Notte e nebbia

10 giugno
Oggi inizia il post DaDa, il diario dei sopravvissuti. Si intitola «Notte e nebbia». Ogni riferimento alla guerra è puramente casuale.

11 giugno
A questo punto è chiaro a tutti che il ministero non ha un piano. E non vuole scucire un euro a favore della scuola pubblica. Ma non perché, l’ho scritto un po’ di tempo fa, la scuola pubblica non è nell’agenda politica, ma perché l’agenda politica prevede dei piani (a costo zero) che dobbiamo realizzare noi, con la nostra esperienza e la nostra immaginazione (l’entusiasmo no, quello non serve), possibilmente cercando di non vedere qual è il progetto globale. In buona sostanza il governo ci chiede di smantellare la scuola, ma il modo lo decidiamo no. E ci mettiamo anche un bel po’ di olio di gomito. Continua a leggere “Notte e nebbia”

NOAM CHOMSKY Le 10 regole del controllo sociale

– 1) La strategia della distrazione.

L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico da problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazione di continue distrazioni e informazioni insignificanti.

La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.

Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali imprigionata da temi senza vera importanza.

Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare di ritorno alla fattoria come gli altri animali. Continua a leggere “NOAM CHOMSKY Le 10 regole del controllo sociale”

FLAVIO MARACCHIA Lo scrutinio degli orrori

[Gli opliti di Aristotele, 8 giugno 2020]

Siamo in cinque. I quattro docenti della seconda effe e il Dirigente, che presiede lo scrutinio perché gli tocca la scocciatura di dover superare in qualche modo l’anomalia del maestro che rifiuta di mettere i voti ai bambini. Il che non sarebbe un accidente neanche tanto rilevante se non fosse che rischia di portarsi dietro la conseguenza di produrre un documento pubblico che si fa burla della normativa vigente.

Strano a dirsi, ma la normativa dal prossimo anno scolastico prevede proprio l’abbandono dei voti nella scuola primaria. Ottusamente chiede però ancora per qualche mese l’atto di fede di credere che i numeri possano raccontare i bambini, nonostante la clausura forzata ci abbia costretto a vivere con quei bambini un’esperienza che con la nostra scuola non ha nulla a che fare. Si decreta la fine di un sistema, ma anche quando poter iniziare a riderci sopra. Si assicura d’ufficio la promozione a tutti gli studenti italiani, ma si continua lo stesso a volerli valutare. Anche se hanno sette anni. Continua a leggere “FLAVIO MARACCHIA Lo scrutinio degli orrori”