Gatto

Automa morbido e indistruttibile fornito dalla natura per essere preso a calci quando in famiglia qualcosa va storto.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo

La gatta, da quando s’è trasferita a Bologna ha messo su un’avidità, s’è messa a mangiare quattro volte al giorno Mangia come un avvocato le ho detto una volta a Francesca che era una cosa che la diceva sempre mia nonna del camino per intendere che consumava molta legna Mangia come un avvocato, diceva, e Francesca, quando ha sentito così si è messa a chiamare la gatta avvocato adesso anch’io, la chiamo avvocato, la mia gatta Paolo.
Paolo Nori, Gli scarti

Randy Lenz aveva scoperto che se riusciva a far avvicinare abbastanza un gatto domestico offrendogli un po’ di tonno, gli poteva buttare sopra il sacco Hefty e tirarlo su dal fondo in modo che il gatto rimanesse dentro il sacco, e poi chiudere il sacco che dànno insieme al sacco. Poi poteva mettere il sacco chiuso per terra vicino a un muro a nord o a una rete di recinzione o a un cassonetto e accendersi una sigaretta e accovacciarsi vicino al muro per guardare l’infinita varietà di forme che il sacco assumeva mentre al gatto agitato cominciava a mancare l’aria. Le forme diventavano sempre più violente e contorte nell’arco di un minuto. Quando il sacco smetteva di assumere forme, Lenz spegneva la sigaretta con un dito umettato per conservare il resto per dopo e si alzava e scioglieva il nastrino e guardava dentro il sacco e diceva: «Ecco».
David Foster Wallace, Infinite Jest

Cazzo, Paolo, sei il più gatto del novecento, forse anche dell’ottocento. Chissà se c’erano i gatti, nell’ottocento. Mi sa che non c’erano.
Paolo Nori, Diavoli

La mia gatta Paolo aveva cominciato l’anno con un comportamento che era quasi impossibile, da sopportare. La gatta Paolo nel ’99 aveva un atteggiamento che sopportarlo senza rappresaglie era quasi al di sopra delle mie forze, mi ricordavo. Te hai presente, gli dicevo alla voce, la regale indifferenza felina? Hai presente l’altera indipendenza caratteristica da secoli e secoli di tutti i gatti dell’orbe terracqueo, le chiedevo alla voce. La mia gatta Paolo, niente. Niente, le dicevo alla voce. Come mi stendevo sul letto mi veniva vicino, cominciava a mordermi le mani, non come quando era piccola, con dei morsi piccoli che facevano anche piacere, forte. Mi apriva anche delle ferite, dovevo dormire coi guanti. E quando mi alzavo, la mia gatta Paolo, credi che smetteva, le chiedevo alla voce. Non smetteva. Se ero seduto al computer mi ficcava le unghie nelle gambe fino a che non gridavo. Quando giravo per casa mi veniva dietro a miagolare fino a quando non la facevo giocare, la prendevo in considerazione come coabitante del mio appartamento almeno per dieci minuti, un quarto d’ora. Allora poi si tranquillizzava. Tu pensa, le dicevo alla voce, che anche quando mi sedevo a gambe incrociate a fare gli esercizi di concentrazione, che ero seduto per terra a gambe incastrate, le mani poggiate sulle ginocchia, e fissavo il quadrante dell’orologio, che si vedeva che ero impegnato, la gatta Paolo mi si avvicinava, cominciava a mordermi le mani appoggiate sulle ginocchia. Io facevo finta di niente, resistevo al dolore, lei di solito smetteva dopo cinque minuti.
Paolo Nori, Spinoza

Il gatto non offre servigi. Il gatto offre se stesso. Naturalmente vuole cura e un tetto. Non si compra l’amore con niente. Come tutte le creature pure, i gatti sono pratici. L’odio per i gatti riflette uno spirito gretto, stupido, volgare, bigotto. Con questo Spirito Gretto non ci può essere compromesso.
William S. Burroughs, Il gatto in noi

Io non conosco il gatto. So tutto sulla vita e i suoi misteri ma non sono mai riuscito a decifrare il gatto.
Pablo Neruda