Brigantaggio (2)

Quella che i mezzi di informazione, anche quelli più informati, si ostinano a chiamare maturità, ma non si chiama più maturità da almeno vent’anni, consiste di tre prove. La prima prova scritta è il tema di italiano, la seconda prova scritta verte sulle materie di indirizzo. Dopo che i candidati hanno sostenuto le due prove scritte, la commissione si riunisce e corregge i compiti assegnando 40 punti, 20 per l’italiano e 20 per le materie di indirizzo oggetto della seconda prova. Che si sommano ai 40 punti scaturiti dal cosiddetto credito scolastico. La terza prova, che i mezzi di informazione, anche quelli più informati, si ostinavano a chiamare quizzone, ma che non è stato quasi mai un quizzone, è stata abolita.

Dalle prove scritte si passa direttamente al colloquio. Che assegna i restanti 20 punti. Nel quale il candidato sceglie una busta dove trova non un quiz ma degli spunti per avviare il colloquio: «un testo, un documento, un progetto, un problema, un disegno, una fotografia». L’indicazione che viene dall’alto è: evitate di fare domande al candidato, specialmente sulle materie che ha studiato, è già stato rivoltato come un calzino durante i 5 anni. Ha già sofferto abbastanza. L’esame non è più un sistema per verificare che il percorso sia stato congruo, per ridiscutere la valutazione o semplicemente per mettere  uno studente di fronte a un esame. È diventato altro: lo studente deve dimostrate di sapersi muovere. Prendere in mano una fotografia e parlare. Completare un disegno con la propria fantasia. Si chiamano competenze trasversali, gente. Non è quello che ha fatto durante il suo percorso scolastico? Affari vostri. Uscendo da scuola, per andare avanti, come gli serviranno le competenze trasversali rispetto ai contenuti.

Poi ci sono dei piccoli problemi riguardanti le procedure. Come denuncia Skuola.net i candidati sono disorientati. O meglio: alcuni candidati sono disorientati perché non hanno mai sperimentato questa nuova modalità, pensano che potrebbero pescare una domanda su un argomento che non conoscono, non hanno avuto punti di riferimento per prepararsi, non sono convinti che i prof saranno clementi. Altri, più fortunati, sanno già cosa contengono le buste: «il 38% dei maturandi intervistati riporta che gli sono stati anticipati alcuni spunti inseriti tra quelli a sorpresa, il 10% che gli è stato comunicato l’intero elenco dei contenuti». Avranno tutto il tempo di prepararsi i percorsi. I primi li vedremo annaspare alla ricerca di collegamenti improbabili. E saranno bersagliati di domande dalla commissione che, da quest’anno, è schierata come un plotone. Gli altri mettendo in fila i collegamenti eviteranno di subire domande. Poi per fortuna c’è la presentazione multimediale della propria esperienza dii alternanza scuola-lavoro.

L’immagine in evidenza è stata gentilmente concessa da gc

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: