Outside the dawn is breaking but inside in the dark I’m aching to be free (2)

Jean-François Delfraissy, presidente del Consiglio scientifico Covid-19 che supporta Macron, sostiene che «nessuna scuola in Francia sembra essere stata un focolaio dell’infezione» (Dagospia). Una delle ragioni per cui la Francia è pronta a ripartire in modo graduale dall’11 maggio. Così come la Svizzera e l’Olanda. In Danimarca dal 15 aprile sono state riaperte scuole elementari e asili nido. Con alcune precauzioni: banchi distanziati, i docenti non si possono riunire in sala docenti, durante la ricreazione i bambini possono giocare solo in piccoli gruppi: «Arrivati a scuola ci si lava le mani all’entrata, ci sono segnali sul pavimento per indicare le distanze da rispettare e i bidelli disinfettano tutto almeno due volte al giorno» (Il Post). In Norvegia, dove sono state già riaperti gli asili nido, il 27 aprile riaprono scuole dell’infanzia, elementari e medie. In Germania scuole riaperte il 3 maggio, si parte con le scuole superiori: banchi distanziati di un metro e mezzo e sapone per tutti. In Spagna l’obiettivo è tornare a scuola a giugno. Nel Regno Unito il giorno del rientro potrebbe essere l’11 maggio (finora dichiarazioni contrastanti). In Svezia e Islanda le scuole non sono mai state chiuse. In Italia non è stato deciso niente. Non è dato sapere, al momento, neppure se l’esame di Stato sarà a distanza o in presenza.

 

 

 

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