Aria fritta 2.0

Estate o inverno (l’Estate è meglio), tutti hanno sempre qualcosa da dire sulla scuola, un’opinione qualificata, un consiglio da esperti, che naturalmente i mezzi di informazione rimbalzano immediatamente e con gioia, soprattutto se l’opinione qualificata parte da un informatore, e non putacaso da uno che la scuola la fa tutti i giorni. Questa volta è il turno di Enrico Mentana, il cui curriculum, da Berlusconi alla maratona, è noto a tutti. E che non è nuovo a esternare il suo pensiero sulla materia.

Dice Mentana: la scuola insegna cose antiquate e non prepara per il lavoro, gli insegnanti masticano poco inglese e webbe. Aria fritta 2.0: Berlusconi ci ha fatto una campagna elettorale con la scuola delle tre i (inglese, internet, impresa). La buona scuola ha introdotto a tamburo battente l’alternanza scuola-lavoro (che poi ha cambiato nome) per avvicinare i giovani al loro futuro. E sì, si fanno cose antiquate, ma molte classi sono dotate di lim (lavagna interattiva multimediale) dove i contenuti scorrono con sottofondi musicali accattivanti e intervallati da spot pubblicitari, in pieno stile webbe. E quasi dappertutto le noiose interrogazioni sono state sostituite da quiz, preludio alle domande cui gli studenti dovranno rispondere quando saranno fuori dalla scuola.

Gatta

La mia gatta Paolo aveva cominciato l’anno con un comportamento che era quasi impossibile, da sopportare. La gatta Paolo nel ’99 aveva un atteggiamento che sopportarlo senza rappresaglie era quasi al di sopra delle mie forze, mi ricordavo. Te hai presente, gli dicevo alla voce, la regale indifferenza felina? Hai presente l’altera indipendenza caratteristica da secoli e secoli di tutti i gatti dell’orbe terracqueo, le chiedevo alla voce. La mia gatta Paolo, niente. Niente, le dicevo alla voce. Come mi stendevo sul letto mi veniva vicino, cominciava a mordermi le mani, non come quando era piccola, con dei morsi piccoli che facevano anche piacere, forte. Mi apriva anche delle ferite, dovevo dormire coi guanti. E quando mi alzavo, la mia gatta Paolo, credi che smetteva, le chiedevo alla voce. Continua a leggere “Gatta”