Numeri al lotto

Alla signora Margherita (Stella Gelmini), quando andava a scuola, hanno insegnato che bisogna sempre dire la verità. Non importa se è solo una parte della verità. Esempio: il tempo pieno sarà mantenuto. Sì, ma nei limiti delle risorse disponibili, tagliate del 30 per cento. Questo magari non lo dice. Si limita a scriverlo nella circolare, che poi noi la leggiamo e la commentiamo nei corridoi della scuola, ma fuori nessuno ci crede, anzi ci dicono tutti che il tempo pieno è stato salvato. Cioè la circolare la scrive un altro, un funzionario del dicastero su consiglio di un altro ministro più alto. E poi a lei dicono che deve dire: il tempo pieno sarà mantenuto.
Secondo esempio. Questa cosa si vede che alla signora Margherita piace un sacco perché l’ha ripetuta tante volte e anche in parlamento. Si vede che funziona. Silvio ha commissionato un sondaggio e hanno visto che gli italiani ci credono. Cazzo: più il tempo passa e più sarà facile prendere per il culo l’italiano con un giochetto di numeri. Gli economisti lo chiamano un anello di retroazione. A scuola si studia di meno, compresa la matematica che se uno la impara bene gli serve a fare dei calcoli fatti bene non solo due più due fa quattro ma anche un ragionamento tipo se le richieste del tempo pieno sono cresciute del 7 per cento e tutti hanno chiesto almeno il tempo lungo, la signora Margherita dice solo del sette per cento, ma io rispondo: sì, solo, ma intanto il 7 per cento in più vuol dire il 7 per cento in più di maestre e invece da quell’altra parte c’è scritto che le maestre devono diminuire del 15 per cento in tre anni. Insomma non è che sto conto mi torna tanto. A lungo andare gli studenti escono da scuola che non sanno più contare. Guardano la televisione e bevono i numeri.
Il secondo esempio è questo. Tutti sanno, nei corridoi delle scuole, che i tagli interessano 43 000 docenti. La signora Margherita va alla Camera e dice: sì, però siccome ci sono 18 000 pensionamenti, i tagli interessano solo 32 000 docenti. Lascio da parte gli Ata perché il ragionamento è equivalente. Ora, a parte il fatto che la sottrazione non torna, tutto il calcolo è viziato da un equivoco. Cosa vuol dire taglio? Vuol dire che io prendo un foglio e lo faccio a quadretti tipo cento quadretti che stanno per un milione di posti occupati da docenti. 90 di questi docenti sono di ruolo e 10 sono precari. Il 1° settembre di un anno scolastico sono tutti occupati da un docente, titolare o meno. Zac un bel taglio con le forbici via 5 quadretti. Il 1° settembre successivo i quadretti sono comunque 95. Cosa è successo?
Questi esempi sono quelli di livello medio-basso. Poi ci sono i rompicapo. Uno l’ho letto su Tuttoscuola. Dice la signora Margherita: i tagli sono stati dolorosi ma indispensabili per reinvestire nella qualità. I tagli hanno fruttato due miliardi di risparmio che come tutti sapevamo serve a finanziare altre cose tipo risanare i debiti di Alitalia. E invece no: questi soldi ci permetteranno di rispondere alla maggiore richiesta di tempo lungo. Ma è bellissimo: sta dicendo che vuole restituire un certo numero di maestri alla scuola grazie al risparmio ottenuto con i tagli al personale. Molto finemente osserva l’ex ministro Fioroni: sono numeri al lotto. Ma si è dimenticato che in questo genere di equilibrismi il maestro insuperato è stato un certo ghibellin fuggiasco che si chiamava Walter Veltroni. Con un supplemento di faccia a culo che la signora Margherita per quanto si sforzi anche con una nuova parrucca proprio non ce la fa.
(23 aprile 2009)

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