Lasciamoli lavorare (21)

Un sito di news (al confine con le fake news) scolastiche riferisce che Salvini avrebbe detto «C’è ancora da fare la riforma della scuola». Tutti i governi degli ultimi vent’anni si sono intestati una riforma della scuola. Quindi il discorso fila: c’è stata una riforma Berlinguer, una riforma Moratti, una riforma Gelmini, c’è stata la sciagurata Buona Scuola di Renzi, ci sarà anche una riforma Salvini. Poiché finora è stato fatto pochino per la scuola, specie rispetto agli impegni contenuti nel contratto di governo, è venuto il momento di rimboccarsi le maniche.

In cosa consisterebbe poi questa riforma Salvini? Questo il sito di news scolastiche più seguito dai docenti italiani non lo dice. Ma non è difficile intuire quali potranno essere le linee guida di una riforma grilloleghista (dove i grillo stanno per lo più a guardare, come hanno fatto finora). Due sono nell’immagine in evidenza. Autonomia. Intesa come regionalizzazione. Ma anche come potenziamento degli strumenti in mano al dirigente per sorvegliare e punire. Salvini ha ripetuto costantemente in queste settimane: chi fa politica a scuola deve cambiare mestiere. Anche fuori da scuola, come ci insegnano alcuni avvenimenti recenti. Sicurezza. Più cani e telecamere dentro le scuole. Controllo e repressione dell’illegalità. Abolizione dei contenuti in favore delle competenze. L’esame di stato, che si svolge in questi giorni, è un grande esperimento in questa direzione: le domande sono abolite. Il candidato viene valutato per come si sa destreggiare. Una disciplina della nuova scuola salviniana potrebbe essere: arrampicamento sugli specchi.

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