Caccia al tesoro

Giorno storico per la scuola italiana. Si apre la caccia. Al tesoro.
Leggo: Per la prima volta dopo decenni di dibattiti parte finalmente un progetto concreto che introduce il merito nel sistema d’istruzione italiano, per valutare e premiare le scuole e i docenti migliori.
Parole che evocano scenari sinistri, specie se a pronunciarle sono certi personaggi: introduce il merito, premiare le scuole, docenti migliori.
Ma voglio far finta per un giorno che questa sia una cosa bella.
Che la logica meritocratica spinga tutti a fare meglio. Il pensiero del premio. L’ambizione di essere considerato il migliore. Vedere i propri alunni che migliorano il proprio livello di apprendimento. Per far guadagnare soldi alla propria scuola o per arricchire i propri insegnanti, in modo del tutto disinteressato.
Che la scuola sia un locus amoenus, dove insegnanti di serie A e B possono convivere nello stesso istituto come una comunità della conoscenza. Scuole virtuose e scuole viziose nello stesso quartiere. Promozione e rerocessione. Continua a leggere “Caccia al tesoro”

GIORGIO MANGANELLI La lunga fatica della scuola (Ha ragione Pinocchio?)

Domani all’alba voglio andarmene di qui, perché, se rimango qui, avverrà a me quel che avviene a tutti gli altri ragazzi, vale a dire mi manderanno a scuola e per amore o per forza mi toccherà a studiare; e io, a dirtela in confidenza, di studiare non ne ho appunto voglia, e mi diverto più a correre dietro le farfalle e a salire su per gli alberi a prendere gli uccellini di nido”.
Vi ricordate queste parole? Le dice Pinocchio al Grillo parlante, il Pinocchio ribelle che tanto ci ha affascinato da ragazzi e da grandi; e quelle parole le scrisse Carlo Collodi appunto cent’anni fa. Un secolo dicono che sia cosa lenta, lunga e perigliosa: ma è cambiato qualcosa, per quel che riguarda il rito dell’andare a scuola? Tutti gli autunni, oggi come un secolo fa, bambini, ragazzetti, adolescenti, giovani di baffo acerbo si mettono in fila per andare a scuola. Qualche volta li abbiamo visti ribelli e impazienti, appunto come Pinocchio; ma per lo più se ne stanno stranamente calmi, anche allegri, di una irrequieta allegria. Continua a leggere “GIORGIO MANGANELLI La lunga fatica della scuola (Ha ragione Pinocchio?)”

Cerchio e botte 

A proposito della puntata di Report del 19 aprile 2009
Anche Report è diventato un programma cerchio e botte, o forse lo è sempre stato. Mi riferisco alla puntata del 19 aprile: un colpo alla Gelmini, ridicolizzata nei siparietti con la giornalista, un colpo agli insegnanti e alla scuola in genere. Non dico che mi aspettavo un programma anti Gelmini, sarebbe bastata un’informazione corretta. Ad esempio non inquinata da luoghi comuni facili da spendere come la valutazione degli insegnanti (da parte dei dirigenti), le strutture fatiscenti, i progetti truffaldini, gli immancabili assenteisti, gli sprechi del sistema. Tutte cose vere, certo, tra tante altrettanto vere. O forse anche di più.

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Numeri al lotto

Alla signora Margherita (Stella Gelmini), quando andava a scuola, hanno insegnato che bisogna sempre dire la verità. Non importa se è solo una parte della verità. Esempio: il tempo pieno sarà mantenuto. Sì, ma nei limiti delle risorse disponibili, tagliate del 30 per cento. Questo magari non lo dice. Si limita a scriverlo nella circolare, che poi noi la leggiamo e la commentiamo nei corridoi della scuola, ma fuori nessuno ci crede, anzi ci dicono tutti che il tempo pieno è stato salvato. Cioè la circolare la scrive un altro, un funzionario del dicastero su consiglio di un altro ministro più alto. E poi a lei dicono che deve dire: il tempo pieno sarà mantenuto. Continua a leggere “Numeri al lotto”

Dunque Veltroni, meglio quando sta zitto

Dunque Veltroni, meglio quando sta zitto. Dal 1° settembre al giorno di Natale nessun intervento del segretario del pd ha inciso in qualsiasi modo sull’opera del signor Giulio e della signora Margherita. Poteva, questa è un’altra storia. Vale la pena ricordare. Che il pd non ha un programma sulla scuola. In campagna elettorale aveva un programmino mingherlino che faceva ridere i polli articolato in tre punti: test per insegnanti e alunni e palestre nuove. E dopo l’ha messo via. E ha adottato la politica di valutare caso per caso quello che propone il governo e dire: questo sì può fare questo non si può fare. È molto più comodo. Si può fare quasi tutto, peraltro. Nessuna difesa della scuola, tanto meno pubblica, delle risorse. Tuttavia, al momento giusto, nel posto giusto, il pd c’è sempre. Dice quello che i suoi elettori si aspettano che dica un partito che si definisce democratico nell’era dei Berlusconi. Cioè quasi niente. E molto di più evita di dire. Continua a leggere “Dunque Veltroni, meglio quando sta zitto”

La logica del cocomero

Analisi delle bozze (clandestine) di riordino dei licei

Si chiamano bozze clandestine. Io l’ho trovate su diesse.org grazie a una soffiata di ReteScuole. Il presidente della repubblica emana un regolamento dei licei e uno dei tecnici con alcuni elementi molto contraddittori. Mi limito ad alcune osservazioni su classico, scientifico, linguistico e liceo cosiddetto delle scienze umane.
0) Secondo Tuttoscuola, rivista filoberlusconiana, le bozze saranno portate al prossimo consiglio dei ministri. Fa parte della strategia di saltare gli ostacoli e scongiurare il probabile rinvio delle novità (per non dover scrivere riforma) a cui corrispondono lo spostamento dei termini per le iscrizioni e certi bisbigliamenti su un acquazzone che sta per sciacquarci di nuovo proprio ora che molti credevano stesse tornando un po’ di sereno (i pareri di Camera e Senato, il salvataggio del tempo pieno ecc.). Continua a leggere “La logica del cocomero”

…anziché cercare lavoro altrove? (nel turismo)

prologo
MSG al Sole-24 Ore «Sono disposta ad avere un po’ di insegnanti in meno, ma più preparati e meglio pagati. In concreto, credo che in questo Paese, soprattutto per quanto riguarda la competenza di tipo umanistico, artistica e storica, ci sia anche la possibilità di creare nuove figure professionali. Non dico che dobbiamo lasciare la gente a casa, ma distribuiamo le risorse dove servono. Mi piacerebbe parlarne col sottosegretario al Turismo perché una parte di queste persone potrebbe avere un’opportunità di lavoro in un contesto di rilancio del sistema Paese».  Continua a leggere “…anziché cercare lavoro altrove? (nel turismo)”