RAFFAELLA MONTANI Le 5 fasi della DAD

Diario della didattica in quarantena: giorno 47

Noi docenti stiamo elaborando il lutto della perdita della scuola.
Qualcuno è rimasto alla fase 1 (negazione) e continua a far finta che questo simulacro di scuola, che stiamo recitando da due mesi, sia perfettamente sovrapponibile alla realtà precedente.
Molti sono passati alla fase 2 (patteggiamento) e vi si sono trovati così bene che lì permangono: sono quelli che ossessivamente ripetono «non c’è alternativa»; ammettono che vi sono dei problemi materiali, che pensano di risolvere con qualche tablet in comodato d’uso, un po’ di giga a prezzo scontato e soprattutto sommergendo i colleghi con videotutorial su tutto lo scibile appinformatico esistente e futuribile. Per tutto il resto la risposta è sempre «non c’è alternativa». Gli alunni scomparsi dai radar? Quelli il cui sguardo vuoto al di là della telecamera non riesci certo a colmare con «contenuti didattici»? La scuola come «comunità educante»? La libertà di insegnamento? La privacy? La legalità? Vittime degli effetti collaterali della pandemia, ma dopotutto non c’è alternativa.
Questi colleghi, bisogna dire, sono in ottima compagnia: La ministra e con lei la quasi totalità dei Dirigenti Scolastici sono con loro.
3. (rabbia) come tutti sanno, anche gli psicologi laureati alla facoltà di internet, nel lutto, dopo che fallisce ogni tentativo di patteggiamento, sopraggiunge la rabbia. Non c’è bisogno che ve la descriva, se siete arrivati a leggere fin qui senza sbottare che «non c’è alternativa», vuol dire che ci siete passati anche voi, o ci siete ancora dentro.
Beh, docenti arrabbiati, c’è una notizia buona e una cattiva: quella buona è che la rabbia non dura per sempre, quella cattiva è che la fase successiva è la
4. (depressione): quando non hai più modo di negare la perdita, di conservare le speranze di porvi rimedio, né hai forza sufficiente per mantenere viva la collera, accedi alla condizione di depressione.
C’è una grossa freccia rossa che lampeggia proprio sopra di me, che mi indica che io sono giunta a questo punto. Perciò, se c’è qualche fortunato collega che ha fatto il gran salto ed è giunto alla fase 5 (accettazione), non è che potrebbe lanciarmi un salvagente?

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