UMBERTO SABA Mio padre è stato per me «l’assassino»

[Da Autobiografia, 1924]

Mio padre è stato per me «l’assassino»,
fino ai vent’anni che l’ho conosciuto.
Allora ho visto ch’egli era un bambino,
e che il dono ch’io ho da lui l’ho avuto.

Aveva in volto il mio sguardo azzurrino,
un sorriso, in miseria, dolce e astuto.
Andò sempre pel mondo pellegrino;
più d’una donna l’ha amato e pasciuto.

Egli era gaio e leggero; mia madre
tutti sentìva della vita i pesi.
Di mano ei gli sfuggì come un pallone.

«Non somigliare – ammoniva – a tuo padre».
Ed io più tardi in me stesso lo intesi:
erano due razze in antica tenzone.

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