 60 centesimi, che al netto delle ritenute per legge fanno 42, 43 centesimi.
Ma se voi rimanete al telefono con me al call-center per il tempo di 2 minuti e 40 secondi determinate un guadagno lordo per me di 85 centesimi precisi. Continua a leggere “FRANKIE HRG feat. ASCANIO CELESTINI Call Center”

NAOMI KLEIN Screen New Deal

[InfoAut, 20 giugno 2020]

Isolamento fisico come laboratorio vivente di un avvenire – altamente redditizio – deprivato per sempre di qualsiasi contatto fisico

Nel corso del briefing quotidiano sul coronavirus del governatore di New York Andrew Cuomo di mercoledì 6 maggio, per alcuni brevi istanti, la cupa smorfia che ha riempito i nostri schermi per settimane si è rapidamente trasformata in qualcosa che assomiglia a un sorriso.
«Noi siamo pronti, ci siamo completamente dentro», ha ciangottato il governatore. «Siamo newyorkesi, quindi siamo aggressivi su questo problema, siamo anche ambiziosi a tale riguardo […]. Ci rendiamo conto che il cambiamento non soltanto è imminente, ma può essere veramente un amico se facciamo le cose come vanno fatte». Continua a leggere “NAOMI KLEIN Screen New Deal”

TERESA CELESTINO Il piano Colao e la medicina digitale per i malanni della scuola

[Roars, 14 luglio 2020]

Quali sono i rimedi suggeriti dal recente Piano Colao nientemeno che per il “rilancio dell’Italia nel settore dell’Istruzione” nella fase di emergenza post Covid-19?

I punti programmatici sono caratterizzati da una pervasività di termini ed espressioni dal significato fumoso, che si cerca di nascondere attraverso l’uso reiterato e francamente irritante di anglicismi. Come già accaduto in situazioni analoghe, è molto probabile che questa cortina di fumo favorirà l’inserimento di tale lessico in pianta stabile nel variegato mondo scolastico italiano, con pericoli e degenerazioni a dir poco allarmanti. Vorrei proporre qualche esempio, in particolare per quanto riguarda la formazione scientifica. Il punto 78 è intitolato:

«Spinta alla formazione su nuove competenze – Lanciare un programma didattico sperimentale per colmare gap di competenze e skill critiche (capacità digitali, STEM, problem-solving, finanziarie di base)». Continua a leggere “TERESA CELESTINO Il piano Colao e la medicina digitale per i malanni della scuola”

FERNANDA MAZZOLI L’insegnamento: una missione?

[Roars, 9 luglio 2020]

Una notizia marginale, rapidamente inghiottita dall’incessante flusso di informazioni di varia natura ed attendibilità che ci hanno sommerso nei giorni dell’emergenza, merita una più ampia risonanza, per gli scenari che potrebbe prefigurare e le preoccupazioni che ne dovrebbero nascere.

Si tratta della nomina, il 2 giugno, da parte del Presidente della Repubblica di un gruppo di cittadini a Cavalieri al merito, subito pomposamente battezzati dalla stampa “eroi della pandemia”. [1] Fra questi figurano una Preside che si è prontamente attivata per procurare dispositivi digitali agli studenti che, essendone privi, sarebbero rimasti esclusi dalla didattica a distanza e due docenti. Continua a leggere “FERNANDA MAZZOLI L’insegnamento: una missione?”

ANTON CECHOV Lo studente

Il cielo era dapprima sereno e calmo. I merli cantavano. Nella palude vicina s’udiva il grido lamentoso di un essere animato; sembrava che qualcuno soffiasse in una bottiglia vuota. Passò una beccaccia, uno sparo rim­bombò attraverso l’aria primaverile e svegliò un’eco gioiosa. Poi il bosco s’oscurò. Un ven­to freddo, frizzante, inopportuno, che veniva da Oriente, fece ammutolire ogni cosa. Sulle pozze d’acqua si formarono dei ghiaccioli; il bosco prese un aspetto triste, tetro, inospita­le. Si sentiva l’odore dell’inverno.

Ivàn Velìkopolskij, studente dell’accade­mia clericale, tornava a casa dopo la caccia; camminava su un sentiero stretto, che serpeggiava in una distesa d’erba allagata. Aveva le dita intirizzite; il viso gli bruciava a causa di quel vento aspro. Si sarebbe potuto credere che il freddo comparso all’improvviso avesse sconvolto l’ordine e l’armonia Continua a leggere “ANTON CECHOV Lo studente”