RAYMOND CHANDLER Il bersaglio

[da «La signora del lago», traduzione di Oreste Del Buono, Feltrinelli, Milano 1996, pp. 185-7]

—Allora credete che abbia ucciso Lavery? — disse tranquillamente.

— Non lo credo, lo so.

— E volete sapere perché sono tornata indietro?

— Be’, in fondo, in fondo, cosa volete che m’importi? — dissi.

Ora rideva proprio, gelida e sprezzante. — Mi aveva fregato tutti i soldi. Tutti i miei soldi, spiccioli compresi. È per questo che sono tornata. Continua a leggere “RAYMOND CHANDLER Il bersaglio”

Minibot

[da Anna Isaac, I minibot italiani e la lezione della Grecia, «The Daily Telegraph», tradotto da «Internazionale», 1313, 28 giugno 2019]

I minibot sono delle obbligazioni con un valore di poche decine di euro che il governo vorrebbe usare per emettere nuovo debito. L’idea di fondo è chiara già nel nome, che abbina alla sigla bot (buoni ordinari del tesoro) il prefisso mini per indicare che i titoli in questione avrebbero un valore inferiore al minimo fissato per le obbligazioni emesse dal governo. Al momento non è chiaro se i minibot potrebbero essere usati per acquistare prodotti o servizi. In ogni caso per renderli valuta legale bisognerebbe cambiare le leggi italiane e obbligare l’intero sistema economico nazionale ad accettarli. Continua a leggere “Minibot”

Lasciamoli lavorare (21)

Un sito di news (al confine con le fake news) scolastiche riferisce che Salvini avrebbe detto «C’è ancora da fare la riforma della scuola». Tutti i governi degli ultimi vent’anni si sono intestati una riforma della scuola. Quindi il discorso fila: c’è stata una riforma Berlinguer, una riforma Moratti, una riforma Gelmini, c’è stata la sciagurata Buona Scuola di Renzi, ci sarà anche una riforma Salvini. Poiché finora è stato fatto pochino per la scuola, specie rispetto agli impegni contenuti nel contratto di governo, è venuto il momento di rimboccarsi le maniche.

In cosa consisterebbe poi questa riforma Salvini? Questo il sito di news scolastiche più seguito dai docenti italiani non lo dice. Ma non è difficile intuire quali potranno essere le linee guida di una riforma grilloleghista Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (21)”

Coscienza

Coscienza. Stato morboso dello stomaco che contagia la materia grigia del cervello e produce un conflitto mentale.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo (1911)

La ragione c’inganna troppo spesso […]. La coscienza, invece, non c’inganna mai: essa è la vera guida dell’uomo, è per l’anima ciò che l’istinto è per il corpo. Chi la segue obbedisce alla natura e non teme di sbagliare.
Jean-Jacques Rousseau, Émile

In materia di coscienza, la legge della maggioranza non ha valore.
Gandhi

Aria fritta 2.0

Estate o inverno (l’Estate è meglio), tutti hanno sempre qualcosa da dire sulla scuola, un’opinione qualificata, un consiglio da esperti, che naturalmente i mezzi di informazione rimbalzano immediatamente e con gioia, soprattutto se l’opinione qualificata parte da un informatore, e non putacaso da uno che la scuola la fa tutti i giorni. Questa volta è il turno di Enrico Mentana, il cui curriculum, da Berlusconi alla maratona, è noto a tutti. E che non è nuovo a esternare il suo pensiero sulla materia.

Dice Mentana: la scuola insegna cose antiquate e non prepara per il lavoro, gli insegnanti masticano poco inglese e webbe. Aria fritta 2.0: Berlusconi ci ha fatto una campagna elettorale con la scuola delle tre i (inglese, internet, impresa). La buona scuola ha introdotto a tamburo battente l’alternanza scuola-lavoro (che poi ha cambiato nome) per avvicinare i giovani al loro futuro. E sì, si fanno cose antiquate, ma molte classi sono dotate di lim (lavagna interattiva multimediale) dove i contenuti scorrono con sottofondi musicali accattivanti e intervallati da spot pubblicitari, in pieno stile webbe. E quasi dappertutto le noiose interrogazioni sono state sostituite da quiz, preludio alle domande cui gli studenti dovranno rispondere quando saranno fuori dalla scuola.

Gatta

Cazzo, Paolo, sei il più gatto del novecento, forse anche dell’ottocento. Chissà se c’erano i gatti, nell’ottocento. Mi sa che non c’erano.
Paolo Nori, Diavoli

La mia gatta Paolo aveva cominciato l’anno con un comportamento che era quasi impossibile, da sopportare. La gatta Paolo nel ’99 aveva un atteggiamento che sopportarlo senza rappresaglie era quasi al di sopra delle mie forze, mi ricordavo. Te hai presente, gli dicevo alla voce, la regale indifferenza felina? Hai presente l’altera indipendenza caratteristica da secoli e secoli di tutti i gatti dell’orbe terracqueo, le chiedevo alla voce. La mia gatta Paolo, niente. Niente, le dicevo alla voce. Come mi stendevo sul letto mi veniva vicino, cominciava a mordermi le mani, non come quando era piccola, con dei morsi piccoli che facevano anche piacere, forte. Mi apriva anche delle ferite, dovevo dormire coi guanti. E quando mi alzavo, la mia gatta Paolo, credi che smetteva, le chiedevo alla voce. Continua a leggere “Gatta”

Brigantaggio (2)

Quella che i mezzi di informazione, anche quelli più informati, si ostinano a chiamare maturità, ma non si chiama più maturità da almeno vent’anni, consiste di tre prove. La prima prova scritta è il tema di italiano, la seconda prova scritta verte sulle materie di indirizzo. Dopo che i candidati hanno sostenuto le due prove scritte, la commissione si riunisce e corregge i compiti assegnando 40 punti, 20 per l’italiano e 20 per le materie di indirizzo oggetto della seconda prova. Che si sommano ai 40 punti scaturiti dal cosiddetto credito scolastico. La terza prova, che i mezzi di informazione, anche quelli più informati, si ostinavano a chiamare quizzone, ma che non è stato quasi mai un quizzone, è stata abolita.

Dalle prove scritte si passa direttamente al colloquio. Continua a leggere “Brigantaggio (2)”

Nemico

La favola del bono italiano deve cessare […]. Per ogni camerata caduto paghino con la vita 10 ribelli. Non fidatevi di chi vi circonda. Ricordatevi che il nemico è ovunque; il passante che vi saluta, la donna che avvicinate, l’oste che vi vende il bicchiere di vino […]. Ricordatevi che è meglio essere temuti che disprezzati.

Alessandro Pirzio Biroli (1942)

ZOLTAN ISTVAN La cultura del chip sottopelle

[da The New York Times, tradotto da «Internazionale», 1309, 31 maggio 2019]

Migliaia di persone in tutto il mondo hanno un microchip nel corpo. Ma le leggi che regolano gli impianti sono poche e c’è molto scetticismo verso questa tecnologia

L’impianto di microchip negli esseri umani non è più fantascienza. Centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo hanno nel corpo un chip o un trasmettitore elettronico, spesso per scopi medici, come gli impianti cocleari per i sordi. Ultimamente, però, i sostenitori delle modifiche corporee e gli appassionati di tecnologia s’impiantano dei microchip per fare cose come accendere l’auto o pagare in bitcoin.

Il mercato degli impianti tecnologici per uso non medico non è regolamentato, ma la situazione potrebbe cambiare: gli inviti ad avere leggi più severe sono sempre più insistenti. Continua a leggere “ZOLTAN ISTVAN La cultura del chip sottopelle”

GRUPPO NO ALTERNANZA SCUOLA LAVORO (ROMA EST) Riprendiamoci la scuola

Riprendiamoci la scuola. Per il diritto allo studio e alla libertà di insegnamento

A coronamento della Legge Buona Scuola, della successiva approvazione delle otto deleghe (compreso il  decreto sull’inclusione malamente emendato), della riforma degli istituti professionali entrata in vigore lo scorso settembre, l’agenda politica avanza con il progetto di Regionalizzazione che, oltre alla scuola, porterà sotto il controllo delle nuove autonomie interi settori nevralgici come sanità, ambiente e infrastrutture, subordinandoli sempre più alle logiche aziendalistiche. Quest’ultimo provvedimento produrrà, tra gli altri danni, un ulteriore accorciamento della catena di comando dove il dirigente scolastico dipenderà più strettamente dalle istanze territoriali di tipo aziendale e la sua funzione di caporalato sui docenti e sugli Ata si farà ancora più pressante. Continua a leggere “GRUPPO NO ALTERNANZA SCUOLA LAVORO (ROMA EST) Riprendiamoci la scuola”