To everything turn, turn, turn (12)

Il ministro Fioramonti ha firmato il decreto Maturità: l’esame di Stato cambia anche quest’anno (cambiare sempre per non cambiare niente). «Torna il tema di storia» e «via le buste dall’orale» titola Repubblica. «Ho voluto ascoltare la voce dei docenti» dice il ministro Fioramonti. E ancora: «Non potevo ignorare il Manifesto firmato da una parte rilevante della società italiana. E ne ho condiviso la preoccupazione».

Ma anche no. Non c’è nessun «tema di storia». C’è la storia, come opzione di un testo argomentativo, dove uno storico parla di altri storici. Il testo argomentativo è già fatto, lo studente deve fare il riassunto e rispondere a delle domande di comprensione del testo. C’era anche l’anno scorso: un brano di Corrado Stajano che commenta le affermazioni di alcuni storici del XX secolo. C’era anche nella simulazione di marzo: un brano di Claudio Pavone che fa il confronto tra affermazioni di Momigliano e Marc Bloch e chiede: lo storico è uno che disseppellisce i morti o toglie la rena e l’erba che coprono corti e palagi?

Via le buste del colloquio, nel senso che i fogli saranno sciolti. Viene abolita la stressante (o divertente, vai a sapere) pesca dell’argomento. La commissione sottopone al candidato «una poesia, un elaborato, una raffigurazione e gli studenti potranno iniziare la loro esposizione e fare i collegamenti tra le materie». Cosa è cambiato? «La commissione preparerà il materiale e lo allargherà davanti allo studente, senza sorprese». Il colpo di spazzola di Fioramonti all’esame di Bussetti.

Le fonti: Repubblica, Tecnica della scuola e Televideo Rai. Secondo quest’ultimo il ministro dell’istruzione si chiama Fioravanti.

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