OSA NAZIONALE Per l’apertura totale delle scuole a settembre

[pubblicato su Instagram, 31 maggio 2020]

In questi ultimi quattro mesi di sospensione delle lezioni in presenza a causa del Coronavirus, in cui è stata adotta la didattica a distanza, sono emerse tutte le contraddizioni presenti nell’Istruzione pubblica italiana, dovute ai tagli fatti dai vari governi di centro destra e centro sinistra e alle riforme neoliberiste della scuola che si sono susseguite negli ultimi trent’anni.

La DaD, l’unica soluzione possibile per mantenere il rapporto tra studenti e professori (che però non è stata accessibile a tantissimi studenti che, come prima della Pandemia, sono stati lasciati indietro) si è rivelata da subito l’ennesima occasione per il Governo e il padronato di confermare ed implementare il carattere nozionistico su cui è basato l’attuale modello di istruzione. Nonostante le lezioni telematiche non riproducano la reale didattica (quella frontale) e che, di conseguenza, non garantiscano il diritto allo studio, il MIUR ha scelto di considerare la Dad una base valida per continuare la valutazione e per tentare un’improbabile rincorsa al programma scolastico. Ritenere che la didattica a distanza possa replicare quella in presenza è una scelta profondamente sbagliata e dannosa nei confronti di studenti e professori, e che si è rilevata fortemente irresponsabile anche rispetto alla situazione drammatica data dal Covid che il paese ha vissuto e continua a vivere.

La Ministra Azzolina non si è rilevata solo una serva delle logiche del neoliberismo, come i ministri precedenti, ma anche completamente inaffidabile, incompetente e sorda nei confronti delle richieste degli studenti, confermando gli Esami di Stato e che – per le scuole superiori – la DaD verrà utilizzata anche nella prima parte dell’anno, dividendo le classi tra chi farà lezione in aula e chi per via telematica. La situazione che si prospetta per l’Istruzione pubblica in Italia è veramente critica.

Visto inoltre il passaggio con la fiducia al Senato del Decreto Scuola, che dimostra ancora una volta l’inconsistenza di Ministra e Governo, indiciamo una mobilitazione nazionale per il 10 giugno a Roma, rivendicando:

– La totale riapertura delle scuole a settembre, senza smembrare le classi e senza l’utilizzo della Dad, evidentemente fallimentare
– Un serio piano di investimenti sull’edilizia, in modo tale da rientrare a scuola in totale sicurezza
– Fondi per i corsi di recupero in presenza, per dare a tutti gli studenti una pari formazione e la possibilità di recuperare ciò che si è perso durante la pandemia
– Un grande piano di assunzioni di personale ATA e di docenti, per garantire la didattica e i corsi di recupero per tutti
– Il NO alla valutazione a distanza, i voti ricevuti durante la pandemia non sono frutto di un percorso di apprendimento, ma di lezioni nozionistiche e prive di qualsiasi fondamento pedagogico e didattico, e di conseguenza non possono essere considerati durante gli scrutini finali.

10 giugno mobilitazione nazionale: apertura totale delle scuole a settembre

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