FRANCESCO MASALA Dio non gioca a DaD

[La Bottega del Barbieri, 6 giugno 2020]

Le lodi delle magnifiche sorti e progressive della didattica a distanza le lascio fuori da questo spazio, perché a essere larghi, di tutte le considerazioni possibili, quelle a favore sono al massimo il 5%.

Sento già gli entusiasti della dad (sempre minuscola) fremere, chi si contenta frema e goda.

Mi ricordano quei chirurghi che, alla domande dei parenti del malato, rispondono che l’operazione è andata bene, ma il paziente è morto.

Per la dad è lo stesso, l’operazione, per chi voleva guadagnare, in tutti i sensi, è andata bene, peccato che la scuola è morta, per quest’anno.

Ho avuto accesso ai risultati di un questionario inviato alle studentesse e studenti delle scuole superiori.

Indico alcune risposte significative.

Alla domanda che cosa ti piace di più della dad le risposte più frequenti sono state: non devo uscire e sto a casa in pigiama, e poi si studiano molte meno cose che a scuola.

Chiunque può capire perché qualcuno ami la dad, motivi chiaramente di ordine culturale, non ci sono dubbi.

Alla domanda se è più facile imbrogliare i docenti a scuola o con la dad, il 99,9% delle studentesse e degli studenti (senza mettersi d’accordo) risponde che con la dad è più facile imbrogliare (quale docente non ha visto ombre di genitori, gli occhi verso il telefonino o il libro, se la videocamera era accesa?)

Alla domanda se si impara più a scuola o con la dad, il 99,9% delle studentesse e degli studenti (senza mettersi d’accordo) risponde che si impara più a scuola.

Alla domanda se valgono di più i voti a scuola o con la dad, il 99,9% (senza mettersi d’accordo) risponde che valgono di più i voti a scuola.

Certo, le domande erano troppo chiare, e anonime, ma se fossero state più ingarbugliate e firmate, i risultati sarebbero stati ben diversi, sostiene il dott. Mangiafuoco, nuovo direttore magnifico del settore Comunicazione e Propaganda del Ministero della Scuola (appena arrivato, con un curriculum strepitoso, dal diplomificio Il paese dei Balocchi,)

E mi torna in mente una frase di Frank Zappa, sempre più vera, a causa anche della dad:

Se volete diventare pigri e stupidi andate al college o all’università. Ma se volete farvi un’educazione andate in biblioteca.

Alcune domande:

Tutti promossi vuol dire, per pochi o molti non importa, che l’anno prossimo si potranno fare due anni in uno (il prossimo anno scolastico e questo), il messaggio è che anche i ragazzi più deboli potranno fare due anni in uno. E quando il prossimo anno il Ministero della Scuola rilascerà una nota, firmata dal dott. Mangiafuoco, chiedendo, suggerendo, spingendo, consigliando, raccomandando di non penalizzare troppo i promossi ex Covid-19 di quest’anno?

Peggio di una bocciatura c’è solo una promozione ex Covid 19.

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